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venerdì 17 dicembre 2021

E tre

foto dal web


 Bene anche questa è fatta. Dei vaccini non ho mai parlato un granche in questa sede, perché comunque mi sembra che il dialogo con gli avversi, sia inutile e senza speranza, fiato sprecato insomma come per gli OGM, quindi diciamo che preferisco dedicare il mio tempo a cose che mi divertono di più. Comunque, timoroso di essere abbrancato per la coda da omicron, attendevo con ansia di poter svolgere la pratica il più presto possibile e così discipinatamente, questa mattina alle 8 e 15, appuntamento 8:30, sono andato al entro vaccinazione all'ospedale dove ero stato prenotato, e in pochi minuti ho sbrigato la pratica. Una dolcissima infermiera a cui ho chiesto di farmela un po' più in giù, mi ha detto che aveva già fatto. Neanche me ne sono accorto, una manina di fata insomma, come si diceva una volta. Mezza dose di Moderna e via andare, fendendo la calca di quelli che facevano la fila per farsi ficcare tamponi in ogni orifizio possibile e maledicendo il governo invece che se stessi. Tutti, medici e infermiere, premurosi e gentilissimi, nella fretta non li ho neppure ringraziati abbastanza, come si meritano. Di fianco a me c'era anche una redenta alla prima dose, insomma non è mai troppo tardi per rinsavire. Adesso son già a casa che mi accingo a risolvere un altro rognoso problema di tasse, ma questa è un'altra storia. Intanto aspetto gli effetti secondari che si addensano attorno al mio braccino punturato. Direi che al momento, salvo la crescita di una strana proboscite al posto del naso, che tuttavia mi sembra assai utile per molti movimenti accessori, non ci sia niente da segnalare, salvo che prendo Netflix senza abbonamento, magari do un'occhiata alla mano di Dio, ma direi che è ancora presto per gli effetti più gravi. Insomma ha da passà a nuttata.


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lunedì 21 giugno 2021

Calura

foto dal web


Fa un caldo porco, sto boccheggiando come un pesce finito spiaggiato sull'arenile che anela solamente più ad essere grigliato, tanto quella deve essere la sua fine. Fuggito dalla montagna e dal cantiere in perenne evoluzione, in attesa di migliori nuove, sono tornato per poche ore, almeno così spero, nella città assolata e rovente per incombenze varie, vaccinali, mediche, bancarie e chi più diavolo ne inventa, più ne metta. Ieri sull'autostrada un monsone rovinoso per poco non mi spazzava via assieme ad un serpentone di centinaia di macchine fumanti. La città intanto è basita dalla calura ed in attesa di qualche rovinoso temporale che la distrugga almeno in parte pur che le faccia scendere di un poco la temperatura basale.  Nel frattempo la gente, molta, si trascina lungo i marciapiedi calcinati dal solleone cercando di camminare rasente i muri nell'ombra corta meridiana. La maggior parte a dire il vero porta ancora la mascherina, segno che in fondo in generale si attiene alle regole ed i coglioni banfatori vessilliferi di strane libertà (ma perché non vanno contromano in autostrada se tanto detestano obbedire alle regole), fanno solo tanto rumore ma non sono poi così numerosi. 

Se trovi qualcuno per la strada che conosci anche alla lontana, ti ferma subito per raccontarti in ordine alfabetico le sue infinite disgrazie. Tu stalle ad ascoltare, te ne sarà rimeritato in paradiso. D'altra parte non faccio io la stessa cosa con voi in questo spazio virtuale? Va bene, direi che come segno di vita basta così. Ma sapete che ci sono amici che, latitando io, un po' per pigrizia, un po' per disamore, un po' per sindrome della pagina bianca, mi contattano per sollecitarmi a scrivere, insomma che gli manco. Questa da sola è cosa talmente grande che merita la pena spremersi almeno un po' per far colare un minimo di succo di meninge e riempire la pagina in qualche modo. Sono loro molto grato di questa attenzione e li tranquillizzo, man mano che mi tornano le forze, vaccino permettendo, posto che non mi si modifichino geneticamente le dita per digitare sulla tastiera, mi farò vivo; in qualche modo ce la farò state tranquilli. Per il momento vado a rinfrescarmi.


