lunedì 25 ottobre 2010

Marchionne e il colore dei numeri.

Adesso voglio dire la mia. Non è che pretendo anche di essere ascoltato, ma non ho voglia di prendermi troppi pomodori marci in faccia. Il fatto è che quando voglio esprimere un' opinione, i vari centristi mi additano come un estremista, mentre chi è massimalista conclude che sono e rimarrò nell'intimo uno sporco democristiano. I miei amici di destra mi definiscono un inguaribile bolscevico, mentre quelli di sinistra mi danno del fascio a tutto spiano (che ci posso fare se ho tanti amici). Che male c'è se uno pretende di stare a sentire e poi, indipendentemente, formarsi una sua idea e tentare di mantenerla scevra di pregiudizio; perchè deve essere giudicato male, il voler pensare? E' un destino barbaro e bastardo, lo so, comunque ho voluto sentirla bene con le mie orecchie l'intervista a Marchionne, prima di sparare parole a vanvera, il guaio poi è che ho dovuto sentire tutte le uscite dei vari giornalisti (anche di quelli di cui ho stima), per non parlare dei titolatori che, pur di buttare una frase ad effetto, non leggono neppure l'articolo ma vanno a senso. Non parlo dei politici naturalmente verso i quali, il grado di disistima che ne ho, non potrebbe di certo essere peggiorato da dichiarazioni obbligate e volte ad ottenere unicamente consenso al momento dell'urna. Esaminare un problema con coerenza sarebbe di certo un inutile esercizio dialettico per costoro. Questo signore ha detto soltanto che in Italia, stando ai dati inconfutabili delle classifiche mondiali, non si riesce a lavorare in maniera efficiente e concorrenziale (e ha sottolineato, non per colpa dei lavoratori); che la Fiat quest'anno ha guadagnato globalmente, ma in Italia ha perso soldi; che se dovesse fare il conto della serva non gli converrebbe lavorare in Italia come gli consigliano gli imprenditori delle altre nazioni (ma non ha detto che lo farà); che per poter vendere un prodotto e non chiudere, bisogna essere efficienti come in Germania o negli altri paesi sviluppati (non come in Cina e in India); che a parità di efficienza, sarebbe ben giusto che i lavoratori italiani avessero gli stessi stessi stipendi dei loro colleghi tedeschi (e che a questo lui si impegna a tendere); che nessuna azienda può andare avanti se il giorno della partita sono malate il 50% delle sue maestranze; che gli girano gli zebedei quando in tutto il mondo gli stendono il tappeto rosso e lo considerano e quando propone le stesse cose nel suo paese, gli tirano i pomodori.
Questo ha detto e cosa doveva dire? Dati falsi sull'efficienza italiana, quando decine di aziende lombarde e venete si trasferiscono in Svizzera, non in Vietnam, in Svizzera, oppure che una azienda può sopravvivere facendo gli stessi prodotti a costi superiori degli altri? Così mentre da destra e da sinistra si leva un coro di commenti stizziti, offesi, a difesa dell'indifendibile, nessuno che si ricordi che il giorno prima aveva criticato l'inefficienza italiana, le panie burocratiche che non ti permettono di fare le cose in tempi ragionevoli, le strade impercorribili a sistemare le quali ci vogliono decenni e compagnia bella. Gli aiuti all'auto hanno aiutato tutti i produttori d'auto indifferentemente, ma tutti fanno finta di non capirlo. Ha difetti? Certo, quello di non comportarsi da politico, dicendo quello che il "popolo bue" vuol sentirsi dire, per poi fare i propri affari. Dice le cose come stanno, i numeri non hanno colore, poi ognuno può decidere quel che gli pare. A me sei piaciuto Sergio, anche se un po' più di astuzia melliflua, avresti dovuta impararla qui da noi, buttare lì qualche balla compiacente come fanno tutti i vari rappresentanti di partito; il problema è che tu sei abituato a posti dove se uno è bravo lo assumono e magari gli danno una responsabilità, anche se non è figlio di qualcuno o anche se non ha portato voti. Vedi un po' tu.
Comunque tanto per sdrammatizzare, posate i pomodori e concentratevi su questa :
Crittografia mnemonica (2,1'4,2,2,7,5)
MARCHIONNE IN ITALIA
P.S. Visto il grande interesse suscitato dal giochino provvedo, a gran voce richiesto a postare la soluzione:
HA L'AUTO IN UN PESSIMO STATO
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12 commenti:

Primo Estinto ha detto...

