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venerdì 19 agosto 2022

Un tour d'Italie 25 - Pompei


Pompei - Thermopolio - foto T. Sofi


 Adesso è ora di lasciarla questa isola di terme e di relax, come ieri abbiamo lasciato alle nostre spalle l'isola delle sirene, che ci ha incantato, ma fino ad un certo punto, perché la folla chiassosa e comunque invadente, fa diventare ordinario anche il paradiso e forse è per questo che ci vanno in pochi. La tratta di ritorno ci ha fatto fare comunella con quattro romani, abitué dell'isola che stavano facendo una settimana di relax in attesa di partire per Ko Samui. Appassionati di isole direi, ma proprietari di un hotel di nome a Roma, che evidentemente altri fanno fruttare al loro posto. Comunque questa mattina Ischia si è svegliata di nuovo sotto un cielo bellissimo e tocca ripartire comunque, anche se ci è rimasto nel gozzo la salita alla rocca del castello e il suo ascensore in riparazione che chissà se sarà riparato mai e magari ci attenderà nella prossima vita. Il nostro ormai conosciuto chauffeur Italo, ci porta al molo, si ritirano i biglietti debitamente prenotati su internet, ma quanto è comodo sto internet che criticate tanto! E via con l'aliscafo, ecco Partenope al di là del golfo che si avvicina sempre di più, ormai è visibile la sagoma del Castello e infine scendiamo seguendo la coda scarna dei gitanti di ritorno. L'autista della navetta del Park è lì che aspetta come un sol uomo, nel posto prefissato e vai verso la nostra auto che ci aspetta come previsto. Insomma, ma diciamolo, sembra di essere in Svizzera, altro che e vergogna a tutti quelli che trovano a che dire di Napoli. Un veloce balzo e siamo a Pompei, parcheggio e ingresso tranquillissimo visto che avevamo già i biglietti in mano. Per la verità non c'è coda, ma ormai siamo abituati ad avere tutto pronto in anticipo e non ci ricordiamo più dei bei tempi andati quando tutto era improvvisato e alla va là che vai bene. 

Che dire di Pompei, che è il sito italiano più visitato in assoluto e qualche cosa vorrà pure significare. Un luogo del genere ha tali e tante sollecitazioni storico artistiche, da fare stravedere qualunque persona al mondo, ma soprattutto sono le sensazioni psicologiche che ti rimanda ad ogni passo su quel selciato bimillenario, ad ogni angolo svoltato che ti butta in una suggestione così viva e reale da renderti possibile immaginare di trovarti davvero spostato indietro nel tempo. Saranno le dimensioni o la qualità specifica dell'artefatto, con i suoi ritrovamenti continui che ti restituiscono scene di vita quotidiana non immaginabili in qualunque altro sito archeologico pur bello e ottimamente conservato. Qui senti di ritrovarti come in una fotografia cristallizzata in quel famoso momento, mentre la cenere cadeva dal cielo e la massa di turisti che cammina nelle vie e nei vicoli ti appare come quella folla neppure davvero impaurita che cercava di uscire dalla città, forse conscia del pericolo imminente, ma forse neppure troppo. I calchi dei corpi che rinvieni in qualche casa appaiono come colti di sorpresa, quasi manifestano uno stupore inatteso davanti all'orrore che stava calando su di loro. Le case, le ville dalle più sontuose alle più ordinarie, sono lì in attesa del rientro dei proprietari, come si trovassero in quell'attimo non valutabile in termini temporali, come se l'incantesimo di una strega malvagia avesse calcato la sua maledizione annullando lo scorrere del tempo, fino al giungere del bacio salvifico di qualche principe che potesse risvegliare il tutto facendo riprendere lo scorrere della sabbia nella clessidra. 

