giovedì 20 agosto 2026

Pam 46 - Bishkek

Osh market - Bishkek - Kirghizistan - Giugno 2026

 

Spezie

Ormai siamo entrati in città e la attraversiamo lentamente lungo la direttrice principale che passa dal centro, che alla fin fine non si presenta poi così male, come mi avevano detto, alternando spazi verdi a palazzi vecchio stile. Certamente la città è in evoluzione veloce, presentando anche aree completamente recintate, all'interno delle quali si abbattono i vecchi edifici senza pietà, in attesa di ricostruire con criteri ovviamente ultramoderni. Si spera che saranno conservate almeno le zone del centro che presentano ancora tutta una serie di edifici che anche se non hanno una valenza storica particolare, contribuiscono a dare alla città una sua personalità che sarebbe un peccato perdere del tutto. Il traffico è piuttosto intenso, ma il parco macchine appare come piuttosto aggiornato e tale da far pensare che, quantomeno nella capitale, il tenore di vita medio si stia ormai allineando agli altri paesi in crescita che circondano il Kirghizistan. Non abbiamo ancora prenotato l'albergo per queste due notti che trascorreremo qui, visto che in questa stagione non ci dovrebbero essere problemi di disponibilità, quindi facciamo un giro a dare un'occhiata prima di scegliere. Ci sono zone, anche abbastanza vicine al centro nelle quali le case sono rade e quasi seminascoste tra gli alberi di parchi, all'apparenza quasi selvatici. 

Sarebbe bello e di certo molto tranquillo scegliere uno dei tanti B&B che si vedono qua e là, poi optiamo però per l'Anar Hotel, che è posizionato su una delle vie principali che incrociano l'arteria del centro e quindi certamente renderà più semplice la chiamata dei taxi, sia per le visite in città, che poi verso l'aeroporto, dopodomani mattina. Certo l'aspetto esterno è assai meno accattivante delle villette che avevamo visto prima, una specie di parallelepipedo grigio come quelle gastinize che mi accoglievano nei miei viaggi di lavoro nelle città minori dell'Unione. Anche il servizio mi sembra molto approssimativo, ma in fondo le camere sono accettabili e per le due notti che ci trascorreremo, va più che bene. L'importante è che non ci siano problemi per i taxi, visto che il nostro amico ci lascerà come d'accordo questa sera. Dopo esserci sistemati, andiamo a fare ancora un veloce colpo d'occhio in centro dove trovare un bel ristorante per il nostro farewell dinner, che siglerà la fine del nostro viaggio. Forse anche il nostro Marco Polo, giunto al termine del tratto più impegnativo del suo percorso, quel segmento che, come dice lui, attraversa le terre più alte del mondo, e non si potrebbe meglio definire, il tratto di avvicinamento lungo la valle del corridoio di Wakhan e poi la vera e propria Pamir Highway che porta fino a queste bande dove ti si spalancherà definitivamente la via verso la Cina, avrà fatto una sorta di pranzo finale con le sue guide.

Legumi
Saranno stati di certo Pamiri di queste bande, per chiosare il termine di questo tratto e per salutarli, augurandosi di incontrarli nuovamente al suo ritorno, avendo certamente avuto un contatto che avrà siglato una nuova amicizia, che di certo gli avrà lasciato molto da raccontare una volta tornato a casa, specialmente per lui che, giovanissimo, a diciotto anni, cominciava a rendersi conto della complessità di un mondo solo favoleggiato nei suoi sogni di ragazzo. Noi, a nostra volta, abbiamo la nostra ultima cena con Jamshed, in un bellissimo ristorante del centro, molto elegante e raffinato, che di certo lui ha scelto per noi, quasi a voler sottolineare quanto il nostro incontro, casuale se vogliamo, visto che nel suo lavoro, certamente gli capiterà di incontrare ancora moltissimi clienti come noi, sia stato importante. Di certo per noi lo è stato, perché il nostro amico e davvero questa parola, questa volta non è spesa a caso, ha saputo e voluto darci tanto, sia sul piano conoscitivo e questo fa parte della sua professionalità di guida, ma soprattutto sul piano emozionale, cosa che ha reso questo viaggio un qualcosa di più di un semplice percorso, ma lo ha trasformato in un continuo scambio di comuni interessi, di piacevole stare insieme, di condivisione di conoscenze, di emozioni, di comprensione reciproca. 

Non ci siamo detti molto questa sera, mentre ci mangiavamo dei dolci spettacolari che alla sola vista colpivano l'attenzione, pe non parlar del resto, ma credo non fosse poi così necessario farlo, ci siamo semplicemente capiti e quando ci ha lasciato per l'ultima volta davanti all'albergo, ci siamo scambiati solamente un lungo abbraccio. Una semplice testimonianza per tutto quanto lui ci ha dato e dei sentiti ringraziamenti che sentivamo doverosi da parte nostra. Così Jamshed è ripartito subito verso casa. Ci metterà almeno due giorni a ritornare a casa sua a Chujand, vista la complessità orografica del territorio e la sistemazione delle frontiere, dato che ne dovrà attraversare almeno un paio. E poi, qualche saluto frettoloso alla moglie ed ai suoi splendidi figlioli e penso che debba subito ripartire, che un altro gruppo è in arrivo. Dai, ti auguriamo che non sia gente troppo rognosa, tranquillo, altro giro, altra corsa. Non ti dimenticheremo facilmente, carissimo Jamshed. Io intanto ho dormito poco questa notte; è sempre così quando il viaggio finisce e bisogna pensare al ritorno. Non so se si tratta dell'agitazione che tutto giri per il verso giusto, orari, aerei, ritardi eventuali oppure se è quella insopprimibile amarezza per una cosa bella che sta per finire. 

