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giovedì 1 febbraio 2018

Usa 36 - Grand Ole Opry


Al Wildhorse Saloon



Il ponte e la ferrovia
Siamo ormai alla fine dell'intermezzo country che ci ha dato tre giorni pieni di musica e di ambientazione come non speravamo neppure lontanamente. Seduti su una panchina davanti al fiume puoi ragionare sul gigantismo americano ed alle sue contraddizioni. Davanti il gigantesco stadio dei Titans e le chiatte che scivolano verso valle; sul ponte che attraversa il fiume passa un treno, conto i primi cento vagoni, poi questo esercizio lo perdo definitivamente; le chiappe colossali ondeggiano lungo i sentieri del parco, davanti ai barboni neri coricati nel prato. Non è facile interpretare questo mondo, anche risolverlo semplicisticamente con le sensazioni, le cose sono sempre più complicate di quanto appaiano a prima vista. Ci rimane però un'ultima sera per approfittare del sound di Nashville e per partecipare alla più famosa attrazione che offre la città, il Grand Ole Opry, uno show che si ripete ininterrottamente ogni sera da ben 90 anni. Si tratta del tipico show all'americana col bravo presentatore che porta alla ribalta gli ospiti della serata, alternando un po' di chiacchiera e addirittura facendo lo spot dello sponsor ad ogni numero, tanto per capirci una assicurazione medica che ti garantisce di non essere lasciato fuori dall'ospedale se hai la carta di credito scarica. 

Mele stregate
Il venerdì ed il sabato lo spettacolo, amatissimo dal pubblico, viene trasmesso in diretta in televisione con grande successo e tutto questo va avanti da quasi  un secolo. Un tempo, il teatro dove si svolge l'Opry, era circondato da un gigantesco parco dei divertimenti, il classico luna parck alla Coney Island, con gli otto volanti, le giostre e le attrazioni varie, poi circa venticinque anni fa il parco chiuse ed oggi ne rimangono nell'immenso giardino che ne è risultato, gli scheletri arrugginiti. Addirittura in città se ne è persa la memoria. Qualcuno, evidentemente gli ultimi arrivati, interpellati sulla cosa, non ne avevano mai sentito parlare. Oggi attorno al teatro c'è un altrettanto colossale mall e altre attrazioni varie, un acquario, un museo delle cere e altre cose che convincano le famigliole a passare da queste parti una intera giornata prima di andare a vedere lo spettacolo. Tutto è organizzato con cura, dalle lunghe code per accedere, già tutti muniti da tempo di biglietti da prenotarsi online, c'è sempre il tutto esaurito, ai negozi di merchandising sul tema in cui puoi trascorrere il tempo dell'attesa. Una signora di una certa età appena sente che ci scambiamo impressioni, individua la nostra provenienza e attacca bottone avendo vissuto parte della sua vita in Italia. Vuole evidentemente dar prova della sua perizia nella nostra lingua e si chiacchiera un po' con un misto di nostalgia e di ammirazione verso un mondo che forse non è così disgraziato come noi spesso lo pensiamo.

L'Acme bar
Insomma la way of life americana, avrà diversi vantaggi, ma anche la nostra non scherza, per lo meno nell'immaginario collettivo internazionale, per lo meno questa è la mia impressione assorbita durante le mie peregrinazioni per il mondo. Poi arriva l'ora e la fumana entra  nel colossale, tanto per cambiare, teatro, oltre 2000 posti a sedere, tanto per dire e tutti si accomodano in mezzo ad una certa confusione. Per la verità, il macello continua anche durante la serata, un sacco di gente si alza ed esce, va a comprare vettovaglie, pop corn, litri di bevande di tutti i colori, altri entrano, chiacchierano come sembra d'uso in tutti i grandi assembramenti da queste parti. Tutto molto sciolto ed informale insomma. Non c'è quella sacralità che ci piace pensare sopravviva nei luoghi di grande spettacolo europeo o almeno sopravviveva. Intanto sul grande palco si alternano gli ospiti che il Pippo Baudo di turno introduce con grandi panegirici, magnificandone la storia ed i successi. E' di certo tutta gente molto conosciuta, vere e proprie star del mondo country che la folla plaude con frequenti standing ovations. Dall'arcinoto Dustin Lynch con le sue vibrazioni cupe e morbide a Chris Young che ha appena vinto il Grammy award e che chiuderà la serata e che rappresenta il nuovo di questo settore anche se a mio parere è un pochino troppo sdolcinato e melenso. 

