giovedì 16 aprile 2009

L'assassino commette sempre un errore.

A furor di popolo (ho ricevuto anche sollecitazioni telefoniche), devo fare una seconda puntata sulle imprese del mio babbo. Questa volta, aveva ampiamente passato la barriera psicologica degli 80 ed era all'incirca a quella dei 90, che non è precisamente quello che si dice il fiore degli anni. La mia mamma era sugli 80 e pur accudendolo amorevolmente, mal sopportava il fatto che la bici fosse sempre il suo quotidiano mezzo di trasporto (che utilizzò imperterrito fino ai 94), anche perchè era caduto già diverse volte, ma una mano divina lo aveva sempre fatto uscire indenne da questi incidenti che lui imputava alle cause più fantasiose, negando con protervia di avere mancamenti involontari. Andava però a fare la spesa col biglietto compilato e anche se ogni tanto dimenticava il portamonete al supermercato, lo aveva sempre ritrovato, alla faccia dei disonesti, e con le borse piene si faceva, anche due volte al giorno, i tre piani di scale che a sentire il dottore, erano il segreto di lunga vita. Ma veniamo a quella mattina in cui, accaldato dopo essere appena rientrato sbuffante, anche se faceva una sosta tecnica al secondo piano per riprendere fiato, svuotava con mamma le buste, per riporre accuratamente le cibarie nella dispensa, mettendosi da parte un minuscolo cacciatorino per il pranzo, leccornia a cui non sapeva resistere e che avrebbe affettato con cura con un coltello che si era ricavato da un vecchio trincetto da ciabattino, ricordo di una sua attività della giovinezza e che ancora conservo. Era dunque mezzogiorno e il suono del campanello li colse un po' di sorpresa perchè a quell'ora il postino (che suonava sempre due volte) era già passato. Dopo aver dato un'occhiata prudenziale dal balcone, aprirono al giovinotto di bell'aspetto che aveva gridato "Enel" con timbro generico e gioviale. Mentre saliva le scale, sbuffava per la fatica e, mentre passava al secondo, lasciò andare un: "Passo dopo da lei, signora". Arrivò dunque sorridente, alla porta, spiegando con buona grazia, di essere venuto a controllare i contatori che stavano dando un sacco di problemi. Ingenuamente, lo fecero entrare, così gentile e distinto, anche se grande e grosso, comparato a loro due vecchietti, dato che il contatore era proprio nell'ingresso. E subito il tizio assicurò che era guasto, che stavano pagando un sacco di soldi in più, che comunque bisogna stare attenti perchè girano un sacco di malintenzionati extracomunitari e che aveva riscontrato anche che c'erano in giro un sacco di 50 euro falsi, ma che lui li conosceva bene. A questo punto al mio novantenne che, pur concordando sulla disamina, cominciava a non quadrare più il cerchio, si accese una lampadina (Enel appunto), non concordando la frase tranquillizzante pronunciata lungo le scale col fatto che la signora del piano di sotto da sei mesi se ne stava, come di consueto, sotto il bel sole della Sicilia. Comprendendo però di avere ormai fatto entrare il lupo nell'ovile, bisognava studiare una strategia che lo mettesse al riparo da un epilogo violento per nulla improbabile, data la stazza del soggetto. Cominciò dunque, mentre la mia mamma, basita, se ne stava in un angolo, un lungo panegirico sulla efficienza dei funzionari elettrici, pregandolo insistentemente, prima di procedere ad altri approfonditi controlli nel resto della casa, di mostrargli dove era possibile istallare sul pianerottolo il nuovo e più preciso contatore. In questi casi, il babbo , acquistava una facondia insolitamente sciolta, una specie di supercazzola prematurata che convinse il figuro ad uscire dalla porta per mostrare il punto in cui si sarebbe potuta compiere l'operazione. Non appena al di fuori della soglia, con insospettabile destrezza, spinse la porta, chiudendola con fragore e lasciando attonito il malvivente sullo zerbino. Il forte grido: "Chiama i Carabinieri" ripetuto più volte affinchè fosse bene inteso, sortì l'effetto voluto ed il truffatore mancato, se la diede a gambe saltando rumorosamente lungo le scale, saltando i gradini a tre a tre. Mi pare che lo acchiapparono qualche mese dopo, sempre in zona mentre pacchettava altri vecchietti. Chissà, adesso starà raccogliendo soldi per i terremotati, anche se dato il fisico, era più adatto a qualche ronda notturna. A me invece, l'Enel non ha mai mandato nessuno, si rivale direttamente alla fonte sulla bolletta.

