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sabato 29 gennaio 2022

E anche questa è fatta

dal web


 Sembra che stavolta ce l'abbiamo fatta. Non credevo che alla fine ne venisse fuori il ticket migliore per la stabilità del paese, quindi non posso che essere soddisfatto. Se a questo si aggiunge la figura di m. che hanno fatto i capipopolo piu' beceri che volevano condurre la giostra ed alla fine non sanno piu' da che parte girarsi per nascondere meglio la coda tra le gambe, il gaudio è ancora maggiore. Vediamo come reagisce la borsa lunedì.  Credo che anche lo spread tirerà il fiato un attimo, dando un po' di respiro ai nostri esausti titoli di stato e anche questo è bene. L'unica nota negativa è che la strategia win-win di FdI ha avuto, come del resto previsto, un certo successo. Rimasti soli all'opposizione infatti, potranno intestarsi un anno di lotta durissima accusando il governo di tutti i mali dalle guerre puniche ad oggi nella fondata speranza di razzolare altri voti, magari proprio quelli in fuga dagli elmi cornuti. D'altra parte Meloni è l'unica leader politica che sa giocare bene le sue carte per il proprio partito (non certo per il bene del paese, eh). Si spera solo che in questo anno di tempo riescano almeno a modificare la legge elettorale in senso proporzionale, cosa a lei particolarmente invisa. Comunque vedremo. Intanto sui fronti piu caldi tutti si fermerà per almeno tre settimane fino alla fine delle Olimpiadi. La Cina non vuole di certo turbare la pax olimpica invadendo Taiwan e la Russia terrà a freno i suoi carri armati per altrettanto tempo. Poi vedremo se anche questa grana si sistema e il gas cala di prezzo. Manca solo che omicron molli un po' per l'arrivo della primavera e l'economia potrebbe ripartire a razzo. Se il grano gira poi, sono tutti contenti e le cose si sistemano da sole, anche con politici mediocri, basta averne qualcuno valido alla barra, gli altri meno si sentono e meno fanno danno, tranquilli. Insomma, dopo questo bel discorso qualunquista e antipolitico, avrete capito che oggi sono ottimista, quindi possiamo cominciare a pensare al festival di San Remo.


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lunedì 21 settembre 2020

Chi ha vinto?

 


Tutto come ampiamente previsto. Anche qui, oltre i sacri confini, arrivano comunque gli echi del cagnaio elettorale italiano e soprattutto quello dei successivi commentari e dei famigerati “approfondimenti”, anche perché ho con me una vecchia radio, che prende qualche stazione italica e quindi sono al corrente dei risultati in tempo reale dei quali mi informa una voce gracchiante che va e viene alternata a musica trap. Inutile aver evitato di essere collegato alla gallica rete televisiva “numerique”, quando anche qui hanno cambiato la tecnologia, facendo a meno del famigerato apparecchio ed evitando n questo modo anche di pagare un ulteriore canone, per liberatormi finalmente delle notizie nazionali. Mi farò bastare la profusione di commenti che il libro delle facce mi renderà noto nelle prossime ore. Certo, il risultato atteso era attorno al 70%, sembra che sarà il 69 o giù di lì, segno che la prevista voglia giustizialista del popppolo è sempre sugli scudi. Le vecchiette in particolare continuano a fare la maglia sotto il palco della ghigliottina, alzando gli occhi dal lavoro solo quando una testa, questa volta di un politico, cade nel cesto e facendo uno stanco cenno di approvazione col capo. Quindi i partiti che erano da tempo convinti di questa bramosia distruttiva della folla, hanno visto giusto votando il taglio al 90%. E saggiamente i perfidi neroverdi, fiutata l’ondata di buon senso che si era levata dal lato meno populista del paese, con una ventata di ripresa del NO, che pure poteva loro essere utile per tentare una supposta spallata, lo hanno perfidamente appoggiato, ma con la solita viltà, in maniera sottotraccia, facendo esporre solo le figure di seconda linea, scatenando al più le tastiere più violente del web, così da poter utilizzare in ogni caso il risultato come una vittoria. Diciamo così che, come sempre tutti hanno vinto e questo inutile referendum, che da solo è costato di più del supposto risparmio, si potrà finalmente archiviare come la prova del pensiero debole degli italiani. Io da parte mia, come prevedevo sono stato sconfitto, essendo un convinto iniziale sostenitore del NO, cosa che d’altra parte sarebbe avvenuta anche a risultato opposto, Infatti se il SI avesse inopinatamente perduto, avrei perso anche io, avendolo, come vi ho detto sabato, sostenuto alla fine. Sarei stato sconfitto in ogni caso insomma, al contrario dei nostri impagabili politici, quindi ho fatto bene ad astenermi. D’altra parte che volete, io sono fatto così, se non perdo non sono contento, non posso lamentarmi. Però da sconfitto, non posso, per correttezza che complimentarmi con i vincitori, tutti quanti quelli che, ho capito, avrebbero comunque vinto qualunque fosse stato il risultato finale.