Incrocio cittadino
Ho preferito sicuramente la McCoury Band, più tradizionale e dalle sonorità classiche o Cassadee Pope dalla voce dolcissima e potente. Non manca il comico intrattenitore, un monologhista di origine coreane, Henry Cho, che fa letteralmente sbellicare il pubblico sulle tematiche, che devono essere molto gettonate in periodo trumpiano, riguardanti l'immigrazione ed il contrasto con la sua situazione di giovane che evidentemente si considera americano a pieno titolo e di suo padre che non riesce ad integrasi nel nuovo mondo, evidentemente dando luogo a contraddizioni che scatenano l'ilarità del pubblico ad ogni frase. Naturalmente io non capisco assolutamente nulla, dato lo slang strettissimo in cui viene raccontata la storia (ma anche se fosse stato largo, penso che la situazione non sarebbe di certo cambiata, purtroppo la mia conoscenza di questo idioma è assolutamente insufficiente, devo essere sincero). Comunque la serata trascorre veloce tra scenografie fastose e fantasmagorie di luci e di colori. Tanta musica piacevole e la soddisfazione di partecipare ad un rito celebrativo, una messa solenne che fa parte di questo mondo e alla quale una tantum vale la pena di partecipare. 

Il palco del Gran Ole Oprey
Poi la folla sfolla, dopo essersi goduta la serata, lentamente ed ordinatamente alla ricerca del taxi o dell'Uber del caso. Siamo fuori città e prima che tutta la gente smaltisca trascorre un certo tempo. Noi dividiamo con una entusiasta coppia del Michigan, che saluta la nostra provenienza con gridolini di meraviglia. Insomma ultima notte a Nashville. Domattina aereo e rientro a Boston, l'ultima tappa. La città in cui dovremo giocoforza tirare le somme di questo viaggio, dare i voti, trinciare giudizi insulsi, insomma quello che si fa alla fine di ogni esperienza di viaggio. Un altro aeroporto intermedio il JFK di New York, un altro porto di mare dove però non riesci ad avere quella sensazione di nuovo ed efficiente proprio dei giganti orientali dove tutto sembra appena uscito dalla busta di plastica dello scatolone appena sballato. Basta poco per dare la sensazione del sorpassato, della confusione di chi è rimasto anche se di poco indietro. C'è poco da fare il nuovo di pacca sembra sempre più efficiente anche se poi la stessa sorte toccherà a lui, alla prossima uscita. Dunque eccoci qua, stiamo per arrivare nella città più fighetta ed intellettuale degli Stati Uniti, vediamo cosa ne possiamo ricavare.


SURVIVAL KIT

Grand Ole Opry - Uno degli show più famosi degli stati uniti, che si svolge in un apposito teatro fuori città, una ventina di km. Calcolate 16 Euro con Uber, almeno il doppio con taxi. Il biglietto si acquista on line nel sito ufficiale dove sono illustrati i programmi di ogni giorno nell'apposito calendario e quindi puoi scegliere il posto e la serata. Prezzi che variano da un minimo di 40 a 99$. Lo spettacolo dura un paio d'ore e vi si esibiscono a rotazione almeno sei cantanti o gruppi, new entry o anche molto famosi. Io non me lo perderei, sia per l'atmosfera molto americana, sia per l'occasione di ascoltare musicisti di un certo spessore. D'altra parte se tutto va avanti da quasi un secolo qualche merito ce l'avrà non vi pare? Guardatevi con attenzione il ricchissimo sito che illustra tutte le opportunità.



