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sabato 11 gennaio 2014

Disporre fiori

da Musei di Genova.

Il sabato è giorno di riflessione, della calma e del riposo dal lavoro, curiosamente anche per il pensionato, non si sa bene se per abitudine o per inedia. Una giornata tranquilla che inclina alle meditazioni filosofiche ed estetiche. Così oggi vorrei parlare di fiori e di come goderne l'esistenza. Ecco là, mi direte, andiamo sull'ikebana, ben sfruttato e manipolato in mille modi anche dall'occidente, che riesce a piegare ai suoi modelli tutto quanto arriva da laggiù; pensiamo che siamo riusciti a dare credito pure alla bufala omeopatica, business multinazionale da cinema, partendo da teoremi orientaleggianti ed olistici. Ma tant'è siamo fatti così, ci piace spendere 100 per una cosa che ha valore 1, d'altra parte pagare tanto per qualche cosa, ne aumenta automaticamente la credibilità e l'efficacia, anche se nell'omeopatia io consiglierei il farmaco equivalente, l'acqua fresca a costo zero, di pari efficacia, ma questo è un'altro discorso. Ma veniamo ai nostri fiori. Anche qui, come al solito, parte tutto dalla Cina, altro che Giappone, infatti uno dei più importanti trattati sull'argomento è il Ping Shi, stilato nel XVI secolo da Yuan Chung Lang, apprezzatissimo anche nel paese del Sol Levante, dove si parla specificamente di uno stile "Yuan". Per la verità, con il consueto pragmatismo cinese, il buon Yuan premette che è molto meglio godersi fiori direttamente nei giardini o meglio ancora ammirando le distese di prati e colline, ma, dovendo richiudersi tra le quattro pareti, il piacere dei colori e dei profumi offerte da tanta bellezza, non ha eguali. 

Tutto il trattato pone però l'attenzione sul fatto di non commettere l'errore di considerare i fiori come cosa, pur bellissima, ma fine a se stessa, ma di trattarli come insieme di sensazioni piacevoli che devono essere abbinate e godute assieme ad altre. Insomma come sempre abbasso gli specialisti monomaniaci e sì alla tuttologia applicata. Non bisogna rifiutare nulla, e assaggiare tutto. Intanto, dice Yuan, se si vuole combinare un insieme di cose piacevoli, occorre mettersi sempre dal punto di vista dell'altro, in questo caso dei fiori stessi. Ecco alcune delle condizioni da tenere presente che piacciono ai fiori. Una finestra luminosa, una stanza pulita, un proprietario che ami la poesia, un monaco in visita che si intenda di thé, un ospite che porti del vino, la presenza di amici spensierati, una bella concubina che scriva storie di fiori. Sembra che soprattutto quest'ultima condizione rivesta una certa importanza. Al contrario ci sono altre situazioni assolutamente umilianti per i fiori stessi, da evitare come la peste, come ad esempio: Un padrone di casa a caccia di ospiti importanti, cani che si azzuffano sotto la finestra, donne brutte che di fiori si ornino i capelli, false espressioni d'amore e poesie scritte per piaggeria, non aver pagato i propri debiti, tracce lasciate dalle lumache, vino che viene a mancare durante la serata, discutere di politica o di promozioni di impiegati statali, frasi fatte e libri in cattive condizioni lì intorno, un cattivo scrittore che verghi frasi banali e scontate come "l'aria porporina del mattino", espressione consueta del tempo nelle poesie di lode al potente. Ecco, ho capito perché io non son capace a disporre fiori.

Refoli spiranti da: 
Lin Yu Tang - Importanza di vivere - 1937
Yuan chung Lang - ping Shi - XVI sec.


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giovedì 21 novembre 2013

La ricerca della felicità.

