domenica 26 ottobre 2008

Un santo d'altri tempi

La rilettura dei classici sorprende ogni volta per la sua aderenza senza tempo alla realtà. Evidentemente certi topoi sono eterni ed universali. Ieri mi ha deliziato la rilettura di questo affresco sulla comunicazione del Boccaccio nella prima novella del Decameron che vi ripropongo.
" Era questo Ser Ciappelletto piccolo di statura, calvo e molto assettatuzzo. Egli essendo notaio e mercatante, avea grandissima vergogna quando uno de' suoi istrumenti (come che pochi ne facesse) fosse altro che falso trovato; de' quali tanti avrebbe fatti di quanti fosse stato richiesto, e quelli più volentieri in dono che alcun altro grandemente salariato. Testimonianze false con sommo diletto diceva, richiesto e non richiesto; e dandosi a que' tempi a' sagramenti grandissima fede, non curandosi fargli falsi, tante quistioni malvagiamente vincea a quante a giurare di dire il vero sopra la sua fede era chiamato. Aveva oltre modo piacere, e forte vi studiava, in commettere tra amici e parenti e qualunque altra persona mali e inimicizie e scandali, de' quali quanto maggiori mali vedeva seguire tanto più d'allegrezza prendea. Invitato a qualunque rea cosa, senza negarlo mai, volenterosamente v'andava... e per ogni piccola cosa, sì come colui che più che alcun altro era iracundo.... e così le taverne e gli altri disonesti luoghi visitava volentieri e usavagli. Imbolato avrebbe e rubato con quella conscienzia che un santo uomo offerrebbe. Gulosissimo e bevitore grande, tanto che alcuna volta sconciamente gli facea noia. Perché mi distendo io in tante parole? Egli era il piggiore uomo forse che mai nascesse. La cui malizia lungo tempo sostenne la potenzia e lo stato ... per cui molte volte e dalle private persone, alle quali assai sovente faceva ingiuria, e dalla corte, a cui tuttavia la facea, fu riguardato."
E quindi in seguito ad una serie di menzogne strepitose, alla sua morte:
"...sì il mise nel capo e nella divozion di tutti coloro che v'erano che, poi che fornito fu l'uficio, colla maggior calca del mondo da tutti fu andato a baciargli i piedi e le mani, e tutti i panni gli furono in dosso stracciati, tenendosi beato chi pure un poco di quegli potesse avere.... Il dì seguente vi cominciarono le genti ad andare e ad accender lumi e ad adorarlo, e per conseguente a botarsi e ad appiccarvi le imagini della cera secondo la promession fatta. E in tanto crebbe la fama della sua santità e divozione a lui, che quasi niuno era, che in alcuna avversità fosse, che ad altro santo che a lui si botasse, e chiamaronlo e chiamano san Ciappelletto; e affermano molti miracoli Iddio aver mostrati per lui e mostrare tutto giorno a chi divotamente si raccomanda a lui."
Ora, coloro che hanno la bontà di seguirmi, attendono il mio consueto απροσδόκητον finale. Oggi non serve ha già detto tutto Boccaccio.

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