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lunedì 6 luglio 2015

Tzipras ha vinto, viva Tzipras




Ancora Grecia? Beh gli avvenimenti lo impongono. Un referendum farlocco, con la richiesta di votare se si era favorevoli o meno ad un accordo che già non esisteva più, certo non una prova di democrazia, ma solo di populismo demagogico escogitato dai giocatori di poker per risedersi ad un tavolo con carte leggermente migliori. Un bell'azzardo, perché dall'altra parte se fanno un referendum (e mi sembra che avrebbe lo stesso diritto di esistenza a questo punto) negli altri 17 stati, sul fatto se vogliono ancora la Grecia nel club a ricevere ancora altri soldi, questa verrebbe cacciata a calci dal 90% almeno dei votanti. Oltretutto la faccia tosta con cui il personaggio, a poche frasi di distanza nel discorso della vittoria dichiara, vogliamo la ristrutturazione del debito (cioè non pagarne una parte rilevante), ma da lunedì vogliamo dalla BCE altri soldi perché non ne abbiamo più, abbiamo finito quelli che ci avete prestato ieri, ce li dovete dare e basta e noi faremo quello che decidiamo di fare noi, metteremo noi le condizioni. Vogliamo restare nell'Euro, un bancomat dove andare a ritirare man mano i soldi che ci servono. Senza nessuna vergogna. Un po' troppo, non vi pare. Con ulteriore astuzia poi ha fatto dimettere il motociclista faccia di bronzo. Tzipras ha vinto, viva Tzipras, vedremo cosa produrrà tutto questo per il suo popolo, che comunque se lo è votato e quindi giustamente se lo merita. La cosa sconcia davvero è stata invece la sfilata degli avvoltoi italioti, che naturalmente sul posto non sono stati neppure, scusate il francesismo alessandrino, cagati di striscio. 

In piazza solo per sparare sul proprio governo, dai grilli parlanti stelluti, neri neri e citati dall'establishment greco solo per dire che non avevano capito niente, ai felpati inneggianti alla vittoria e contemporaneamente sulla linea del neanche più un soldo alla Grecia che se ne vada per i fatti suoi, ai Sellini ormai in preda ad una isteria comunarda che non si vedeva da tempo, le sorelle d'italia abbracciate ai fassiniani e alle salta ché, tutti uniti appassionatamente. Hanno vinto tutti, tutti addosso a Renzi, che squallore! Oggi volevo fare un pezzo sulle colpe dell'Europa nella crisi greca, che si sarebbe potuta risolvere con quattro soldi  qualche anno fa, sicuramente con meno di quanto perderanno le borse in questi giorni, mentre altrove ci sono problemi ben più grossi, che non compaiono neanche sulle pagine dei giornali, lo sapete che in un mese la borsa cinese ha perso oltre il 30% (oltre 1200 miliardi di euro, l'equivalente di molte volte il PIL greco?) e queste non sono cose che rimangono senza conseguenze nello scacchiere mondiale, ma ho capito che è inutile. Al simpatico pokerista è rimasta in mano solo una carta, quella del ricatto di passare dall'altra parte, nella squadra di oltre cortina si sarebbe detto una volta, potrebbe anche essere una mossa vincente chissà, per il resto ha quasi perso tutto, staremo a vedere. Intanto Tzipras ha vinto, viva Tzipras, tutti in piazza a festeggiare (veramente non sembravano poi molti in piazza Sintagma). Intanto oggi ad Atene le banche sono chiuse, staranno cominciando a stampare i patacones o come li chiameranno lì, magari απορρίμματα χαρτιού, avrà pure vinto ma le sue promesse sono come quelle elettorali, promettere con i soldi degli altri non è così automatico. Adesso scusatemi che vado a fare un salto in banca a ritirare qualcosa, se è ancora aperta.


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giovedì 24 maggio 2012

Suicidi ed economia.

Voglio tornare su un argomento ormai troppo abusato e che sinceramente mi infastidisce e di cui non avrei voglia di parlare, ma basta andare per la strada e sentire le litanie da disperati e gli stessi giornalisti che ogni sera si scagliano contro questo governo che mi fa montare la schiuma alla bocca. Dei politici non parlo neanche. Che questi, che hanno affossato il mio paese, abbiano ancora il coraggio di mostrare la faccia e di parlare, è normale, se no, non avrebbero fatto quel mestiere. Lo so che sto parlando come un grillino e questo mi fa orrore, ma questa gente non riesce a capire che si sta uccidendo da sola, ad ogni parola che pronunciano precipitano sempre di più nel guano che li farà affogare. Invece è più fastidioso il grido di dolore, che come avevo già accennato viene quasi sempre, non da chi si trova davvero in difficoltà, ma da quelli che generalmente hanno contribuito con i loro comportamenti a crearla. Negozianti che non ti fanno uno scontrino giusto neanche coi finanzieri alla porta e professionisti a cui la parola fattura provoca shock anafilattici, tuonano contro chi non paga le tasse e contro il governo che le fa pagare sempre agli stessi e infine l'ultima novità: attenzione, cercate di camminare al centro della strada se volete evitare di essere centrati dalla gente che si lancia dalle finestre a causa della crisi economica. 

