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mercoledì 16 febbraio 2022

Tutto risolto?

dal web

Che dite l'abbiamo scampata?  Parrebbe di sì, per lo meno questo dicono le borse europee, che di solito sono quelle che anticipano i fatti reali. Naturalmente questo è un gran bene per tutti, gli USA hanno fatto l'ennesima figura di m. e Putin addirittura si è potuto permettere di prendere per ilculo la CIA , con una battuta, ieri, in cui ha chiesto se gli ricordavano quale fosse l'ora in cui oggi avrebbe dovuto cominciare l'invasione. Ha fatto la scelta piu' intelligente, quellache gli ha dato il massimo risultato, rafforzandolo in Europa, ottenendo l'appoggio della Cina, continuando l'espansione militaresca nel Mediterraneo e nel Nord Africa. Oggi qualche seconda linea del suo governo, non credo Lavrov, dirà qualche parola tranquillizzante anche al buon Giggino, corso anche lui ad avere un minimo di visibilità (comunque ha fatto benissimo ad andarci, per carità, in queste cose devi sembre essere presente nella photo opportunuty, soprattutto se vogliamo conservare i molti interessi commerciali che abbiamo verso quel paese). Dunque tutto bene, tutto finisce in gloria. Calma, calma. Come ben sapete in queste situazioni, il piu' bravo ha mangiato la mamma ed i russi certo non molleranno la presa attorno all'Ukraina, sempre posto che non aspettino che si calmino gli animi per dilagare comunque nel Donbass con qualche scusa di non applicazione di tregue varie o semplicemente utilizzando le milizie a pagamento già sul territorio. Adesso sposteranno qualche soldato tanto per far vedere che non avevano alcuna intenzione, ma manterranno di certo il grosso nelle posizioni chiave che hanno stanziato in Bielorussia, Transnistria e sul loro confine, per mantenere caldo il teatro. 

Intanto batteranno bene tutto il versante del cybermondo, dove sono sempre stati molto attivi, dalle loro basi di S. Peterburg, continuando a destabilizzare il governo ukraino sempre piuttosto sui carboni ardenti, che dalla situazione è stato il piu' bastonato, sia per le improvvide dichiarazione americate, che per la sua intrinseca debolezza interna. Biden cha ha perso su tutta la linea, potrà sempre dire che aver fatto la voce grossa è servito a fermare una invasione certa e a bloccare almeno ancora per un po', per lo meno fino a quanto la Germania gli andrà dietro, il Northstream2, che era la cosa che gli premeva di piu', continuando a riempire di armi gli Ukraini. Tutti contenti dunque. Beh, per gli Europei e per gli Italiani in particolare, non tanto, perché la situazione non consentirà a breve un ribasso dei prodotti energetici che rimarranno caldi almeno ancora per un po', certo potrebbe servire a far riprendere la produzione del nostro gas, stupidamente fermato da politicanti finto ecologisti, interessati solo a cavalcare l'onda senza capire cosa è davvero buona ecologia e cosa solo fuffa verde. Purtroppo questo sarà il nostro problema in questo anno elettorale, la bassa tacca dei nostri politici, interessati solo a racimolare qualche voto in piu' e poco all'interesse del paese. Che bello sarebbe se almeno qualcuno di loro avesse negli occhi la determinazione della nostra straordinaria Goggia e volesse seguire l'esempio delle parole da lei pronunciate all'arrivo. Crederci fino in fondo, dare il meglio di sé comunque, onore a chi vince perché se lo è meritato, senza invidie sciocche. Un argento che vale il platino. Grazie Sofia!