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martedì 30 gennaio 2018

Usa 35 - Ubriacarsi di musica dal vivo


Il Wildhorse Saloon


Il Johnny Cash Museum
Difficile scegliere il locale dove andare a sentire musica. Mentre passeggi lungo la Broadway, ogni porta sembra buona. La musica fluisce fin sulla strada come un invito gentile, alla fine devi deciderti, il caso ti condurrà verso la porta giusta, intanto mi sa che dovunque vai non sbagli. Stavolta ci tocca il BBKing's dove la specialità è l'R&B. Due gruppi fantastici si alternano. Il primo ha una cantante davvero strepitosa, canta con una grande intensità, con sonorità profonde ed una scala vocale degna di grandi palcoscenici, poi i Red, anche questi esprimenti il più classico dei soul. Che meraviglia! Quasi quasi non sai se concentrarti sul classico pollo fritto e sulle ribs ricoperte di salsa che hai nel piatto o sul ritmo che arriva dal palco. Intanto dai grandi schermi alle pareti si sta concretizzando l'insperato successo dei Titans, dall'altra parte del fiume. I tifosi in maglietta esultano al touch down dei loro beniamini come nei bar di tutto il mondo, ma comunque con una certa moderazione. E' la tipica commistione del tempo libero americano, dove si guarda lo sport, ma anche si mangia,si chiacchier, si sente musica. Il dopo cena ci porta ancora in giro tra un locale e l'altro. Andiamo a bere qualche cosa al The Valentine, ma solo per aver la scusa di ascoltare un gruppo rock di ragazzi molto giovani, tuttavia davvero bravi, tanto per cambiare. Insomma un'altra giornata a tutta musica. Si va a dormire avendo fatto il pieno. 

Il 55th EXile celebration tour
Ne vale pena, ragazzi, intanto prepariamoci per domani. Tanto che siamo qui tanto vale approfittarne. La nuova giornata si apre di nuovo con un bel sole, tempo fresco e frizzantino ma molto piacevole. La mattinata passa tra un giardino e l'altro, godendo del panorama lungo il fiume e a scegliere magliette ricordo. Sul fiume passano chiatte giganti, una in fila all'altra, cariche di sabbia o carbone. Al mattino noti di più gli homeless accampati negli angoli nascosti, il carrello del supermercato pieno delle proprie ricchezze, segno delle contraddizioni di una società opulenta che però include uno strato, evidentemente non così piccolo, di popolazione che non ce la fa a seguire un certo tipo di ritmi. In fondo alla Broadway ci sono i locali più vecchi, che fanno soprattutto il country classico, come il Second Fiddle o il Layla bluegrass o il The stage. Puoi berti una birra al bar di Acme, altro locale tradizionale, mi raccomando anche qui lasciare fuori coltelli e pistole. Prima della serata clou, già prenotata dall'Italia, che concluderà in bellezza la nostra toccata e fuga a Nashville, abbiamo il pomeriggio pieno e quindi non si resiste, conviene passarlo tutto di nuovo al Wildhorse Saloon, per un'altra indigestione di country line dance, questa volta la maestra è una pacioccona dai lombi debordanti, ma ha buon ritmo e insegna un paio di balli piuttosto facili che riempiono la pista in un attimo. 

Ryan Adams - The Exile
Poi comincia il concerto degli Exile, che hanno scelto questo locale per far partire il loro celebration tour, che festeggia addirittura i 55 anni di carriera del gruppo, una sorta di Pooh del Tennessy, sembra arcinota a vedere le decine di fans, anche piuttosto attempate che si sbraccia per farsi i selfie di fianco a questi settantenni ben portati, mentre sullo schermo sfilano le loro foto storiche degli anni sessanta, dove vedi ragazzotti capelluti, con zazzere a mezza schiena, nel pieno dei momenti sesso droga e rock& roll, a cui avresti, allora dato pochi anni di vita. Invece eccoli qui questi anziani con barbette bianche e giacche con le  frange che picchiano ancora di gusto sulla batteria e pedalano sui distorsori di chitarre elettriche che hanno raccontato la nostra giovinezza. Ad onta di una vita apparentemente sregolata, ce l'hanno fatta, a differenza di altri, per carità, morti giovani e anche malamente. In effetti il mestiere si vede e si sente. Un'ora di revival seguito da continui boati di un pubblico di appassionati. Poi altro ballo e altri gruppi di contorno, uno più bravo dell'altro. Una zona del locale è riservata ad un incongruo gruppo di cinesi, che compresi della situazione si sono bardati completamente in linea con la situazione, Stetson bianco in testa, stivali operati ai piedi, cinturoni con fibbie con le corna e frange che pendono dalle maniche. 

