lunedì 11 ottobre 2010

Recensione: Valerio Manfredi - Alexandros.

Non vorrei essere troppo spietato, anche per non essere tacciato di supponenza, ma il tempo da impiegare per leggere questa, come a questo punto credo, altre opere della sterminata produzione di questo autore, mi sembra davvero tempo che poteva essere più utilmente impiegato, ad esempio a piantare cavoli, verdure invernali dalle innumerevoli proprietà benefiche e antitumorali. Cosa che, oltretutto, contribuirebbe a migliorare la vostra efficienza fisica. Una scrittura raffazzonata e tirata via, come buttata lì per riempire velocemente le pagine, quasi una sorta di stile da romanzo rosa trasposto nel romanzo, per così dire storico, senza altre velleità se non quella di vendere delle copie, rivolgendosi ad un pubblico di bocca buona e che si è stufato di fare le parole crociate. Siccome sono ottimista per natura e voglio comunque cercare in ogni cosa almeno l'ombra di un lato positivo, posso azzardare che potrebbe avere quanto meno, la finalità, attraverso la sua facilità di lettura, di avvicinare al libro, questo oggetto semisconosciuto, qualche ragazzo uso soltanto all'utilizzo della playstation, appassionandolo magari ad affrontare in seguito cose più impegnative, oltre ad appassionarlo alla storia, che è sempre un bell'argomento. Comunque, se mi date retta, voi non perdeteci tempo.




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4 commenti:

Il rospo dalla bocca larga ha detto...

ho letto "La tomba di Alessandro"... mi basta quella...

enrico ha detto...

vedo che non sono il solo di bocca fine.

massimo ha detto...

interessanti ed utili le recensioni, soprattutto perchè disinteressate. grazie. anche se devo dire che leggere un libro brutto è comunque meglio che guardare beceri programmini televisivi

enrico ha detto...

@Massimo - Grazie e concordo , meglio brutto che niente. Anche questo può servire, almeno a capire la differenza.

Where I've been - Ancora troppi spazi bianchi!!! Siamo a 104 (a seconda dei calcoli) su 250!