Altro magnifico libro del grandissimo giornalista che riesce a raccontare gli avvenimenti del suo tempo con distacco obiettivo, nonostante sia schierato e mai come in questo caso, nel quale, agli inizi della sua attività, non era neppure ancora giornalista. Si tratta della raccolta degli articoli inviati al Giorno e all’Astrolabio, durante i suoi due anni di soggiorno negli Stati Uniti, dove era stato inviato, giovanissimo, con una borsa di studio per affinare la sua preparazione. Il grande interesse di questa raccolta sta nel fatto che questi articoli riguardano gli anni topici dal 68 al 70. Siamo nel pieno della guerra del Vietnam, delle contestazioni studentesche, delle prime battaglie per i diritti civili, delle Pantere nere e degli omicidi di Martin Luther King e di Bob Kennedy, che infiammarono il paese negli anni fondamentali per il mondo nel secondo dopoguerra. Già fin da queste sue prime mosse ed esercitazioni di scrittura si capisce la straordinaria capacità di Terzani di trovarsi nel posto giusto, al momento giusto, per vedere, per vivere e per raccontare i fatti che hanno infiammato la seconda metà del secolo scorso. Cosa che si ripeterà poi quando si ritroverà alla caduta di Saigon e all’apertura della Cambogia con la scoperta degli orrori degli Khmeri rossi, in quell’infiammato sud est asiatico che segnò indelebilmente gli anni 70 e poi in Cina alla fine dell’era Mao e ancora a percorrere l’Unione Sovietica, proprio mentre ne avvenne il disfacimento finale. Fantastico leggere adesso, proprio per misurarne la incredibile attualità, il racconto della battaglia elettorale tra Nixon e Humfrey, con la rinuncia di L. Jhonson, che fa apparire il racconto delle elezioni americane che stiamo vivendo oggi come una squallida ripetizione di fatti già avvenuti. Insomma una lettura vivificante ed appassionante al tempo stesso che consiglio assolutamente
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giovedì 12 settembre 2024
Recensioni: T. Terzani - In America
mercoledì 26 giugno 2024
Recensione: T. Terzani - Fantasmi
Un altro degli straordinari lavori del grandissimo giornalista che ha fatto dell’Asia la sua ragione di vita e che l’ha vissuta proprio negli anni più terribili, che lui ha trascorso nel sud est asiatico. Anche se li ho letti quasi tutti, i suoi lavori, questo mi mancava e l’ho amato tantissimo proprio perché racconta le vicende della Cambogia, paese che ho avvicinato solo per poco tempo, ma che ho amato moltissimo. Anzi ritengo che chiunque volesse visitare questo paese dovrebbe leggersi questo lavoro che la racconta in tutta la sua poetica bellezza e in tutti i suoi spaventosi orrori. Il libro raccoglie tutti gli articoli giornalistici che dal 70 alla fine degli anni ’90, Terzani ha scritto per i giornali per cui ha lavorato. Ci puoi leggere quindi come in un film in cui il documentarista, non ha ancora visto il finale, ma via via se lo immagina con crescente stupore, e scopre tutti gli accadimenti che si sono succeduti nel tempo, da quelli in cui gli arrembanti khmer rossi, creati come al solito dagli improvvidi avvenimenti esterni, erano addirittura sembrati una speranza, al periodo in cui cominciavano a trapelare i fatti, poco creduti proprio per la loro spaventosa ed esagerata tragicità, fino alla conferma delle ipotesi più orribili, quando Tiziano, tra i primi ad arrivare in Cambogia dopo la caduta di Pol Pot, la percorse in lungo ed in largo trovando la spaventosa conferma di quanto accaduto. In tutta la parte finale si legge poi la disillusa disperazione di osservare come, tra la più totale indifferenza del mondo, questi assassini spietati, tra i più barbari che il secolo scorso abbia vissuto, siano stati riammessi nel consesso internazionale e lui stesso abbia dovuto sedersi accanto a qualcuno di loro chiamandolo eccellenza ed infine sono morti nel loro letto senza subire alcuna punizione. Un libro, che per chi è interessato a queste cose, è indispensabile leggere e che molto insegna anche su tanti avvenimenti che accadono continuamente nel mondo, in particolare se intendete programmare un viaggio tra i templi di Angkor. Struggente l’ultimo pezzo che racconta le sue emozioni attraversando proprio il sito di Angkor wat, nelle quali mi sono molto ritrovato.
domenica 26 gennaio 2014
Recensioni: T. Terzani - Pelle di leopardo
Un libro che si legge bene dopo 40 anni dal momento in cui
si sono svolti gli avvenimenti descritti. Già giovanissimo, Terzani si dimostra
un grande giornalista, attento e preciso nei racconti e soprattutto a
controllare le sue fonti, un ottimo scrittore. I fatti riportati per sentito
dire sono sempre circondati dal dubbio e pur essendo al tempo affascinato da
questa avventura rivoluzionaria, continua sempre a porsi domande e a tentare
giudizi obbiettivi e soprattutto si sente disposto a cambiare idea nel momento
in cui la realtà si disveli diversa da quanto creduto. Un libro fondamentale e
documentatissimo per chi vuole conoscere la guerra del Vietnam in tutti i suoi
risvolti precedenti e in quelli precursori
degli avvenimenti futuri. Terzani fu uno dei pochi giornalisti presenti
alla caduta di Saigon, che racconta in maniera coinvolgente. giovedì 5 settembre 2013
Recensione: T. Terzani - Fantasmi.