L'ingresso del Wildhorse Saloon
Tutto quanto fa spettacolo, tanto che la magnifica bistecca, anche questa, perfettamente in linea col sound, va giù che neanche tene accorgi. Intanto mi fermo a chiacchierare col barman, che appena sente che sono italiano, non mi molla più. Ovviamente è di origine campana e ha trascorso le ultime vacanze proprio da noi, rimanendo folgorato da Pompei e da Roma e da Pisa. Ne parla con occhi sognanti e già programma il ritorno, tra qualche anno naturalmente quando le finanze glielo permetteranno, vorrebbe continuare ad inebriarsi della nostra bellezza, arcinota per la verità, Firenze, venezia e tutti gli altri toponimi che gli americani pronunciano masticandoli con accento impastato di zuccheroso desiderio, che spesso tendiamo a sottovalutare. Il fatto è che pochi, in questo ricchissimo paese se la possono permettere. Ce ne andiamo perché abbiamo i tempi contati e come si dice, il turista non ha tempo da perdere. Dispiace lasciare questa musica strepitosa, ma altra musica ed altri spettacoli incombono. Insomma un'altra giornata campale da finire in bellezza. Quindi mano al telefonino e chiamiamo il nostro Uber che la strada è lunga per arrivare fino al Grand Ole Opry, che si svolge a una ventina di chilometri fuori città.

Uno dei più famosi country singer del Tennessy

SURVIVAL KIT
Al The Valentine
BBKing's Blues Club - 152, 2nd Ave North - Proprio a fianco del WHS. Altro locale storico, sportbar dove si può mangiare ed ascoltare musica dal vivo di grande qualità. Noi abbiamo avuto un rack da 8 ribs in salsa dolce, pollo fritto, 2 coke, con due dolci, tutto mangiabile per 60 $. Specializzato in R&B, sul palco si esibiscono a rotazione gruppi davvero fantastici. Una visita è consigliatissima.

The Valentine - 312 Broadway - Bar tradizionale per giovani con gruppi di musica rock. Puoi passare la serata sentendo musica con una coca da 1,5$. Atmosfera giovane.

Il General Jackson




Altro locale storico
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lunedì 29 gennaio 2018

Usa 34 - Il Wildhorse Saloon


Negozi in centro

Stivali
Tutto il centro cittadino di Nashville è un susseguirsi di locali, bar e ristoranti da cui esce musica in continuazione, Gruppi e cantanti singoli si alternano e si scambiano tra un locale e l'altro, sembra una continua gara a chi è più bravo. I turisti sono molti, non c'è che dire e invadono continuamente tutto le strade della downtown, entrando ed uscendo da un posto per poi, inevitabilmente infilarsi in quello successivo. Ma la nostra tappa d'obbligo è un altro dei templi cittadini il Wildhorse saloon,  sulla seconda avenue nord. Questo è un vero e proprio locale storico per gli amatori del country e della line dance. Si tratta di un amplissimo spazio con pista da ballo davanti al palcoscenico e tre piani dove sono distribuiti i tavoli, dove puoi bere o mangiare, oltre che ascoltare musica e ballare. I gruppi si alternano di ora in ora alle lezioni di ballo. Inutile dire che la mia appassionata accompagnatrice non stava più nella pelle e quando la maestra ha cominciato a segnare il tempo per insegnare una coreografia, anche se molto, molto base, d'altra parte il pubblico di aficionados era molto vario e ricco di principianti se pur volenterosi, avanti tutti in pista a scatenare la voglia di step, shuffle, stomp e tutto l'armamentario di questo tipo di esercizio coreutico. 

