mercoledì 15 ottobre 2008

Il carattere cinese Nǚ (uguale al kangi giapponese Onna) significa Donna. In contrapposizione all'ideogramma Uomo che è composto di due parti, il carattere di Risaia e di Forza a chiarire che è appannaggio del maschio il duro lavoro dei campi, questo è la stilizzazione di una figurina femminile vista di fianco, graziosamente inginocchiata nell'atto di porgere con le braccia tese qualcosa al suo uomo (padrone, signore). Potrebbe essere una tazza di thè, come un panno morbido per detergersi il sudore o una veste colorata con cui coprirsi dopo l'amore. Questo chiarisce molto sull'idea della distinzione dei ruoli nelle culture orientali; un deciso riconoscere che i due sessi sono nella realtà due specie diverse, contrastanti, in armonia oppure irrimediabilmente avversarie e nemiche tra di loro. Yin e Yang, le due metà della mela o quello che vi pare, ma diverse e con fini differenti. La cultura occidentale nell'ultimo secolo è invece sulla via di eliminare del tutto questa distinzione, annullando le dissimiglianze, cercando di sovrapporre le tipologie anche fisiche oltre che comportamentali e psicologiche, mantenendo al più la "petit difference", ma se ne può comunque discutere. Ovviamente anche in oriente (che teniamo ben presente, stiamo colonizzando culturalmente con il peggio di ogni nostra ideologia) questo indirizzo guadagna ogni giorno terreno, tanto è vero che in Cina la donna ha nel campo lavorativo e del potere "pubblico" molte più "pari opportunità" che da noi. Mi piacerebbe conoscere i vostri commenti su questo concetto e su quello che ne può derivare.

4 commenti:

Paper Street ha detto...

Ciao, abbiamo fatto il blog di Paper Street, ci sono un po di "contenuti extra" e il riassunto di quello che combiniamo. Con questo sistema posso finalmente ricambiarti il link...
Giacomo

AdriRips aka Ginevra ha detto...

Come posso esimermi dal commentare un post del genere? :)
Il mio punto di vista e' che stiamo parlando di cultura.
E' culturale la distinzione/opposizione/complementarietà fra connotazione maschili e connotazioni femminili, così come è culturale l'attuale tendenza al "miscuglio" e all'annullamento delle differenze. Ed entrambe le culture nascono in un sostrato economico-sociale che le favorisce e contemporaneamnete ne ha bisogno per dare significato al modo in cui in quel momento va il mondo e si fanno le cose.
La forte distinzione fra i generi delle culture tradizionali esprime e, per l'appunto, "culturalizza" la necessaria divisione dei compiti economici e sociali originariamente affidati a ciascuno dei due: ai maschi il compito di procacciare il cibo attraverso la caccia (e piu' tardi il lavoro manuale), che necessitavano di forza, alle femmine l'accudimento della prole che necessitava di tette, e del maschio procacciatore di cibo che necessitava di attenzioni ;). Analogamente, penso che l'attuale tendenza al "ricongiungimento" vada letta nel contesto di un sistema economico-sociale che oramai e' sempre più "della conoscenza", e che quindi non solo non necessita di muscoli e di tette, ma al contrario beneficia del fatto che a parteciparvi siano individui il piu' possibili eterogenei posti in condizioni paritarie.
Più avanti magari verrà qualcos'altro, ma intanto siamo qui (anzi: culturalmente parlando ci siamo appena arrivati, dopo alcune migliaia di anni di cultura tradizionale), e credo che indietro non si torni.
Certo, come sempre perdiamo qualcosa. E' bello l'ideogramma della donnina, e sono anche affascinanti i significati che reca con sé, ma credo sia bello allo stesso modo in cui erano (e sono) belli i miti greci. Affascinanti e sempre fecondi nello stimolare la riflessione e la comprensione, tuttavia appartenenti al passato, ad un periodo che storicamente non ci appartiene più.

laura ha detto...

Suggerisco la lettura dell'ottimo saggio di economia appena uscito Fattore D, dove D sta per donna, peraltro scritto da un uomo intelligente. E' consolante pensare che per fortuna ce ne sono e sperare che alle nostre figlie possa aprirsi una società con migliori possibilità delle nostre. Per conto mio mi sembra ci sia stato un netto peggioramento rispetto a 20 anni fa specie negli atteggiamenti. Non ritengo affatto che donne e uomini siano biologicamente uguali, nè che uno dei due generi sia migliore dell'altro; ritengo però che un paese che si privi della metà delle competenze (nè più nè meno di quello che fanno i musulmani) abbia poca intelligenza. E questo è quello che accade nella nostra realtà lavorativa; nella mia esperienza lavorativa le donne sono fortemente discriminate, impedite nella carriera anche quando più brave dei colleghi maschi ed utilizzate come "apine operose" (che appunto porgono il tè). E d'altra parte non fare delle cose finisce di andare a scapito degli altri (nel mio caso pazienti o studenti) e quindi si finisce per lavorare comunque. Ci sarà un premio in paradiso, speriamo?

Anonimo ha detto...

Oggi la Stampa riporta la notizia che la seconda moglie di Bach ha scritto un sacco di musica attribuita invece al marito. Classica apina operosa....ehehehe

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