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venerdì 7 novembre 2025

Azer 16 - 45 Motivi + 1 per andare in Azerbaijan

Baku - Azerbaijan - ottobre 2025
 

A conclusione del giro di sensazioni che spero di essere riuscito a trasmettervi sulla mia brevissima visita in Azerbaijan, paese un po' misterioso, un po' misconosciuto, ma possiamo anche dire un po' fuori dai focus internazionali, soprattutto turistici, cercando di entrare un po' più a fondo nei suoi aspetti storici, naturalistici e culturali, mentre penso che tra le righe sia passato il sottile e pervasivo desiderio di riuscire un giorno a visitare anche le ultime zone che, per varie motivazioni, soprattutto logistiche, ho dovuto forzatamente tralasciare e che indubbiamente valgono la pena di essere più a fondo indagate e stimolandovi comunque al viaggio, vorrei fare, come al solito, un piccolo elenco di cose imperdibili di questo paese o che, se la volete mettere giù in altro modo, valgono la pena di sobbarcarsi le ore di volo che sono necessarie a raggiungere quella terra non così lontana nello spazio, ma così differente ed intrigante, ricordando sempre che questo è stato uno dei fulcri da cui la nostra civiltà ha preso vita.

  • .Arrivare a Baku nel cuore della notte, sfilando per la città buia, tra i grattacieli illuminati
  • Passeggiare per la città vecchia in cerca di sensazioni antiche
  • Cercare le tracce nelle gradinate smontate del passaggio della Formula 1
  • Prendere un frullato di fronte alla Maiden Tower rinverdendone le leggende
  • Aggirarsi all'interno del Palazzo degli Shirwanshakht vedendo i moderni palazzi lontani dalle feritoie e al di là dei merli
  • Passeggiare sulla Promenade godendosi la calma del mar Caspio
  • Sentirsi scrocchiare in bocca un boccone di pane lavash bollente
  • Guardare i grattacieli della nuova Baku che sfilano uno dopo l'altro con le loro forme incredibili
  • Cercare i petroglifi più nascosti a Qobustan e godersi il museo
  • Salire coi coni di fango in cui la superficie ribolle e sporcarsene le mani
  • Cercare tra i terminal infiniti da cui partono gli idrocarburi verso l'Europa, le torri di trivellazione lontane nel mare
  • Cercare di capire il senso di un paese parlando con tassisti e autisti
  • Stupirsi davanti alla montagna che brucia da sempre a Yanar dag
  • Percorrere la penisola di Abshalom tra le centinaia di antiche pompe di estrazione
  • Arrivare al tempio zoroastriano di Athesgar in cerca del fuoco eterno
  • Cercare invano le luci della Fountain square, che prima o poi si accenderanno
  • Ammirare stupito le superfici fiammeggianti delle Flame Towers che illuminano la notte sulla collina
  • Risalire la collina verde della Heidar Aliyev Center e seguire le linee sinuose della architettura di Zaha Hadid
  • Stupirsi del contrasto tra la moschea Hazi Aslanov e le torri di vetro
  • Girare per il Dagustu park lungo il viale dei Martiri, guardando la città dall'alto
  • Fotografare una sposa in bianco che ti fa l'occhiolino
  • Sedersi sui meravigliosi tappeti della moschea di Bibi-Heibat mescolandosi ai fedeli in preghiera
  • Sorridere per la naiveté della Piccola Venezia
  • Girolare tra i negozi illuminati del centro commerciale del porto dopo aver gustato una crepe alle fragole
  • Visitare il Museo del tappeto
  • Vedere il primo pozzo di estrazione del petrolio del mondo e stupirsi del fatto che ancora se ne estragga
  • Gustarsi spiedini succosi e polpa di melanzane dolcissima
  • Salire con fatica fino al mausoleo di Diri Baba e visitare le grotte in cui meditava il santo
  • Girare per supermercati in cerca di caviale e koniak
  • Muoversi tra le antiche tombe di un cimitero cercando di comprenderne le lapidi
  • Visitare la grande moschea Juma a Shamaxi, accolti con grande cordialità
  • Salire con fatica la Cascata delle sette bellezze
  • Mescolarsi a turisti orientali con le ragazze che comprano coroncine di roselline
  • Fermarsi ad ammirare il blu delle acque del lago Nohur
  • Fare una degustazione si vino e koniak in un resort prestigioso
  • Prendere la teleferica di Qabala per arrivare ai 2000 metri tra le montagne
  • Godersi il foliage delle foreste di querce delle montagne del nord
  • Raccogliere cristalli di sale rosa al lago Masazir
  • Cantare Bella ciao in un ristorante con una band che la intona non appena ti riconoscono come italiano
  • Aggirarsi nei vicoli deserti del Red settlement di Quba
  • Visitare il museo dell'olocausto Azero e tentare di ricostruire le storie al di là della propaganda
  • Entrare in una fabbrica di tappeti per carpire i segreti dell'annodatura
  • Girare tra i tavoli di un bar  dove i vecchi giocano a backgammon
  • Fermarsi nei boschi a mangiare spiedini
  • Aggirarsi tra le botteghe di un porticciolo di pescatori in cerca di caviale a buon mercato
e infine
  • Lasciare Baku nel cuore della notte , cercando di capire se abbiamo finalmente finito di vedere tutto quello che desideravamo del Caucaso o no
Pane lavash