Le fontane agli angoli delle strade aspettano solamente che arrivi il getto di acqua che presto qualcuno verrà a prendere, forse un'ancella dal peplo leggero e quasi trasparente, per portarlo dentro i cubicula, attraversando atrii pomposi o miseri ingressi calpestando mosaici di finissima fattura o pavimenti di ordinaria fattura, sotto porticati dalle colonnine leggere, per servire al bagno di padroni generosi o crudeli, non lo sapremo mai. Forse sono appena finite le feste dedicate a Dioniso ed i momenti intrisi di segreto e forse di sesso divinizzato, come raccontano gli straordinari affreschi della villa dei misteri, uno dei cicli di dipinti più evocativi, misteriosi ed avvincenti che mai mi sia capitato di vedere. Figure diafane eppure plastiche nelle loro forme perfette, congelate in un gesto ieratico dai significati esoterici. Sacerdotesse e neofite immobilizzate dal pittore prima ancora che dall'orrida coltre che sarebbe scesa dal vulcano. Un luogo magico e carico di mistero come il suo nome suggerisce. Oppure si può continuare a passeggiare per le strade tra ingressi sontuosi e thermopoli dai banchi dipinti di ingenui disegni, galli, anatre e altri animali, forse a magnificare il fast food che veniva servito direttamente sulla strada ai passanti e quasi intravedi corpulente matrone che pescano negli orci mestolate di cibo a colmare scodelle di argilla ad affamati passanti che forse arrivavano direttamente dall'anfiteatro dove si erano appena esibiti combattenti o cacciatori di fiere esotiche appena arrivati dalla lontana Africa.

Qualcuno forse svicolava tra la folla, cercando di non dare troppo nell'occhio nello stradino che portava ad uno dei lupanari più frequentati, per infilarsi in una delle stanzette che contenevano solo un misero giaciglio, un materasso di crine bisunto di unguenti dozzinali, a consumare un rapido rapporto tra quelli suggeriti nei disegni sulle pareti oppure arrivavano fin qui seguendo le impronte lasciate dalle suole dei calzari di una delle tante filles de joie, che lasciavano sul terreno, come già in Grecia, si sa, la lingua straniera fa più fine, la scritta ΑΚΟΛΟΥΘΕΙ - Seguimi. Poi, terminata l'operazione, se ne andavano sgusciando lungo i muri, dopo aver lasciato qualche spintria, la apposita moneta che recava sul verso altre posizioni da kamasutra, delle quali sono rimaste una ventina di tipi differenti. L'interrogativo che ti lascia subito il sito è quanto ancora è nascosto sotto questa coltre di cenere solidificata, cosa nasconde ancora questa straordinaria città sepolta, se ogni giorno mostra a chi scava, qualche novità inattesa, un nuovo mosaico, una stanza nascosta, altri corpi di persone, di animali, colti nell'impossibilità di fuggire o ancora proprio durante la fuga come il gruppo trovato nel cosiddetto orto dei fuggiaschi, fermati nella loro corsa disperata, proprio lì, in quel giardino vicino al muro cristallizzati nella loro corsa eterna. Insomma non voglio tediarvi più oltre ma questo è un luogo di cui nessuno ha il diritto di negarsi la visita. In assoluto, fosse l'unica cosa da vedere in un viaggio. Il resto è una granita al limone seduti su una panchina coi piedi fumanti, dopo una giornata intera passata a pestare queste pietre eterne.


Pompei scavi 

SURVIVAL KIT

Pompei - Prenotate la vostra visita sul sito apposito così da non avere sorprese all'arrivo, nel caso in cui, come accade spesso nei giorni più affollati, l'assembramento sia tale da farvi perdere un sacco di tempo. C'è un comodo parcheggio davanti all'ingresso principale, anche se un po' caro 3,50 € /h, ma almeno siete tranquilli anche se lasciate l'auto carica. Calcolate non meno di mezza giornata per la  visita, possibile anche con guide. Di norma troverete l'elenco delle case aperte nel giorno di visita, a rotazione. non perdete la villa dei misteri, che si raggiunge con una breve passeggiata di circa 500 m, bene indicata. Per il resto girate tranquilli e lasciatevi trasportare dal fascino del sito stesso. Vi rimando al sito internet qui, molto ben fatto per tutte le info pratiche, i calendari degli avvenimenti e gli orari. Ingresso 16 € assolutamente ben spesi, annuale 35 €, gratuito prima domenica di ogni mese. 