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mercoledì 9 febbraio 2022

Medaglie d'oro nelle pentole

dal web

Non avevo il minimo dubbio. Ieri ho smanettato un po' sui vari social per averne la certezza. E confermato definitivamente, Da ieri la massa degli ex-virologi, diventati poi quirinalisti e successivamente esperti musicali (di musica leggera, ça va sens dire) sono diventati tutti o quantomeno la maggior parte di essi, esperti strateghi di Curling, la disciplina olimpica, apparentemente un semplice gioco di bocce sul ghiaccio, ma complesso sistema di pensiero che richiama anche il biliardo e gli scacchi, della quale fino a dieci giorni fa esistevano in tutta Italia non piu di 400 conoscitori. (Sottolineo che naturalmente sono uno di loro). Ho letto complesse disamine di ogni lancio o tiro che dir si voglia, di come il colpo doveva essere lanciato per colpire di tre quarti la stone avversaria per andare sulla nostra al cento e mantenere il controllo freezzandola. Tutti si sono al volo impadroniti del lessico e ne parlano con la sicumera di esperti ventennali, come conoscitori pinerolesi delle vecchie olimpiadi piemontesi. Ad ogni lancio imperfetto dei nostri, giu' critiche impietose su come avrebbe dovuta essere appoggiata la stone, di certo come loro avrebbero fatto. Questo lato dell'italiota è straordinario, non solo diventa immediatamente padrone dell'argomento, ma pretende di criticare, dare consigli e soprattutto e questo è il lato più divertente, dare dell'imcompetente a chi sta lì sul tetto del mondo, avendo sacrificato anni di impegno e fatica nella piu totale indifferenza di chi li circonda, intanto passati all'attività di commissario tecnico della nazionale di calcio. 

Mi sono venute alla mente degli straordinari episodi di quasi quaranta anni fa, quando Azzurra tentò per la prima vlta l'avventura della Coppa America. Al mio bar, straordinario luogo di incontro e di alessandrinità pura, popolato da una fauna che in tutta la vita il mare lo vedeva solo di lontano e anche poche volte e la cui esperiena di navigatore era costituita al massimo di un giro in pattino a Riva Trigoso o un passaggio sul barcé a Tanaro, che si sbracciava in piedi sulla sedia rivolto al nostro equipaggio: - Orza, orza, coglione, che il vento buono è sul lato sinistro - come se Ricci lo sentisse, mentre gli astanti rumoreggiavano sul fatto della strambata troppo ritardata. Proprio come ieri, insomma. Intanto i nostri ragazzi hanno vinto tutto, proprio bravi e diciamo la verità anche se non avessero vinto come la Moioli oggi, bravi lo stesso, per l'impegno che ci deve mettere uno sportivo per arrivare a questi livelli ed ai sacrifici che deve sopportare per conseguire questi risultati. I cinesi dal canto loro continuano a perseguire i loro fini dimostrativi di essere una grande nazione capace di stare in cima al mondo come capacità organizzativa e quindi di non aver più niente da imparare da nessuno. Anche nel curling o meglio come dicono loro, sempre concreti: 冰壶 - Bīng hú, Pentola sul ghiaccio. Beh, chi non ha pensato, guardando le stones, pur di granito, a tante pentole a pressione col manico chiuso, che scivolano sul ghiaccio verso il bersaglio! Tra l'altro una ulteriore curiosità per chi non lo sapesse, nel primo ideogramma, formato dal carattere che indica l'acqua unito a sinistra dalla stilizzazione di nuovo del simbolo dell'acqua, che sono tre punti messi in verticale, come tre gocce che cadono dall'alto con il terzo tracciato con un colpetto che va verso l'alto come se battebdo su una superficie schizzassa via. 

Bene, per dire Ghiaccio i puntini diventano solo due, come a significare che già il secondo, cadendo, si ghiaccia nell'aria senza riuscire neppure ad arrivare a terra. Poesia pura insomma. Infine, l'amico Barozzi, fa  notare a chi non lo sapesse, che tutte le stones del curling, usate in tutto il mondo, vengono fatte col granito, chiamato Blue Hone, di una una cava di un isolotto situato tra Scozia e Irlanda, Ailsa Craig, di proprietà della famiglia del marchese Kay, signore dell'isola fin dal 1500; bella curiosità che arricchisce la mia già infinita tuttologia. A parte il fatto che i tempi cambiano e attualmente la cava su Craig è stata chiusa perché è diventata parco naturale e adesso il granito, ovviamente di qualità inferiore, viene tutto da una cava scozzese. Ma voglio dirvene ancora una, infatti mi risulta che per evitare le frequenti liti che avvengono sui campi di gioco e mostrare il perfetto far play che così i gornalisti possono rimarcare (qui non si può entrare a gamba tesa sulle caviglie e non ci si può neppure dare bastonate in testa come nell'hokey, dato che non c'è la mazza e le stones sono troppo pesanti per scagliarsele in esta), in queste competizioni internazionali, viene applicate alle stones sotto il manico della pentola, il cosiddetto Occhio sulla linea del maiale (Eye on hog), che segnala in modo elettronico se la stone viene rilasciata in tempo al termine della spinta, prima di aver superato appunto la linea rossa detta appunto del maiale. Non vi tedio con la storia delle scopette per eseguire lo sweeping e la loro evoluzione nella storia, guardate anche voi qui se siete interessati. Dunque per oggi basta, era solo per farvi capire che come ovvio sono un gandissimo esperto, da tempi non sospetti, di Curling, di pentole e di scope e bisognava almeno che lo rimarcassi a chi mi segue.