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giovedì 6 novembre 2025

Azer 15 - Come organizzare il viaggio

Torre della vergine - Citta vecchia - Baku - ottobre 2025 - (Foto T. Sofi)

Come ho già detto durante le chiacchierate precedenti, a mio parere non varrebbe la pena di organizzare un viaggio per visitare esclusivamente questo paese, ma sarebbe più ragionevole abbinarlo a qualche cosa di vicino. I candidati migliori e più semplici sono quindi la Georgia e l'Uzbekistan. La prima in quanto confinante e con la possibilità, adesso che le acque sono abbastanza calme in zona di affidarsi ad agenzie che offrono questo abbinamento; l'altro usufruendo dell'opportunità di voli dell'Azerbaijan Airlines che consente, praticamente allo stesso prezzo del volo Italia Taskent, di effettuare lo stop over a Baku. Diciamo subito che tutti questi paesi consentono facilmente di fare itinerari in completa autonomia organizzando e prenotando ogni cosa dall'Italia, alberghi, spostamenti ed escursioni in loco, ma chi non ha voglia di sbattersi, troverà facilmente a chi rivolgersi in loco oppure ancora più semplicemente rivolgendosi ad una agenzia italiana, che giustamente avrà costi superiori, ma offrendo anche servizi adeguati e di livello più elevato e tranquillità per chi non vuole rischiare di avere grane. Rimane il fatto che l'Azerbaijan è un paese dove è molto semplice muoversi in autonomia, affittando un auto (ci vuole però la patente internazionale) o rivolgendosi ad un tassista locale, concordando prima itinerari e tariffe, reperibile anche su consiglio degli hotel in cui soggiornerete. 

Impossibile invece al momento fare l'abbinata con l'Armenia, visti i rapporti tra i due stati ancora in pesante frizione, visto che la guerra si è appena conclusa. Forse è possibile, ma informatevi se qualche agenzia locale lo propone (più fattibile e semplice a mio parere se fatta in autonomia), la tripletta partendo dall'Azerbaijan, poi la Georgia ed infine l'Armenia sa raggiungere in treno. Per il periodo di viaggio limitatevi alla tarda primavera e al rimo autunno, epoche in cui le temperature sono più favorevoli, anche se qualcuno utilizza altri periodo dell'anno per interessi particolari come lo sci. Il paese si presta molto anche a itinerari di trekking fuori mano che hanno di certo l'interesse di una conoscenza di aree sperdute e poco battute dalla massa. Indubbiamente troverete comunque pochi turisti in questo paese. Partiamo dal volo che come vi ho detto trovate facilmente a cifre inferiori ai 400 € A/R. Mettetevi in agguato e attendete l'occasione buona, poi prenotate. La compagnia è buona e molto affidabile, i voli sembrano sempre piuttosto in orario. Procuratevi poi il visto facilmente scaricabile on line, in meno di una settimana a circa 20 € per soggiorni fino a 30 gg, anche se pare che presto non sarà più necessario, stay tuned. Per organizzarvi  il giro che io manterrei nell'ordine della settimana, ci sono due alternative. 