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venerdì 7 maggio 2021

Brevetti ed espropri

immagine dal web avvenire.it

Beh la notizia di ieri accolta con gran fragore di grancassa e di "finalmente era ora" dai vari giornalai, nonché da tutti i politici che non hanno perso occasione di proclamare, ecco io l'avevo detto, è stata quella della richiesta di abolizione dei brevetti sui vaccini da parte di Biden. Tutti hanno fatto eco, tranne mi sembra madama Merkel, che si dimostra come sempre una delle migliori leader della storia recente. Ora, a parte il fatto che la strada è ancora molto lunga, in quanto si procederebbe sulla strada scivolosa della distruzione del diritto, aprendo la porta alla più becera e populistica liberazione dell'impunità del furto su ogni proprietà intellettuale in barba a tutti quelli che insultavano i cinesi, rei di copiare tutto senza pagare, bisognerebbe che tutti questi rivoluzionari da salotto, comprendessero quale sarebbero i disastrosi risvolti di un simile provvedimento. Lasciamo pur stare che è assolutamente giusto e corretto che se tu vuoi usare il mio nome, se questo ha un valore, o una mia idea mi devi pagare qualche cosa perché sfrutti, lucrandoci sopra, qualche cosa di mio e quindi il farlo rappresenta un furto e basta, nel concetto di brevetto c'è ancora qualche cosa di più. Non puoi entrare in casa mia, rubarmi qualcosa e poi andare in giro, magare a regalarla come se fosse tua. Questo è il modo migliore anche se imperfetto per far funzionare il mondo e la società. 

Infatti il cosiddetto brevetto, va a compensare oltre alla capacità inventiva, soprattutto l'investimento, che oggi è rappresentato da enormi cifre, necessario a condurre la ricerca per arrivare al prodotto che deve essere coperto dal brevetto stesso. Insomma se io ho un'azienda e investo in ricerca un miliardo di dollari o anche molto di più, come accade oggi, e arrivo ad un prodotto valido da vendere, è giusto o no, che io pretenda un compenso se tu vuoi copiarmelo e farlo a tua volta, per recuperare l'investimento fatto da me, incluso il rischio che ho avuto di spendere senza arrivare ad un risultato? A me sembra una cosa sacrosanta, sotto l'aspetto di giustizia assoluta, ma al di là dell'aspetto morale c'è anche la convenienza generale per la società ad agire in questo sense, perché se non fosse sancito questo diritto, chi getterebbe i suoi soldi (tanti) a ricercare qualche cosa? Basterebbe starsene seduti ad aspettare che lo facesse qualcun altro e poi copiare tranquillamente l'idea. In questo modo tutto si fermerebbe e non ci sarebbe più alcun progresso scientifico. E' inutile che si venga a ricordare quegli scienziati che hanno regalato al mondo le loro scoperte senza volere nulla in cambio. Un conto se tu vuoi donare un'idea in cambio della fama imperitura, un altro che tu o qualcun altro ci ha investito 10 miliardi di dollari e vorrebbe farli in qualche modo rientrare, per poi investirli ancora in altre ricerche e così via. 

Inoltre la cosa è anche correttamente regolata, in quanto i brevetti hanno sempre una durata temporale, infatti scadono dopo 10 o 20 anni e la conoscenza diventa patrimonio di tutti. Uno stato, che facesse ricerca pubblica, anche se a mio parere sarebbe un errore, può decidere di regalare le sue scoperte al mondo, perché in fondo non ha investito soldi "suoi" ma dei cittadini, e questo per ragioni ad esempio geopolitiche o di immagine (ad es. Putin si è subito detto d'accordo, anche se lo Sputnik non è neppure in grado di produrlo nelle quantità necessarie al mercato interno), ma che si costringa un privato a farlo, è un esproprio dannoso allo stato stato di diritto per l'esempio che ne deriva innanzitutto. Ora si vorrebbe giustificare la cosa con l'eccezionalità della fattispecie in presenza di una pandemia che interessa tutta l'umanità. Concetto comprensibile e che ha del vero, ma ci sono altri modi. Ad esempio se lo stato o gli stati hanno contribuito in solido a queste ricerche, si devono convincere anche in modo coercitivo, ma con dati di fatto alla mano, le aziende interessate a ridurre quantomeno proporzionalmente i brevetti in questione. 

