giovedì 20 novembre 2008

Estinzione

Un amico mi manda questa testimonianza:

- Come forse qualcuno sa (perché me ne vanto spesso) ho una lavatrice vecchia di 15 anni che fa benissimo il suo dovere. Qualche giorno fa si è bloccata, e pensando fosse giunta la sua ora mi sono rassegnata a sostituirla.Vado da Trony, poi da Mediaworld. La scelta è fra decine e decine di lavatrici "moderne", piene di ogni sorta di ammennicoli, con mille programmi surreali quali "igienizzazione bavaglini" o "risciacquo fodere auto" o "delicato per sottovesti nere". Non mi servono, e non voglio microchip e schede che si sfasciano a guardarli. Chiedo all'addetto:"Mi mostra qualche lavatrice meccanica?"Risposta: "Mi spiace, sono tutte elettroniche."Io: "Ma mi va bene anche una cinese da 200 euro, o una Miele da 1400, basta che sia meccanica!"Lui: "Non esistono. Non le fanno proprio più." Torno a casa depressa, poi mi ricordo di un negozietto polveroso in zona, con l'insegna "Riparazione elettrodomestici". Vado, e conosco Fausto.
Ora so cosa immaginate: il vecchietto simpatico, portatore di un'antica sapienza artigiana ormai scomparsa, ultimo reduce della filosofia di vita dei nostri nonni. Invece no. Fausto ha il codino, l'orecchino, ha trent'anni ed è piuttosto incazzato per lo spreco che vede in giro. Mentre armeggia finalmente sulla mia lavatrice, mi spiega: "Le lavatrici elettroniche hanno schede che si rompono non appena prendono una bottarella. Il ricambio costa due o trecento euro, così conviene ricomprarla nuova. Ormai le lavatrici si cambiano ogni tre o quattro anni. Invece questa lavatrice che hai è eterna: ha pochi pezzi meccanici, quando se ne rompe uno si cambia con trenta o quaranta euro, va avanti decenni." Poi si ferma, e mi sussurra: "Ma se ti servirà una lavatrice meccanica, noi le abbiamo. Teniamo un'officina apposita: le ritiriamo, le rimettiamo a nuovo e le rivendiamo. Sono perfette, costano 150 euro." Quanto un'elettronica cinese. Non ci credo, mi viene la frenesia dello shopping, vorrei andare a scegliermi sottobanco una bella lavatrice "nuova" annata '99, magari con una centrifuga migliore... Ma non serve: Fausto ha finito, la vecchia Candy ha un tubo nuovo e torna a lavare perfettamente. Mentre esce mi avverte: "Ripariamo tutto, lavatrici, lavastoviglie, aspirapolvere, e anche i ferri da stiro". Lo vedo andare via con la sua cassetta dei attrezzi e il suo codino, e penso che un ferro da stiro nuovo costa appena 15 euro. Buona fortuna Fausto, nella tua resistenza quotidiana contro un sistema assurdo e molto più grande di te. E grazie per il servizio che rendi. -

Ora, come si fa a non sentirsi vicino a questi assunti. Anche io, d'istinto, con le lacrime agli occhi vorrei abbracciare il buon Fausto, ma cercando di andare oltre il sentimento e guardando un po' al di là della siepe, se si vuole con mente sgombra da preconcetto, bisogna considerare che il sistema su cui è fondata la nostra civiltà, a cui nessuno vorrebbe e nemmeno potrebbe rinunciare, è fondato e funziona sul consumo. Fa bene alla coscienza sognare che la via di Fausto ci salverebbe (specie se la percorressero quei rompiballe di cinesi), ma la crisi di questi giorni ci mostra l'evidenza che quando molla il consumo (perchè la gente non ha più i soldi per consumare, non certo perchè sceglie di non farlo) crolla il mondo, specialmente di chi già sta male; milioni di disoccupati, gente che perde la casa, il lavoro, tutto quello che ha e che non vuole perdere a nessun costo. Non credo che sia possibile scegliere, la nostra specie è destinata all'esaurirsi delle risorse ed all'autodistruzione secondo la sindrome pasquiana. Fausto nella realtà, col suo snobismo verso i prodotti cinesi, tipico del ricco che fa il naturale, il biologico, l'adoratore di un buon tempo che non è mai esistito, si è già estinto.

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