O rimanete fissi a Baku, la città che, coi dintorni, comunque rimane la parte più interessante del paese e dalla quale ci si può spostare facilmente, viste le distanze limitate, ritornando alla base la sera, soluzione gradita a chi non vuole cambiare continuamente albergo, oppure fare 3/4 notti a Baku e spostandosi poi verso nord ovest fermandosi fuori per 2/3 notti, sia soprattutto se si voglia proseguire per la Georgia oppure che si torni poi nella capitale. Questa soluzione rimane obbligata ad esempio se si vuole andare a vedere il paesino di Kynalug. Prenotare un hotel a Baku o nelle altre città è semplice con il web. I tre stelle nella capitale sono tra i 30 e i 40 €, la doppia con colazione, ottimi sotto ogni punti di vista e per chi è di bocca buona e si accontenta si può scendere anche di livello senza problemi. Io consiglierei di rimane nel centro attorno alla Fountains square, zona pedonale in cui potete poi sfruttare la serata girolando a piedi. Ci sono moltissime scelte a disposizione. Poi studiatevi il giro e trovatevi qualcuno che vi porti. Questo potete anche farlo direttamente sul posto, non avrete difficoltà a trovare soluzioni. Io vi segnalo l'ottimo Aqşin +994 55 232 49 99  tel. e whatsapp, contattatelo pure a mio nome, che dispone di un mezzo fino a 6 passeggeri, con cui potete fare sia puntate giornaliere, che giro circolare. 

Il mezzo, autista incluso, vi costerà per ogni giorno tra i 150 e i 300 Manat a seconda della distanza da percorrere, che diviso per i componenti vi verrà una cifra decisamente accessibile. Aggiungete a questo gli ingressi, che sono un po' più cari rispetto alle altre spese, dai 3 fino ai 10 M a testa a seconda della cosa. Per il sostentamento, considerando che avrete le colazioni incluse e calcolando un piatto abbondante o poco di più, difficilmente supererete i 5/7 € a botta. Insomma a mio parere, se siete viaggiatori low cost come me, difficilmente tra camera, cibo e spostamenti supererete i 60/70 € al giorno per persona, tenendovi larghi, se siete in 6 anche meno. I luoghi da vedere, per quello che ho indagato, sono, oltre ovviamente a Baku: 1- il Qobustan e zona protetta delle foreste Ircane (patr. Unesco) e la penisola di Abshalom; 2 - Shamaxi - Qabala e dintorni (lago Nohur e cascate Yezzi godel); 3 - Quba e dintorni con eventualmente un giorno per vedere Kynalug e la via della transumanza (patr. Unesco); 4 - Sheki col centro storico e il palazzo dei Khan (patr. Unesco) e vicino villaggio di Kish o di Lahij; 5 - villaggio di Njid e l'etnia Udi; poi eventuale soggiorno marino sul Caspio o montano, sci e trekking. Una parte interessante sarà comunque sarà anche la visita di qualche laboratorio o fabbrica di tappeti, visto che questa è una delle più note provenienze del mondo e il relativo Museo del tappeto nella capitale. 

Potete attenzione anche al discorso religioso, molto importante, visto che qui potrete vedere a stretto contatto moschee, chiese ortodosse, sinagoghe e antichi templi del fuoco zoroastriani. Questo è uno degli aspetti più interessanti e a suo modo unico, di questa terra. Mentre siete lì, cercate, con molta cautela, di sentire opinioni e sentimenti circa i rapporti sempre tesissimi con l'Armenia, proprio per tentare di capire questa insanabile posizione di contrasto, ma mi raccomando, senza mostrare schieramenti preconcetti su un argomento di grande delicatezza che, come ben potrete capire, è cosparso così abbondantemente dal pepe della propaganda e dagli odi atavici ed etnici da dover sempre essere affrontato con le pinze e se avvertite nervosismo cambiate discorso; potendo non fate cenno di aver già visitato l'Armenia. Siate dunque sempre generici nelle domande, come se non sapeste nulla sull'argomento e foste solo interessati ad avere qualche informazione da chi invece lo conosce bene. A chi interessa, consiglio poi anche di indagare la produzione locale di vino e di brandy, visto che tutta questa cosa è nata proprio nel Caucaso.  Ancora c'è tutta la parte di turismo termale che qui offre molte opportunità visti molti luoghi di affioramento di acque e fanghi benefici che sicuramente risolveranno ogni vostro malanno. 

