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mercoledì 23 settembre 2026

Recensioni: Jung Chang - Il volo dei cigni selvatici

 

Questo è il seguito del famoso ed acclamatissimo Cigni selvatici che nel '92 diede all'autrice la fama internazionale, tradotto in oltre 50 lingue e secondo alcuni il libro sulla Cina più conosciuto nel mondo. Quel libro che raccontava la storia di sua nonna e di sua madre, assieme al padre comunisti della prima ora e partecipanti alla Lunga marcia, poi, come spesso accade in quei regimi, spaventosamente vessati, imprigionati, condotti sull'orlo del suicidio e infine anche della sua, quando riuscì a lasciare la Cina per Londra nel 1978, anno in cui si concludeva il libro. Questo libro invece racconta cosa è accaduto dopo, proseguendo fino ai giorni nostri e oltre alla prosecuzione della saga familiare che va avanti per altri cinquant'anni è l'occasione per ripercorrere la storia cinese recente. Il punto di vista è, sebbene schierato e come non potrebbe esserlo, sempre di estremo interesse, sia per la chiarezza di esposizione che per l'acutezza delle osservazioni, che riescono a mantenere nonostante tutto, una notevole obiettività e, dal mio punto di vista, visto che essendoci stato almeno una trentina di volte dal 1999 fino ad oggi, ritengo di conoscere un poco questo paese, mi sono ritrovato spesso vicino o sovrapposto alle sue considerazioni. La scrittrice è attualmente al bando in Cina dopo il suo monumentale libro su Mao, scritto a quattro mani con il marito, che cerca di riportare la figura del dittatore nell'alveo della sua realtà storica, al di là delle beatificazioni che ancora lo circondano e che ha creato nel tempo un culto della personalità duro a morire anche nel resto del mondo, mentre laggiù fa ancora parte dei pilastri alla base del sistema, forse con un interesse addirittura aumentato rispetto al passato recente. Comunque un  lavoro molto interessante per tutti quelli che hanno ancora di quel paese una conoscenza sfumata, lontana dalla realtà, spesso edulcorata o anche di contrasto, che relega la Cina in un contesto assolutamente fuorviante rispetto a quello che è realmente. Per questo è un libro molto consigliabile da leggere e da ragionare con attenzione, magari se avete interesse ad un viaggio da quelle parti, per cercare di capire meglio quello che andrete a vedere al di là della vetrina colorata e rutilante.  


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sabato 7 settembre 2013

Recensione: L. Roccia - Ci ho messo una vita ad avere vent’anni.

Un libro tutto sommato divertente soprattutto per i torinesi che conoscono molti dei nomi citati in questo racconto autobiografico in cui, uno dei più noti medici piemontesi, Luciano Roccia, percorre la storia della sua vita. Roccia, famosissimo in Italia ed all’estero per aver portato tra i primissimi, l’agopuntura nella pratica medica, soprattutto per la cura del dolore e le sue peculiarità anestetiche, si racconta senza veli. Senza dubbio una vita di avventure incredibili che lo ha portato in giro per il mondo in una girandola di situazioni e di donne bellissime, al cui fascino è evidentemente sempre stato molto soggetto. Certo la letteratura è un'altra cosa, ma il volumetto si legge velocemente e il divertimento del racconto vi indurrà ad una certa benevolenza nel giudizio letterario. Come a tutti gli scrittori della domenica, molto si può perdonare facilmente in cambio di una storia ricca di aneddoti e facezie.



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