Piove e come sempre : governo ladro. I giornali titolano: Impennata di suicidi, infami politicanti interpellano Monti perché relazioni sull'impressionante ondata di morti per troppe tasse. E' chiaro che ogni singola persona che sceglie questa tragica strada è un dramma insanabile per chi gli sta vicino e per la società che non lo ha aiutato, ma è vero che bisogna registrare questo aumento di vittime a causa della più forte crisi economica di tutti i tempi? Le fredde cifre dicono esattamente il contrario. In Italia si contano circa 3000 suicidi all'anno, mentre erano circa 4000 all'inizio degli anni novanta. In realtà la motivazione economica è la meno rilevante tra questi, infatti quasi la metà si toglie la vita per motivi di salute, una su 10 per motivi di cuore e solo una su 20 per motivazioni economiche. Sempre troppe sicuramente, ma bisogna rilevare che questo ha pochissima rilevanza con la situazione creatasi negli ultimi mesi, infatti se vogliamo considerare le cifre che non mentono mai, al contrario dei media che hanno bisogno di enfatizzare le notizie per avere ascolto, tra l'inizio di quest'anno e l'8 maggio si sono avuti 38 morti imputabili a ragioni economiche pari a 0,29 al giorno (circa un decimo delle morti sul lavoro, tanto per dire, ma questo non c'entra), mentre nel 2009 è stato  0,54 e  0,51 nel 2010, come a dedurre che si sono praticamente dimezzati, anche se rimangono sempre troppi e anche uno solo lo sarebbe, altro che impennata dei suicidi! 

Volendo poi fare un paragone con gli altri dobbiamo rilevare che la Germania che se la passa meglio di tutti sul fronte economico ha una percentuale di suicidi doppia della nostra (e in Finlandia, altro paese che gode, il quadruplo), mentre la miseranda Grecia nella cacca fino al collo e sull'orlo della guerra civile, ne registra la metà di noi. Credo quindi  che tutto questo battage pubblicitario sull'argomento sia uno dei tanti modi per dare addosso immotivatamente a chi cerca (finalmente) di risolvere in pochi mesi quello che gli altri hanno distrutto nell'ultimo decennio, anche se non mi ricordo bene chi governava in questo periodo. Una delle tante scuse per minare (non solo materialmente) Equitalia che cerca di far pagare le tasse a chi ha sempre cercato di svicolare, perché tanto, ritarda ritarda alla fine si guadagna. Chi le tasse le ha sempre pagate di Equitalia se ne fa un baffo, date retta a me. E allora via tutti insieme a cercare l'uomo nuovo che occupi gli spazi perduti dalla destra, ma attenzione, come suggerisce Enzo Sara, Montezemolo, dopo le prove libere del Gran Premio di Montecarlo ha ritoccato i suoi piani, non vuole guidare un partito di massa, ma un partito di Alonso.


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sabato 10 dicembre 2011

L'insostenibile leggerezza della manovra.

Bisogna stare attenti a passeggiare per le strade in questi giorni. Se non si cammina rasente al muro, si rischia di essere inondati dagli scrosci di lacrime e dagli schizzi di sangue dei feriti gravissimi che si aggirano per le strade con le aorte squarciate, contornati da vedove e figli gementi che li  piangono, con geremiadi configurate su mantra classici (equità, ben altro, chi non ha mai pagato, ecc.). La famigerata manovra  che tutti concordavano, dovesse essere fatta, non ha ancora dispiegato la sua ala nera e caliginosa e già le piazze si riempiono per l'assalto ai forni. La folla, lo aveva già bene dipinto il mio collega Alessandro, è come un mostro acefalo, pronto a farsi guidare dal primo arruffapopolo disponibile, si sa, ma qui per scegliere i Masaniello, bisognerà fare un casting peggio che al Grande Fratello. Ma possibile che nessuno si ricordi che stiamo per precipitare in un burrone che significherebbe, per la parte debole della popolazione, almeno una buona metà, finire alle mense dei poveri, posto che ancora ci fossero o a dormire nei cartoni, come è accaduto nei paesi che hanno fatto default e che qualunque misura presa per tentare, ripeto, ho detto tentare di evitare ciò, è infinitamente preferibile? L'intelligente  strada scelta, di mettere a prendere le decisioni qualcuno che non avesse interesse al consenso, è di per sé garanzia che quantomeno si tenti di salvare il cucuzzaro ed i sacrifici richiesti, per quanto possano apparire dolorosi, sono sempre enormemente meno gravi del quasi inevitabile crollo. 