Mi risulta che qualcuno proponga anche la regione autonoma ed exclave in territorio Armeno del Nakhchivan, che dovrebbe essere raggiungibile attraverso un corridoio concordato dalla attuale pace, ma dovreste informarvi in loco perché dovrebbe essere una novità proposta dalle agenzie locali. Credo che sarebbe una visita interessante. Per la lingua, vi basterà sicuramente l'inglese, meglio se sapete anche qualche parola di russo. La connessione c'è ovunque, naturalmente gratuita in tutti i locali e gli hotel, ma se volete essere sempre connessi, potete optare per una eSim, ci sono soluzioni di una settimana con 3 G di solo dati, a circa 5 € oppure acquistate una Sim locale ma il minimo è 1 mese, 30 G a 20 € circa. Ci si può collegare a tutto senza restrizioni e parlare con l'Italia tramite whatsaap gratuitamente. La connessione è sempre buona. Se siete da soli meglio scaricarsi anche l'applicazione Yandex per i taxi (tipo Uber). In città si trovano facilmente cambisti, in banca (dalle 9 alle 16, da Lun a Ven.) senza perdite di tempo e senza neppure dover mostrare il passaporto al cambio, molto facile da ricordare di circa 1 € = 2 Manat. Comunque per le spese grosse molti prendono anche gli Euro. Insomma un viaggio abbastanza semplice, di tutta sicurezza e privo di problematiche che conviene fare se volete avere un quadro completo del Caucaso, in aggiunta ai paesi vicini.


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mercoledì 5 novembre 2025

Azer 14 - Considerazioni finali

La terra del Fuoco - Azerbaijan - ottobre 2'25 - (foto T. Sofi)

 

Arrivati al termine di questa brevissima galoppata azera, mi sembra giunto il momento, come di consueto, di tirare le somme, di raccontarvi dunque quello che credo di aver capito di questo paese, secondo il metro fallace del soggiorno di pochi giorni, metodo sicuramente distorcente, ma obbligato e che tuttavia, spesso concede quelle sensazioni di impulso che non sono poi così automaticamente lontane dalla realtà. Come avevo premesso, la ragione che mi ha spinto a questo viaggio è stato la volontà di completare la conoscenza del Caucaso, di cui come sapete ho percorso tutta la parte nord nello scorso millennio, soprattutto per ragioni lavorative e lo scorso anno, nella sua parte sud, la Georgia e l'Armenia. Mancava giusto questo ultimo tassello, necessario a farsi, visto che per ragioni squisitamente logistico-politiche non si era potuto sviluppare contemporaneamente, vi ricordo a giustificazione, la guerra conclusa da pochi mesi tra Azerbaijan e Armenia, sulla pelle degli abitanti del Nagorno Karabagh, entità politica che è stata in pratica, col recente trattato, cancellata dalle mappe ed i residenti espulsi definitivamente dalle proprie case e diventati profughi definitivi in Armenia. Quindi conoscere la realtà Azera con gli evidenti contrasti di pensiero e di racconto dei fatti rispetto ai vicini, doveva essere fatto separatamente per necessità e serviva venirci direttamente e per questo aspettavo solo l'occasione giusta per farlo. 

Ora, ritenendo forse a torto che il paese, per le sue dimensioni e per i suoi punti di interesse non meritasse un viaggio specifico da svolgere, in almeno un paio di settimane, attendevo l'opportunità di un volo lowcost che consentisse con una breve visita di completare la pratica ed a lungo sono stato in agguato alle offerte del web in merito. L'occasione si è presentata con la presenza di un volo scontatissimo della Azerbaijan Airlines per Tashkent che consentiva quindi di visitare l'Uzbekistan, meta interessantissima che volevo far conoscere a mia moglie ed ai miei amici, visto che io già la conoscevo e successivamente e quindi senza costi accessori di volo, di fare uno stop over a Baku di sei notti, tempo che ho reputato sufficiente per programmare una sorta di giro. Devo dire a cose fatte, che forse il paese meritava qualche cosa di più approfondito specie per la sua parte occidentale e meridionale, mentre abbiamo potuto vedere abbastanza bene la capitale e la parte verso il Caspio. Credo tuttavia che il tempo sia stato comunque sufficiente per farsi un idea generale, certo sempre troppo generica, ma come sempre, come diceva Biagi non basterebbe un anno per capire un paese. In linea di massima l'impressione di base è che siamo in un paese dove le cose non stanno andando troppo male dal punto di vista economico, questo grazie alla situazione geopolitica generale di cui parleremo dopo. 