Country line dance
La maestra si dà da fare come di solito avviene in questi frangenti e  galvanizza il suo pubblico costituito soprattutto da appassionate e dopo una mezz'oretta di spiegazioni dà libero sfogo alla musica. Al termine della lezione, non possiamo fare a meno di farci avanti per vantare la nostra provenienza, cosa che lascia stupitissima la tizia, da un lato disponibilissima a fare foto ricordo, dall'altra lasciandoci nell'incertezza, tra gridolini di meraviglia e occhioni sgranati, se abbia veramente capito dove sta l'Italia e come mai siamo arrivati lì. In realtà l'ho fatta cadere un po' dall'alto, vantando la mia ballerina come proveniente da una delle più importanti scuole italiane e che arrivavamo qui proprio per assistere, come si dice sul luogo del delitto, alle lezioni di cotanta maestra. Sapete che, anche per mestiere cerco di raccontare al meglio la favola del lupo con la massima credibilità, nella fattispecie non ho capito bene se ho fatto breccia nella ragazzotta o se le manifestazioni di stupita approvazione facessero più parte di un obbligo contrattuale verso la clientela. Comunque sia al ritorno successivo, ci ha salutato ancora con grande calore, bestie rare provenienti da lontano in mezzo ad una massa di locali arrivati giustappunto dall'Arkansas o dagli altri stati viciniori. 

La maestra
Anche la cameriera pacioccona ci ha preso subito in simpatia e non appena le abbiamo finite, ci porta altre due coke, niente paura ne abbiamo diritto, anche qui è l'happy hour ragazzi e vivere costa la metà. Subito dopo i Cumberlands, ricoprono la folla festante di ritmo e cadenze tradizionali, voci roche ed accordi snodati, musicisti davvero bravi, puoi comprendere facilmente la voglia di ballare che circola nella sala. Intanto tra i tavoli si alternano piattoni classici di hamburger o ribs di maiale e salsa barbecue, che altro non si deve mangiare se vuoi rimanere in tema anche psicologico. Puoi tranquillamente passartene il pomeriggio fino alla chiusura, prima di uscire per le strade piene di gente che passeggia prima di tornartene a casa. L'autista che ci  riporta a casa è un etiope arrivato nella terra delle opportunità da non molto, mussulmano ma con moglie cristiana e chiaramente entusiasta di quanto gli sta offrendo il paese. Trova del tutto naturale, lui che fa di certo fatica a mettere insieme 2000 $ al mese, il fatto che mandare un figlio all'università qui costi oltre 100.000 dollari, gli sembra tutto sommato un ottimo investimento sul futuro e mi pare lo trovi assolutamente congruo. Forse è anche questa la forza dirompente del paese, la voglia e la determinazione di fare delle forze nuove che vi arrivano, disposte a tutto per andare avanti, soprattutto quandosi voltano a guardare quello che hanno lasciato indietro. 

La cascata di caramelle
Anche al motel scassato dove risiediamo, l'indiano gestore che arriva dall'Andrah Pradesch e anche lui ne deve aver viste di ogni colore, sembra dello stesso parere, ormai felicemente annidato in una sorta di un suo microhabitat in cui si sopravvive in tranquillità, chissà se felicemente detentore di green card o se essendo ancora un dreamer da sistemare. Meglio non andare a fondo. La sensazione è che dappertutto ci sia sempre una area grigia in cui c'è spazio per tutti, se non ci si agita troppo. La mattina dopo i vari locali sono ancora nella fase preparatoria, si fanno le pulizie e si dispongono le sedie per gli spettacoli del pomeriggio. Per le strade ragazzi con chitarre a tracolla vanno da un luogo all'altro, forse a fare qualche audizione, forse a farsi conoscere o a provare per la sera. Ti fermi davanti a qualche negozio di dolciumi a vedere lo spettacolo dei colori dei classici dolcetti americani, le mele stregate, i torroni, le centinaia di tipi di caramelle coloratissime che sono esposte in centinaia di contenitori traboccanti, sembra che piovano dall'alto come nel classico Candy Crash Saga, capisci facilmente come quel gioco possa essere stato ideato solo in questo paese. Intanto nella città e in tutto il centro c'è un fermento nuovo accanto a quello perenne della musica. Appena dall'altra parte del fiume, oltre il ponte pedonale, si erge il gigantesco stadio del football americano, lo sport per eccellenza da queste parti e questa sera, c'è il partitone attesissimo da tutti in città. La squadra locale dei Titans affronterà i rivali storici dei Colts di Indianapolis e gli spettatori arrivano a frotte, famigliole e gruppi di tifosi con tanto di magliette, bardati di tutto punto e pronti al tifo infernale. 