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domenica 6 febbraio 2022

Punto fermo

...e sono solo soldi, soldi, soldi...

Tanto per chiudere, dirò ancora due parole a chiosa del Sanremo appena finito in gloria. Tutto come nella più tradizionale delle fini attese. Ascolti ottimi per gli incassi, trionfo del metodo Amadeus, a cui a questo punto sarà riproposta una quarta edizione, scandalucci nella norma, tanto per pompare al massimo gli ascolti, anzi direi che è mancata qualche polemica davvero forte, il Vescovo di turno e Pilon non se lo è, purtroppo per il festival, cagato nessuno, con grande dispiacere degli organizzatori; neanche la bestemiuccia di Drusilla ha smosso il Moige a dire la sua consueta belinata. Il risultato poi, è stato pienamente nelle previsioni, quest'anno davvero facilitate dal fatto che le canzoni discrete erano davvero pochissime al di fuori delle tre vincenti, che anche io avevo previsto, al limite avrei scambiato le prime due. Sono parimenti convinto che il bravo Mahmood, che ormai si è capito autore di spessore oltre che interprete ideale per i suoi brani, non avrà pari successo all'Eurocontest di Torino, benché la canzone sia nel mood moderno, un po' perché abbiamo già vinto lo scorso anno e un po' perché comunque il pezzo anche se accattivante non ha la forza di rimanere attaccato alle orecchie come Soldi e non è neanche facilmente cantabile. Mediocri tutte le vallette ad eccezione di Drusilla, il resto ordinaria amministrazione di buon professionismo. Chiusa lì. Intanto sono partite le Olimpiadi, come ho già detto, tutte tese a dimostrare la potenza organizzativa del dragone che ha sempre maggiore necessità, per contare davvero nel mondo, di dimostrare la superiorità del proprio metodo di regime autoritario sulle cosiddette inefficaci e disfunzionali democrazie in crisi dell'occidente, spalleggiato dalla Russia.

L'assenza al completo delle rappresentanze ufficiali di queste ultime nelle tribune d'onore, non fa che sottolineare questa linea, in cui si evidenziano al massimo i contatti con ogni rappresentante dei regimi piu' autoritari che si sono affrettati al contrario a prendere posto nei sedili rimasti vuori e successivamente essere ricevuti da Xi con tutti gli onori e lamassima visibilità, dal signore del Kazakistan, ad AL Sisi, a tutta la silata di Emiri e sultani del golfo, la nuova nobiltà degli strumenti energetici che conta nel mercato. Il segnale di rimanerne sdegnosamente fuori, potrebbe rivelarsi irriso e perdente nel futuro a breve, per chi si sta disabituando, anche nel sentore dei popoli di tutto il mondo che subiscono sempre di piu' il fascino dell'uomo forte, nei confronti della lenta fatica della democrazia in favore della celere efficienza e dei risultati delle dittature. Ovviamente la mancanza di una voce unica europea è il lato piu' criticabile della situazione, che ne rimarca ancor piu' la debolezza, segnata dalla continua voglia di andare in ordine sparso e condannandosi sempre di piu' all'insignificanza nella scacchiera del potere. D'altra parte aveva ben detto Kissinger: - Parlerò con lEuropa quando mi daranno un unico numero di telefono dove chiamare.-  Comunque lo svolgersi delle gare, con la conseguente pax olimpica che di solito funziona in questi frangenti, attutirà per almeno due settimane il ruumore delle cannonate sui confini russo-europei, anche se appare sempre piu' evidente la volontà americana di creare il casus belli per dare fuoco alle polveri. 