Si avverte, girando per le strade della capitale ma anche fuori nelle campagne, un tenore di vita accettabile e abbastanza condiviso. Gli stipendi medi (tra i 700 e i 1000 €) consentono, riferiti ad un costo della vita molto basso rispetto allo standard europeo (benzina 0,5 €/l, pranzi attorno ai 5 €, alberghi 3 stelle sui 30, scarpe tipo sneakers sui 10 € e così via), una vita abbastanza accettabile. Il parco macchine che gira è abbastanza aggiornato e la gente che vedi in giro nei supermercati in città e alla sera, è ben vestita e non sembra passarsela male. I carrelli sono abbastanza pieni e anche di merce di importazione. Il paese come è noto, vive principalmente di idrocarburi, su cui fonda le sue attuali fortune ed inoltre le vicende della guerra ukraina, ne favoriscono gli affari generali, visto che le sanzioni alla Russia, hanno fatto convergere il business proprio sui paesi del Caucaso, infatti moltissimo del gas russo non più venduto all'Europa, transita proprio da qui, tranquillamente triangolato, senza problemi e in giro è pieno di russi che trovano qui il loro sfogo, anche turistico, di affari e soprattutto di transito verso l'Europa. Infatti dappertutto fervono cantieri per nuove costruzioni, investimenti internazionali e così via, basta vedere i colossali terminal della Lukoil e della Gazprom appena fuori Baku. Per quanto riguarda il problema religioso, sempre importante da esaminare nei paesi che registrano forti contrasti in questo campo, mi è sembrato di poter rilevare che qui si è affermato una sorta di Islam gentile, niente affatto estremista che voglia imporre i tradizionalismi tipici di altre aree. 

La donna mi è sembrata molto più libera che in paesi vicini, si vedono poche teste velate e barbe salafite e quelli che ho contattato mi hanno confermato questa sensazione. D'altra parte alla sera vedi in giro ragazze e gruppetti di ragazze sole che frequentano locali e ristoranti, Il velo, nei pochi casi in cui è presente, è limitato generalmente ad un foularino colorato. L'accesso alle moschee è libero e anzi l'afflusso dei turisti è bene accetto e incoraggiato. L'atteggiamento poi verso il governo, appare piuttosto indifferente. Come in tutte queste democrature, certamente illiberali e per noi inaccettabili, nella pratica, se le cose economicamente non vanno male, la gente accetta tutto ed è abbastanza soddisfatta che tutto continui così. E' molto probabile che anche in elezioni alla europea, i governanti attuali, che pur appartengono ad una delle classiche satrapie familiari, così normali nell'Asia centrale, attirerebbe con ogni probabilità una solida maggioranza. Certo quando un regime necessita di continue rassicurazioni del suo potere, manifestando i faccioni presidenziali e le grandi statue nei centri cittadini per affermare un culto della personalità che da noi sembrava ormai residuo del passato, non è mai buon segno, ma tuttavia mi è sembrato che al momento sotto questo punto di vista, gli attuali governanti possano dormire sonni tranquilli. 

Oltretutto dopo una piccola fase critica col potente vicino, ricorderete l'abbattimento di un aereo di linea azero con molti morti, anche su questo fronte sembra che al momento regni la calma più assoluta. Un'altra cosa che mi interessava osservare è il rapporto conflittuale invece col vicino debole, quell'Armenia, che ha passato tutto l'ultimo secolo a subire stermini vari e continue predazioni di territorio, fino ad essere ridotta al piccolo stato odierno. Ovviamente entrambi gli stati sentono fortemente questo contrasto etnico, che ha provocato continui scontri, quando non guerre e morti e di certo nessuno dei due cerca di parlarne ricercando punti di vista obiettivi. Questo è abbastanza naturale, anche se in questo caso mi appare evidente che il popolo armeno, già bastonatissimo nel passato dalla Turchia, un tempo terra sorella e poi divenuta feroce persecutrice, abbia nell'ultimo secolo più che altro subito, fino ad arrivare alla pace recente, in cui ha dovuto accettare l'ultimo sacrificio di territorio, cosa che di certo provocherà revanscismi a non finire nel futuro. Ricordiamoci che in ogni pace ci sono i semi della futura guerra. Dall'altra parte, in chi si ritiene decisamente più forte e che probabilmente lo è, oltretutto appoggiato dalla Russia, si avverte ben chiara una pretesa di ragione senza discussioni, pensiero che ormai oggi sembra prevalere nel mondo, secondo il quale il più forte ha ragione e basta e casomai si vanno a cercare nel passato elementi estrapolati che possano confermare questa tesi preconcetta. 