Il grattacielo Batman
All'angolo delle strade capannelli di bagarini offrono biglietti per la partita, mi pare di capire che non c'è niente sotto i 100$. Comunque il movimento continuerà fino al pomeriggio, momento in cui comincerà la partita stessa, io cercherò di vederla in qualche sportbar, pieno di tifosi, ma per la verità non così accaniti come i nostri. Intanto ti puoi fare una bella passeggiata lungo il fiume sostando sulle panchine del giardino, essendo una bella giornata soleggiata a guardare il grande battello a ruota che lo discende lentamente, poi proprio davanti allo stadio suona le sirene, compie un ampio giro e risale nuovamente la corrente col suo carico di turisti in cerca di emozioni di altri tempi. In mezzo al giardino proprio dietro i magazzini ed i retri dei vari locali, dove i camion scaricano le ingenti quantità di birra necessarie alla serata, una ricostruzione del forte creato sulla sponda del fiume dai primi arrivati e che poi ha costituito l'inizio della città. Dietro sulla collinetta, le moderne costruzione del campidoglio cittadino, la sede della governance politica del Tennessy, ancora prati verdi e parchi che portano fin fuori città. Alle tue spalle il centro dominato dal curioso grattacielo denominato Batman per la sua silhouette particolare. Intanto sta per scendere il buio, la musica ed i primi accordi cominciano ad uscire dalle porte dei locali. Andiamo a sceglierci quello dove passeremo la serata, privilegiando di certo uno di quelli che sulla porta scrivono con chiarezza Vietato l'ingresso con coltelli, pistole ed armi in genere.

Lo stadio dei Titans


SURVIVAL KIT
I Cumberland al Wildhorse Saloon
Wildhorse Saloon - 2nd Av. North . - Il locale storico della danza country in città. Aperto tutti i giorni dalle 5 alle 11. Ci si può fermare senza limiti, anche solo bevendo qualche cosa al bar. Una coca 7$. Si può mangiare. Noi abbiamo avuto 2 hamburger, 2 coke e due dolci al cioccolato, accettabili, per 50$, considerato che ti godi 5/6 ore di spettacolo è un costo accettabilissimo. Se non c'è qualche spettacolo particolare, si alternano gruppi per circa tre quarti d'ora ad altrettanto spazio dedicato alle lezioni di Line dance, con una maestra che spiega ed insegna un paio di balli alla volta. Poi si balla per una mezz'oretta, così avanti fino alla fine alternando. Noi ci siamo stati due volte, nella seconda delle quali c'era un concerto di una famosa band che cominciava da lì il tour celebrativo. Per gli amatori del genere e anche per tutti gli altri un luogo da non perdere assolutamente.





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sabato 27 gennaio 2018

Usa 33 - Sbarcare a Nashville


Nashville downtown

Nashville
A questo punto bisogna confessare che questo viaggio ha avuto una serie di motivazioni particolari. Intanto era un chiodo piantato in gola che stava lì da anni, il "foliage", il Canada della costa est, il New England e compagnia bella. Poi la motivazione finale che ha condotto alla sua realizzazione, e cioè, quella di festeggiare in maniera degna i 45 anni che la mia gentile signora ha dovuto passare nella acquiescente sopportazione di questo losco e spesso insopportabile figuro. Insomma una sorta di viaggio di nozze della memoria a parziale compensazione non solo dovuta, ma un vero e proprio premio alla resilienza ed un invito esplicito a continuare così, per un numero spero imprecisato di anni. Io giocoforza ho dovuto approfittare della riscossione del premio, accodandomi, anche per non lasciarla andare da sola, ben s'intenda.Tuttavia vero premio non sarebbe stato senza questa giunta finale, una sorta di ciliegina per completare la torta all'americana, di quelle alte venti centimetri e completamente ricoperte di uno stretto strato di panna, che doveva anche appagare, finalmente una delle passioni della mia consorte. Si è trattato di una scappata nel regno assoluto del country, questa fetta inscindibile dell'America profonda, della etichetta specifica della provincia americana, del sound che identifica un paese nel suo insieme, la città di Nashville, che rappresenta in fondo il vero cuore della musica di questo paese. 

