lunedì 22 dicembre 2008

Ān

Chissà se è poi così vero che l'aggressività della specie umana sta tutta nella sua componente maschile? Questo è, quanto meno quello che si dice e la maggior parte dei fatti della storia lo conferma. Non c'è avvenimento tragico ed efferato del cammino umano che non ci racconti di impettiti uomini in divisa o di biechi personaggi acquattati nei loro palazzi a programmare stragi e violenze di ogni genere. Anche l'uomo singolo, il maschio, quando è solo, è quasi sempre aggressivo o comunque inquieto e si muove apparentemente senza senso alla ricerca di equilibrio o di un senso di completezza. La lingua cinese fa proprio questo concetto e lo definisce con il carattere Ān che significa: pace, serenità, quiete e come forma verbale: tranquillizzarsi, calmarsi. L'ideogramma è costituito dal segno di Tetto, sotto il quale vi è il segno che ormai vi è ben noto di Donna. Quindi: quando nella casa di un uomo c'è una donna, questo si calma, la smette di correre di qua e di là, diventa meno aggressivo; la sua serenità particolare si generalizza nella pace della comunità (a cui evidentemente non vengono più insidiate altre femmine). Questa attribuzione al genere femminile della responsabilità della serenità universale, forse è sopravvalutato, ma qualche cosa di vero ci dovrà pur essere, se nella progressiva maschilizzazione che il nostro modello di sviluppo attribuisce alle donne, questo lato diventa sempre più sfumato o per lo meno più trasversale. Attendo inferocite contestazioni a conferma di questo assunto.

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