Inoltre, queste ultime devono essere costrette, se non in grado di coprire l'intero fabbisogno,  a cedere ad altri la licenza (a pagamento naturalmente) di produrre le quantità necessarie. Lo stato avrebbe comunque i mezzi, fiscalità, moral suasion, legislazione punitiva e altro, per convincere le aziende a farlo riducendo in maniera accettabile le loro pretese. Tutte queste aziende sono le prime a voler cedere licenze di produzione in tal senso, in quanto non riescono, come si è visto a coprirein termini ragionevoli le richieste e le necessità concrete. Ancora debbono essere fatti degli accordi internazionali, con i quali gli stati che hanno le disponibilità economiche coprano le spese, affinché vengano prodotti (magari a prezzi ridotti e concordati) i materiali necessari a tutto il resto del mondo che non se lo può permettere. Certo molto si può fare, ma il semplice furto o esproprio proletario come lo volete chiamare, perché di questo si tratta, non è mai la strada corretta di procedere. Anzi in generale è sempre la più dannosa. Anche perché in questi casi non stiamo parlando di magliette su cui applicare un logo contraffatto, ma di un know how non così elementare da copiare e io credo che senza un consenso convinto delle aziende che lo detengono non si possa fare molto, se non andare in piazza a gridare. La goduria ed il desiderio di rivalsa verso Big Pharma non aiutano a ragionare correttamente. Ma forse questo è quello che conta al giorno d'oggi per farsi votare.


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Nebbia bassa

mercoledì 7 aprile 2021

Effetti indesiderati secondari

 


Ormai sono già passate 48 ore dalla vaccinazione e direi che tutto è andato benissimo e che anche gli effetti secondari indesiderati sono minimi ed assolutamente accettabili. Attendo quindi con ansia la seconda dose. Tra l'altro la proboscide che mi è cresciuta stanotte al posto del naso è assolutamente comodissima, riesco già a mettermi in bocca le banane senza usare le mani, solo che non sono ancora molto abituato ed a volte sbaglio orifizio.

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martedì 6 aprile 2021

Piemonte ti vaccina


immagine dal web

 Bene la Pasquetta se ne è andata e adesso aspettiamo quella del prossimo anno con la speranza di aver messo tutto quanto dietro le spalle. Intanto come previsto e come del resto vi ho già raccontato, a me la Pasquetta ha portato il magnifico regalo dell'inoculazione della prima dose. Ora, ai negazionisti ed agli insensati non spreco tempo a parlare, fatica inutile che non porta a nulla; oggi volevo soltanto relazionare a tutti gli altri la mia soddisfazione e la mia gratitudine a tutti quelli che gravitano attorno a questo impegnativo compito, alla fortuna di essere nato in questo paese e di avere nonostante tutto governi di buon senso che cercano tra errori comprensibili e pressioni esterne insensate, di operare al meglio. Sarà forse che ho la fortuna di vivere in un'area privilegiata, ma dal momento in cui è partita l'operazione, siamo stati avvisati del momento in cui la mia categoria (70 - 80 anni) poteva effettuare la preiscrizione, in modo, questo sì, davvero semplice ed user friendly anche per teste scarsamente digitalizzate come me; poi non sono passati neppure 15 giorni ed ho ricevuto la convocazione, con mail e SMS; successivamente il giorno di Pasqua mi hanno anche telefonato per ricordarmi l'appuntamento e confermare la mia adesione, assieme a diverse mail di reminder. Infine ieri sono andato nel nuovo centro vaccinale della caserma Valfrè, aperto il 1 aprile, certo con l'aiuto dei privati (sembra almeno la metà del costo), che dallo sforzo dell'Amministrazione Comunale che in questo caso si è dimostrato davvero efficientissima. 

Riconfermo che l'organizzazione mi è sembrata perfetta sotto ogni punto di vista; la predisposizione dei successivi step e controlli, la cortesia e diciamolo anche l'atmosfera socievole e piacevolmente simpatica di tutti gli addetti presenti, ai quali bisogna davvero elevare un convinto plauso per la capacità di sdrammatizzazione dei timorosi, per i sorrisi e la cortesia davvero utilissimi per ridurre al minimo la tensione del momento aizzata dalle tante negatività amplificate dalle interessate campane che bombardano dai social le menti più deboli. In definitiva in cinque minuti seguiti da un quarto d'ora di attesa per osservare eventuali reazioni avverse, sempre possibili, la pratica è stata sbrigata e siamo usciti con in mano l'appuntamento per la seconda dose da fare il 21 giugno, stesso luogo, stessa ora. La gentilissima e simpatica dottoressa che si è occupata di me, mi ha confermato che avendo le fiale a disposizione e un paio di medici in più, potrebbero vaccinare il doppio delle persone, confermando quindi la fattibilità del piano vaccinale. 

