Noir francese di un autore noto soprattutto nel dopoguerra, amico di Simenon, senza tuttavia sfioreìarne le qualità. Produttore in quantità di letteratura di evasione, mostra anche in questo giallino i suoi limiti e lo stile datato. Appare come un filone classico sulla inevitabilità dostoevskiana della pena che implacabilmente si abbatterà sul reprobo e che sarà proprio lo stesso colpevole ad andarsi a cercare. Naturalmente in chiave decisamente minore. Se usato per passare un paio di ore in assenza di altro può andare, ma finisce lì. E non aggiungerei altro.
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giovedì 2 gennaio 2025
domenica 23 giugno 2024
Recensione - R. Gary - La vita davanti a sé
Bellissimo
libro di questo importante autore francese, conosciuto anche sotto lo
pseudonimo di Emile Ajar, morto suicida nel 1980. Questa è forse la sua opera
più nota e nonostante sia stata scritta nel 1975, ti avvince immediatamente con
la sua sconcertante attualità. Una sconvolgente storia scritta attraverso la
voce innocente di un ragazzino di dieci anni, arabo e figlio di nessuno, che
cresce in una banlieue con una anziana prostituta ebrea sopravvissuta ad
Aushwitz, che per campare custodisce a pagamento e illegalmente un
gruppetto di ragazzini come lui. Le parole di questo bambino cresciuto per
necessità sono colorite dalla sua visione pragmatica dell’esistenza dove però ha capito due sole cose, che “per
vivere è necessario l’amore” e “gli incubi sono i sogni quando invecchiano". La
serie dei personaggi che via via sfilano davanti a voi man mano che le pagine
scorrono, sono straordinari davvero e se ancora non lo conoscete vi esorto
assolutamente a non perdervelo.
venerdì 2 agosto 2013
Recensione: A. Lapierre - Tutto per l'onore.
mercoledì 31 luglio 2013
Recensione : V. Pozner - Il barone sanguinario.
Per chi è appassionato di romanzi storici, ecco qua un volume assolutamente interessante. L'autore, intanto, Vladimir Pozner, un francese figlio di russi antizaristi in fuga a Parigi dal 1905, è quasi un fondatore di un nuovo genere letterario, oggi diremmo un doculibro fatto su informazioni raccolte, documentazioni scovata negli archivi, interviste e ritagli di giornale, messa insieme con fatica per costituire lo schema di un romanzo storico, di cui si racconta anche le difficoltà di costruzione, in una sorta a di metaromanzo attraverso la quale se ne segue anche la genesi, con tutti suoi vicoli cechi costituiti da personaggi improbabili che millantano parentele e conoscenze dei fatti. Comunque vi troverete tra le mani una biografia di un personaggio misterioso, il barone Von Ungern-Sternberg, sanguinario e pazzo, protagonista di un periodo storico pochissimo conosciuto, la guerra dei russi bianchi contro i bolscevichi attorno al 1920, col tentativo folle di costituire un impero siberiano-mongolico. giovedì 30 settembre 2010
Recensione: Giono - L'ussaro sul tetto.
Ma sì, ve lo posso consigliare. Un libro di gradevole lettura, scritto da Jean Giono nel '51 e facente parte di un ampio ciclo di avventure risorgimentali. Io l'ho particolarmente goduto perchè la vicenda si snoda attraverso una serie di villaggi e paesi della Provenza, territorio di rara bellezza che mi appassiona ogni volta che lo percorro, che l'autore ben conosce avendovi soggiornato praticamente per tutta la vita, a Manosque. Angelo, il protagonista, si muove col piglio deciso del militare capace di affrontare le difficoltà più inattese che la vicenda gli pone davanti di volta in volta e alla fine riuscirà ad uscire indenne da tutto, salvando la vita e trovando anche l'amore. Ma lo sfondo formidabile che colora tutte le pagine del romanzo è il colera, che nel 1832 devasta questa parte di Europa, in tutta la sua cruda e spaventosa fotogenicità.Italian elections.
Il simbolo perduto
