mercoledì 26 gennaio 2011

Recensione: Nunziante - Che bella giornata.

Confesso di avere un debole per il buon Checco fin dalle sue prime apparizioni a Zelig, per la sua svagata e apparentemente ingenua nonchallance con cui butta lì come non parere battute fintamente svagate, ragionamenti e nonsense appena politically uncorrect e continue trovate fresche e divertenti. Davvero niente a che vedere con la sguaiatezza a cui ci vorrebbero ormai abituati i tanti cinepanettoni tette e culi, che pure il loro seguito lo hanno. Un po' di risate gustose seguendo l'iter del nostro Checco addetto alla security nella Brianza che tramite una serie di raccomandazioni molto all'italiana porta la sua incapacità ed inadeguatezza totale, ma sempre sicura e convincente ad entrare nella guardia del corpo del Papa, con effetti comici continui e piacevoli. Anche il rapporto, come dice lui, con il Mussulmanesimo è trattato con inconsueta levità. Una dimostrazione che si può divertire anche senza scollacciature e linguaggio da trivio.

Una cosa un po' controcorrente sembrerebbe, ma gli spettatori gli hanno dato ragione. Dunque l'esplosione e la scoperta di una nuova e dirompente forma di comicità? Un futuro filone che conquisterà il mondo? Eh accidenti, non esageriamo e manteniamo la cosa entro il suo valore reale. Ho letto l'altro giorno un articolo a riguardo sulla Stampa che santificava film e interpreti pronosticando in pratica futuri successi mondiali e calata di un nuovo verbo comico della cifra cinematografica. Davvero, caliamo le ali e manteniamo la cosa entro i termini del buon senso e di una corretta dimensione. Un filmotto divertente da lodare per la sua levità e piacevolezza, un esercizio di stile apprezzabilissimo di cui speriamo ci siano seguiti e poi direi, finita lì. I capolavori sono un'altra cosa.




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6 commenti:

Ambra dB ha detto...

Hai ragione Enrico. Abbastanza spesso ci sono delle esaltazioni collettive - definiamole mode - su espressioni artistiche, scrittori, attori, registi, pittori e via dicendo che ineggiano al capolavoro. E' gente che quasi sicuramente non ha mai visto, sentito o letto un capolavoro.
Che poi, come dici tu, possa essere gradevole anche qualcosa di leggero, va bene. Ma è un'altra cosa.

Sandra ha detto...

Non l'ho visto. Tutto questo osannare mi ha trattenuto. Allora...ci vado?Direi di sì..aspettandomi quello che tu dicei e che avevo pensato "di mio"....

enrico ha detto...

@Ambra - Il fatto è che qui o tutto bianco o tutto nero, non se ne può più.

@Sandra - Vai , vedrai che è simpatico e ti diverti senza neanche una parolaccia.

maurizio ha detto...

Lo spessore filosofico della trama ci conduce a inellare una serie di risate, su argomenti più o meno attuali, ma non ci permettono di vedere al di la del muro.
Hai ragione tu, i capolavori sono un'altra cosa.
ciao
maurizio

massimo ha detto...

pensavo fosse un becero filmetto alla Boldi/De sica. Invece si può andare, quindi? bene.

enrico ha detto...

@Max - niente del genere , ma non aspettarti troppo comunque.

Where I've been - Ancora troppi spazi bianchi!!! Siamo a 104 (a seconda dei calcoli) su 250!