Inoltre non posso trascurare di segnalare che tutto il personale presente, almeno una quarantina di persone, erano tutti assolutamente volontari, medici ed infermieri pensionati e addetti alle altre incombenze, ragazzi giovani, che invece di passare Pasqua e Pasquetta a farsi gli affari loro, hanno lavorato tutto il giorno per fare un servizio al paese. Questa mi pare la cosa importante, il punto da non dimenticare, quando tocchi con mano che nei momenti difficili una parte consistente di persone, invece di blaterare sui social, insultando a destra e a manca, si spendono gratuitamente per gli altri e per risolvere fattivamente i problemi. Tutta gente a cui va il mio ringraziamento sincero. e con questo speriamo che l'operazione vaccinale vada avanti sempre più spedita, per arrivare finalmente alla soluzione dei problemi invece di pensare solamente a chi e a come criticare, ricordando infine, cosa sempre importante per capire cosa significa essere nati dalla parte giusta del mondo, che il tutto è sempre assolutamente gratis.


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sabato 3 aprile 2021

Grigliata di Pasquetta


Oggi volevo portarmi avanti col lavoro e cominciare a farvi gli auguri pasquali, ma dato che ieri pomeriggio ho ricevuto un graditissimo invito per una gita fuori porta a Pasquetta, ve ne volevo informare nei dettagli, intanto per esternarvi il mio giubilo, ma anche per farvi sorgere dal profondo quella che si dice la cazzimma o quanto meno un leggero moto di invidia nei miei confronti. Mi sembra già di sentire il coro di: eccolallà i soliti privilegiati che se ne impippano delle regole e fanno quello che gli pare.  Lo so già che una fila di saputelli faranno subito una faccia severa e preoccupata e vorrebbero subito partire con una reprimenda del tipo, ma brutto farabutto, non sai o fai finta di non sapere che la tua regione e soprattutto proprio nei giorni di Pasqua la tua città è in strettissima zona rossa e bisogna starsene in casa e le grigliate nei prati non dovrebbero neppure essere pensate e figuriamo ci se nominate e tu giù prepari le fette di capocollo e le salcicce? Proprio tu che fai tanto il censore e che ti stupisci se quando sei uscito per un inevitabile appuntamento con la banca o per andare a fare la spesa, hai trovato la piazzetta piena di gente, molti dei quali senza mascherina, quando tu te ne metti addirittura due una sopra l'altra e giustamente pensi alle peggio cose per il menefreghismo della gente? 

E' inutile, è sempre la stessa storia, tutti sono pronti a fare le reprimende sul cattivo comportamento degli altri e poi quando si tratta di se stessi diventano improvvisamente possibilisti e disposti a trovare le mille scuse per chiamarsi fuori. La mia scusa, ve lo devo dire, è che io e la mia G.S. (gentile signora) non potevamo davvero esimerci da questo gradito ed inaspettato invito, peraltro sollecitato da noi stessi a suo tempo e se è arrivato proprio a Pasquetta, vuol dire che ne approfitteremo senza acrimonia, né sensi di colpa. D'altra parte è così che funziona per i privilegiati come diceva il Marchese del Grillo, Io so' io e voi non.... con quel che segue. Dunque, per finire di mettervi al corrente, come vi ho detto, ieri sera abbiamo ricevuto una mail e per essere più sicuri anche un SMS, direttamente dalla Regione Piemonte che ci comunicava di andare, proprio il pomeriggio di Pasquetta alla caserma Valfrè, non già per ritirare una congrua porzione di costine e salamelle grigliate, ma per farci inoculare una opportuna siringata di vaccino, alla faccia delle mie preoccupazioni che temevano di non essere riuscito a prenotarmi nella maniera corretta sul sito, data la mia ben nota dimestichezza con la tastiera e i suoi meandri digitali. Comunque auguri a parte, il sistema non è poi così inefficiente come si dice. Dunque Buona Pasqua e tranquilli, vi farò sapere.


