domenica 29 agosto 2021

La temperatura scende.



Ci godiamo questi scampoli di fine estate come il sibarita che tira su con la cannuccia le ultime sorsate del cocktail con l'ombrellino sullo sdraio imbottito del villaggio vacanze. E' pur sempre vero che dopo il primo temporale d'agosto si scivola via, velocemente purtroppo, verso quell'autunno malagevole che precede l'inverno. E' una metafora della vita naturalmente, molto fastidiosa in verità, perché se è vero che stiamo qui ormai da quasi tre mesi a guardare il cantiere da veri nullafacenti (e che altro dovrebbero fare i maledetti pensionati succhia risorse di questo povero stato in miserie croniche) la vita scorre via veloce di giorno in giorno, ogni volta uno de mas y uno de meno. Questo Covid maledetto che ha rubato a tanti la vita e a moltissimi lavoro e risorse, a me ha rubato il tempo, ormai quasi due anni coi piedi inchiodati a terra come oche da fois gras, adesso a malapena mi lascia muovere nella mia aia sempre che munito di crin gras o come meglio dir si voglia, mettendo in ridicolo il mio spleen di andare a vedere cosa ci sia dietro la collina, certificandomi che tra non molto a fare quella strada che automaticamente diviene sempre più erta, non ce la farò più fisicamente o peggio mentalmente, che già le cose bene non vanno, se è vero che l'altro giorno mi dannavo perché non trovavo più il telefono, mentre stavo telefonando al mio amico, che pur quasi inchiodato su una seggiola a rotelle, è sempre pieno di entusiasmo e progetti. Tuttavia questa è la nostra condanna, invidiare chi sta meglio di noi e non girarci neppure un attimo a guardare quello che sta dietro alle nostre spalle, neanche fossimo a Kabul a distinguere tra talebani e qaedisti, per scegliere da quali farci segare il collo. In fondo noi apparteniamo a quel mondo che gli abitanti di quelle terre disgraziate, prima seduce e poi manda direttamente affanculo, fregandosi allegramente della loro sorte, tradendoli di volta in volta senza pietà. Dovrebbero averlo capoto da un po' credo, eppure ogni volta che andiamo ad esportare i nostri McDonald, ci aspettano come salvatori, meravigliandosi di quando li abbandoniamo in brache di tela ai primi tagliagole di passaggio, non appena abbiamo finito di vendergli le armi che ci avanzavano, le immondizie che non sapevamo più dove mettere, di depredargli quel poco che hanno, magari lasciando ad altri molto più furbi la roba più fine e ricercata, litio, terre rare e quant'altro, ma tranquilli, c'è chi ci pensa. 

D'altra parte è sempre stato così, quando le varie potenze europee si spartivano l'Africa depredando tutto il possibile, noi abbiamo preso uno scatolone di sabbia, mollandolo non appena ci si è accorti che galleggiava sul petrolio e abbiamo tentato di occupare l'unica terra che tutti gli altri avevano scartato, forse perché era l'unica nazione africana con un vero esercito, che infatti ce le ha suonate sonoramente, come del resto aveva fatto a tutti quelli che avevano tentati di prenderseli prima. Forse in queste cose non ci sappiamo fare. Rimane solo da guardare in TV la carneficina dei corpi tritati, magari spegnendo l'audio per non sentire commenti che interpretano le vicende secondo gli interessi delle nostre camarille locali, che le elezioni sono sempre alle porte. Ognuno pensa solo a razzolar qualche voto, è normale, il puzzo dei cadaveri tanto non arriva fin qui e si possono comunque usare a seconda degli interessi, anzi bisogna portarne a casa qualcuno per far vedere quanto siamo umani, meglio donne angariate e burqate da liberare e lasciare affogare gli altri che in questo momento non sono in copertina, anzi ci vuole il blocco navale. Vero che siamo ancora ad agosto e i cortei di quattro antivax non bastano a riempire le pagine dei giornali, già sottilissimi, ma per fortuna è ricominciato il campionato e Bebe Vio riesce a farci sognare comunque.


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