6 commenti:

skakkina ha detto...

Oh, scusami, nel post precedente avevo capito che era tuo nonno. Devo rifarmi gli occhiali!
Sarà che l'ho paragonato un po' al mio (e in rete ci si sente tutti un po' coetanei ;) ), bello arzillo e rampante fino a 92 anni, e che non solo non lo fregavi, ma anzi speso mi metteva in imbarazzo perché era lui a fregare gli altri, come quando alla posta per la pensione mi pregava di farlo passare davanti agli altri (vecchietti come lui), e al mio rifiuto se la sbrigava da solo, millantando di essere uscito dall'ospedale solo per poter sbrigare la bisogna e dover rientrare urgentemente, per di più mostrandosi molto più curvo, affannato e rimbambito di quanto non fosse. Quante litigate! Però mi manca, la sagomaccia! :)
In quanto a tuo padre, non gli serviva Striscia la Notizia... non oso pensare a che avrebbe fatto alle Wanna Marchi e figlia!

enrico ha detto...

Padre, padre, ! come sai sono molto vecchio e comunque era il nonno della mia bambina che assieme aglia altri tre nonni si è spupazzato un bel po' quando si lavorava....eheheh. Ma di un po', mi è venuto un dubbio, per caso non è che giochi a scacchi?

skakkina ha detto...

Ci provo, Enrico, ci provo, ma gli scacchi tirano fuori il peggio di me! Non sono capace di elaborare una strategia a lungo respiro e ciò mi infastidisce, così mi inervosisco e di fronte al mio compagno che puntualmente mi batte sghignazzando mi offendo, giadagnandomi la nomina di colei che non sa perdere. Il che è vero solo in parte di norma, ma verissimo per gli scacchi. Lo ritengo un gioco geniale e non sopporto che non sia alla mia portata :(
Tu, invece? In Russia ti sei misurato con campioni di strada?

enrico ha detto...

Hai ragione, domani posto qualcosa sull'argomento, ma devo controllare , non vorrei averne già parlato (sai Alhzy...). Io sono scarso e gioco solo con mio suocero 92enne, quando il computer gli lascia del tempo libero, quindi mi piacerebbe metterti alla prova; io, se ho i bianchi, comincio sempre con e2-e4. Tocca a te.

Anonimo ha detto...

Ah, in Russia ci sono i campioni per strada?
E le zoccole che fine hanno fatto, sono tutte da noi?
Dottordivago

enrico ha detto...

Caro Doc ci sono entrambi gli articoli come sempre e si possono distinguere anche con una certa facilità. I primi li trovi nelle panchine e nei tavolini dei parchi dopo che la neve è andata via, generalmente con la barba un po' lunga e un pastrano malandato e un quadrato di 64 quadretti bianconeri davanti che guardano con fissità inquietante, mentre i secondi affollano le hall degli alberghi e cercano di bloccarti nella zona degli ascensori. Anche questi articoli li riconosci facilmente dal cosiddetto stacco di coscia che, includendo il tacco, ti arriva più o meno al garrese (tipo Filippona insomma) e dal manto pilifero invariabilmente biondo Isabella. Talvolta percorrono in branchi la Tvierskajia in attesa di qualche pecorella che ha smarrito la porta dell'ovile.

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