martedì 16 febbraio 2021

Neve e vaccini

 


Questa foto me la manda un amico con cui ho condiviso diversi inverni sovietici. Beh, diciamo che da quelle parti se deve nevicare, nevica e anche con la temperatura non si scherza. Anche a Mosca quando arriva il Buran, passiamo i - 20° in un attimo, in questi giorni siamo a -24° e io stesso più volte ho provati i -30°, che sarà pure freddo secco che non si sente, ma vi assicuro che dopo dieci minuti che sei fuori, anche se ben coperto hai solo voglia di correre dentro qualche edificio, sia quello che sia. La lama gelata che ti si ficca in gola ad ogni respiro, segnala che si è superata la soglia dei -27°, tutto il resto è chiacchiera. L'inverno da quelle parti è così. Freddo e gelo specialmente quando il cielo è solo parzialmente offuscato e il sole un pallido cerchiolino di un giallo smorto ed anemico che non scalda nemmeno il cuore. Quando il cielo invece è un poco più coperto danzano nell'aria minuscoli frammenti bianchi, coriandoli leggeri che mulinano in ogni direzione quasi senza neppure posarsi a terra. Data la temperatura però, difficilmente nevica in abbondanza, anzi gli spessori considerevoli, in città sono abbastanza rari. Ecco quindi lo stupore dell'amico Eugenio che in quest'anno ha visto depositarsi nevicate di oltre 70 centimetri di un solo botto, cosa che lui per primo giudica inusuale. Certo è sempre un bel vedere e immagino il torpore che ti prende quando buttando l'occhio fuori della finestra hai spettacoli di questo tipo. Certo non ti viene voglia discendere e andare a fare un giro. Per la verità lui ha dovuto muoversi comunque perché l'altro giorno gli hanno fattolo Sputnik. Sembra che laggiù si stiano dando da fare al riguardo e lui è contentone a quanto mi dice, però fatto sta che se ne è tornato a casa tranquillo e adesso si gode le serie televisive del momento in attesa della seconda dose. Sta a vedere che mi tocca rimpiangere di non essere più da quelle parti!


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lunedì 4 gennaio 2021

Vaccini

 


C'era una vecchia barzelletta che riportava di un peccatore, non troppo cattivo in fin dei conti, a cui veniva data come premio l'opzione di scegliere tra l'inferno tedesco e quello italiano. Alla fine quello italiano era fortemente consigliato, anche se la pena era identica - martellate sui coglioni in orario di ufficio - in quanto da noi un giorno arrivavano in ritardo i diavoli, un giorno c'era sciopero, l'altro c'era il ponte, un giorno mancava l'incudine, un altro il martello, un altro ancora i coglioni. E questa è una grande verità conclamata e ripetutamente dimostrata, come bene si vede nella vicenda vaccini e giustamente era prevista con precisione. Un giorno i medici sono in ferie (specialmente in Lombardia e vuoi mica richiamarli), un giorno mancano le siringhe, un giorno gli infermieri, un giorno le agenzie di lavoro interinale incaricate di trovarli, un giorno i vaccini perché nevica, insomma ci vuol altro, per non parlar dei vaccinandi. A questo ritmo avremo l'immunità di gregge in circa 19 anni e dato che il vaccino, checché ne dicano i no-vax, i dubitatori e gli io non nego ma andate avanti voi, è l'unico modo per chiudere il problema Covid, prepariamoci ad un altro lungo anno di micrania con totale devastazione economica. D'altronde che ci possiamo fare, mica siamo israeliani.