Quindi tra la gente comune, per quel pochissimo che ho avuto opportunità di scavare, anche senza troppo odio latente, che poi in effetti non traspare, i vicini sono certamente i cattivi e comunque andavano messi a posto e poi andiamo avanti e non se ne parli più. Insomma le grancasse della propaganda fano il loro mestiere e comunque un bel nemico oltre frontiera fa sempre comodo per il futuro, anche al potere. Questa è una regola fissa che non si smentisce mai in nessuna parte del mondo. Per il resto, come impatto estetico, Baku mi è piaciuta molto, tante le cose da vedere ed alcune anche molto affascinanti, sia nella parte storica che in quella attuale ed ultramoderna che sta sorgendo grazie agli idrocarburi. Hai la possibilità di vedere monumenti antichi, la parte ottomana del centro ancora in piedi e poi tutti gli edifici zaristi, molti dei quali ricostruiti o rimaneggiati di recente ed infine la selva di grattacieli che ormai formano la skyline della città. Belli i locali e la vita di sera, che puoi trascorrere girando tranquillamente nel centro e non solo. Insomma una città tranquilla e apparentemente molto piacevole da vivere. I dintorni, in particolare la penisola di Absheron, con i vulcani ed il parco del Qobustan, raccontano molte cose interessanti e poi non dimentichiamo, una delle attrattive principali del paese che lo rendono unico, quello di essere la Terra del Fuoco, che sorge spontaneo dalla terra e che nei millenni ha condizionato storia, religioni e in tempi più recenti l'intera economia. 

Una curiosità da vedere e assolutamente unica, raccontata entusiasticamente da tutti i grandi viaggiatori del passato e rimasta lì a suscitare la meraviglia e l'interesse dei nuovi visitatori. Le altre puntate attorno alla capitale, raccontano di cose meno eclatanti, una realtà agricola e naturalistica di un paese dalle caratteristiche un po' selvatiche, a cavallo tra Europa e Asia, da sempre ponte tra civiltà, con tante zone climatiche differenti che va dalle cime dalle nevi eterne dell'alto Caucaso, ai deserti della vicina Persia, da situazioni quasi tropicali che favoriscono una agricoltura abbastanza ricca, a colline brulle e che conservano tra i loro anfratti, rovine di paesi spopolati, che trattengono tra le antiche case storie di regni millenari ormai trapassati. Insomma cose da vedere ce ne sono anche se come ho detto all'inizio, forse non varrebbe la pena di dedicare un viaggio specifico al paese, ma, possibilmente unirlo a qualche altra cosa. Per il resto un paese molto facile da visitare, senza mai nessun problema, né di sicurezza avvertita, né di difficoltà burocratiche, relativamente vicino, che adesso grazie alle lowcost aeree e alla facilità di prenotazioni effettuabili con la rete, non presenta nessuna difficoltà all'organizzazione economicissima totalmente fai da te, come abbiamo fatto noi. Sul posto troverete facilmente chi vi porta in giro a costi molto accessibili o addirittura noleggiando un'auto. Questo è tutto



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lunedì 3 novembre 2025

Azer 13 - Ma cosa si mangia?

Melograne - Azerbaijan - ottobre 2025
 

Pollo con formaggio e frites

Il viaggio è finito dunque, mancano solamente le sfumature e le cornicette che si aggiungono alla fine per completare il lavoro e renderlo un poco più utile sotto i diversi aspetti. Ma come si sa il diavolo sta nei dettagli, quindi cerchiamo di fare le cose per bene, come si dice con professionalità, anche se non ho certo la pretesa che a me sia conveniente l'uso di questa parola, proprio io che sono sempre stato dilettantesco in tutto, pur di fare tutto tuttologo per natura e per passione. Poco e magari male purché su tutto, è sempre stata la mia filosofia, guai alla perfezione specialistica che impone di concentrarsi su un campo estremamente piccolo su cui essere un fenomeno, non fa per me e lo sapete bene. Io voglio essere in grado di parlarvi della stana lingua di Kynalug, così come dell'architettura brutalista, della storia della Albania Caucasica, come della ricetta della Khachapuri imaruli, del nodo turk baff e delle varietà delle uve da seccare dell'Asia centrale, delle poesie di Ommar Khayam e del pensiero di Zaratushtra, insomma della serie se ne avete voglia statemi a sentire e se avete ancora più voglia di rispondere fatelo pure senza tema di essere smentiti, tuttalpiù cercherò di farvi controdomande appropriate, che questa è l'unica cosa che può fare un tuttologo, che ama soprattutto porsi e porre domande davanti ad un pubblico generico. 