Un volume di grande interesse
che raccoglie tutti i reportage e gli articoli di Terzani sulla Cambogia usciti
sui giornali italiani a cui ha collaborato con l'aggiunta di quelli pubblicati su Der Spiegel,
inediti in Italia. Un libro fondamentale per capire la storia recente e passata
di questo paese straordinario. Indispensabile a chi vorrà visitarlo e per chi,
avendolo già visto non riesce a dimenticare i cumuli di ossa ammonticchiati nei
santuari degli Khmeri rossi. La storia ti accompagna passo passo fin da quando
la guerra del Vietnam stava per finire e la rivoluzione che avanzava era vista
da tutto l’occidente con speranza e simpatia. Terzani la visse in prima persona
sul posto, lasciandoci quasi la vita. Poi poco a poco, quando si chiusero
ermeticamente le frontiere e cominciò il tragico esperimento della creazione
dell’uomo nuovo che doveva passare per lo sterminio reale di quasi un terzo
della popolazione, si rese conto dai racconti dei profughi che arrivavano in
Thailandia attraverso la foresta, dapprima incredulo, temendola propaganda,
poi, con grande onestà intellettuale, riconoscendo i suoi errori di giudizio, degli
orrori che stavano accadendo al di là del confine, tra il totale disinteresse
internazionale che anzi, accettava Pol Pot come unico referente ufficiale. martedì 6 settembre 2011
Recensione: A. Terzani Staude: Giorni giapponesi.
Dopo avervi parlato di Giorni cinesi della stessa autrice, eccoci a questo altro diario, oggi sarebbe un blog da expat, che la moglie del giornalista Terzani, ha puntualmente tenuto durante i cinque anni che la coppia ha vissuto in Giappone dal 1985 al 1990, dopo l’esperienza cinese. Si tratta di una spietata e chirurgica disamina di questo grande paese e dei suoi abitanti, una terra che i Terzani, entrambi, non hanno mai amato, anzi si può dire che ne abbiano avuto paura, anche se hanno cercato in tutti i modi di capire e di giustificare. Erano gli anni in cui i successi economici e commerciali del Giappone si moltiplicavano e tutti ritenevano che presto o tardi esso sarebbe diventato la prima potenza economica mondiale. Tutti ne invidiavano la sua capacità ed efficienza nell’organizzazione del lavoro e si proponevano di copiarla per produrre di più e meglio. Chi non ricorda la ricerca affannosa della qualità assoluta e straordinaria delle auto giapponesi, delle macchine fotografiche, degli altri prodigi tecnologici che i Giapponesi sì copiavano, ma poi miglioravano e rendevano perfette dal punto di vista tecnico. giovedì 26 agosto 2010
Recensione: Angela Staude - Giorni cinesi.
Oggi vorrei parlarvi di un libro che da tempo mi interessava e che finalmente ho potuto leggermi con calma, complici i miei ozi fenestrellesi. Si tratta di Giorni cinesi, di Angela Staude, vedova di Tiziano Terzani, edito da TEA. E’ il diario del periodo che va dall’80 all’83, in cui Terzani portò la famiglia a vivere in Cina a Pechino, per poter fare, come suo costume, un giornalismo davvero “dentro” alla realtà che voleva descrivere. Il libro mi attizzava molto in quanto descrive un momento della Cina che io non ho potuto conoscere, avendo avuto l’opportunità di lavorarci solo oltre un decennio dopo.Allora il paese stava uscendo dal fallimento tragico dell’esperienza maoista e dal suo estremo colpo di coda, la rivoluzione culturale e proprio quegli anni segnarono la presa di potere di Deng Xiao Ping che mise le basi per la Cina che oggi è a tutti gli effetti il secondo paese del mondo e la reale locomotiva economica di questi anni. Devo dire che leggendo questo diario interessantissimo, che dipinge un paese devastato, visto nei suoi aspetti più intimi e segreti, girato in bicicletta e con mezzi locali, sfuggendo appena possibile al controllo dell’apparato, con un punto di vista altrettanto interessante ed inconsueto dato dalle testimonianze dirette dei due figli iscritti a 7 e 11 anni nella scuola cinese, si ha una illustrazione di un paese oggi assolutamente irriconoscibile. La testimonianza di disperata depressione psicologica dei tanti cinesi con cui i Terzani furono in contatto, non combacia in alcun modo ad esempio con le mie esperienze, più recenti di un solo quindicennio, a dimostrazione di che incredibile ed assolutamente imprevista evoluzione possa avere un paese in pochi anni.
E’ vero che i loro contatti erano principalmente provenienti dal mondo degli intellettuali e degli artisti, che maggiormente avevano sofferto durante il periodo maoista, mentre la mia esperienza è stata più rivolta al mondo delle attività industriali, dunque impiegati, operai e imprenditori, quella classe media che allora era appena all’inizio del suo formarsi e che ha maggiormente beneficiato dell’esplosione economica dell’ultimo ventennio, ma io non ho potuto notare quasi mai quelle sensazioni di disperata negatività così ben descritte nel libro, anche perché evidentemente la maggior parte dei miei incontri avveniva con persone che di anno in anno aumentavano in maniera esponenziale il loro benessere materiale. Alla fine del libro però, appare chiaro che il cambiamento sta per scoppiare, con tutti i vantaggi e ovviamente tutti i contrasti e le problematiche che sarà destinato a produrre. Soprattutto per chi conosce già la Cina, il volume sarà estremamente interessante.
Italian elections.
Il simbolo perduto.
venerdì 31 ottobre 2008
Casualità e paranormale
E' stata ovviamente una coincidenza, ma tutto questo non riesco ad accantonarlo con semplicità. La sua fascinosa attenzione e la sua smagata ricerca dell'al di là del tangibile, continua così a coinvolgermi con una sorta di attrazione fatale, in una antitesi reiterata di scetticismo e di morbosità.