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martedì 19 aprile 2016

Quán mín tǒu piào



Quattro bei caratteri eleganti con un significato univoco e preciso, caso raro nella lingua cinese che per ogni lemma o carattere presenta sempre una grande varietà di interpretazioni quasi che tutto sia discutibile, insomma, un approccio linguistico relativistico sorprendentemente moderno e possibilista. Se li esaminiamo uno per uno lo possiamo vedere con facilità. Il primo 全 - Quán, significa Tutto, totale, completo e conferisce al carattere a cui è abbinato un senso di totalità assoluta. Ad esempio con l'ideogramma Paesaggio: 景- jǐng, si ottiene Panorama (tutto il paesaggio, una visione completa del paesaggio). Il secondo poi, 民- mín, è una delle parole più usate ed abusate in Cina come in tutto il resto del mondo e vuol dire Popolo. Ad esempio la moneta cinese, correntemente chiamata Yuan in realtà si dice 人民币 - rén mín bì, Denaro del popolo.

Oppure il famoso 人民日报 - ren min ri bao, è il Quotidiano del popolo (Uomo, popolo, giorno, giornale). Il terzo, 投 - tǒu, significa Gettare, mettere dentro ed è interessante notare come nell'ideogramma sia ripetuto due volte (a sinistra e sotto) in forma differente, il pittogramma di Mano. Infine il quarto : 票 - piào, che vuol dire Foglio, viene usato abbinato con altri per definire tutte le cose piatte e sottili e appartiene alla categoria dei cosiddetti caratteri Classificatori. Per esempio: 发票 - fā piào, Foglio inviato e quindi Ricevuta, utile a ricordarsi per richiederla al tassista o all'albergo se vi serve. Dunque mettendo insieme i nostri quattro ideogrammi di oggi abbiamo Tutto il popolo mette dentro il foglio e cioè Votare a suffragio universale, referendum insomma. Vedete un po' voi insomma.


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giovedì 23 gennaio 2014

Anguria o melone?