Dal web - Jin Sheng Tan


E' ben vero che tutto il mondo è paese, ma è anche vero che siamo abituati a considerare genti che stanno dall'altra parte del mondo come tutt'affatto diversi da noi ed in molti casi addirittura incomprensibili alla nostra culture. Io stesso ho ribadito più volte questo concetto di cui sono convinto, rispetto alla mentalità cinese. Ma se scaviamo un po', sotto sotto scopriamo similitudini e sentimenti che rendono davvero l'uomo uguale sotto tutti i cieli. Prendiamo ad esempio la descrizione dei momenti di felicità per un uomo che, puntigliosamente nel 1656 elenca nei Commentari alla commedia La Storia della Camera Occidentale il poeta Jin Sheng Tan, considerandoli come i veri momenti felici di una vita umana, nei quali lo spirito si lega ai sensi in maniera inestricabile. Nelm suo lavoro, ne elenca una trentina, chiacchierando con un amico mentre chiuso in un tempio per quasi dieci giorni aspettava la fine del monsone. Ve ne riporto qualcuno a titolo di esempio.

Un amico che non vedevo da dieci anni arriva a casa nostra al tramonto. Apro la porta e senza chiedergli se è arrivato per mare o per terra, vado nella stanza interna e chiedo umilmente a mia moglie: "Non ci sarebbe una damigiana di vino come quella della moglie di Su Tsung Po?". Tutta contenta lei si leva lo spillone d'oro dai capelli e va a venderlo. La damigiana ci durerà tre giorni. Non è felicità questa?
Mi sveglio la mattina e mi pare di sentir qualcuno che sospira dicendo che la notte passata è morto un tale. Chiedo chi sia e apprendo che è il più astuto, calcolatore e corrotto dei miei concittadini. Ah! Non è felicità questa?
Sto bevendo in compagnia degli amici e sono quasi brillo. Sento che è difficile smettere di bere. Un servo al mio fianco porta un pacco di grossi razzi e io mi alzo da tavola per andare ad accenderli. L'odore dello zolfo penetra le mie nari, va al cervello e, mentre nel cielo scoppia un arcobaleno di colori, mi sento bene per tutto il corpo. Ah! Non è felicità questa.
Ascolto i miei figlioli che recitano i classici correntemente, così come il suono di un'acqua che trabocca da un vaso di bronzo. Ah! Non è felicità questa?
Ho appena portato a casa dall'ospedale la persona a me più cara. Ah! non è felicità questa?

L'ultima invero l'ho aggiunta io, ma mi sembra che ci stia a pennello all'interno del novero dei momenti felici. Ecco, non mi pare che nella lontana Cina di quattro secoli fa il sentire degli uomini fosse poi così lontano dal nostro. In fondo anche noi credo, concordiamo che la ricerca della felicità sta proprio nel considerare le piccole cose. Quindi il nostro Jin Sheng Tan non era poi così lontano da noi, anche se per la verità, il suo avversario dell'epoca, tale Kui Zhuang Jin lo definiva goloso, perverso, licenzioso ed eccentrico. Tutta invidia credo e malevolenza. Messo all'indice dal Maoismo per il suo atteggiamento critico verso il potere in generale e poco amato anche alla sua epoca, finì decapitato per aver partecipato ad una pubblica protesta contro un politico locale corrotto e corruttore di giudici.


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venerdì 18 ottobre 2013

Prendere il thé.


Dovremmo prendere l'abitudine di considerare come veri piaceri della vita, le cose piccole e apparentemente prive di grandi significati, ritrovandovi piacevolezze che aiutano a considerare il resto delle cose grandi più accettabili. Bere il thé è sempre stato considerato in oriente, come uno di questi piaceri. Porvi particolari attenzioni ne amplificherebbe di certo la portata. Dice Hsu Tse Shu, nel suo Cha su (il libro del thé) che i momenti propizi per bere il thé e goderne al massimo sono:

Quando cuore e mani sono inattivi.
Stanchi dopo aver letto poesie.
Quando i tuoi pensieri sono turbati.
Quando è terminata una canzone.
Chiuso in casa in un giorno di festa.
Suonando il Ch'in e guardando un bel quadro di paesaggi montani.
Impegnati in una profonda conversazione notturna.
Con amici simpatici e snelle concubine.
Ritornando da una visita agli amici.
Quando la giornata è chiara e la brezza mite.
In una giornata di pioggerella.
Su una barca dipinta vicino ad un ponticello di legno.
In un boschetto di alti bambù.
In un padiglione con fiori di loto, in una giornata estiva.
Dopo aver acceso gli incensi in un piccolo studio.
Finita la festa e partiti gli invitati.
Mentre i bambini sono a scuola.
In un tempio tranquillo e appartato.
Vicino a rocce e sorgenti.


Meditateci su.


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mercoledì 13 luglio 2011

Azzurro pillola.

Illustrazione da: Storia dell'amore in Cina - S.E.A.


Oggi, tanto per lasciare argomenti pesanti e ansiogeni, vi voglio raccontare la storia di Rondine che vola, una famosa escort cinese del 1° secolo dopo Cristo. Era espertissima nella sua arte ed il suo straordinario successo che la fece diventare la favorita dell'imperatore, era dovuto soprattutto al fatto che faceva il suo lavoro per passione più che per necessità ed è risaputo che se uno si diverte, il lavorare non gli pesa ed i risultati sono i migliori. Oltre a questo la natura l'aveva dotata di tale bellezza che si diceva che, tanto per capirci, la sua pelle fosse così vellutata che l'acqua non vi si poteva fermare quando usciva dal bagno, splendida e profumata dagli eteri delle mille lavande. L'imperatore, che le aveva cambiato nome in : Mio paese delle voluttà, non poteva più farne a meno e alle feste che organizzava quasi ogni sera, dopo i faticosi impegni di governo nel suo grazioso palazzo della capitale, oltre all'orchestra composta di una ventina di fanciulle che suonavano i tradizionali strumenti rigososamente nude, la presenza di Rondine era ormai obbligatoria.

Purtroppo l'imperatore perse, in seguito ad una grave malattia, la sua potenza virile e poiché Rondine pretendeva di essere comunque soddisfatta da arcieri e servi, non disdegnando neppure gli eunuchi (che poi non sempre erano tali), l'imperatore si rivolse al medico di corte che prescrisse la miracolosa "gomma da usare con mille precauzioni" il cui bugiardino recitava nella posologia che potesse essere somministrata soltanto una pillola alla volta. Ma si sà come sono le donne, quella sera Rondine insoddisfatta rifilò al sovrano sette pillole una dietro l'altra ed ebbe finalmente il suo piacere, ma all'alba l'imperatore, stremato, morì. Beh anche laggiù, i magistrati non stavano a smacchiare leopardi e la poverina fu condotta subito al processo (che tra l'altro aveva un solo grado di giudizio, innocente o supplizio delle mille morti). La difesa fu la stessa utilizzata dalla collega greca Frine a testimonianza che certi topoi valgono sotto tutti i cieli. Lasciate cadere le vesti (tranne le calzine che celavano i piedini minuscoli che nessuno aveva mai potuto vedere, vi parlerò qualche volta di questo aspetto dell'immaginario erotico cinese) chiese ai giudici se qualcuno, per fare con lei il gioco delle nuvole e della pioggia, dovesse aver bisogno della gomma da usare con mille precauzioni. Standing ovation senza necessità di consultazione e immediato giudizio di innocenza. Condanna al supplizio invece per le dame di corti, infami accusatrici, per essere streghe vecchie ed invidiose. Gli annali riportano che all'imperatore succedette per un certo periodo un governo tecnico presieduto dal mandarino Shan, in attesa che il nuovo imperatore giungesse alla maggiore età; governo che, tra l'altro, risolse i molti problemi economici che angustiavano l'impero.


Refoli spiranti da:  C. Leed - Storia dell'amore in Cina - SEA -1966

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