domenica 21 dicembre 2008

Rosso rubino

"La place rouge était vide..." un ritornello che non riusciva ad andarsene. Che notti, quelle d'inverno a Mosca. Cominciano alle tre del pomeriggio a fine dicembre. Che pace andare a piedi verso la Piazza Rossa, dopo cena, da solo, con le suole spesse che fanno scricchiolare la neve nella immensa piazza deserta, mentre sotto i denti sentivi il gusto di ferro del freddo e dei fiocchi che non ce la facevano a cadere. Solo qualche sfarfallio, di tanto in tanto, a ricordare con qualche puntura sul viso la durezza morbida di quel mondo. Giravano pochi turisti allora e se ne stavano tutti rintanati all'Inturist, quando non se li trascinavano su vecchi torpedoni al Bolschoy o a Novodievicy. Sul grande spazio della piazza qualche guardia lontana, infagottata nel feltro sotto la shapka di ordinanza a far finta di non sentire il freddo, ad impedire che si attraversasse, chissà perchè, il grande spazio aperto. Sulla destra i magazzini GUM, che avevano chiuso appena uscita dalle sgangherate porte da cui usciva un soffio potente di calore teletrasportato, l'ultima truppa di matrioske che si erano aggirate tra i negozi che esponevano le ultime produzioni sovietiche, magari in fotografia , da prenotare. Il Cremlino incombeva sulla destra, quasi nascondendo l'incongruo mausoleo di Lenin dove le code di visitatori silenti si erano man mano diradate negli ultimi tempi, con la sua presenza silenziosa ma ammonitrice. Sull'alta torre Spaskaija, come mi ricordava sempre chi conosceva bene le cose, brillava comunque e forte la stella di rosso rubino. Ogni tanto si apriva lentamente il portale , le guardie si ponevano sull'attenti e dopo poco una Volga nera coi vetri scuri arrivava a velocità folle (chissà perchè poi) e si infilava senza rallentare sotto la torre scomparendo nei meandri del Politburò, forse a discutere dello sfacelo incombente, mentre i gerontocrati rimanevano fermi con l'occhio fisso ed il sorriso imbalsamato che li avrebbe dissolti. Che senso di immobilità statica nella grande piazza. In fondo, le cupole di San Basilio gigioneggiavano, fiamme multicolori a ballare il sabba dell'attesa di un evento prossimo. Poi, sazio, me ne tornavo al mostro ipertrofico del Rossia, una ferita inguaribile aperta poco lontano sui cadaveri di piccole chiesette ortodosse, percorrendo a piedi i larghi spazi deserti. Non serviva guardare attorno prima di attraversare; non passavano auto, non c'erano auto.

4 commenti:

Anonimo ha detto...

Sono appena stato sulla Piazza Rossa. Le mie scarpe non scricchiolavano. Perche' non c'e' un grammo di neve, quindi non ne hanno motivo. Guardie non ne ho viste. Tanto meno "rosse".... da queste parti di "rosso' non c'e' mai stato molto... a parte il sangue per forza di cose, naturalmente. Allora me ne sono andato a fare un giro sllo "ZUM", il "Zentralnij Universalnij Magazin", dietro il Teatro Bolshoj (da non confondersi col "Gum", che come giustamente ricordi e' a fianco della Piazza Rossa. E' da un po' di tempo che non ci andavo (una decina d' anni circa, ma qui gli anni passano in un baleno....). E' stato completamente rifatto, anzi riucostruito. Come il Gum, solo che quello all' esterno e' rimasto uguale. Dentro tutto uno sfavillio di lusso. Primo piano: gioielleria d' alto bordo - inavvicinabile. Secondo piano: tutte boutiques d' alta moda. Avvicinabili, ma a distanza. Ho chiesto, tanto per farmi una risata (amara) quanto costava una camicia italiana(bella, niente da dire.. a me le robe brutte non piacciono, che si sappia!) - prezzo (non in saldo): 4.320 rubli. Al cambio di stamattina equivale a circa 110 Euro. La commessa mi ha squadrato, ha subito capito che non compravo un accidente (dopotutto noi italiani siamo mica fessi....) e si e' girata dall' altra parte (niente male...). Allora sono uscito e me ne sono andato in una pizzeria vicino alla Piazza Rossa, e mi sono sganasciato una pizzetta ai capperi (italiani) e olive (spagnole), una fetta di cassata (siciliana), e un bel cappuccino(ridete pure, a me il cappuccino piace col dessert e non a colazione...). Totale: 1.000 rubli (circa 25 euro). Il locale non era molto affollato, lo sara' stasera. A questo punto sono tornato dal mio gatto, e gli ho allungato una porzione extra di wishlas. Alla faccia della Crisi Mondiale, della Piazza Rossa e di tutti quelli che la calpestano......
FEROX

enrico ha detto...

Caro amico, i prezzi sono proprio crollati a Mosca con la crisi, 25 euro , una volta non ti lasciavano neanche avvicinare al tavolo...e lo so che di rosso visibile c'è sempre stato poco, ma anche quando è comparso sul kremlino il nuovo vessillo tricolore, chi sai , mi ha sempre detto: - Ricordati che sulla torre è rimasta sempre la stella rossa- Il GUM e lo ZUM sono diventati due squallidi magazzini del lusso uguali a tutti gli altri nel mondo e hanno perso lo struggente fascino di allora, quando al Dietzky Mir i bambini andavano a vedere e a vivere i sogni e i loro occhi sgranati erano uguali a quelli che avevo io quando mia mamma mi lasciava mezz'ora davanti alla vetrina della Fata dei Bambini. Che nostalgia...Sognano ancora i bimbi a Mosca?

Anonimo ha detto...

Certo che sognano. Una fuoriserie extra-lusso (rigorosamente da corsa), un televisore sottile come un foglio di carta (velina), un viaggio nella Repubblica Dominicana (per poi portarti una biro come souvenir, tanto per farti vedere che loro ci sono stati, non come te che vai a Cesenatico)..... ; il Djetskij Mir (ci volevo andare oggi) l' hanno chiuso. Lo riapriranno tra 3 anni, con uno sfolgorante negozio-boutique per bambini, con giocattoli Marca Leone ecc. ecc. ; per quanto riguarda il Rossija (la schifezza del secolo, ma non peggiore di come e' ridotto adesso il Palazzo Nervi a Torino (ex Palazzo del Lavoro - Italia '61). Per i 25 euro una pizza mi sembra la barzelletta del Gorilla quando gli fanno pagare 50 Euro un crodino.... io mi sono un po' stupito (era il formato "baby-pizza", non quello che ti danno da chi sai) sono pur sempre 50 biglietti da mille delle vecchie lirette, sempre per citare chi tu sai.... ad majora, e per aspera...
FEROX

Anonimo ha detto...

non avevo finito la frase: il Rossija, dicevo, l' hanno ormai buttato giu', al suo posto stanno costruendo un complesso di alberghetti a 25 stelle, roba da 800 euro in su, per nottificare sotto i bagliori di quella stellina rossa che balugina sulla Torre della Fortezza dell' Impero....

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