martedì 9 maggio 2017

Malaysia 18 - Una notte nel Teman Negara


Bradipo malese

Radici
La notte è scura a Kuala Tahan. Nell'unica via che percorre il gruppetto di case raccolte sulla falesia spra l'ansa del fiume, solo qualche luce è accesa su lampioni malfermi. C'è solo l'Acah corner che ha un paio di tavoli occupati da quattro stanchi avventori. Un gruppo di saccopelisti stanno ancora vagando tra le case più lontane alla ricerca di una sistemazione per la notte, non si sa se l'ostello da cui stanno uscendo con la faccia scura, è troppo caro o al contrario troppo sporco per loro. Il nostro appuntamento è con Philip vicino al piccolo molo sul fiume. La strada in discesa che conduce lì, è ripidissima e fai fatica anche a percorrerla a piedi. Sul pontone che funge da molo non c'è nessuno, così come su quelli a fianco che fungono da ristorantini sono deserti. Aspettiamo un po', finalmente si sente lo scoppiettio di una moto che arriva col nostro amico allampanato a bordo. Allo stesso tempo scendono da una scala di una sorta di albergo vicino, posto su una balconata, quattro ragazzi un po' rumorosi che andranno a formare il nostro gruppetto che si propone di fare un giro notturno a piedi nella jungla. La cosa strana è che sono yemeniti in vacanza, cosa già di per sé anomala, vista la situazione di quel paese. Sono piuttosto vaghi tuttavia sulla loro provenienza, anche se insisto nella chiacchiera, parlando di quanto mi era piaciuto il loro paese quando c'ero stato, in un tempo lontano in cui loro o forse addirittura le loro madri non erano ancora nate, tanto per farli sbottonare e sul loro attuale luogo in cui risiedono, anche se inutilmente.

Ragno
I vestiti, scarpe e magliette griffate però, li identificano come appartenenti a qualche tipo di élite che sa come fare per tenersi lontano da guerre e grane varie. Il traghettatore aspetta quieto sulla sua barca dalle panche strette. In mezzo, un bottiglione di plastica dal collo largo in cui ognuno infila il suo biglietto da un ringit per coprire le poche decine di metri di acqua limacciosa e caliginosa a quest'ora della notte, vincendo la corrente debole e silenziosa. Sulla riva opposta, una erta scala di legno risale la falesia opposta. E' una salita faticosa e lunga per arrivare alla serie di costruzioni del Mutiara Resort che costituiscono anche l'ingresso del parco. Dietro gli ultimi bungalow comincia il sentiero percorso da una passerella di legno per evitare che si rovini il fragile equilibrio del sottobosco forestale comminando sopra il delicatissimo strato di materiale organico marcescente costituito da foglie cadute, arbusti e legno di alberi giunti al termine della loro lunga esistenza e crollati a terra, che vengono consumati da tutta quella vita saprofitaria di cui il bosco è ricchissimo. Funghi e batteri luminescenti compiono la loro opera silenziosa in un ecosistema ricchissimo di vita in continua mutagenesi, mentre il resto della fauna vive e fa vivere una flora rigogliosa e variatissima. Sebbene sia ormai notte la temperatura è ancora afosa e l'aria sembra percorsa da una continua piovigine che bagna i volti e si raggruma gocciolando sulla plastica dei kWay. La foresta pluviale maestosa ed incombente fa il suo lavoro.

La passerella di passaggio
A quest'ora non ci si deve fare illusioni di vedere tra i rami e dietro i tronchi maestosi qualche animale notturno in movimento, per lo meno non in questa parte di bosco così vicino alle case e che garantisce ogni sera una certa qual presenza antropica di disturbo. Tuttavia il piccolo bradipo che con movimenti al rallentatore si sposta lungo un ramo che attraversa il vuoto tra i tronchi, è una emozione. La lentezza del suo progredire appare quasi come la paura dell'equilibrista che tema lo spezzarsi del supporto da un momento all'altro. Rimani con gli occhi rivolti verso l'altro fino a che la creatura non raggiunge una forcella più solida sulla quale si istalla definitivamente, forse a cercare un posto tranquillo per  riposare od una fonte trovata dieto la corteccia spessa che ospitasse qualche colonia di insetti di cui cibarsi. Philip è molto preparato e dispensa continuamente notizie sulla vita del bosco, guardando con un occhio critico i ragazzi chiassosi che ci accompagnano, commentando ad alta voce, troppo alta per la verità, ogni spunto di interesse che si incontra sul cammino. In realtà aguzzando la vista tra i rami ed i tronchi più vicini, compaiono, illuminati dal raggio di una torcia potente, molte creature della notte. Mimetizzato su una corteccia rugosa ecco un ragno dalle proporzioni generose, più grande di una mano immobile ed in religiosa attesa di qualche preda di passaggio.


