lunedì 4 gennaio 2016

Lothal


Lothal - Una strada commerciale


Il canale
Sprofondare indietro nel tempo. Non di 1000 ma di 4 o 5000 anni. L'India è anche questo, viaggi per quello che è quasi un continente e trovi tracce di civiltà di ogni epoca, dalle più recenti a quelle di cui pare si sia perduto anche il ricordo. Le terre che sto percorrendo sono parte della cosiddetta valle dell'Indo, anche se in effetti il fiume è molto lontano da qua. Questo territorio probabilmente un tempo tra i più fertili e climaticamente favoriti, è stato popolato da tempi immemorabili e poi percorso da eserciti bramosi di conquista. Calarono gli Arii sovrapponendosi a tutto il preesistente e mettendolo nell'oblio totale, ci arrivò Alessandro e fiorì l'arte del Gandara, poi le schiere Moghul con la loro architettura fantasiosa e filigranata, ma cinque millenni or sono, prima di tutti, fiorì in questa terra la civiltà di Harappa e di Mohenjo Daro, due città i cui resti sono ora in territorio pakistano. Una cultura sorprendentemente avanzata, forse la prima della storia in cui l'uomo si è organizzato in comunità che è già possibile definire come città, dove era ormai definita una suddivisione di compiti, di mestieri, in cui fiorivano il commercio e tutto quello che ha dato luogo al concetto di mercato, semina alla base di tutto il futuro dell'uomo. Lothal è una città più piccola, se paragonata alle due sorelle maggiori e situata all'estremo sud di questo territorio, potremmo dirla periferica, contando tuttavia diverse decine di migliaia di abitanti, che per il 1900 a.C era una cifra incredibile.

La pianura con affioramenti di sale
Avevo un appuntamento con questo luogo perduto tra le distese in cui il sale affiora malevolo per impedire anche una misera agricoltura. Lo avevo mancato trenta anni fa per mancanza di tempo e questa volta il richiamo è stato irresistibile. Le vestigia oggi visibili sono minime, tanto che le guide la indicano come una visita dedicata agli specialisti ed agli appassionati, ma considerato che le costruzioni del tempo in questa area, erano in mattone se pur già cotti e non in pietra, si riesce ancora nitidamente ad individuare lo schema delle costruzioni, i forni, i negozi, i magazzini, la parte della necropoli e soprattutto il bacino che costituiva un vero e proprio porto interno che portava fin qui, attraverso un canale, le imbarcazioni dal vicino golfo di Gambay. Con ogni probabilità si tratta del primo molo della storia dell'umanità. Nel reticolo urbano si individua ancora bene una sorta di sistema fognario e di distribuzione dell'acqua, insomma cose assolutamente rivoluzionare per quell'epoca così antica. I maligni dicono che grandi quantità di mattoni sono stati predati da qui per costruire una ferrovia non lontana, ma forse anche questo è parte della leggenda. Oggi la landa appare desolata e seccagna, tale da far apparire il luogo disperso in una campagna desertica, un sito solitario e sottoposto all'insulto della calura soffocante. Siamo ormai in inverno, ma un sole violento rende ugualmente penoso aggirarsi tra le rovine e corri a cercare riparo tra i muri del piccolo museo dove sono malamente esposte, in volenterose vetrine poco illuminate, statuette votive di terracotta, sigilli, monete, formelle con bassorilievi e monili di grande eleganza e foglie sottilissime di oro battuto. Vasellame dai disegni geometrici ricercati e complessi e tavolette con le tracce di una scrittura complessa.