Crisi interna con alta inflazione, forse non controllabile coi tradizionali mezzi monetari, calo dei consensi dovuti alla debolezza di Biden, soprattutto arsenali da svuotare, convenienza a mantenere alto il prezzo delle fonti energetiche, tutto converge alla necessità per gli USA di alzare la tensione. Dispiace solo che i Russi stiano cadendo nel trappolone e che si siano spinti un po' troppo avanti con le prese di posizione per arretrare, dimostrando a loro volta debolezza. Situazione antipatica in cui l'Europa ci va di mezzo cascandoci dentro con tutte le scarpe, come sempre divisa anche dagli interessi contrastanti di paesi come il nostro, completamente deficitari nell'energia e fortemente indebitati contro paesi a cui l'aumento del gas fa poco o nullo danno e hanno i conti relativamente a posto e possono quindi di nuovo avvantaggiarsi. La realtà per noi non è bella affatto. Governo perennemente in bilico a causa dell'anno elettorale, mentre dovrebbe tirare al massimo per dare risultati, spread che comincerà a far sentire l'artiglio al piu' presto, economia che invece di ripartire, comincia a sentire il freno potente di inflazione importata e mancanza di componenti, tensioni sociali inevitabili in questi frangenti. Insomma ce n'è a sufficienza per pensare ad un 2022 difficile dove però basterebbe pochissimo per far stravaccare il carico al di qua o al di là della vetta. Disastro, se tutti i cigni neri si unissero in una sola e disastrosa tempesta perfetta, spinta fenomenale se la maggior parte delle cose, a partire dai problemi pandemici si avviassero a soluzione indolore. Dai, sarà una bella avventura.  



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sabato 5 febbraio 2022

Avanti con le Olimpiadi

dal web

Bene di Sanremo ne abbiamo già parlato abbastanza, tutto secondo le previsioni, scandaletti, pippozzi, bravi e meno bravi, personaggi e pesonaggetti, inclusi i fustigatosri di costumi che sembrano pagati dai dissacratori stessi per aumentare ancora l'audience, già altissima. Tutti contenti dunque, manca solo la serata finale che non aggiungerà nulla di piu', credo, a quanto già raccontato, vediamo solo se vince Elisa o Mahmood o a "sorpresa" Morandi, trionfo della vecchia guardia che domina Facebook. Ma noi dobbiamo passare oltre, ormai sono partite le Olimpiadi invernali, momento che interesserà gli sportivi certamente, ma evento che dominerà comunque gli equilibri geopolitici al momento molto in fibrillazione. Già, le olimpiadi cinesi, 奥运会 - ào yùn huì, con caratteri che significano Fare bene lo sport, come dicono loro. Xi Jin Ping ci ha puntato moltissimo e le considera una enorme vetrina per il mondo in cui mostrare le mirabilia a cui è arrivata la tanto vituperata e sottostimata Cina. Vuole farsi considerare, capire, temere. Così lo sfarzo e assieme la perfezione da mostrare in mondovisione, gli imponenti mezzi messi in goco, sono state fatte dal nulla montagne artificiali, neve dove non nevica, intere  foreste trapiantate per fare boschi alpini. Treni a 300 all'ora per raggiungere le località, Bolla e rigore antcovid estremo. Insomma la voglia di dimostrare che il loro sistema è migliore e soprattutto più efficace del nostro, che ormai dalla loro gente comune, il signor Wang pieno di orgoglio nazionale insomma, è ormai anche un po' deriso e visto con una certa sufficienza. 