Pompei - Villa dei Misteri

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venerdì 12 agosto 2022

Un tour d'Italie 22 - Intorno ad Ischia

Turisti - Ischia


 Certamente quando sei nel sud dell'Italia, ti devi preparare ad unire alla vacanza d'arte e di paesaggio a quella dell'aspetto gastronomico. Non che al nord si mangi male, per carità, per noi piemontesi poi, la cucina è un vero e proprio culto, ma quaggiù ogni volta che ti avvicini al desco è sempre una sorpresa piacevole. Così la cena di gala che alterna spigola marinata ad un delizioso risotto al rosmarino, seguito dai paccheri, perché se no è poco e dai filetti di orata, non poteva terminare che con il più classico e delizioso dei babbà e lo scrivo volutamente con tre B, un po' perché questa è la pronuncia reale e poi perché è davvero uno dei must campani a cui non si può e soprattutto non si deve rinunciare, tanto che ho dovuto approfittare di una razione doppia che il simpatico caposala non lesina ai ghiottoni che lo sanno apprezzare nel dovuto modo. Già perché domani è prevista la gita in barca che circumnavigherà l'isola e siccome si starà fuori tutto il giorno, ci sono forti probabilità che dovremo mantenere una dieta scarsa e rigorosa, considerando che saremo in mare. D'altra parte è vero che la notte porta consiglio, ma dato che questo giro era previsto dal pacchetto Piemonte Vacanze, certo non si rinuncia a nulla. Ecco infatti che opportunamente colazionati, corriamo a prendere posto sul pulmino che ci scorrazzerà fino al porto di Forio dove è in attesa la nostra goletta a vele spiegate, per modo di dire naturalmente, in quanto si sa che il motore è più costante del vento instabile e in Italia è noto che non è stabile neppure il governo, figuriamoci il resto. Dunque, presto che è tardi, ecco che ci accoglie il capitano, scelto evidentemente perché ha la faccia da Capitano Findus, anche se di certo per questo non solo per questo motivo avrà superato il casting, che subito dopo l'accensione dei motori, dà il via all'aperitivo, si sa un prosecchino non si nega a nessuno e le bruschette che seguono, su un buon pane abbrustolito e ricoperto di pomodoro fresco, mettono allegria, ma che goduria fare il turista standard. 

Si comincia bene, anche se oltretutto tocca consolare i soliti due francesi, già reduci dal giro di ieri, nel quale non avevano capito nulla, anche se poi c'era poco da capire, ma solo da guardare e godere, che alla prenotazione si erano tanto raccomandati di avere la guida francofona, essendo carenti in ogni altra lingua che la propria. Per fortuna me li accozzo io e gli racconto un po' di cose, rasserenandoli subito. In fondo basta dire due parole in maniera convincente e le persone si sentono subito rasserenate e si godono la giornata e in fondo questo è anche la mission di noi tuttologi di mestiere, essere credibili nella chiacchiera anche se si parla a vanvera, se le risposte sono troppo rapide e capisci assai poco, basta assentire compitamente facendo mostra di aver capito perfettamente e rimanere sul generico e così i fondi del PNNR te li danno senza problemi, state tranquilli. Comunque il nostro barcone con il suo carico dolente di una ventina di turisti domenicali, anche se era di sabato, tutti predisposti a credere ciecamente agli ordini del nostro capitano, purché continuasse a fornire bottiglie di prosecco, prende il largo senza problemi, il mare è un olio e la costa che si snoda di fronte a noi è così spettacolare che te ne potresti anche solo a stare lì a guardare e basta e già il giro varrebbe la pena di essere fatto. Passiamo la spiaggia di Citara e doppiamo punta Imperatore e tutto diventa roccia viva con i suoi strapiombi e scoscendimenti illuminati dal sole. Le calette e le grotte si succedono nel nostro lento andare e le soste sono frequenti, un po' per ammirare il paesaggio stesso, un po' per concedere a chi lo desideri e francamente l'acqua deve essere piuttosto frizzantina, ma i coraggiosi non mancano, l'occasione di calare nel gommone per fare il bagno. 