Forno tandoor
Ma andiamo avanti, ecco qui il momento da qualcuno atteso, che riguarda un piccolo panorama sulla gastronomia azera. O meglio sui piatti che voi, da turisti, potreste avere occasione di incontrare nei comuni ristoranti durante un viaggio da queste parti. Quindi questa breve disamina non vuole essere un elenco dei piatti tipici e tradizionali della cucina azera, ma più semplicemente una descrizione di quelli che avrete più facilmente la possibilità di incontrare durante il vostro giro, nei locali che frequenterete. Premettiamo che la cucina azera ha molto in comune con quella in generale del Caucaso e dei vicini Georgia e Armenia, ma è fortemente influenzata anche da quella turca e farsi. Insomma una ricca cucina mediorientale, in cui si mangia molto e il gusto in generale non è lontano dalla cucina mediterranea a cui siamo abituati. Cominciamo dalle colazioni, su cui non mi soffermo troppo perché negli alberghi sono ormai di tipo internazionale, con uova, formaggio e salumi (non di maiale ovviamente) e dolci turchi e mediorientali. Se fatte fuori, si avrà occasione di trovare moltissime pasticcerie che offrono ogni tipo di dolci (un po' troppo per i nostri gusti, in cui prevale il miele) e croissant e torte di ogni tipo, oltre naturalmente agli ormai internazionali espresso, cappucino, latta macchiato. 

Plof

Il pane è uno dei punti di forza di tutta l'area, molto fotogenico, preparato nei forni tandoor, che avrete modo di vedere nei mercati e che ancora sono presenti in molte case, soprattutto di campagna. Si presenta in grandi ciambelle dalla superficie superiore ornata da fiori e disegni vari ottenuta pungendolo con un particolare strumento munito di lunghi chiodi e quindi appiccicandolo alle pareti roventi del forno stesso. Se stirato in fogli più larghi e sottili, come la pasta da pizza sottile e stirata, una sorta di carta da musica, poi servita a pezzi, viene detto Lavash. Sono entrambi straordinariamente buoni se serviti caldissimi appena usciti dal forno quando si presentano fragranti e morbidi, mentre diventano subito duri e stopposi non appena si raffreddano. Assieme al pane dobbiamo fare menzione al riso, spesso servito bollito bianco di contorno oppure come Plof o Plov, il piatto più tipico di tutta l'Asia centrale, in cui il riso (sempre di varietà indica) viene cotto in un grande calderone e mescolato con fritta secca, uvetta, verdure e carni di vario tipo e insaporito principalmente con zafferano, melograno, e altre spezie, dalla curcuma al sommacco. Passiamo invece ai pasti normali, cominciando dagli antipasti come sempre in queste terre piuttosto ricchi, con le tante varianti di hummus, di melanzane, pomodori, peperoni ripieni di riso o con aggiunta di formaggio o semplicemente cotti in  forno, o a involtino mescolati a formaggi e triti di spezie, sempre molto gradevoli. 

Costine

Il più classico è rappresentato dai Dolma, i ben conosciuti involtini di foglie di vite, cotti e ripieni delle più varie proposte, dai vegetali o da carne tritata, di norma di montone, mista a cavolo, riso e spezie. Le zuppe sono costituite da brodi dai molti componenti di verdure e di carni varie e spezie che possono renderle piuttosto piccanti, fredde d'estate, cale d'Inverno, Tra le spezie prevalgono i sapori orientali come il coriandolo. Non manca la pasta ripiena generalmente di carne tritata di montone e verdure, che il Caucaso con i suoi vari tipi, serviti in brodo o asciutti, mediati dai Pelmeni russi e dalle forme varie: Xingal, quadrati con la carne fritta; Qutab a forma di mezzaluna, anche solo vegetali e di formaggio, serviti con salsa di yougurt e coriandolo; Gurba con carne di agnello e in brodo e molti altri eseguiti più o meno con lo stesso concetto. Forte sempre la presenza di aglio. E veniamo alle carni che rappresentano il piatto forte e che spesso avrete occasione di prendere come piatto unico. Come in tutto il Caucaso si fa largo uso di carne, soprattutto di agnello e montone, ma anche di pollo e infine di manzo. Ci sono diversi piatti stufati di carni varie, come il Qovurma, mangiati col contorno di riso bianco e poi i piatti più frequenti saranno le varie carni grigliate o al forno servite come spiedini, Kabab o Sashlik, di agnello, montone, pollo o manzo. 