Noi possiamo fare tutto più in fretta e meglio, possiamo costruire tutto, le macchine più moderne, andare nello spazio e anche, tanto per capirci, produrre le armi migliori. Ci avete sempre dato dei soltanto buoni a copiare e degli inquinatori seriali, ecco qua, tutto è innovativo, questo è il nostro design, questa è la nostra attenzione ormai morbosa, anche nella popolazione, al "green". Presto saremo i primi nella motorizzazione elettrica, dato che avete detto che è green. Da noi basta deciderlo per farlo e subito. Ma attenzione, vogliamo dimostrarvi anche che mica buttiamo via i soldi. Ecco qua che riutilizzamo stadi e strutture, rimettendo a nuovo e migliorando quanto serve e quindi in fondo queste saranno anche Olimpiadi, grandiose certo come si confà ad un paese che è il secondo (presto il primo) del mondo, al risparmio. Boicottate quel che vi pare, qui si fa così perché è il paese dell'armonia, della pace e della tranquillità e se proprio vuoi essere tra quello 0,1% o anche meno a cui non sta bene, ti isoliamo, ti diamo qualche bastonata in testa per avvertimento e poi ti rieduchiamo per qualche anno, così capisci meglio e non turbi l'armonia. Presto, capisci ammé, riuniremo anche quei pezzi di paese che ancora sono separati, anche se non nel cuore, con le buone, meglio come dice Sun Tzu, o se no con le cattive, anche se ci dispiace perché è meno armonioso. Chi vuole venga qui a imparare, ma non ci venite a spiegare come dobbiamo fare, non urbateci l'armonia. Comunque guarda, tanto per farvi capire che qui, con l'armonia tutto funziona bene, il bracere lo facciamo accendere dall'ultimo tedoforo che è Uiguro, ed è pure donna e musulmana, tanto per metterci il carico da 11, visto che ce l'avete menata tanto sull'argomento, che considereremmo definitivamente chiuso, cari preziosi ospiti.



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lunedì 2 agosto 2021

Citius, altius, fortius

da ilcorriere.it

Una giornata davvero incredibile ieri. In una decina di minuti il nostro paese davvero in cima al mondo. Quello che credi impossibile possa capitare, quello che non succede sicuro, ma se succede... Le medaglie più prestigiose delle Olimpiadi, quelle che raccontano lo stesso motto latino delle stesse, più veloce, più alto e anche più forte se ci mettiamo anche l'oro del Taekuando, sport di combattimento in fondo. Davvero in cima al mondo con due ragazzi che questo posto se lo sono davvero conquistati con la forza di volontà assoluta, superando difficoltà che avrebbero messo a terra  chiunque. Un simbolo dell'Italia più bella che dovrebbe fare impallidire di vergogna quella misera che sta in basso, l'Italia dei distinguo, dei furbastri, di quelli che dichiarano solo a favore di telecamere per piatire qualche voto in più, quelli pronti a saltare sul carro. Ragazzi che non odiano nessuno e diciamola tutta, quello che hanno conquistato se lo meritano tutto, inclusa l'ammirazione di tutto il paese e di tutto il mondo, compreso lo sguardo stupito del campione USA arrivato secondo che girandosi verso di lui, dice: Ma chi è questo qua? Anche queste  cose ti portano a dire che il nostro paese ce la può fare, se vuole. Vedere Tamberi che solleva il gesso del suo calvario e Jacobs con lo sguardo smarrito che si avvolge nella bandiera e i due che si abbracciano diche che davvero forse basta volerlo e spingere la barca tutti nella stessa direzione. Che bella giornata!


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giovedì 22 settembre 2016

Tu chiamale se vuoi...occasioni

dal web


E così anche questa non si farà. Ennesima occasione persa secondo alcuni, mentre i Tafazzi di ogni parte d'Italia gongolano. Come per il TTIP, la TAV, il terzo valico, l'importante è non fare, non certo fare bene, intanto così non sbagli e puoi continuare a dare le colpe agli altri aspettando che i posti di lavoro nascano per generazione spontanea. C'è sempre ben altro da fare prima, solo che non si fa mai o si preferisce andare al ristorante invece di rispettare gli impegni. E' sempre questione di DNA. I bugiardi cronici, i chiassosi fanfaroni, gli spocchiosi supponenti, i maleducati si comportano sempre allo stesso modo. Per il tafazzismo, in fondo peggio vanno le cose e più la gente è contenta e può dare la colpa agli altri. Così gli odiatori di professione e di natura, continueranno ad ammorbare il web e le discussioni da bar e tutti si crogioleranno nella loro accidia verbosa. Intanto oggi è cominciato l'autunno e adesso esco e vado a veder cadere le foglie secche. Ci sentiamo.