Tanto per ingannare il tempo di attesa, arriva una generosa impepata di cozze che, diciamo pure la verità, aiuta la meditazione gastrica. I due francesi sono piuttosto attempatelli in verità, lei ha due gambe gonfie come zampogne, lui cerca di aiutarla negli spostamenti, ma si sa il passo marinaro è di pochi, riescono per fortuna a trovare un posto comodo a poppa proprio davanti al tavolo dove arrivano le  pentolate  di viveri di sussistenza e mi pare che le cozze e il vino bianco a corredo, ravvivino il loro umore, così da farli sorridere alla vita che di cozze sicuramente gliene avrà proposte altre in passato. Ancora avanti, il sole ormai è forte e riscalda le schiene dei tardigradi imbarcati. Un'altra grotta, qualcuno salta sul gommone, la conquista e poi torna a nuoto, sono due americane dalla gioventù sfacciata ed esibita col piacere di chi se lo può permettere. Le scambiamo cedendole alla barca di Pietro il pescatore, che trova di certo più conveniente questo tipo di pesca a quella che lo aveva preparato la generazione precedente. Comunque dopo aver sguazzato un po' ed aver penetrato i recessi della grotta tornano e ci vengono restituite. L'anziano guarda e invidia, però alla vecchiaia ci è arrivato e cerca di consolarsi con questo pensiero, al limite cerca di affogare il disagio approfittando delle due pentolate di pasta pomodoro e basilico, seguite da quelle alle vongole, che emergono dalla cambusa suscitando fuochi d'artificio di approvazione da parte di tutta la ciurma al completo che, mi pare, non sembra tirarsi indietro di fronte a nessun sacrificio, se proprio necessario, anzi pare che l'apprezzamento sia unanime e dopo poco il contenuto dei padelloni è stato spazzolato quasi del tutto. 

C'è rimasto ancora qualcosa per le americane, che comunque non fanno le schizzinose con la pasta e mi pare che anche la vongola attiri. Il tempo scorre lento e la goletta nel suo andare culla piacere e sonnolenza, mescolandole coi profumi del mare; i marinari hanno un'aria sonnolenta ma consapevole e l'occhio gigione di chi la sa lunga e ne ha già viste tante. Al successivo stop davanti ad una piccola baia segreta, ecco apparire un mastellone di fragole condite, assolutamente deliziose, anche per finire il vino, capirà mica si possono lasciare i bicchieri pieni. Mentre compare la sagoma nera della rocca del castello Aragonese, che imponenza vederlo dal mare, è finalmente il momento del caffè che arriva fumante e del limoncello, ci mancherebbe non ci fosse questo che è un po' il marchio obbligato del golfo. Lo circumnavighiamo del tutto ammirandone da vicino le balze scoscese, i muraglioni delle costruzioni più ardite, le scalinate erte che appena si intravedono, mentre le case del porto si avvicinano. Procediamo ancora di conserva, consci che prima o dopo arriveremo al molo, anche se non sarebbe male rimanere ancora a lungo a guardare l'isola dal mare, come quei naviganti sempre in bilico tra la voglia di tornare a casa dalle loro donne vestite di nero in attesa sulla riva e il desiderio di ripartire per trovare luoghi nuovi e nuovi amori e che in fondo a terra, con i piedi fermi, senza sentire quel costante dondolio dell'onda, non si trovano mai bene abbastanza. Vai capitano, mio capitano, che domani avrai un altro gruppetto di scalcagnati cannotteros, da trasbordare attorno alla tua isola, potrai sentire altri gridolini di stupore alla vista delle bellezze che mostrerai loro, mentre il tuo occhio birichino correrà, anche se abituato, sulle bellezze più fresche che ti circonderanno. Noi invece esseri raminghi e pellegrini riprendiamo la strada del monte che la piscina calda ci aspetta con il suo tiepido abbraccio.

Un capo


SURVIVAL KIT

Giro sulla goletta Joya - Una delle diverse offerte per fare un giro dell'isola dalla parte dle mare. Potete prenotarlo su internet o direttamente nei vari alberghi. Spesso viene offerto come plus nei pacchetti scontati delle varie offerte. Il giro costa 60 € a persona, parte dal molo di Forio (navetta per l'hotel inclusa), dura in genere dalle 11 alle 17, con offerta di diversi piatti durante il giro. Frequenti soste per il bagno o per vedere la costa. Sicuramente una giornata molto piacevole che vi consiglierei. Anche se questo mi sembra uno dei più appetibili ci sono un sacco di altre escursioni proposte da diversi siti come ischiaescursioni.it su cui potrete dare un'occhiata per ispirarvi.

