domenica 19 giugno 2016

Viaggio in Toscana 4 - Vino e archistar


Un  vigneto a Cinigiano

 
La palazzina uffici di ColleMassari
Che la Toscana sia terra da vino quasi sopra ogni altra (anche se come piemontese avrei da dire su questo, ma non voglio insistere perché ero ospite) è fatto noto, ma la cosa più interessante è che quaggiù ci hanno sempre saputo fare nel valorizzare il prodotto attraverso quello che oggi chiamiamo marketing ed immagine. Dunque attraversiamo le terre di Montalcino che ormai sono diventate un brand così famoso nel mondo che neppure le più stupide truffarelle dei cretini che quando gira il soldo cercano sempre di essere più furbi di tutti, sono bastate per intaccarne la sostanza e ormai si va per prenotazioni per cinque anni avanti a prezzi d'affezione. Questo naturalmente si tira dietro tutto il resto, mettici un prodotto di base, il Sangiovese che di per sé è garanzia di una buona partenza, un enologo di vaglia che sappia il fatto suo, aggiungi poi una terra di una bellezza unica ed è facile costruirci sopra delle nuove avventure commerciali di una certa portata. Ecco dunque che nomi importanti che hanno quattrini a palate hanno pensato che fosse giusto ed interessante investire somme di un certo rilievo da queste parti, per creare aziende nuove, di acconce dimensioni con l'intento di produrre vini di alta gamma che potessero sfruttare quanto già è noto del territorio. Diciamo che così si parte già da una buona rendita di posizione. 

La cantina di invecchiamento
Per metterci sopra il carico da 11 qualcuno ha pensato, con intelligenza aggiungo io, che visto che l'investimento era importante, tanto valeva aggiungere ancora qualcosa e far progettare la nuova cantina da un architetto famoso, in modo da poter aggiungere un ulteriore punto di interesse e di bellezza all'operazione tutta. Ormai questa pare la tendenza dei grandi nomi di tutto il mondo. Capita dunque di poter visitare da queste parti aziende vitivinicole create ex novo da non molti anni, i cui edifici sono stati disegnati da nomi noti. Noi abbiamo avuto l'opportunità di visitarne due. La prima è la cantina Colle Massari a Cinigiano progettata dal famoso Edoardo Milesi scelto probabilmente proprio perché è uno dei più importanti esponenti della bioarchitettura sostenibile in Italia. Questo naturalmente è in linea con gli indirizzi che sembrano essere l'asse portante della produzione aziendale e del suo marketing, puntare su un'alta qualità in un territorio vocato, ma con un indirizzo totalmente biologico, dalla tecnica colturale del vigneto, alla vinificazione e quindi anche tenendo conto di un progetto tecnologico di cantina che tenga conto di questo fatto. Ora sapete bene come la penso su questi atgomenti, purtuttavia, se uno fa un investimento (e qui di soldi ce ne sono stati messi molti) lo fa seguendo quello che secondo lui gli può portare a casa il risultato migliore e siccome oggi questa è la direzione in cui tira il vento, lì si è scelto di veleggiare. 

La cantina Rocca di Frassinello
Cosa quanto mai calzante visto che una parte del grano arriva proprio da quel Bertarelli che da operazioni come quella di Alinghi e questa del vino, penso voglia ricavare oltre che al piacere di un passatempo di lusso, anche un risultato economico. Questo naturalmente sarà tutto da vedere spulciando i libri contabili, nel nostro caso invece dobbiamo apprezzare, l'idea architettonica della cantina che affonda le sue sale di lavoro nel ventre della collina con a fronte un paesaggio straordinario, a contatto con la roccia del sottosuolo che compare a vista tra le file ordinate di barriques e delle botti di rovere. Diciamo un 600.000 bottiglie, prodotte assieme ad altri due poderi di cui uno nella zona di Montalcino, per conquistare il mondo con prodotti d'affezione. In fondo l'Italia ha anche molto bisogno di queste cose. Certo assaggiare vini nella grande sala progettata all'uopo con vista sulle colline circostanti, tra bruschette, salami e prosciutti di qualità, assaggiando alcuni dei loro vini (certo non il Brunello riserva da 180 €) è un bel piacere, ve lo garantisco. 

La barricaia
Discorso parallelo per la Cantina Rocca di Frassinello a Gavorrano  progettata da Renzo Piano nel cuore della zona del Morellino di Scansano, altro vino di punta della Toscana. Bisogna dire che questa costruzione appaga davvero la vista e, pur essendo modernissima e perfettamente coerente con lo stile dell'archistar, appare assai armonizzata con l'ambiente circostante, in gran parte nascosta alla vista e assolutamente funzionale al suo scopo primario, quella di produrre un vino di altissima qualità. Certo il colpo d'occhio più forte ce l'hai quando superate le porte esterne della porzione "tecnica" arrivi nel perfetto ambiente della barricaia, che scende attraverso una serie di gradoni, come in un antico teatro nel ventre della collina. Qui la luce naturale può penetrare solo attraverso una piccola apertura dall'alto ed allora il raggio di luce che scende in basso ad illuminare le piccole botti guidato da una serie di specchi, trasforma  l'ambiente nella sacralità di una chiesa. Fateci un salto se venite da queste parti, sono due visite interessanti, tanto per capire in che direzione sta andando la vinicoltura italiana e mi raccomando, assaggiate, assaggiate, assaggiate.

Paesaggio

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2 commenti:

Juhan van Juhan ha detto...

Dai confessa che ti pagano per questi post. O davvero ci faccio un salto a verificare che i vignaioli toscani siano --come dire-- più dei nostri.

Enrico Bo ha detto...

@Juhan - Accidenti lo vorrei con tutto il cuore, anzi se qualcuno fosse interessato a pagarmi o ad indicarmi qualche altro intenzionato a farlo, si faccia pure avanti, sono disposto a dichiarare che il biologico è il meglio e che dovrebbe essere l'agricoltura del futuro. Tranquilli un espediente per giustificare il voltafaccia lo troverò sicuramente da maestro di retorica qual mi ritengo. Quanto ai vignaioli toscani l'impressione in generale è che lì sia arrivata e continui ad arrivare una valanga di soldini per investire in immagine che magari scendesse anche da noi in ugual misura.

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