La città di Lothal
Il sapere è sempre alla base dello sviluppo umano e lo scambio di idee è l'humus su cui cresce la forza delle popolazioni. I mercanti ne sono sempre stati i principali portatori e la civiltà di Harappa era fatta principalmente di commerci che andavano dalla penisola araba fino ai lontani paesi dell'Asia del sud,  forse fino alle coste africane. Dopo millenni questa civiltà si esaurì, forse per le difficoltà insorte a causa dei cambiamenti climatici o in coincidenza con la calata feroce degli Arii da nord, barbari guerrieri che di questi popoli miti fecero un boccone cancellandoli dalla storia, ma le loro conoscenze si sparsero anche in aree lontane e furono certamente di innesco a chi arrivò successivamente. C'è una stana sensazione nell'aria afosa di Lothal; se conosci questa storia non riesci a rimanere insensibile al richiamo ed alla grandezza di un passato tanto lontano. Vale la pena percorrere la stradina malamente asfaltata che ti porta fin quaggiù dopo aver lasciato l'autostrada che ti fa arrivare da Ahmedabad in un paio d'ore. Il mare ormai è lontano ed i fiumi che forse un tempo percorrevano queste pianure sono ormai soltanto stagionali, figli del monsone, che prendono vita solo se in quell'anno è ricco e potente. Il golfo, che si insinua profondamente nella piana disegnando la tozza penisola del Gujarat, fu la meta della famosa marcia del sale che, attraversata tutta la pianura arrivò fino al mare segnando l'inizio del processo di indipendenza dell'India.

Pozzo e canalizzazione dell'acqua
Ma oggi, da questa terra gialla solo leggermente ondulata non hai percezione di questi fatti recenti e se rimani solitario tra le rovine, cosa assai frequente data la scarsità di visitatori, quasi non riesci a cogliere la categoria temporale e quelle sagome che arrivano, ancora lontane, comparendo dietro quella duna, potrebbe essere un gruppo di pastori Bishnoi che pascola un gregge infinito di capre dal vello cisposo e scuro o una antica carovana che giunge dopo settimane di marcia dal deserto del Kachch o chissà, ancora da più lontano per scambiare merci, per comperare derrate e poi ripartire verso sud. Il tempo non si identifica facilmente tra queste ocre gialle, polvere densa come un mare chiuso e povero di onde, dove galleggiano mattoni smozzicati e cocci di anfore spezzate dagli anni o dall'alternarsi del freddo della notte con l'insopportabile afa del mezzodì. Bisogna spostarsi verso sud, tornare alla strada grande, solo allora vedi e riconosci il tuo di tempo; all'incrocio sorge ormai un gruppo di costruzioni, le pompe che distribuiscono la linfa vitale che consente il movimento alle nostre carovane, il caravanserraglio dei nostri giorni con le catene più note che nutrono e dissetano. Il grande spazio interno gremito non da dromedari impastoiati ma da lamiere colorate e roventi. Le insegne si vedono da lontano. Il colore fa riconoscere la notorietà del marchio, hamburger, pepsi, ragazze in jeans che scacciano con gesto annoiato il velo della dupatta rossa col bordo dorato per lasciar più libero il viso per la foto da condividere sul social. Chissà, forse, senza quei mercanti che portavano stoffe e granaglie su barche che affrontavano l'oceano, su cammelli in lunghe file per attraversare i deserti, non ci sarebbe stato neppure facebook.


Al bar
SURVIVAL KIT

Lothal - Fondamenta
Lothal - Sito archeologico a 78 chilometri da Ahmedabad. Percorrere l'autostrada per Bhavnagar per 54 km fino a Bagodara, poi girare a sinistra, il sito, indicato è a 19 km. L'ingresso costa 5 R e comprende la visita all'area archeologica, abbastanza vasta, dove è evidenziata una parte del reticolo urbano attorno al bacino in secca e al piccolo museo, comunque interessante. La zona della necropoli è un po' più lontana e di difficile identificazione. La deviazione, un paio d'ore in tutto, merita comunque di essere fatta se in ogni caso state procedendo verso sud, sia per andare verso Mumbai o che facciate un giro circolare nel sud del Gujarat. Comunque tutte le agenzie turistiche di Ahmedabad organizzano l'escursione che dura una mezza giornata tra andata e ritorno. Ricordatevi che la possibilità più vicina di avere cibo o soprattutto acqua è a 20 Km di distanza e fa molto caldo, quindi portatevi le scorte di cui avete bisogno.



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