Taskent - Uzbekistan - giugno 2002

Un bel dubbio, non vi pare? Quasi sempre uno di quei turbamenti che impongono una scelta. In qualunque modo tu decida, stai tranquillo che ci saranno i pro  e i contro, con i loro partigiani e cultori che vorranno spiegarti come non è da prendere neanche in considerazione l'altra sponda, anzi ci si meraviglierebbe che tu non propendessi senza titubanze per quella giusta, corretta, leale, etica ed inevitabile. Questa dicotomia la si incontra continuamente dappertutto, sia se si consideri un luogo reale o geografico, che invece se ne faccia una questione teorica. Nell'immagine di qualche anno fa, il "fido" Misha, la proponeva in una polverosa notte di Taskent, il paese che già di default si proclamava orgogliosamente come produttore dei meloni più dolci e delle angurie più succulente del mondo. Lo erano davvero? Chissà, Certo si titubava ad assaggiarle, consci del passato prossimo vissuto dalla lama di coltello che le aveva tagliate e quindi delle conseguenze gastrointestinali che il paese, brodo di cultura di quanto ancora rimane della peste bubbonica, prometteva e puntualmente regalava a turno ai componenti della truppa presente in loco a fare lo start up di una fabbrica e per firmare futuri lucrosi contratti. Notti già calde di un giugno secco di nuvole di polvere all'orizzonte che ti seccavano la gola e promettevano di essere l'avanguardia del torrido caldo estivo, che le stesse cucurbite avrebbe gonfiato a dismisura per farle poi marcire in un attimo e riportarle alla terra; da dolci delizie, a liquami immondi, specchio della vita umana.

Anch'esse però promesse di affari. Del progetto lungamente studiato di un gigantesco essiccatoio per produrre appunto le banane di melone, fette di gialla dolcezza da decorticare e ridurre a frutto secco e confezionato che garantisse una conservabilità sconosciuta a quel paese lontano. Vento di modernità, di cui l'amatore fasullo della naturalità mendace, del c'era una volta e com'era bello, non vuole considerare gli immensi vantaggi di disponibilità nel tempo, sanità, possibilità di distribuzione e tanto altro ancora, a favore di un falso mito che promette è vero freschezza e anche bellezza a fronte, di deperibilità, deterioramento rapidissimo, spreco. Non se ne fece nulla naturalmente, mancavano i dollari. Ma quante volte ancora ho trovato questi due compari, vecchio e nuovo in lotta, anguria e melone a contrasto. In Cina te li trovi sempre assieme in tavola, così insipidi entrambi, divisi insieme sui grandi carri spinti a mano o su camion dai cassoni sbilenchi che devono aspettare fuori della città per entrare, attendere che calino le ombre della notte più fonda, per non intasare il traffico già caotico. Rosso e bianco; il primo, che ormai è diventato un rosa pallido, che ha perso nel tempo la sua severità etica, esiziale per un verso come tutti gli estremi, per piegarsi alla forza irresistibile del mercato, diventando addirittura senza semi per maggiore comodità, perdendo un poco la sua anima che allietava i poemi antichi, quando metteva a confronto gli amici, seduti a sera davanti alla capanna, mentre si beveva vino caldo e sputando i piccoli grumi neri a terra, insieme a parlare di canapa e sorgo.

Il secondo poi, così giallo pallido da parere bianco, la cui dolcezza stucchevole opprime un poco, quasi un simbolo del corrotto che avanza, che però, si porta dietro inevitabilmente la diffusione di un benessere cercato e auspicato. Oppure in quell'East Africa che appare così ricco e povero al tempo stesso, dalle angurie inspiegabilmente piccole e dai meloni troppo grandi. Anche qui tante promesse dall' esterno, verde cupo delle une, giallo vivo degli altri. Tanta ricchezza reale e disponibile, tanta incapacità di trarne un utile giusto per tutti, certo incapacità accresciuta, sfruttata e mantenuta da chi invece incapace non è, anzi abile a sfruttare le debolezze insite nella tribù umana. Così quando li apri, entrambi non rispettano le promesse, diventano subito fiacchi al gusto, acqua insipida l'una, polpa senza nerbo l'altro, simboli inoppugnabili di promesse mancate. Dall'altra parte dell'Africa, i ricordi sereni di Marocco d'antan, dove un truffatore di piccolo cabotaggio cercava di gabbare i turisti cercando di sfruttare la loro ingordigia, il loro essere troppo furbi davanti all'ingenuo nativo. Propinava perle di saggezza da uomo blu sepolto tra le sabbie di un deserto antico, magnificando le bellezze bibliche del melone, brutto di fuori e dolce di dentro, come l'animo umano, intanto rifilava agli ingenui, un pugnale antico di secoli della sua famiglia, in cambio del valore di sacchi d'orzo per i propri cammelli, almeno cento dollari però, lui che diceva non conoscere il valore del denaro, pugnali che trovavi poi al mercato a un dollaro a pezzo.