Fogliame
Ne vedremo diversi durante il giro, suoi compagni o di specie diverse, dal corpo grasso e peloso come i migali sudamericani o con i corpi lucidi, minuscoli e neri con lunghissime zampe arcuate in movimento per terminare la costruzione di grandi tele tra i rami. Ma se poni attenzione alle indicazioni della guida che fruga continuamente tra gli spazi circostanti, scorgi continuamente esseri strani e all'apparenza mostruosi a te completamente sconosciuti. Scolopendre lunghe un palmo si spostano con movimenti sinuosi mentre la miriade di appendici sembrano tremare nello sforzo di spostare il pur minimo peso; anellidi dal diametro di un grosso dito, verdi e screziati di giallo, si racchiudono a riccio non appena si tenta di toccarli; lombrichi giganti rimangono invece immobili come insensibili a quello che li circonda. Bisogna fare uno scarto a sinistra, su un ramo vicino, un serpente sottile ma lungo almeno un metro, dai radi anelli neri su un mantello verde chiaro, dorme il sonno del giusto, almeno così sembra in apparenza, meglio non stare ad indagare troppo. Poi ci fermiamo davanti ad un enorme tronco fradicio, caduto a terra che sta per essere sopraffatto dalle felci che lo stanno avvolgendo nel loro abbraccio mortale. In un varco tra il legno spezzato, si è formata come una nicchia nascosta, oscura e misteriosa, una tana perfetta per qualche cosa di misterioso che non lascia certo la voglia di infilarci una mano.

Scorpione
Ma la torcia di Philip è una cornucopia dalle mille sorprese ed è in grado di lanciare anche un raggio magico, una luce ultravioletta, che fa subito comparire, luminosa ed evidente come il dj di una discoteca scolpito dalla luce di Wood, uno scorpione di una decina di centimetri immobile con le chele aperte e la coda arquata in attesa. Puoi vedere bene la minuscola ampollina traslucida sulla punta, ripiena di veleno pronta a colpire il malcapitato di passaggio; le chele, con un movimento coordinato, se lo afferreranno traendolo a sé prima di colpire. L'esoscheletro nero brilla di luce azzuzza fosforescente. Sui rami bassi riesci poi a scorgere anche qualche uccellino addormentato, immobile in attesa del giorno, anche se i colori che indovini vivacissimi, risultano ingrigiti dal fascio di luce artificiale. Insomma questa foresta è piena di vita e quasi non senti la fatica, mentre procedi lungo il percorso altalenante, cercando di non fare crocchiare troppo i gradini di legno al passaggio. Qundo la stanchezza comincia a sentirsi sulle ginocchia ti accorgi che l'anello è praticamente finito e sei di nuovo al punto di partenza e puoi ridiscendere la scalinata per svegliare il barcaiolo assonnato che ti riporti dall'altro lato del fiume. I ragazzi caciaroni risalgono la scala e la notte riprende il suo posto; anche la luna si nasconde dietro le nubi ed è finalmente silenzio.

Il fiume 

SURVIVAL KIT
Chiocciola
Teman Negara - Significa semplicemente Parco nazionale ed è il più importante e visitato del paese, creato addirittura nel 1938 su un'area di quasi 5000 km2 e protetto con cura maniacale. Il punto migliore di accesso è Kuala Tahan dove troverete ampia scelta di sistemazioni e da cui potrete, attraverso una delle tante agenzie, organizzare ogni tipo di attività nel parco stesso. Per chi se lo può permettere c'è anche la possibilità di dormire nel parco nel Mutiara resort, da cui sarete ancora più comodi per le vostre escursioni. E' opportuno considerare almeno due pernottamenti in zona per poter vedere il minimo. Passeggiata notturna di un paio d'ore (25 R a testa). Giro su percorsi segnati da tre a cinque o più ore, più o meno impegnativi a seconda del vostro stato di forma fisica, seguendo la carta che vi viene consegnata all'ingresso col biglietto di entrata. Ingresso nel parco: 1 R + 5 R per ogni macchina fotografica. Canopy walk su un lungo ponte tibetano davvero magnifico a oltre 45 metri di altezza che vi impegnerà almeno una mezz'oretta (5 R.). Inutile sperare di vedere grossi mammiferi o felini, che pure ci sono nel parco, magnificati dalle immagini dei manifesti o nel bel video mostrato all'ingresso, ma ritengo ben nascosti nelle aree più remote, dai tapiri ai rinoceronti, assieme a tigri, pantere e leopardi e che necessitano di lunghi appostamenti di più giorni con spedizioni mirate. Forse qualche probabilità in più per i sambar, grossi cervidi dalle corna ramificate o una specie di bovide selvatico di grandi dimensioni, dal capanno di osservazione posto sul sentiero più comodo. Più facile osservare rettili, scimmie, buceri di differenti specie e molti uccelli colorati, oltre ad una moltitudine di grandi farfalle. Altre attività si svolgono sul fiume, come rafting e giri in barca fino a cascatelle ed altri ambienti naturali piacevoli. Considerate che siete nella foresta pluviale e che quindi la pioggia o quantomeno la forte umidità è la regola, quindi vestiti adatti a ripararvi e scarpe per terreno scivoloso.


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