sabato 7 novembre 2009

Tra lana e miele.

Mi accorgo che sto allungando troppo il brodo, anche perchè, controllando l'agenda mi avvedo che ho raccontato gli eventi tra il 18 ed il 23 gennaio, i primi cinque giorni dei 43 che trascorsi in giro per l'URSS quella volta. Dunque trascurerò di dettagliare gli incontri dei giorni successivi anche se alcuni personaggi meriterebbero un approfondimento, come Kolija che misteriosamente da direttore si trovò proprietario di una fabbrica che raccoglieva, lavava e produceva lana ritirandola grezza da tutta la repubblica e dintorni, Bulik il Turkmeno dalla lunga barba che trattava compensato e cotone all'ingrosso, Rakhid, un gigantesco Karachaijevo che mi strizzò a lungo con quelle pinze che aveva al posto delle mani, raccoglitore di prodotti apistici della zona che voleva piazzare 700 chili di pappa reale a 3000 dollari e dopo aver controllato che era quasi andata a male, li avrebbe ceduti anche per cento, Oleg, un Ingusheto con la faccia da bambino che trafficava in pietre dure, Vanija, intabarrato fino ai denti in un cappottone di pelle nera bisunto che cercava di piazzare vagoni di colza e semi di erba medica e tanti altri. Non posso però saltare l'incontro che avemmo con l'aspetto ufficiale della repubbica. Il mattino dopo infatti, dopo aver subito le lamentele della ristoratrice (privatizzata) riguardo il fatto che consumavamo colazioni troppo parche, evitando kognak e tanto meno l'italijansky schampagne, più volte propostoci, uno spumantino innominabile che facevano dalle parti di S. Stefano Belbo e che quindi, essendo gli unici clienti non ci stava più nei costi, fummo ricevuti al palazzo del governo. All'incontro, con tanto di bandierine sui tavoli, partecipavano un viceministro, circondato da molti silenziosi sottopancia che, dagli sguardi obliqui e attenti che volgevano attorno a sé, stavano chiaramente cercando un nuovo riposiziosamento all'interno dei nuovi equilibri politici che si andavano formando. Anche qui le sedie degli ispettori politici, ben disposte lungo la parete di fondo, erano ormai vuote. Facemmo una presentazione molto spettacolare (naturalmente rapportata al posto) conquistando tutti con le potenzialità che si intravedevano nel dare libero spazio ed agevolare il lavoro della nostra azienda nei contatti con le nuove realtà produttive dell'area. L'atmosfera ufficiale e paludata si fece subito molto amichevole e sottilineo molto, quando cominciarono ad apparire le prime bottiglie. Dopo la fraternizzazione, salutammo singolarmente e con calore i vari intervenuti, lasciando un po' di graditissimi gadget. Il presidente antitrust, che testa a testa ci fece capire quanto avrebbe potuto agevolarci il suo aiuto, si disse ben disposto ad aiutare gli amici italiani anche come semplice segnalatore di opportunità e si meritò seduta stante una calcolatrice tascabile made in China. A sera, all'apposito ufficio telefonico, tentammo di avere tre minuti di comunicazione con Mosca, pagati in anticipo, la linea cadde ancora prima di poter dire pronto e non ci fu più niente da fare, ma ancora una volta era una questione ontologica, avevamo pagato la possibilità di telefonare, non la telefonata in sé, quindi non potevamo reclamare il denaro indietro, come spiegò bene la supponente impiegata ad un Zhenija ormai tramortito dalla rapidità con cui gli eventi si succedevano. Anche al cena al costo di tre dollari, lo innervosì terribilmente, a tal punto che nella solita partita a scacchi che mi concedeva prima di andare a dormire, non cercò neppure di fingere di fare fatica a battermi, come avrebbe imposto il suo status di sottoposto, ma lo scacco matto arrivò in poche mosse. Caddi in un sonno pesante, l'indomani era domenica e non c'erano incontri in programma.

7 commenti:

stella ha detto...

Felice di conoscerti su segnalazione di Annarita.
Un caro saluto e buona serata.

sirio ha detto...

Arrivo qui dopo aver letto il nome del tuo blog da Annarita.
Piacere di conoscerti, Enrico!


Buona domenica, un caro saluto.

giovanna ha detto...

I tuoi racconti, Enri, mi hanno via via catturato...
Ci presenti una realtà composita, triste a volte, a tratti commovente, non facile per molti versi. Grazie per la condivisione!
g

il monticiano ha detto...

Grazie ad Annarita ho potuto conoscere il tuo blog interessante sotto parecchi punti di vista.
Mi complimento per la descrizione minuziosa di personaggi, luoghi e cose.
Freddoloso come sono non posso fare altro che ammirare il tuo coraggio.
Buon proseguimento e in bocca al lupo.

Bruno ha detto...

arrivo sul tuo blog grazie all'amica Annarita e scorpro che sei un viaggiatore di Alessandria.... piacere, Bruno Viaggiatore, Musicista di Alessandria :-)
il mio blog parla del mio gruppo rock....a presto

annamaria ha detto...

Sono giunta tramite la segnalazione di Annarita. Mi piacciono le tue storie di viaggi, sarà come vedere un documentario.
Complimenti!

enrico ha detto...

Cari amici,
Vi ringrazio di cuore della visita. Spero di non avervi annoiato, ultimamente ho la tendenza ad involvermi, spero di risentirvi.

@stella- mi piacciono i blog di poesia e anche le immagini che scegli
@Sirio- complimenti anche a te, per quanto riguarda il tuo post sul telefonino

@Monticiano - ti sei già cimentato in qualche cosa di più impegnativo, tipo romanzo breve?

@Bruno - Viva gli alessandrini, verrò a sentirti suonare

@Annamaria- non sono riuscito ad arrivare al tuo blog. Sotto La tegola, mi dice che non ci sono post. E' in manutenzione?

Where I've been - Ancora troppi spazi bianchi!!! Siamo a 102 (a seconda dei calcoli) su 250!