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| Afganistan - giugno 2026 |
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| Campi afgani |
L'ambiente del Lal hotel è quello tipico degli ostelli dove si radunano i ragazzi stranieri che girano per il mondo in viaggi esplorativi e di formazione. D'altra parte quando si viaggia a quella età, lo si fa proprio per misurarsi con il mondo, le sue differenze, le sue varietà di vita e di pensiero, per tornare a casa arricchiti soprattutto per quello che si è appreso, piuttosto che quello che si è visto, per gli incontri che si sono fatti e che spesso non si dimenticheranno per il resto della vita. Sono percorsi importanti da fare quando si è giovani, a mio parere. Alla mia età, purtroppo invece, si tratta solamente di fare un riassunto delle proprie conoscenze e di cercare conferme dei propri pensieri e delle proprie idee, ma sempre si tratta di esperienze impagabili, almeno per quanto riguarda il mio modo di vedere e di certo, i soldi spesi in questo modo sono gli unici che non si debbono rimpiangere. Qui, sia nel ristorantino sulla terrazza che nella sala colazione, è pieno di giovani che si parlano, che si scambiano impressioni prima di rimettersi in viaggio, una situazione che mi piace molto ed è segno che anche questo è un punto nodale di passaggio su uno dei percorsi importanti per l'umanità. Anche questa mattina, io per distinguermi, ho fatto il pieno di uova e adesso, mentre siamo qui sotto al montacarichi che scende piano piano dall'alto con i nostri bagagli, non faccio altro che pensare come sarebbe bello avere gli anni per ricominciare e disegnare percorsi sempre nuovi, per cercare di capire questo mondo, almeno un poco.
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| Il giardino di Korog |
La cittadina in cui abbiamo sostato questa notte, Korog (o Chorug a seconda delle translitterazioni) è il capoluogo del Gorno Badakhshan e coi suoi oltre 30.000 abitanti riveste una certa importanza, tanto che come vedremo, facendoci un piccolo giro esplorativo, il governo ci sta investendo un po' di soldini, con palazzi di un certo aspetto e rimessa a nuovo anche del tessuto cittadino. Siamo ormai nel cuore del Pamir occidentale, quello più popolato. Infatti salendo il corso del Panj, che qui si unisce al Gunt, per proseguire ancora per centinaia di chilometri fino ad unirsi al Vahsh, per formare infine l'Amu Darya, siamo arrivati ormai a superare i 2000 metri di altitudine e si avverte ormai la tipica aria di montagna, anche se qui sembra di essere circondati da un territorio altissimo di cui noi siamo solamente alla base. Un'altra caratteristica importante è che in questa città la maggioranza religiosa è formata da Ismailiti, una corrente esoterica dell'Islam Sciita, che fa capo all'Aga Khan, nota per il progressismo e l'impegno sociale e per questo, spesso in contrasto col potere centrale e che ha provocato attriti notevoli con le conseguenze di isolare la zona, impedendone l'assimilazione col resto del paese. Questa corrente pone molta enfasi sull'aspetto esoterico dei testi sacri, in contrapposizione al significato letterale ed è stata profondamente influenzata dalla filosofia greca e dai neoplatonici.
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| Una bancarella |
Essendo molto impegnati nella cooperazione allo sviluppo e soprattutto nella sanità e nella istruzione, anche questa zona aveva beneficiato nell'afflusso di fondi per la costruzione di scuole e ospedali, che qui sono presenti in gran numero, con la presenza anche di una Università importante. Oggi questa influenza sembra cominci a scemare, assieme ai soldi e l'intervento governativo si sta facendo allora più concreto col risultato di vedere un centro cittadino pieno di gru e palazzi in costruzione e di conseguenza, appare evidente un consistente afflusso di capitali. Rimane il fatto che qui convergono genti da tutto il Pamir e il suo mercato cittadino è particolarmente affollato di genti diverse, in una specie di babele linguistica, visto che nel Pamir si parlano almeno cinque lingue principali. Facciamo un giro tra i negozietti, più che altro per valutare le differenze coi mercati di città. Qui, oltre ai caratteristici prodotti di uso familiare e quasi tutti di provenienza cinese, ci sono un po' di generi alimentari, che arrivano dalla valle, i panettieri sempre all'opera, le bancarelle delle varie lavorazioni dello yogurt e poi qualche prodotto locale come le famose calze coloratissime, fatte a mano con la lana delle pecore dei pascoli alti che circondano la città. Io approfitto del giro per comprarmi un bel cappellaccio, cinese ovviamente, visto che il mio, comprato anch'esso in Cina lo scorso anno, l'ho perso miseramente da qualche parte l'altro ieri.
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| Le "torte" di escrementi bovini |
Sono destinato ad arricchire il regno di mezzo, evidentemente. Poi riprendiamo la strada lungo il fiume, uscendo dalla città che è completamente circondata dai prati verdi contornati da file di pioppi altissimi, mentre il contraltare afgano scorre sempre alla nostra destra. Ecco infatti un altro paese di cui noti subito le case a ridosso della riva che presentano i muri a valle completamente ricoperti dalle torte di escrementi bovini incollate ad essiccare al sole estivo. E' il benedetto combustibile, naturale per carità e soprattutto non di provenienza fossile, noterebbero soprattutto i sostenitori del greenwashing, che verrà poi così prezioso nelle freddissime giornate invernali e che sarà per mesi l'unica fonte di riscaldamento. Anche qui come in tanti altri paesi, del subcontinente indiano in primis, saranno proprio le ragazze più giovani ad avere il compito, la mattina presto, di andare a fare il giro intorno al paese nei pascoli vicini, per effettuare la raccolta di questo bene prezioso, stivarlo quindi nelle gerle, per poi tornare a casa e appunto, impastarlo per bene prima di incollarlo sulle pareti soleggiate della casa. Passiamo in vista di un altro ponte che attraversa il Panj, questo arriva fino ad un'isola che ripartisce il fiume in due parti, quindi ancora di più, una classica terra di nessuno, dove sorge un grande capannone.
