giovedì 24 settembre 2020

L'arrière pays

Sospel


Luceram

Forse è un aspetto comune a tutte le riviere del mondo, ma l'area immediatamente alle spalle della Costa Azzurra è particolarmente attraente. E' un territorio scosceso e apparentemente ostile, con le sue stradine strette e quasi in stato di abbandono, le sue valli scoscese e ripidissime, ricche di boschi impenetrabili, tali che in pochi chilometri, anche meno di dieci ti sembra di essere capitato in un territorio semideserto, lontano dal mondo moderno, povero di servizi e a quote di tutto rispetto spesso oltre i mille metri. Insomma superi un crinale e ti senti sospeso in un'area selvatica e sconosciuta nella quale potresti perderti facilmente. Le strade ed i sentieri sono contorti e subito perdi l'orientamento, come quando superi l'orlo di una grande duna in un deserto e girandoti indietro non vedi più la strada e quel sottile senso di inquietudine ti sale nello stomaco. Eppure qui è diverso, gli odori sono forti e a volte pungenti, sono gli odori del Mediterraneo, che comunque si avverte alle spalle, anche se il paesaggio suggerisce la solitudine della montagna. Il vento caldo porta il senso di salsedine che rende oleosa la pelle, i pini marittimi profumano l'aria di resina densa, gli olivi ricoprono i bordi delle terrazze abbandonate con le loro foglie grigie come gli occhi di Bocca di rosa; tutto infonde un senso di torpore e di nostalgia per un mondo che non c'è più. 

Il cimitero

Nascosti, negli anfratti tra le creste delle colline o esposti sfacciatamente a coronarne le cime più difficili, piccoli paesi arroccati sulla pietra viva, che costituiscono un tutt'uno con la montagna di cui costituiscono l'anima. Sono i pays perchés, grumi di case le une legate alle altre, le cui viuzze ed i vicoli sono a stento riconoscibili dal basso, spesso coperti da archi che le rivestono, collegando le case in un unico abitato, solido e unitario. Stanno lì, nascosti perché quando sono sorti, le coste erano preda di visitatori indesiderati e pericolosi, lo nero periglio che vien dallo mare, e perché qui la mentalità è quella della montagna, riservata e solitaria, nemica del forestiero, che viene sempre per depredare e portare via, prodotti, donne, anima e la sola cosa che porta può essere la peste, il colera, il contagio maledetto, anche quello ancor più pericoloso delle idee. Così anche oggi passeggiare per questi borghi semiabbandonati, benché il turismo li abbia rivitalizzati parecchio negli ultimi decenni, è sempre un piacevolissimo tuffo nel passato. Qualcuno, per attirare qualche visitatore sottraendolo all'asfissiante abbraccio della costa, ha lanciato qualche idea artistica o di pittoresca tradizione, ha messo in piedi piccoli musei, gruppi di artisti hanno aperto atelier, qualcuno, fiutando la moda, ha puntato sulle produzioni locali che tanto attraggono i sedicenti gurmet con la bocca a cul di gallina. L'altro giorno ho fatto un breve giro da Sospel,  per Luceram, che ha puntato sulla tradizione dei presepi; deve essere davvero interessante arrivarci alla fine d'anno quando fuori da ogni casa, ognuno espone il proprio; se ne vedono oltre 400, risalendo i viottoli in pietra fino alla torre a monte da cui si domina il paesino sottostante. 

Coaraze

  Poi qualche chilometro appena più in su fino a Peira cava, a 1500 metri, villaggio artificiosamente creatosi per la vicinanza al vecchio confine italiano e che quindi aveva ospitato caserme d'epoca e quindi sviluppatosi come proto stazione di sport invernali, successivamente caduto in disuso, da cui si hanno splendidi punti di vista sulle valli circostanti, considerando che siamo nel pieno del parco del Mercantour. Infine un salto a Coaraze che domina l'alta valle del Paillon, coronando la cima di un'alta collina. Ho faticato non poco ad inerpicarmi per scale e scalette, per alti gradini di pietra, fino alla chiesetta che segna il punto più alto della collina ma la vista dal piccolo cimitero  alle sue spalle, ha ripagato di sicuro la fatica. Qui come in altri luoghi simili nella valle, le tombe vengono costruite in maniera particolare; ogni famiglia ha una specie di alto parallelepipedo, sormontato da croci o altri segni devozionali, una lapide con i nomi e sul davanti la grande lastra con un anello che evidente si toglie al bisogno, per mettervi altre bare. Il mare sembra così lontano da qui, anche se ne senti la presenza, qui piuttosto avverti il sentore di formaggi caprini, di fichi e castagne, di funghi e dell'aspro acidume della sansa di olive. Anche il vino è frutto di vecchie tradizioni, leggero, chiaro e rosato, dai sentori salati, da accompagnare ai piatti carichi di rosmarino e di acciughe. L'arrière pays ti conquista con questa sua arretrata modernità, incentivando la tua voglia di star lontano da un mondo pieno di aspetti fastidiosi, quelli che ti fanno venir voglia di isolarti lontano, fuori dalla folla e dai media, tanto se ti annoi, basta una mezz'oretta di strada e sei già sul lungomare per l'aperitivo prima che venga buio.

Sospel

SURVIVAL KIT

Una porta a Coaraze

Luceram - Ci si arriva da diverse strade, a 25 km daNizza, e ancor meno da Sospel (anche questo molto carino da visitare), se partite da Mentone. Noto per il suo museo dei presepi, ne ospita oltre 100, Particolarmente durante le feste di di Natale, quando tutte le famiglie dei residenti partecipano all'esposizione lungo le stradine coperte che portano alla sommità del paese. Il medico del paese lo a con tutte siringhe e batuffoli di cotone, un motociclista mette tutte le figurine su delle moto, tanto per fare un esempio. Il villaggio era punto importante dal XV secolo sulla strada del sale. Salire lungo le stradine coperte fino alla piazzetta alla Cappella S. Jean con piccolo museo dei vecchi oggetti e poi alla chiesa di S. Margherita, con bei dipinti e oggetti preziosi. Di qui bel panorama sul paese. Poi salire fino alla torre dalla curiosa forma aperta verso il paese.

Peira cava - Proseguendo verso il Mercantour per 14 km, si arriva a questa antica stazione di sport invernali nata all'inizio del secolo scorso e poi decaduta. Adesso si tenta un rilancio con attività nei boschi e nei torrenti. Interessante la presenza di cave dove era conservata la neve d'estate che veniva portata nelle ghiacciaie fino alla costa a dorso di mulo. Bellissimi panorami.

Coaraze - Anche questo è un piccolo paese a meno di 30 km da Nizza, risalendo la valle del Peillon dopo Contes. Avrete difficoltà a trovare parcheggio viste le dimensioni solo pedonali delle stradine che risalgono verso la sommità del paese. Fino alla chiesa in cima dovrete proseguire a piedi lungo strette e tortuose scalinate dai gradi di pietra alti e scivolosi. Ultimamente nel paese si è dato spazio alla costruzione di meridiane artistiche che arricchiscono molte pareti delle case esposte al sole. 

Piazzetta di Luceram

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