Il capitano


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mercoledì 10 agosto 2022

Un tour d'Italie 20 - Acque termali

Ischia - Panorama - foto T. Sofi


 Una passeggiata nelle vie di Ischia porto, un crostone in un bel bar sul lungomare, la simpatia di chi ti serve, la chiassosa ma tutto sommato divertente compagnia di gruppetti di avventori di varia natura che sarebbero comparse ideali per un film di Scola, ma dai, chi sta meglio del pensionato in vacanza fuori stagione. A Ischia poi, l'isola per antonomasia dove si rifugia con la salute della vecchiaia incipiente e della salute malferma. Anzi, calmati i morsi della fame, eccolo a sgambettare allegramente, a buttare occhiate disperse in negozi e locali, lungo le viuzze del piccolo centro, per fortuna ancora chiusi e poi via, passeggiando lungo la leggera salita che conduce verso l'interno, una risalita salutare sulla carta, ma che poi, insomma, era meglio se aspettavamo la navetta, sarà sempre un bel chilometro e le gambe sono legnose e in vacanza uno non dovrebbe mica affaticarsi così. Per fortuna l'albergo si profila all'orizzonte, la sagoma cupa del castello aragonese anche, basta affacciarsi dalla finestra o da  uno dei tanti terrazzini che la struttura offre, tutti ancora deserti delle folle luglienghe o agostane. Siamo fuori stagione e la struttura è ancora poco popolata, butti un occhio al basso e la piscinona sta lì, come se ti dicesse, ma che aspetti, sei sull'isola delle terme per antonomasia, non vedi il getto d'acqua che zampilla verso il basso, non senti il tepore che sale e invita a rilasciarti nel liquido amniotico carico di benefici minerali? 

Va bene, lasciamoci pure andare, afferriamo l'accappatoio disponibile a pagamento e scendiamo con fare molleggiato al piano secondo per usufruire del benessere isolano per eccellenza.  Ragazzi che goduria, che brodo primordiale che ti avvolge con tepida cura accarezzandoti con i suoi vapori lenitivi! Ti lasci andare incurante dei pochi altri avventori che ti circondano, alcuni abitué panzuti che se la contano a bordo piscina come dei titolati curiali dell'antico senato romano alle prese con maldicenze su Cicerone e Catilina, prima di passare dal tepidarium al calidarium per il benefico choc dello scarto termico. Che sensazione di benessere diffuso al sentire il getto d'acqua calda che arriva dagli inferi e ti massaggia la cervicale dolente o il turbinio dell'idromassaggio che titilla la schiena e sembra dire: tranquillo, la tua situazione lombare che tante ambasce ti procura nel lungo e frigido inverno, te la molcisco io, lasciati andare a questo abbraccio salvifico, riposa, libera la mente ed il pensiero, che tanto non serve a nulla preoccuparsi, se gli infami politici che ti governano, nulla hanno a cuore del bene delle res publica, passerà anche questo inverno, prima o poi tornerà la primavera; Silla sarà scacciato finalmente, i Verre di turno subiranno le meritate punizioni, tu intanto pensa a godere di questo stato difficilmente ripetibile nel tempo e respira, a lungo e lentamente, vedrai che ne avrai benessere per molto, molto tempo. Vero è che si consiglia di non stare a mollo per più di una mezz'oretta, come recita un apposito cartello, specie le prime volte, ma cappero, come si fa a non abbandonarsi e a contraddire la voglia di non uscire più. 

Poi ti tiri fuori a fatica, vai a fare un giro nella caverna che ospita la piscina coperta, stai una decina di minuti nel bagno turco, ancora vapori benefici e sudore che cola, tossine che spurgano, fiele che si libera dal tuo corpaccio infame e ti lascia sereno, così da poterti reimmergere in quel liquido benefico. Poi, uscito, asciugato al sole, avvolto nella candida spugna (da 7 euro), senti la pelle morbidamente ricoperta come da una sottile patina di delicatezza, come tu fossi un bucato appena sciacquato dal Coccolino, l'epidermide che pare come una liscia pelle di pesca, dolcemente pelosa, dove si è depositato un linimento curativo che ti dà piacere anche solo accarezzare, per quanto ti senti bene. Insomma, questi latini così appassionati delle terme, tanto da farne uno stile di vita e poi quelli che li hanno seguiti, i turcomanni, con le delizie degli hammam, non erano mica poi così fessi. Erano gente che sapeva vivere, mi sembra. Dunque beviamo fino in fondo il negroamaro calice e aspettiamo che arrivi l'ora di cena, che cocktail di gamberi e risotto alla pescatora, faranno aggio anch'essi al piacere di vivere. Accidenti se si sta bene da queste parti. La sera scende tardi, d'altra parte ormai siamo a maggio e le poche nuvole si incendiano subito di un rosso cupo. Che bello starsene qui ad aspettare l'arrivo della notte con il profumo del mare che arriva sull'alito di vento, appena appena per farti avvertire un leggero brivido che pretende di farti coprire le spalle, mentre il monte diventa una sagoma scura e la luna esce dall'orizzonte per spruzzare sulla superficie piatta, un barbaglio di schegge di opali che vanno ad ornare il mantello nero della notte. 