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Il falco e la colomba



giovedì 9 agosto 2012

Olimpiade triste.


Troppo pesante
cercare la medaglia.
Pena infinita.





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Tarda primavera.

mercoledì 8 agosto 2012

Doping o sconfitta?

Oggi ho ascoltato la conferenza stampa di Schwazer e vorrei fare anch'io alcune considerazioni, per quello che possono valere. Dato per scontato che non ci sia stata sceneggiata, che sarebbe davvero troppo, la tremenda prova a cui si è sottoposto il ragazzo può insegnare molto su cosa è, e probabilmente è sempre stato, l'inestricabile connubbio, tra sport, soldi e voglia disperata di affermazione. Chi non è mai salito su un gradino, meglio se il più alto, sentendo pronunciare il suo nome di fronte alla folla forse può solo immaginare l'insieme di sconvolgimento di sentimenti che questo può provocare in chi sa di non potercela mai fare ad arrivarci con le proprie forze ed anche in chi ci è arrivato, ma poi per mille motivi ha capito che non ce la può più fare e viene preso da uno sgomento ed una deprivazione insopportabile che lo porta di conseguenza ad accettare qualunque cosa pur di riprovare quelle sensazioni perdute, non solo mettendo in gioco tutto quello che ha fatto fino a quel momento, ma spesso anche a rischiare la vita per riaverlo. 

Qualche sportivo ha detto che se avesse saputo che le sostanze usate lo avessero portato infine anche alla morte, per essere per una volta il primo del mondo, le avrebbe assunte ugualmente e per qualcuno è stato davvero così. Non è soltanto una questione di soldi, almeno non sempre; è quella necessità di competizione assoluta che forse abbiamo nel genoma da sempre e che forse è responsabile del successo della nostra specie; quel bisogno indiscutibile di vincere, di arrivare primi che regala sempre e solo disperazione e dolore, ai vinti sempre ed al vincitore di quella volta anche, perché il destino lo ha già comunque designato come lo sconfitto di domani. Così l'uomo non ce la fa a resistere e se non ci riesce o se non ci riesce più, cerca il modo artificale per riavere l'illusione che ha perduto. Questo è sempre accaduto, oggi molto più di un tempo, perché la nostra società ti spinge ad essere sempre più competitivo, perché emargina il "perdente", perché gli interssi che gravitano attorno sono fortissimi, perchè uno stuolo di personaggi, lenoni senza scrupoli, mestatori della peggiore specie, strisciano all'interno dell'ambiente, tollerati da tutti, perché tutti sanno, pronti a prendere le distanze appena viene alla luce il marcio, per blandire, convincere, attirare nel baratro chi, debole, è per primo pronto a cedere. 

Perché in fondo tutti lo fanno, perché se non lo fai non si può vincere, perché vedrai che non ti prendono, è facile credere e cedere alle sirene, specialmente se sei giovane e se hai già assaggiato il miele del successo. A questo si aggiunge la pressione mediatica che vuole sempre il mito, il mostro, il cannibale, lo osanna, lo innalza per poi gettarlo via appena iene avanti il prossimo, gettarlo nel pattume in cui finisce il foglio spiegazzato del giornale di ieri. Poi quando si alza la pietra e compare il verminaio, eccoli tutti a scostarsi dal lebbroso, a chiamarsi fuori per non subire il contagio dell'appestato che subito nega, grida al complotto, grida disperato la sua innocenza ferita. In questo caso almeno non si è ceduto a questo aspetto della farsa, esponendo tutta la disperazione della vicenda, della presa di coscienza, credo sincera, di chi è caduto, dopo aver capito di non potercela più fare con le sue forze, ma che in fondo non ha potuto sopportare comunque questa situazione per lui innaturale, in un crescendo di disperazione di chi ha ormai ben chiaro, di aver perduto tutto, di aver sprecato tutti quegli anni di fatiche disumane, di ore e ore di allenamenti infiniti, tutto gettato via in un attimo, compreso la stima e l'affetto di chi gli ha voluto bene. 