Anche da noi in fondo la stessa cosa. Anche qui è difficile scegliere, tra la rugosità grigia che promette un profumo ineguagliabile, del Chanteloup e l'enormità dal verde screziato della bassa padana, così gonfia che pare stia per scoppiare, una esibizione di salute esagerata, forse falsa e subito pronta per mandare avanti la diatriba. Scelta al'Uzbeca o alla Cinese, alla Tanzaniana o alla Marocchina  o infine più nostrana. Ma no! Come si può togliere il diritto di scegliere al cittadino, privarlo della libertà di preferenza, diritto inalienabile, dimenticando magari che questa possibilità di scelta era fonte esagerata di spesa e di corruzione senza pari e passando sotto silenzio il fatto inoppugnabile che la gente si era già espressa anni fa con un voto certo e plateale, cancellando questo sconcio, appunto della preferenza e sperava di averlo fatto per sempre. Ma si sa, chi ha un interesse, lo maschera facilmente dietro le scuse più varie, le grida di viva la libertà, lo hanno sempre fatto tutti, comici, puttanieri e grigi protettori del popolo, anche se magari fino al giorno prima, avevano sostenuto l'esatto contrario. Così ci rimarrà sempre il dubbio se sia meglio l'anguria o il melone, nella speranza che non arrivi qualcuno, tranquilli, di certo grande amico e protettore del popolo, a toglierceli entrambi.

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venerdì 12 luglio 2013

Finalmente l'Italia è libera dagli OGM!

immagine dal web


Naturalmente non ci sono parole per commentare quello che è successo ieri pomeriggio alla Camera. Nell'indifferenza generale dei media, non ne ha parlato nessun telegiornale, la Camera ha votato approvando la proibizione della coltivazione e la sperimentazione degli OGM in Italia. Tutto questo, illegalmente e in totale spregio della legislazione europea, cosa che ci sottoporrà a procedura di infrazione e pagamento di molti milioni di multa, come se non bastassero gli altri 3 milioni buttati nel cesso per il metodo Stamina, altro capolavoro parlamentare. La votazione è stata di 361 voti a zero. Avete capito bene a Zero! Una cosa del genere non capita neppure quando votano per aumentarsi lo stipendio. C'è sempre qualcuno che preso da vergogna o da eccesso di moralità, o quantomeno perché si è sbagliato a schiacciare il bottone, mentre distrattamente fa il solitario sull'iPad, schiaccia il tasto che disapprova; in questo caso no, tutti compatti nessuno contrario. Io mi sono sentito il dibattito in diretta ed ho resistito fino alla fine nonostante i continui conati di vomito che mi prendevano e nonmi è mai capitato di ascoltare una sequela simile di bugie, bufale distorcenti, amenità di tutti i tipi, furore antitutto, inni all'ignoranza e idiozie provenire da ogni componente politica. Io non posso credere che quella gente sia così ignorante. Qui c'è tanta, tanta malafede. Sì, certamente qualcuno lo è e anche di più. In certi interventi pronunciati con la voce spezzata e commossa del barricadero pieno di odio verso tutti, che elencava le icone da abbattere come un soldatino dell'esercito delle guardie rosse, trapelava l'ingenuità della ragazzina credente nel suo caro leader e sordo ad ogni altra parola, ma nei più, leggevi chiaramente la scelta di sostenere senza crederci, la tesi che, si sa, prevale nel volgo privo di conoscenze specifiche, che alla fine però vota e alla faccia la verità o le tragiche conseguenze di scelte insensate. 