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| Cappelli tajiki |
Un'altra sede di mercato settimanale, che si dovrebbe svolgere proprio domani, forse riusciremo ad andarci; ma un bel cartello ampiamente visibile sul cancello arrugginito, recita Vietato l'ingresso agli stranieri. Quindi le nostre velleità sono ancora una volta stroncate sul nascere. Nessuna possibilità di passare questo fantomatico confine. Intanto che la strada scorre, il nostro sguardo si perde in questi panorami selvaggi, sempre uguali eppure sempre differenti, fatti di rocce scabre e corrose dagli eventi naturali, di torrenti vorticosi che scendono dalle montagne e di cime di montagne lontane. Alla nostra sinistra, sul versante tajiko, riesci ad intravedere tra i varchi delle valli, il Pik Majakovsky di 6.096 m. e il Qullay Khirskhabol di 6.094 m., mentre a destra, nell'Hindukush afgano, il Kuh-e Chuk Shakh di "soli" 5. 467 m. Indubbiamente fanno una certa impressione a guardarle questa sfilata di cime e pensare che siamo ancora molto lontani dalle vette più importanti! Intanto siamo arrivati, dopo una cinquantina di chilometri, con una breve deviazione in una valle laterale, alle Garmchashma Hot Spring, una sorgente minerale tra le montagne che sgorga a oltre 75°C, a ricordare che anche qui la terra bolle sotto le montagne. Intorno è sorto un paesotto, proprio dietro la sorgente, che presenta formazioni di depositi calcarei simili a quelle della ben nota Pammukkale in Turchia, anche se in proporzioni molto più ridotte.
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| La sorgente termale |
Voglio approfittare dell'opportunità e entro subito nella zona dedicata agli uomini che sfrutta una grande piscina all'aperto a cui però si accede solo se completamente nudi, cosa che evidentemente non turba nessuno dei locali, al di là del precetto religioso. Infatti la piscina è già popolata da una decina di persone. Mi spoglio rapidamente un una sorta di grotta e accedo all'area. Bisogna fare una certa attenzione perché il bordo e il fondo della piscina naturale è scivoloso come una saponetta e bisogna essere estremamente prudenti ad entrare, specialmente per chi come me gode di un naturale equilibrio estremamente instabile. Tutti si fanno subito in quattro per aiutare l'anziano che vuole provare l'esperienza e i presenti mi fanno spazio perché possa arrivare al centro della piscina dove arriva dall'alto il getto primario di acqua. Accidenti, è talmente bollente che non si riesce a resistere sotto, tutti ridono e poi riusciamo anche a chiacchierare un poco, tra qualche parole di russo e qualcuna di inglese, tutti molto contenti che io abbia voluto condividere questa esperienza. Naturalmente cercano di convincermi a cospargermi della fanghiglia nera che si raccoglie sul fondo e che pare essere una mano santa per ogni tipo di affezione dermatologica, ma rifiuto con cortesia; ho visto che poi levarsela di dosso non è così semplice.
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| La vasca per le donne |
Sembra che non bisogni stare dentro più di una quindicina di minuti ed io eseguo pedissequamente la disposizione, come i miei compagni di bagno. Certo che uscito e debitamente asciugato, parte subito quella sensazione di benessere epidermico che ricordavo benissimo, quella della cosiddetta pelle di pesca, che conserverò per un bel po', vantandomi con le mie compagne che non hanno voluto condividere l'esperienza. Pare che l'acqua contenga ogni genere di minerali benefici, dall'idrogeno solforato, di cui peraltro non si sente traccia nell'aria, a ferro, alluminio, magnesio, stronzio e chi ne ha più ne metta. C'è naturalmente anche un settore dedicato ed esclusivo per le signore, chiuso e più riservato, anche se un po' più piccolo, che però in questo momento è deserto. Ben ringalluzzito dal bagno taumaturgico, ci facciamo un paio di spiedini di pollo che si sciolgono in bocca, ad un baraccotto che sta lì apposta fuori dalle "terme" e che cura direttamente il nostro Jamshed andando e venendo dalla cucina. Ce ne scendiamo poi di nuovo verso il fiume, fino a Andarob, io ben soddisfatto dell'esperienza, guardandoci attorno per cercare di individuare la famosa Kuh-i Lal, che dovrebbe essere proprio nei dintorni, quella che Marco Polo nomina come la montagna dei rubini:
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| Spiedino vegetariano |
In questa provincia nascono le pietre preziose che si
chiamano balasci, e sono bellissimi rubini e di gran valore. E nascono
propriamente in una montagna che è detta Sighinan (Kuh-i Lal). Il re le fa cavare per conto
proprio, né altri potrebbe andare a quella montagna a cavar balasci sotto pena
di morte e di confisca...
Mentre invece adesso, pare vengano offerti anche grezzi nei dintorni, ma per la verità non troviamo proprio nessuno che spacci pietre preziose lungo il fiume, solo ragazzini con cestini di albicocche, tuttavia dolci e succosissime. Non è la stessa cosa, però..., le mie signore sarebbero state piuttosto curiose di ammirare quelli che potrebbero essere spinelli naturali. Probabilmente in questo viaggio, per l'alta gioielleria, non è destino, evidentemente.
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| Panettiera |
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