Uvetta
Da un lato in fondo sei contento che te ne stai tornando a casa, che tutto è filato liscio, che non hai avuto problemi, dall'altro il dispiacere per quanto stai lasciando e che, facendo un ragionamento logico, sai, che stai abbandonando luoghi che non vedrai mai più nel resto di quanto ti rimane ancora da vivere. Va bene, sono ragionamenti senza senso, quindi lasciamo perdere. Abbiamo ancora un bel giorno intero davanti a noi e tutta una città da scoprire e allora godiamocela, senza troppi piagnistei. Sempre che ce la facciamo ancora naturalmente. In fondo questo è stato un viaggio breve rispetto ai nostri standard, una ventina di giorni passati in un soffio, anche perché sulle vette del Pamir di aria da respirare ce n'era davvero poca! Così questa mattina abbiamo mangiato qualcosina in camera, visto che l'hotel non ha questo servizio, e siamo partiti senza troppa fretta. Andiamo a piedi fino al vicino Osh Market, uno dei punti topici della città: In effetti, anche se ne abbiamo già visti molti in questo giro, il luogo presenta sicuramente molti punti di interesse, è ancora, come dire, genuino, anche se poi è ricco dei soliti frutta e verdura e frutta secca, oltre naturalmente a tutti i materiali vari di attrezzi, di casalinghi, di abbigliamento. Compriamo un po' di giargiattole tanto per spendere qualche soldo, prelevati da un totem dove la carta Revolut ha funzionato benissimo e senza commissioni. 

Pane non
Anzi io vorrei pure comprarmi un bellissimo paio di scarpe cinesi da cammino, a soli 10 €,  ma accidenti sono troppo strette per il mio fettone e non ci sono numeri più grandi, nonostante il venditore bitti per aria tutto il mucchio per cercare di accontentarmi. Giriamo per almeno un paio d'ore senza stancarci, visto che si rimane affascinati davanti ai banchi di spezie, pieni di varietà e di colori, dalla frutta secca di cui non riesci neppure ad indovinare tutti i prodotti offerti. C'è un banco con una distesa di uvetta che sta seccando, lungo una ventina di metri, che spettacolo!. Naturalmente è tutta un'offerta di assaggio, alla fine quando finalmente ne usciamo, è più quel che abbiamo mangiato di quel che abbiamo comprato, alla faccia dell'igiene alimentare, tanto, domani siamo a casa e succeda quel che deve succedere: Anche se sappiamo bene che da qui sono nati tutti i focolai di peste bubbonica che si sono sparsi per il mondo nei due millenni passati, pazienza, ormai il nostro microbiota intestinale, come si dice adesso per essere alla moda, si sarà certamente abituato a questi batteri centro asiatici e non dico altro. I banchi dei panettieri, con tutta la varietà di Non esposta a formare quadri decorativi esteticamente bellissimi, sono una sfilata senza fine e anche gli alimentari che esibiscono quelli che abbiamo già conosciuto e non so come definire, se non gnocchi fritti, non sono da meno.

TAxi
Per non parlare di quelli che vendono piatti pronti, le insalate, tipo le nostre capricciose o russe (che loro chiamano Olivier), di cui la tradizione sovietica ha lasciato una vastissima eredità e che viste ad occhio fanno veramente gola. Trascurerei invece le varie composte fatte in casa utilizzando contenitori di PET riciclato, un altro classico russo, dove trionfa come sempre il re delle cucurbitacee di questo mondo, i cetrioli combinati in ogni loro dimensione e forma. L'ortaggio senza dubbio più amato dalla pianura sarmatica alla Mongolia e stenderei un pietoso velo, visto che io devo ancora digerire quelli mangiati negli anni '90. Ma direi che alla fine viene anche l'ora di lasciare questo che è certamente uno dei mercati più famosi del paese, visto che quello originale di Osh, come ricorderete, è ormai un moderno succedaneo di quello antico e tradizionale. Ci spostiamo dunque in centro in taxi, utilizzando l'app di Yandex, utilissima per tutti i mondi ex-sovietici. Funziona benissimo, ma cito il fatto per farvi capire come funziona qui l'atteggiamento verso i turisti. Il tratto che porta dal mercato alla cosiddetta piazza della Bandiera, sarà di due o tre chilometri. Farebbe 380 som (circa 3,8 €) però il tipo non ha il resto di 500. Stiamo per lasciarli di mancia ma il tipo vede che Luisa ha anche un biglietto da 200, lo prende e fa, va bene così. Ecco non vorrei fare paragoni coi nostri tassisti delle città turistiche nei confronti degli stranieri che vengono in Italia, non sarebbe elegante, credo.



SURVIVAL KIT

Hotel Anar - Kysyn Kuliev Street, 54 - Bishkek - Albergo classico di tipo sovietico, con scarsi servizi, ma poi a richiesta soddisfano tutto. Con tre tipi di camere (standard, semi lux e lux. La lux con AC, TV, frigo. Bagno molto spartano. A 300 Som senza colazione (circa 30 €). Abbastanza comoda per il mercato poi si arriva subito sulla strada principale del centro, non molto distante, si può fare anche a piedi. Comunque accettabile visto il costo.

Lesnoy Restaurant - Ibraimova st. 70 - Bishkek - Ottimo ristorante vicinissimo al centro. Elegante e riservato, sala grandissima, serve cucina internazionale. Ottimi piatti anche di cucina italiana. Ben serviti e ben presentati. Accettano le carte di credito. Servizio molto professionale e cortese. Siamo stati due volte, Spaghetti stracciatella e pomodoro superlativi, Salmone alla griglia, Lingua, tutto molto buono. Dolci strepitosi. Prezzi adeguati al locale ma per i nostri standard molto abbordabili. Consigliatissimo.

Fragole

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