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mercoledì 25 novembre 2020

Psicopatologia della massa


Mi sa che politici e giornalai vari, senza offesa per i giornalai veri, di psicopatologia delle masse ne capiscano ben poco, anzi nella maggior parte dei casi quando arringano alla folla o fanno trapelare il loro non pensiero dalle colonne dei loro corsivi, cercano maggiormente di esibire il proprio ego smisurato che non guidare il gregge lungo il tratturo effettivamente desiderato. Solo chi si serve di appositi gruppi di lavoro e Bestie varie, per inondare il web di fake e di stronzate mirate per seminare l'odio necessario a portare il paese verso la china voluta, agisce, ma credo usi validi professionisti, con cognizione di causa, gli altri blaterano ottenendo in generale l'effetto opposto a quello desiderato. Par quasi che lo facciano apposta per poi poter dire vedete, ve lo avevo detto. Bisogna invece aver chiare le cose e accettare che la gente, la massa, il popppolo, che magari preso individualmente ragiona anche discretamente, con una logica comprensibile anche quando è rozza, preso come mucchio, diventa totalmente acefala e segue il cammino che porta al dirupo allegramente cantando, lo aveva già ben raccontato Manzoni. Dunque, ecco perché oggi mi permetto di dare un piccolo consiglio ai governanti ed ai giornalai che vogliono con buona volontà e convinzione, dare una mano. Prendiamo il caso che si viene prospettando nei prossimi mesi, il problema del vaccino che qualunque sarà quello buono, se uno o molti, funzionerà per ottenere il desiderato effetto gregge solo nel caso se lo farà almeno il 70% della popolazione, che, escludendo i bambini, vuol dire quasi tutti. 

Contemporaneamente a queste notizie emergono già i sondaggi che recitano che oltre il 40% degli intervistati dichiara di non avere nessuna intenzione di farselo, vanificando in questo modo ogni effetto positivo. Ma è ovvio ragazzi, come non capire che questo è nella natura umana della massa, che viene, di fronte a questi problemi investita dalla cosiddetta sindrome Renziana. Se dici alla folla, votare contro il mio referendum vuol dire votare contro di me e in questo caso me ne andrò a casa, il risultato è scontato a priori, il 60% ti voterà contro per il solo piacere di farti un dispetto senza neppure sapere cosa c'è scritto nel quesito. Un'altra tipica dimostrazione di questo assunto è stata la app Immuni, basta dire che è necessario scaricarla a tutti i costi e anche quelli che volevano farlo, lo hanno accuratamente evitato, così una cosa utilissima è finita nel cesso. Volete far fare la stessa fine ai vaccini? Continuate così, dite che l'intelligenza e il senso civico consigliano di farlo al più presto, che se no bisognerà renderlo obbligatorio e si formeranno immediatamente nelle strade cortei di inneggiatori alla libertà di scelta e alla volontà decisa di non farsi inoculare microchip controllanti la loro debole mente, per manovrare la quale, bastano in effetti poche parole, milioni di persone rifiuteranno urlando la vaccinazione salvifica, anche se i veri no-vax coglioniferi, sono in effetti poche decine di migliaia, quanto i terrapiattisti, uno più uno meno. 

Allora vi prego, cari governanti e giornalisti di buone intenzioni, che volete collaborare al successo dell'operazione, ascoltate le mie povere parole. Negli annunci che farete per comunicare modalità e funzionamento della campagna vaccinale, negli articoli che stilerete a corredo della stessa per far capire alla gente l'importanza dell'operazione, fate scivolare, con astuzia e melliflua nonchalance un concetto semplice ma che di norma viene subito afferrato da tutti. Dite, che, nonostante tutti gli sforzi, non è certo che le dosi ci saranno per tutti, che benché gli incaricati preposti, incapaci per definizione, abbiano fatto tutto il possibile, ma naturalmente con ritardi e con la pigrizia tipica della statale, il vaccino in parte arriverà comunque in ritardo per accontentare tutti i richiedenti, che molti o pochi chissà, rimarranno fuori, anche quelli che di certo più avrebbero bisogno e sarebbero meritevoli di riceverlo e che si sa che magari, pagando, qualcuno riesce comunque ad ottenere la salvifica ampolla. Mostrate anche filmati in cui il vaccino viene fatto a gruppi di disgraziati migranti appena sbarcati. Bene, vedrete che immediatamente si formeranno cortei di assatanati, con cartelli, lenzuoli e bandane di guerra, file di gente urlanti che pretenderanno a viva forza di ottenere quello a cui hanno diritto assoluto, assertori dell'assioma, Il vaccino prima agli Italiani e di rivendicatori della libertà di essere vaccinati prima e gli altri e ben presto, in ogni città, in ogni luogo deputato si formeranno code interminabili e lamentose in attesa dell'iniezione, in modo che si possano fare bellissimi servizi sul disservizio. Sveglia gente, ma nono avete ancora capito che è tutto un gomblotto e non ce lo dicono!

Where I've been - Ancora troppi spazi bianchi!!! Siamo a 125 (a seconda dei calcoli) su 250!