Io sono un fermo sostenitore dell'Azienda Sociale.Avrebbe potuto indorare la pillola,lanciando un piano casa come fece Valletta,o un piano per asili nido o case vacanze per i figli dei dipendenti.Per avere bisogna dare, nonostante sui contenuti non si possa eccepire nulla.Marchionne e' un grande manager,e l'accordo sara' concluso.

Anonimo ha detto...

Molto meglio che TV e giornali !
Gianna

Sandra Maccaferri ha detto...

Io ho avuto la tua stessa impressione...no, ma che impressione d'egitto...ha proprio detto così, perchè anche io ho voluto ascoltare!!!
E i titoli del giorno dopo? Perfetto stile italiota.

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

Veramente lui ha sostenuto che certi stgabilimenti sono ingovernabili per colpa dei lavoratori. Sul fatto che oggi in Italia è per tutti difficile operare come imprenditore ma anche come professionista, è vero. La crisi economica peraltro colpisce tutti chi più chi meno.Quanto accaduto a Pomigliano è, a mio modesto avviso formatosi cmq liberamente, un pericoloso segnale teso a erodere sempre più certi diritti basilari dei lavoratori. I salari italiani sono tra i più bassi. In Germania sono più alti per es; certo che se si guarda alla Polonia la realtà cambia ma si dovrebbe guardare sempre più a quei Paesi che tutelano gli individui e non il contrario. Io cmq i pomodori se uno scrive civilmente quello che pensa non li ho mai tirati da me :=)))

misterpinna ha detto...

Ieri sera, spinto dai titoloni sui siti dei quotidiani, mi sono guardato l'intervista. E ho pensato: sono d'accordo con Marchionne. Ha detto cose sensate, semplici. Ma scomode.

Fabio ha detto...

Nella mia terra soffiano forti venti di protesta e lotta sociale. Oggi ho pubblicato un post dedicato alla vertenza degli allevatori della Sardegna. Ho realizzato anche una video intervista ad alcuni esponenti del Movimento dei Pastori Sardi. Un abbraccio, Fabio

shadow ha detto...

bellissimo post!
Andare al nocciolo delle questioni è sempre scomodo, ma è - a mio modestissimo avviso e per ogni situazione - l'unico modo per individuare una strada da percorrere. Il resto è solo "depistaggio".

Anonimo ha detto...

santo subito quindi....
Mariu

enrico ha detto...

@Primo- Sono d'accordo, sarebbe un bel colpo mediatico una cosa come gli asili nido, ma gari più fumo che sostanza ma noi italiani vogliamo soprattutto quello per essere convinti.
@Gianna- grz ma queti telegiornali non si possono proprio sentire, La Stampa , a parte il titolo, per lo m,eno era abbastanza neutrale.

@Sandra-pochi scoltano , E' fatica.

@Daniele -Per colpa di alcuni lavoratori. Io non sarei contento se nella mia azienda stessero malati metà il giorno della partita.La battaglia sindacale, oggi dovrebbe essere tutta puntata all'orrendo sistema dell'incentivo al precariato che una legge mal fatta, anche se firmata da tutti, provoca una situazione tragica per i giovani. Questa è una vera infamia da regolamentare con giudizio invece di sostenere posizioni difficili da giustificare. Comunque discutere con civiltà porta sempre a qualche risultato utile. Grazie della visita.

@Mister - Però la maggior parte della gente si accontenta dei titoli, Leggere tutto l'articolo è troppa fatica.

@Fabio - l'ho visto. Interessante.

@Shadow - Il nostro paese è abituato a depistare, tanto interessano solo certe leggine per sistemare le cose di qualcuno.

@Mariu- Santo no, ma non si può fargli dire le cose che non dice. D'altra parte la stizza di Sacconi e di Fini sono già da sole un bel segnale.

massimo ha detto...

accidenti, argomento impegnativo. non che quelli che tratti di solito non lo siano (sono passato al tu, anche se in banca ci davamo del lei) Non ho visto la trasmissione, quindi, nel migliore stile italiano, ho un'opinione precisa su quanto ha detto e quindi affermo con forza che.....

enrico ha detto...

@ Massimo - Grazie per il tu; finalmente opinioni precise e concrete anche sul mio blog. (ma non ti ho più visto in banca, dove sei finito?)

enrico ha detto...

Vedo che nessuno si azzarda a tentare la soluzione dell'enigma, domani provvederò io, vista anche la grande curiosità suscitata.

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