mercoledì 16 marzo 2011

Tsunami e nucleare.


Mi sono convinto che le diverse culture influenzino in maniera decisiva i caratteri dei popoli. Parlando, in questi giorni con un'amica giapponese ho potuto constatare come, in quel paese il carisma dell'autorità abbia preminenza su tutto. In generale, leggi una fiducia incondizionata su quanto viene detto da chi sta sopra di te, per cui se i responsabili ti dicono che non c'è pericolo, nessuno si muove e le reazioni non sono mai scomposte. Forse dipende anche dal fatto che, per lo meno nella storia, quando un responsabile sbagliava o veniva sorpreso a contare balle, non parliamo di rubare, per carità, non gli venivano chieste le dimissioni, perchè il colpevole, preso con le mani nella marmellata, si ritirava in una saletta privata e messa mano alla katana di famiglia, risolveva la situazione in modo elegante e onorevole. Forse da questo nasce la compostezza di questo popolo che metabolizza il dolore dentro di sé senza dare in escandescenze mediterranee, soffrendo quasi senza chiedere aiuto con la riservatezza di chi sembra vergognarsi di provocare disturbo con le sue disgrazie, i suoi problemi. Però il problema c'è ed è bello grosso. Pensate un po' se fosse capitato da noi e alla televisione fossero comparsi esponenti del governo, uno più credibile dell'altro a rassicurare la popolazione; chissà se avrebbero mandato in video la Gelmini o la Carfagna a tranquillizzare sul fatto che non c'erano pericoli, che era sufficiente non mangiare cibi OGM e comprare a km zero per sfuggire alle radiazioni.

Probabilmente sarebbe cominciato un fuggi fuggi tale di barconi verso la Tunisia e l'Albania da intasare le spiagge interessate e questi paesi si sarebbero rivolti all'ONU per delocalizzare i profughi nei Balcani o negli altri paesi del Maghreb, un po' per uno accidenti! Però si va avanti nel programma, perché la nostra tecnologia è più avanzata e sicura, mica faremmo robaccia obsoleta come i giapponesi. Par di sentirle le sghignazzate dei compari e sodali di quelli che ridevano al momento della notizia del nostro terremoto, che cominciano a fare i conti sugli appalti, sulla quantità di sabbia da mettere al posto del cemento, tanto cosa volete sia in una centrale nucleare, per gente abituata a farsi pagare per marmo di Carrara, i pannelli foderati di plastica come alla Maddalena. L'importante poi è farle partire queste opere, tanto magari non c'è neanche pericolo che vengano finite, altro che radiazioni. Bisogna prioritariamente contentare i propri amici e votanti, fare leggi per non far pagare le multe del latte a chi ha rubato a danno degli onesti e se non ci sono i soldi, basta prenderli ai fondi per i malati terminali, tanto a quelli la scadenza non la puoi rimandare. Poi l'attenzione la porti sui barconi a Lampedusa e la gente ti vota ancor di più. Evviva, non ripeteremo l'errore di trenta anni fa quando scosideratamente si abbandonò il nucleare! Kurosawa era di certo un lucido folle, tanto da non trovare neppure più un soldo per finanziare i suoi film dopo Sogni, uno straordinario quadro dipinto con la tavolozza impazzita degli abissi della mente. Vi ripropongo il sogno riguardante l'esplosione nucleare dopo l'eruzione del Fuji.





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8 commenti:

Gianni ha detto...

Ciao Enrico,
ciò che affermi é assolutamente condivisibile, però credo che per non cadere nel giochino tutto italiano dell'eterno "palio" tra contrade, occorra dire che pari credibilità hanno Di Pietro, piuttosto che Casini o DiLiberto ecc..Il problema non sono solo Carfagna e Gelmini ma una classe politica,tutta, da decenni priva di ogni credibilità ed una cultura di popolo su cui è meglio stendere un pietoso velo!
gianni

enrico ha detto...

@Gianni - Concordo con te, ormai in politica il più sano ha la rogna, questa malattia si è diffusa come la peste bubbonica e non c'è verso, si esaurirà solo da sola col tempo e con la pioggia, lasciando un paese esausto.

Angelo azzurro ha detto...

Dici che questa peste si esaurirà da sola? Si, ma quanto ci vorrà?Non riesco ad essere ottimista nel breve periodo e ho grossi timori per il futuro dei nostri figli. Vedo ancora molta nebbia all'orizzonte

Anonimo ha detto...

La mia attenzione si è soffermata in particolare sulle due immagini, quasi poetica nella sua drammaticità la prima,cupa e da girone infernale la seconda. Entrambe ci descrivono,pur essendo così diverse, gli stessi tragici eventi a cui sono sottoposte queste popolazioni da millenni. E da millenni queste rispondono con la capacità di adattamento e di ricerca sempre più avanzata ma anche con l'umiltà e l'eroismo di chi si piega di fronte al mistero della natura con rispetto e religiosità
Paola

enrico ha detto...

@Paola - Credo che soprattutto sia il senso del rispetto, verso l'autorità, verso sé stessi, che li rende così controllati. Certo che è un paese sfigato !

enrico ha detto...

@Angy - Non credo che noi ne vedremo l'esaurimento, ma per i nostri figli non mi preoccuperei, l'uomo è l'animale più adattabile del mondo.

massimo ha detto...

mi è piaciuto molto questo post. Divertente. Il tutto, peraltro, amaramente credibile.

enrico ha detto...

@max - mi sembra che ogni giorno che passa l'affare si ingrossi, qui parlano di ripensamento, intanto è passato il decreto che il governo può decidere di piazzare la centrale (forse adesso saranno minicentrali, sembra che si guadagni di più...) dove vien deciso e basta balle!

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