venerdì 18 ottobre 2013

Prendere il thé.


Dovremmo prendere l'abitudine di considerare come veri piaceri della vita, le cose piccole e apparentemente prive di grandi significati, ritrovandovi piacevolezze che aiutano a considerare il resto delle cose grandi più accettabili. Bere il thé è sempre stato considerato in oriente, come uno di questi piaceri. Porvi particolari attenzioni ne amplificherebbe di certo la portata. Dice Hsu Tse Shu, nel suo Cha su (il libro del thé) che i momenti propizi per bere il thé e goderne al massimo sono:

Quando cuore e mani sono inattivi.
Stanchi dopo aver letto poesie.
Quando i tuoi pensieri sono turbati.
Quando è terminata una canzone.
Chiuso in casa in un giorno di festa.
Suonando il Ch'in e guardando un bel quadro di paesaggi montani.
Impegnati in una profonda conversazione notturna.
Con amici simpatici e snelle concubine.
Ritornando da una visita agli amici.
Quando la giornata è chiara e la brezza mite.
In una giornata di pioggerella.
Su una barca dipinta vicino ad un ponticello di legno.
In un boschetto di alti bambù.
In un padiglione con fiori di loto, in una giornata estiva.
Dopo aver acceso gli incensi in un piccolo studio.
Finita la festa e partiti gli invitati.
Mentre i bambini sono a scuola.
In un tempio tranquillo e appartato.
Vicino a rocce e sorgenti.


Meditateci su.


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2 commenti:

Anonimo ha detto...

Condivido quanto detto da Hsu Tse Shu . Una scatola di thè non manca mai a casa mia .
Gianna

Enrico Bo ha detto...

@Gia- Gran cosa il thé!

Where I've been - Ancora troppi spazi bianchi!!! Siamo a 102 (a seconda dei calcoli) su 250!