Collezione di strumentistorici
Qui si è sviluppato tutto dagli inizi, qui si è creata la vera industria musicale americana, che ha raccolto le radici jazz, che arrivavano dal sud, mescolandole alla musica popolare delle campagne per creare quel substrato country, da cui poi si sono staccate tutte le varie costole che hanno condizionato di fatto la musica del mondo intero nel XX secolo, dal rock, al pop, all'R&B e a tutti i succedanei odierni. Qui puoi vedere e toccare con mano la storia di tutto questo, ascoltando in ogni angolo, in ogni locale questa musica, in tutte le sue forme, insomma una total immersion in un mondo molto particolare che però riesce a coinvolgere anche i non appassionati. Devo dire che avevo preparato questo premio specificamente per mia moglie e invece ne sono rimasto completamente accalappiato ed invischiato io stesso. Ma procediamo con ordine nel racconto di questa tre giorni di note libere. Intanto la scelta della sistemazione notturna non si è rivelata felicissima, in quanto, sì economica, ma praticamente fuori città cosa che ci costringerà ad utilizzare sempre dei taxi per spostarci. Tutto questo ha reso necessario intraprendere l'esperienza di Uber, che, mi dispiace molto per la categoria dei tassisti, si è rivelata un'ottima soluzione salva portafogli, con costi ridotti alla metà, se non a un quarto quando lo si utilizza in car pooling, sollevandoti poi dall'obbligo della famigerata mancia obbligatoria e dall'uso del contante. Ti sposti di certo più a cuor leggero, se devi cacciare 7 od 8 dollari che non se te ne puppano 25 a botta. 

Vestiti di scena di Snow e Frizzell
I nostri amici autisti, lo fanno tutti come secondo o terzo lavoro, che anche qui, terra apparentemente ricca, devi fare tre lavori per non prendere neanche uno stipendio accettabile per campare e coprire le spese di una famiglia.Molti tuttavia lo trovano accettabile e lo considerano un'opportunità che forse non avrebbero avuto nella loro terra di origine. In particolare quelli che sono immigrati da poco, slavi, etiopi, africani in generale, chissà se regolari o meno, qui nel melting pot è impossibile distinguere, ma anche la signora americanissima che mi ha portato per prima in centro, ha confessato che lo faceva per comprare i regali di Natale alle quattro figlie, dai 7 ai 20 anni, maritononpervenuto, capirà, un budget di almeno 7/800 dollari fuori delle previsioni ed ecco che Stefanie la cicciotta si scarrozza di domenica i turisti sulla sua utilitaria. Certo gli autisti Uber neanche qui sono molto ben visti dai colleghi taxisti, ma per adesso non li menano per lo meno e come ho notato, fuori dai locali pubblici rappresentano di certo oltre la metà delle corse. Ma veniamo alla città in cui trascorreremo questi tre giorni, anzi queste tre notti, perché la musica significa andare a letto tardi e passare da un locale all'altro o anche semplicemente passarci accanto fermandoti ad ascoltare, rapito dal sound che invade le strade. Bisogna subito dire che la città o meglio il Downtown, la parte dove si concentra tutto l'interesse, è davvero piccola, cinque o sei block per altrettanti, che si possono girare sempre tranquillamente a piedi senza problemi. 

