venerdì 24 febbraio 2017

Cronache di Surakhis 75: Movimenti intelligenti

Allenamento mattutino alla sede della setta degli scissionisti surakhiani

Quanto tutto era cominciato, faceva anche un po' ridere. Arrivavano da Trappist g emissioni video che raccontavano gustosi siparietti dove si parlava di mondi verdi ed autorigeneranti, di decrescite gioiose in cui gli escrementi della popolazione, invece di essere inquinanti erano trasformati in ottimo e anche gustoso alimento e la gente sghignazzava a quattro ganasce divertendosi a questi proclami, mentre nel cielo verde ciano di Surakhis si infittivano le scie chimiche di cui profeti lungimiranti prevedevano la pericolosità. Ogni mattina nei parchi della città le scuole di scissione continua si allenavano con costanza infergendosi colpi ai genitali con forza sempre maggiore. Così a poco a poco il virus si era insinuato nel DNA degli abitanti del pianeta,trasformandoli a poco a poco in grillosauri litigiosi e boccaloni. Quasi nessuno si era accorto della mutazione progressiva che deformava i volti aprendo le orrende cinque narici, tanto da farle ritenere come il normale visus delle persone per bene. Tutti si aggiravano per i vicoli scavati nelle immondizie uscendo dalle loro tane, per andare ad urlare il mantra: Oh n'està, Oh n'està! che naturalmente non significava nulla ma serviva a compattare la folla.

Ovviamente nelle proteste quotidiane la folla mirava a risolvere i problemi fondamentali per la vita sul pianeta, ultimo dei quali la costruzione del megacentro spaziale che doveva ospitare tutti i giochi circensi planetari. Le menti espanse dei dirigenti dei grillosauri, oscillavano avanti e indietro nella decisione se appoggiare o meno il progetto. Ogni volta si facevano e rifacevano i conti di quanti voti si sarebbero guadagnati con una scelta o con l'altra, rimanendo ogni volta nel dubbio. Come sempre si invocava l'arrivo del vate supremo Cricket I che, nella sua infinita sapienza prendesse una decisione per tutti, ma anche lui, continuava a tastare il terreno per capire da dove spirasse il vento del malcontento per guadagnare qualcosa dai miasmi che ne salivano, ma era difficile davvero capire cosa convenisse in termini di numeri. Intanto mandava i suoi rappresentanti in piazza a blandire la folla ogni volta che si manifestava per le più varie ragioni. Addirittura quando era esplosa la rabbia della potentissima lega delle fellatrici associate che lamentavano la concorrenza di un numero sempre crescente di abusivi che esercitavano ormai ad ogni angolo di strada, invece che nell'apposito tempio, accontentandosi, data la crisi, di buttar giù qualche cosa di caldo, senza nessuna garanzia per gli utenti di fornire un servizio certificato e di qualità, il grillosauro dalle orecchie appuntite (una particolare variazione genetica evolutasi nel tempo) responsabile della capitale, si era catapultato in mezzo alle sacerdotesse in corteo dichiarandosi pronto ad appoggiarle in tutti i modi.

Tutte volevano essere quantomeno rimborsate per le licenze acquistate a caro prezzo dalle Succhiatrici di Capella IV, quando avevano lasciato il pianeta ormai invaso dalla multivulvate clandestine che arrivavano da Andromeda sulle carrette spaziali, evitando facilmente le squadre delle Gilde dei Ruspanti che alla domenica andavano a caccia all'immigrato. Ma le cose continuavano a non marciare nel modo sperato ed ogni giorno portava nuove pene. Paularius se la rideva aspettando che tutto precipitasse  verso il suo baratro naturale. Sdraiato nel suo salone dei piaceri, circondato dalle sue Allietatrici, passava il tempo seguendo la cronaca televisiva sulla centoventesima scissione dei Poveri Dementi, una antica setta che aveva nel DNA profondo una automatica necessità di mitosi, non appena si ventilava la possibilità di diventare setta maggioritaria. La cerimonia si ripeteva quasi ogni giorno preceduta da esercizi spirituali comuni in cui gli adepti si autocolpivano ritmicamente i testicoli, con pietre e mattoni nella convulsa ricerca del piacere assoluto, il momento casuale in cui sbagliavano il colpo, cosa che accadeva molto di rado tra l'ilarità generale, essendo gli adepti in massima parte appartenenti a specie galattiche macrogonadiche e multitesticolate. Paularius se la faceva sotto dalle risate, intanto aspettava. Il momento del ritorno dell'imperatore poteva arrivare da un momento all'altro.


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