Fosse stata fatta qualche mese fa, questa scelta, tutto sarebbe stato più facile, ma forse le resistenze sarebbero state ancora più forti; adesso che siamo davvero alla fine, l'inevitabilità delle scelte dovrebbe essere chiara. I provvedimenti proposti sono gli stessi che chiedevano, un po' da destra e un po' da sinistra, gli stessi che adesso mettono pelosi steccati, tutti fasulli naturalmente, ma eretti al solo fine che i propri elettori se ne ricordino tra un anno e mezzo. Ognuno fa il suo miserabile gioco delle parti di facciata, dai sindacati, agli oppositori schierati dentro e fuori al parlamento, a quelli che invece sostengono nei fatti il governo, tutti tesi solo a guadagnare consensi futuri. I giornalisti, poi sono i peggiori, perché, bisognosi di avere un po' di litigiosità da presentare, danno spazio proprio al peggio ed alle tesi più strampalate, ai vari coccodrilli che popolano le fogne di tutto il mondo, ma che i meno preparati prendono poi per buone e possibili. Comincia così l'assalto alla diligenza da parte di chi, se sa fare bene i conti, spera alla fine che le sue grida non saranno accolte, così da poter poi dire a suo tempo al popolo bue "vedete io vi ho difeso fino alla fine, ma non ho potuto fare di più, votate per me!". Vedete, io, se si esclude l'innalzamento dell'età pensionabile e le barche e gli aerei, sono colpito pesantemente da tutti gli altri provvedimenti, ma cerco di riflettere sul fatto che il non pagare quelli che comunque sarebbero spiccioli se rapportati alla perdita quasi completa dei risparmi, del proprio reddito (pensioni o lavoro che sia) e di tutto il resto, sarà comunque assai meno pesante. 

Al limite posso mandare le mille maledizioni a chi nei decenni ci ha condotto a tutto questo, me incluso, anche se sarebbe molto più facile dare la colpa ai "banchieri", agli "speculatori", ai "burocrati", tutti utili uomini neri da mitizzare e su cui far convergere le colpe da parte dei milioni di vecchiette che si rallegravano quando i BOT in cui mettevano i loro piccoli risparmi davano il 15% di interesse o di quando sono andate in pensione a 14 anni 6 mesi e 1 giorno. E badate bene, in fondo anche ai politici, che hanno fatto niente altro che quello che la gente chiedeva loro per votarli; se poi nelle pieghe hanno anche pensato soprattutto a sé stessi, come non capirli, eheheheh.  In realtà tutti sarebbero d'accordo, pur che non venissero toccati personalmente, ma che i colpiti fossero gli altri, anzi ben altri, quelli che non hanno mai pagato, ecc. quando qualunque studentello di economia del primo anno sa bene che se non colpisci nel mucchio e tutti, di soldi veri e tanti e subito, non riesci a portarne a casa. Ma non turbatevi, non sono gli italiani i soli a guardare solo alle loro tasche, in Europa è la stessa cosa. 

Così tutti i politici europei, che nell'intimo sono ferocemente antieuropeisti, perché alla fine Europa significa perdita di potere, proni alla necessità di non perdere consenso dai propri elettori, non accettano misure necessarie e salvifiche o le introducono a metà, quando non se ne può più fare a meno, presi per il collo ed in misura comunque insufficiente, quando ad esempio, se si fosse intervenuti subito e con decisione sulla Grecia, si sarebbe forse risolto il problema con quattro soldi. Alla fine qualcosa fanno, ma  a rischio, che non essendo interventi decisi e completi, potrebbero non convincere e si sa che quello che conta è la sensazione. Chi, ancora più miope, come la perfida Albione, si chiama fuori, tra il plauso globale dei suoi stessi sudditi ciechi (non cechi, che quelli hanno capito), che ieri sera alzavano le pinte nei bar, mostra in effetti una debolezza ancora maggiore, quella che ti spinge a chiuderti a riccio, nell'egoismo folle di chi pensa di poter fare tutto da solo, mentre nella realtà si indebolisce sempre di più, come ben sottolinea l'Economist, che già sul nostro simpatico ex ci vedeva lungo. Ma si sa che già all'inizio si diceva che gli inglesi erano disposti ad entrare nell'Unione Europea a patto che tutti gli altri ne uscissero. Ragazzi, date retta a uno che non se ne intende, paghiamo quel che c'è da pagare, lanciamo qualche maledizione (ma ragionando, indirizzata a chi ha preceduto, non a chi ci fa pagare) e speriamo solo che questo e quelle cose che ancora dovrà fare il serio Monti, le faccia e soprattutto che bastino ad evitare il disastro. Sarò pure afflitto dalla sindrome di Stoccolma, ma frustaci Monti, frustaci senza pietà.


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