S. Angelo


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sabato 6 agosto 2022

Un tour d'Italie 18 - Ischia nord

Chiesa del Soccorso - Forio - foto T. Sofi

 Forse la sontuosa colazione che ci coccola la prima ora del mattino è parte del tutto, come si dice, se cominci bene il resto segue, ma bisogna proprio confermare che questa isola è un po' magia e po' piacevolezza di vivere, tutto essendo imperniato sul benessere del corpo e di conseguenza dello spirito. Le acque termali che carezzano appunto il corpo, i fumi benefici che dalle profondità della terra salgono a lenire ogni male conosciuto e anche gli altri, che non sono ancora venuti a reclamare il loro diritto a farti stare male, la temperatura deliziosa di questo maggio che pare fatto apposta per far gioire il viaggiator cortese che scopre nuove terre e vuol solamente gioire del bello che lo circonda, l'aria calda ma non troppo, il mare profumato di salsedine, ma soprattutto l'isola che ti circonda con la sua delicata bellezza, tutto contribuisce al piacere di vivere. E allora cominciamo pure con farne un bel giro completo per buttare l'occhio sui suoi panorami più oleografici e pure su quelli più selvatici e nascosti. Lasciamoci andare con il nostro duca Italo, ormai adottato come guida fissa, che un po' ci racconta, un po' ci lascia guardare ammirati quanto ci circonda, con l'occhio stupito dell'uomo della piana nebbiosa del nord, davanti al paesaggio mediterraneo, alla macchia profumata di resine e agli aromi di lentischi e di fiori. Già il castello aragonese, coronamento di una roccia  immensa, isola dell'isola, ornata da questa serie di costruzioni che la arricchisce fino alla cima, vorrebbe una visita completamente dedicata, che ti portasse fino alla cima per poi discenderne a poco a poco ogni scala, ogni anfratto fino alla base, per riconoscerne la storia e le sue viste vertiginose, ma capirà, l'ascensore, con la scusa del Covid non funziona e allora, è giocoforza buona scusa per rinviare alla prossima volta, che come ovvio mai ci sarà e pazienza, non si può avere tutto dalla vita. Ci basti la vista dal basso ad immaginarne il resto, Lo vedremo ancora dal mare e per questa volta ce lo faremo bastare, lasciandocelo alle spalle, pure obtorto collo, mentre guardiamo le barche dei pescatori circondate di avventori che si rubano il pescato uno all'altro, cercando di accaparrarsi il migliore. 