E tutto intorno le insopportabili iene pronte a nuitrirsi del dolore e della disperazione, ieri striscianti per incensare e portare sugli altari l'italiano vero che sudava per il suo paese, vero alfiere della bandiera patria, oggi pronte ad azzannare sbocconcellandone malamente il nome, come altoatesino, anzi diciamo pure tedesco, tanto per distinguersi, per chiamarsi fuori, luridi monatti in cerca di cadaveri da gettare nella fossa comune. Caro Alex, provo pena per te, ma ti auguro che il sipario scenda in fretta su questo primo atto della tua vita e che riesca a trovare dentro di te la forza che ti è mancata, la determinazione che ti è venuta meno e che dovrebbe invece essere la caratteristica principale dell'uomo vero. Per l'uomo vero, la vita non finisce per queste cose, anzi forse è proprio qui che si può ripartire non più per "vincere" ma per essere utili a sé stessi e agli altri.




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Jun Shi.
Tai Ji.

mercoledì 1 agosto 2012

Il segno di Olimpia.

Cosa avranno queste Olimpiadi per tenere tanta gente incollata al televisore, alle pagine dei giornali, per tenere impegnati attorno ai tavolini dei bar improvvisati tecnici di ogni sport? Eppure senti discutere con apparente competenza di differenza tra Ippon e Wazari nella presa che eliminato il nostro nel judo o della parata di quarta che ci ha fatti fuori nel fioretto, roba che poi per quattro anni non ne parla più nessuno. Quei poveracci che si sono fatti un mazzo tanto, qualcuno sacrificando le ferie per pagaiare in qualche impianto straniero o tendere le corde dell'arco fino allo spasimo, se ne torneranno nelle loro palestre, alla loro fatica anonima che non desterà più la gola degli sponsor miliardari e tutti si tornerà al calcio e ai capricci di Balotelli e Cassano. Che volete siamo fatti così, eppure questo appuntamento quadriennale ha davvero un qualche cosa di inspiegabilmente magico. Anche le vecchie lenze come me, che vogliono fare tanto i cinici, si commuovono a vedere un Nigeriano improbabile canottiere che arriva quando tutti gli altri sono già andati a fare la doccia o il judoka che non molla e pur fasciato tira fino alla fine per vincere la sua gara personale con sé stesso o quell'altro africano che nella scorsa edizione aveva appena imparato a nuotare e nei 100 stile libero a momenti annega nella piscina. Le facce di chi ha lavorato tanto e benché favorito, esce sconfitto da chi ha indovinato la giornata della vita, l'exploit di quelli che inattesi stupiscono gli avversari, le lacrime di chi non ce la fa o di chi non crede di avercela fatta; di chi con sincerità si batte per il proprio paese, di chi sgomita per fare il portabandiera, di quelli che finalmente conta l'onore. 

Certo ci sono i miliardi sotto, lo so, non sono nato ieri, però c'è di certo qualcosa di più. I simboli sono ancora importanti per fortuna in questa umanità smagata e menefreghista e una medaglia, per cui hai lavorato duramente per quattro anni non te la può togliere più nessuno per tutto il resto della vita. Ci sono comunque i simboli che a poco a poco smuovono montagne, come la prima volta ai giochi per le donne di certi paesi e se pure con un hijab speciale, che piacere sarà vedere quella pacioccone saudita che si farà pure sbatacchiare per terra da qualche imperturbabile nipponica, ma avrà comunque vinto per tante sue amiche e connazionali. Che volete sono un semplice, così quando più di trenta anni fa mi aggiravo tra le colonne cadute ed i marmi corrosi di Olimpia, che qui sono le radici vere di Europa, non ho saputo resistere ai simboli e anche io mi sono fatto il giro di corsa di quello stadio così antico, dove gli uomini (sì solo gli uomini lo so, ma correvano nudi, santa polenta, chi sa se avevano un qualche tipo di sospensorio) si riunivano da tutto il mondo conosciuto e si fermavano le guerre e ci si batteva anche allora per arrivare primi e chi lo faceva, aveva certo solo una corona di alloro, ma poi viveva a pappa e ciccia per tutto il resto della vita, non vi preoccupate.


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Jun Shi.
Tai Ji.

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