Un esempio perfetto di dove porta la demagogia. Non governanti che pensano di lavorare per il bene del paese, ma solo laidi personaggi interessati a non perdere il consenso ed il voto dei propri sostenitori. E' capitolato anche il rappresentante di Scelta Civica che ha dichiarato il suo voto favorevole, esplicitando di sapere che in fondo non ci dovrebbero essere preoccupazioni riguardo gli OGM, ma che bisogna contrastarli in quanto l'opinione pubblica è loro sfavorevole (sic). Questo è davvero lo specchio di quello che è il nostro parlamento. Mancavano soltanto le scie chimiche e la fragola pesce, poi è stato detto tutto. A questo punto è giusto dare fiato alle trombe e partire con altre iniziative. Non ci sono dubbi, ascolti questa litania di vaneggiamenti e ti sorge spontaneo il pensiero: ma davvero la democrazia è la strada migliore? Vi prego di dare un'occhiata e la massima diffusione a questo bell'articolo che, illustrandone la pericolosità assoluta, propone la messa al bando definitiva del monossido di idrogeno. E' una battaglia corretta da fare a questo punto. Credo che questa sia la strada giusta da percorrere, perché le altre sono destinate al fallimento. Il gruppo facebook Dibattito Scienza di cui faccio parte, aveva inviato una lettera aperta al competentissimo ministro dell'agricoltura che ha proposto questa cosa e a vari "onorevoli", che potete leggere qui per conoscenza. Naturalmente la lettera aperta è rimasta lettera morta. 

Forse non importa. In un paese votato al declino, bandire la ricerca, in generale fa parte di una scelta precisa per mandare in rovina il futuro del paese. Bisogna dare spazio invece ai santoni eco-bio-new age nella speranza di fottere il resto del mondo con la fuffa, invece che con le idee, che probabilmente non ci sono più. E' marketing, ragazzo, e magari funziona, basta vedere le code che ci sono nei templi dove questa roba si vende al doppio del suo valore reale, protestando poi magari perché non si arriva alla fine del mese. Intanto coi soldi miei si sovvenzionano le mense per acquistare prodotti biologici e domani si vorranno dare gratis con la mutua farmaci omeopatici! A questo punto se l'OGM è il male e bisogna difendere le nostre eccellenze (tesi tra le più gettonate per portare a compimento l'infamia di ieri), forza ragazzi battiamoci tutti perché ne venga proibita anche l'importazione in Italia e naturalmente l'uso. Basta soya (il 90%) e mais (il 50%) trangenici nell'alimentazione di vacche che danno il latte  per produrre il Parmigiano e gli altri formaggi di eccellenza, o in quello che mangiano i suini che producono i nostri prosciutti di Parma, San Daniele e compagnia bella. E l'elenco è lunghissimo. Se no, non c'è coerenza vi pare? Basta con il grano duro Creso e suoi derivati con cui si produce il 90% della pasta che mangiamo, perché prodotti da modificazioni genetiche ottenute tramite radiazioni. Basta. Battiamoci anche per questo!


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martedì 23 aprile 2013

Chī fàn le ma?

Chī fàn le ma . Grafia tradizionale.


Secondo voi, perché la gente vota come vota? Sono dementi che non capiscono che solo la serietà paga, o sono furfanti e corrotti al punto da volere essere governati solo da farabutti come e peggio di loro, o invece sono solo degli stolti per cui tanto peggio, tanto meglio, bruciamo tutto incluso la nostra casa e poi si vedrà. Niente di tutto questo. Il fatto è che la gente vota con la pancia e se vuoi il voto della gente è alla pancia che ti devi rivolgere. Mica solo qui, tutto il mondo è paese, ma quali ideali e sogni? La gente pensa solo alla pancia (la propria) dappertutto, anche dove la mentalità sembra così diversa dalla nostra. Anche in Cina, dove il sol dell'avvenire ha illuminato il fiume giallo per 50 anni? Ma certo e anche di più, basta osservare con attenzione la lingua, spia inconfutabile della mentalità popolare. Se incontrate un amico con cui usate un linguaggio colloquiale e con cui siete in confidenza, appena vi vede vi apostroferà senz'altro con un tipico "come va?" (risposta: bene!), un succedaneo di significato dell'"How are you?" inglese. E come si dice in cinese? Ecco qua: 吃饭了吗? - chī fàn le ma? che tradotto alla lettera vuol dire: (Hai) mangiato? Risposta: 吃饭了. 谢谢 - chī fàn le, xiè xiè! Mangiato, grazie! 