Il giro dell'isola si fa preferibilmente in senso antiorario, forse per tradizione, forse perché le strade sono strette e ci deve essere una specie di ragione che conduce a scegliere questa opzione, probabilmente per comodità logistica. Così arrivi subito di nuovo al porto dove eravamo sbarcati ieri, e adesso ne apprezzi la forma quasi perfettamente rotonda, quella dell'antico cratere vulcanico, che ti ricorda la natura stessa di questa isola, terra di fuoco antico che da tempo immemore sorgeva dalle viscere più profonde, costruendo e innalzando montagne per poi distruggerle con sconvolgimenti titanici, fuoco che da poco si è chetato, lasciando dietro di sé quella scia di fumarole, di fanghi, di acque bollenti che fuoriescono dal profondo per ricordare gli antichi dei che ancora là sotto abitano e che di tanto in tanto, vogliono ancora dare segno della presenza di sé, con qualche scrollone malevolo che imprime segni dolorosi alla superficie, non più abituata a questi sconvolgimenti titanici. E ne è prova l'ultimo avvertimento nel 2017 che ha sconvolto l'abitato di Casamicciola, lasciando una scia di danni ancora oggi non risolti. Ma qui sulla terra dorata dell'antica Pithecusa, un nome dall'origine incerta, vuoi proveniente dalle scimmie o dalla resina dei pini di cui l'isola è ricca oppure forse dalle anfore che gli artigiani locali producevano in quantità e qualità notevole, il male della terra sotterranea, quella degli dei profondi e malevoli, si preferisce dimenticarla in fretta a favore di quelli che al contrario la amano e la vogliono bella e smagliante e che del tormentato sottosuolo vogliono profittare solo sfruttandone l'aspetto migliore. Questa isola è stata amata davvero da tutti coloro che ci sono arrivati, dai tempi più antichi, fino a quelli più moderni, ricconi, attori famosi e personaggi del jetset che ne hanno fatto luogo di elezione, vivendoci o facendone un buen retiro per i momenti più piacevoli della vita, erigendo, comprando, scambiando ville faraoniche o case magnifiche, erette nei punti più belli della costa a picco sul mare. Basti fermarsi a guardare il panorama dalle costruzioni della villa già della famiglia Rizzoli, oggi passata al comune, davvero una testimonianza di amore per questa terra, così da arricchirla con una dimora sfarzosa sotto tutti gli aspetti. 

Ma noi proseguiamo lungo la costa nord, godendo delle formazioni di roccia dai nomi evocativi, fino a Lacco Ameno, più tranquillo rispetto all'animazione di Ischia porto. Così puoi dare un'occhiata alla chiesetta di Santa Restituta con il vicino museo che mostra gli importanti scavi della zona con il suo quartiere ritrovato di botteghe artigianali dove venivano prodotte appunto le famose anfore nell'antichità. Un altro stop a punta Caruso per godere dello spettacolo dell'estremo nord dell'isola e poi pieghiamo giù verso Forio e la sua chiesa del Soccorso, curiosa all'interno per i modellini dei velieri esposti in alto sui pilastri e la statua della Madonna col bastone in mano. Bianca e solitaria arroccata sul promontorio slanciato sul mare che la circonda, la costruzione, pur nella sua semplicità, mantiene quel fascino dei luoghi di culto e di pellegrinaggio, dove convergono i credenti in cerca di grazie necessarie o di miracoli che solo la fede crede realizzabili. Il Crocifisso taumaturgico, trovato tra le acque e proveniente da una nave naufragata nel '500 su questo scoglio, ne è l'immagine e il richiamo che rivolge chi fin qui arriva a chiedere qualcosa, è come sempre, avvincente, nella sua ingenua prova di fede. Tu puoi consolarti invece nella vista dello splendido mare alle spalle della costruzione bianca, dalle mura inclinate come le spalle dei postulanti e dalle scalinate ornate di maioliche che che si aprono in avanti come braccia accoglienti. Più in basso grandi spiagge per accogliere i vacanzieri e poco più in là il vasto spazio del Poseidon, moderna versione del gusto termale, che pur venendo dal passato, necessita oggi di una moderna versione di parco giochi dove il tema è il corpo e i trattamenti da farsi perché questo possa provare tutte quelle sensazioni di benessere che sono ormai universalmente riconosciute al trattamento con queste acque, questi fanghi, questi effluvi tellurici che emergono benefici dal ventre di madre terra. Sostate in questo mondo di delizie almeno per  un giorno intero se potete per ritrovarvi rigenerati e come nuovi.


Il fungo

SURVIVAL KIT

Hotel Bellevue Benessere & Relax - Via Morgioni 95 - Ischia - Ottimo 4 stelle con doppia piscina di acqua termale deliziosa (accappatoio 7 €). Camere belle e rinnovate di recente, bene arredate. TV, AC, Frigo, free wifi in camera, comodo parcheggio. Preferire le camere al 4 piano, le migliori. Prezzi variabili con la stagione, ma le offerte sono molte specie con mezza pensione. Colazione sontuosa. Personale gentilissimo e prodigo di consigli utili. Altro punto di forza, nelle pensioni complete o nella mezza pensione (suggerita), si mangia benissimo, con buona scelta e piatti davvero buoni. Unico neo è un po' distante dal centro, più o meno un km. ma è a disposizione una navetta gratuita ogni ora, d'altra parte la zona è tranquilla e silenziosa. 


Villa Rizzoli


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