La Bonneville 62
Qui sono concentrati tutti i locali ed i bar dove invariabilmente si fa musica, qui ci sono uno dopo l'altro tutti i negozi che offrono ogni sorta di gadget legati alla musica stessa, dal marchandising tipico sull'argomento, dai gruppi alla storia musicale del paese, all'ambaradan dell'abbigliamento, stivali, giubbotti, cinture e ogni altro che ricordi l'ambientazione country, oltre ai manifesti e a tuttto quanto riguarda i singoli cantanti famosi. Molti sono anche i luoghi della memoria che raccolgono oggettistica degli idoli più famosi, veri e propri musei dove gli appassionati possono guardare in sconsolata ammirazione i memorabilia dei loro eroi, vestiti di scena, strumenti e soprattutto foto d'epoca. Ma il tempio imperdibile è il Country Music Hall of Fame, un museo della musica che racchiude tutto il possibile su questo argomento dagli inizi del secolo scorso ai giorni nostri. Strepitosi i filmati di inizio 900 con lo svilupparsi della musica nera, dalle prime forme di jazz all'honky tonky, seguite dall'epopea country e dei suoi osannatissimi idoli, di cui sono raccontate le vite personali ed i successi, attraverso filmati, serie di vestiti e strumenti utilizzati nei vari concerti. E' una saga continua, da Loretta Lynn a Johnny Cash, Dolly Parton o Jennings, per non parlare di tutto quanto è nato dal country per sviluppare poi i suoi cloni musicali che hanno influenzato il mondo, da Elvis a Bob Dylan, che anch'essi, in questa città hanno cominciato le loro strade. 

Country line dance
Le cose raccolte e presentate con grande spettacolarità nelle molte sale sono davvero la summa della musica americana, oltre 200.000 registrazioni, 30.000 filmati anche d'epoca, mezzo milione di foto, centinaia di strumenti e migliaia di abiti appartenuti ai vari cantanti, dal Black suit di Cash, al tuxedo di Reeves, al Golden rocket di Snow, al vestito da cocktail di Patsy Cline, tutta roba che fanno brillare gli occhi agli amatori e ai fans di tutto il mondo. Ma i pezzi forti sono le auto storiche come la Cadillac d'oro del 60 di Elvis, la Bonneville 62 di Pierce e la Pontiac Trans Am 80 di Reed, davanti alle quali si formano capannelli di ammiratori estasiati. A parte comunque l'oggettistica, bisogna dire che ascoltare e vedere pezzi storici originali della musica che è stata comunque alla base di tutta l'evoluzione musicale moderna, ha il suo fascino e fanno della visita di questo luogo un momento imprescindibile, se sei in città. Ma noi siamo qui soprattutto per la musica legata alla country line dance e quindi dopo aver girellato a lungo per negozi che offrono stivali di ogni genere addirittura con offerte compri 3 paghi 1, come se chi compra avesse sei piedi, teniamo d'occhio l'orario di apertura di  un altro dei luoghi topici della città: il Wild Horse Saloon, dove la musica live comincia alle alle 5 di pomeriggio e continua no stop fino a notte inoltrata, che per gli americani significano le 11, ora in cui i benpensanti ronfano già di brutto. Forza si aprano le danze!

La Pontiac di Reed

SURVIVAL KIT

Country Music Hall of Fame and Museum  - 222, 5th Ave. South -  Ingresso 25,95 (senior 23,95). Il più famoso museo della musica in America. Dedicategli almeno un paio di orette, ma anche di più se vi fermate a godervi un po' di musica e di filmati storici dei più famosi cantanti americani. Vale sicuramente il biglietto anche se non siete superappassionati. Con sovrapprezzo potete anche visitare gli storici Studios dell'RCA.

American Best Value Inn - 2403 Brick Church Pike - Classico motel standard. L'indirizzo indica Downtown, in realtà questo motel piuttosto attempato è su una delle grandi vie di uscita e periferiche della città e vi obbligherà al taxi per arrivare incentro. Camere non molto grandi che avrebbero bisogno di una ripassata con letti queen a 80 $ con colazione. Gestori indiani e gentili e disposti a chiacchierare, anche se non sono molto informati.

Gli Award


La Harley di Whitley
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