Chī fàn le ma - Grafia moderna semplificata.

Cosa c'è di più importante per sapere se una persona sta bene, se non informarsi se ha messo sotto i denti almeno la classica ciotola di riso, se è sazio? Vi ho riportato in testa i quattro caratteri nella loro scrittura tradizionale, con cui si interpretano meglio i significati. Nel primo ideogramma Chī, nella grafia tradizionale si vedono bene a sinistra la Bocca aperta, seguita dal segno della Pianta che nasce e dal Cucchiaio, tutti e tre sopra al segno di Grande (l'omino con le braccia aperte). Significa Mangiare, concetto che contiene appunto la bocca che viene riempita il più possibile dal cereale con il cucchiaio. Nella grafia moderna semplificata di Chī - 吃, è rimasta invece riconoscibile solo la bocca spalancata, comunque evocativa della fame atavica del popolo, bisogno chiave a cui il politico deve sempre pensare. Il secondo Fàn - 饭 : significa Riso cotto. Anche qui per interpretarlo dobbiamo ricorrere alla grafia tradizionale più complessa. La parte del carattere a sinistra presa da sola, significa sempre mangiare e vi si intravedono sopra il segno di Insieme che copre una pentola col coperchio e il mestolo, perché per i cinesi il Mangiare è un atto sociale, stare insieme attorno ad una pentola. Il segno a destra invece, come consueto, ha solo una funzione fonetica, appunto per ricordare che il carattere si pronuncia Fan. (Ricordo per inciso che questo ideogramma si usa in combinazione con quello di bottega, magazzino, per designare il Ristorante o l'Albergo, appunto 饭店 - fàn diàn, il Negozio dove si mangia). 

I due ideogrammi uniti 吃饭 - chī fàn, che si rinforzano l'un l'altro, nel cinese moderno sono definitivamente usati per il significato di Mangiare. Il terzo ideogramma Le - 了, (semplificato) messo dopo il verbo, è quello usato nelle forme verbali per indicare il compimento dell'azione, il tempo passato (compiuto), mentre il quarto 吗 - ma, messo in fondo, è quello che dà la forma interrogativa alla frase. E' composto dalla bocca aperta (appunto che rimane spalancata nell'interrogazione) e a destra dal segno del cavallo che si pronuncia allo stesso modo, come di consueto per ricordare la fonetica del segno. Tra l'altro guardate nella grafia tradizionale come è bene illustrato il pittogramma del cavallo, il muso levato verso l'alto di profilo con la criniera a destra, il corpo orizzontale con la coda e sotto il segno dei quattro zoccoli, che nella grafia semplificata sono stati sostituiti da una riga unica! Dunque cari amici politici moderni, siate pure infami e ingannatori, corrompete a piene mani ma se volete essere eletti, promettete, promettete, promettete, di riempire le pance, di dare salari senza lavorare, che i debiti e le tasse potranno non essere pagate, anzi restituite e il popolo bue vi porterà in trionfo e se non volete più essere chiamati Onorevoli, non ci sono problemi, tanto tutti lo sanno già che non lo siete. Potremmo istituzionalizzare la cosa e chiamarvi in futuro proprio così: Disonorevoli, tanto per farvi contenti,eh! E adesso lasciatemi stare devo andare a comprarmi una bella torta, come si conviene per riempire la pancia per il mio compleanno!


Refoli spiranti da: E. Fazzioli - Caratteri cinesi - Ed. Mondadori

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