Spiedini di pollo

Tra i pezzi di carne che viene preventivamente a lungo marinata in olio, succo di melagrana o yugurth, vengono inseriti cubetti di grasso, spesso della coda dell'agnello, golosissimi. Un'altra versione è data dagli spiedini fatti con la carne tritata e mescolata a spezie, cipolle, aglio ed altro (Lula kebab). Frequenti poi gli involtini di carne, specialmente pollo, farciti di formaggio o altro o le polpette tipo le Kofta indiane, in salsa rossa di pomodoro, sempre piuttosto piccanti. Anche, come antipasto ,il Basturma (o Bastirma) carne affumicata fredda dal gusto particolare. Ovviamente troverete anche il pesce vista la presenza del Caspio e trote nell'interno, alla griglia o fritte. I formaggi, molto usati nei ripieni sono di poca varietà a diversi punti di stagionatura e piuttosto salati. Molto presenti le spezie, dai classici chiodi di garofano, cannella, peperoncino, prezzemolo coriandolo, cardamomo, zenzero, basilico, menta, cumino e, specialmente col riso ed i dolci, lo zafferano e con la carne, il sommacco. Per i condimenti molto usati aceto, succo di melagrana, yogurt acido, succo di limone. Nei contorni onnipresenti le frites alla francese o patate e altre verdure di ogni tipo Onnipresente il cetriolo. Molto usato lo yogurt in tutte le sue varianti sia come ingrediente dei piatti che nelle salse. La frutta molto presente nei mercati, entra nella cucina sia nei piatti che se richiesta servita ai pasti, soprattutto meloni e angurie, ma qui troverete ottime albicocche, pesche, mele, fragole e frutti di bosco. 

birra

Onnipresente soprattutto nei dolci la frutta secca dall'uvetta alle albicocche. I dolci sono un po' troppo dolci data la forte presenza di miele, con molta frutta secca corrispondono a quelli classici mediorientali, Luqum, Halva, Baklava, spesso con presenza di formaggio e ricotta, come i Kunefe o i budini di riso. Un classico specifico lo Shekarbura di pasta frolla e frutta secca. Per bere, ovviamente nei locali che frequenterete, troverete soprattutto bibite gasate all'occidentale, acqua imbottigliata e birre di buona qualità. Non ci sono divieti per quanto riguarda il vino, presente in tutti i ristoranti (che non mi ha entusiasmato) ed i superalcolici dalla vodka, ma soprattutto al brandy, che qui chiamano ancora Koniac, di ottima qualità, oltre a quelli di importazione. Poi onnipresente il té a tutto pasto (Chai) piuttosto forte e tannico e se volete provate la bevanda tradizionale, l'Ayran, yogurt di latte di cavalla (kumis) servito gelato, allungato con l'acqua e anche profumato con menta o latte ed altre spezie. Poi c'è una ricchissima scelta di succhi di frutta, nonché acqua di rose. Non mancano i gelati (i vicini turchi sono specialisti e non mancano gli italiani) e più tipici i sorbetti (Sharbet) anche al profumo di rose. In quasi tutti i ristoranti, a fine pasto, avrete la possibilità di provare il narghilè con tabacco ai vari gusti. Onnipresenti ovviamente pizzerie e fast food all'americana coi noti marchi. Non si perde peso alla fine del viaggio. I prezzi nei locali di media levatura vanno intorno ai 8/10 M a piatto abbondante che può anche essere sufficiente. Per gli spuntini in giro spenderete anche meno.

Pane al formaggio

Zuppa
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sabato 1 novembre 2025

Azer 11 - Verso Quba

Masazir Golu - Azerbaijan - ottobre 2'25
 

Il lago Nohur

Il Caucaso è uno dei pochi luoghi al mondo dove ancora puoi renderti conto di cosa fosse una delle istituzioni più classiche della vita sovietica, il Sanatorj. Contrariamente a quanto il nome potrebbe suggerire, non si trattava certo di luoghi di cura, ma queste erano le Case di vacanza per i lavoratori, una sorta di grande albergo, grande perché doveva contenere moltissime persone e dove si trascorreva un periodo di due o tre settimane, in pratica quasi gratuitamente perché eri stato meritevole, leggi obbediente e non avevi creato grane nel tuo luogo di lavoro, il zavod, la fabbrica, posto mitico e idealizzato dove tuo capo aveva dato parere favorevole. In pratica ti poteva capitare ogni due o tre anni a seconda del fatto che tu fossi più o meno ben visto. Naturalmente questo non corrispondeva alla stessa opportunità per il coniuge al quale magari toccava nell'anno successivo. Questi luoghi di vacanza erano ovviamente posizionati nei posti più belli del paese, in particolare quelli che andavano per la maggiore erano tra le montagne degli Urali e del Caucaso, zone ricche di sorgenti termali dove il soggiorno era in pratica una sorta di periodo dedicato al benessere fisico, che beneficiava soprattutto della Spa della struttura, poi il top delle richieste andavano ovviamente alla Crimea ed al suo mare. 

Il resort

Quindi il Caucaso era letteralmente cosparso di queste stazioni di vacanza, sia nelle repubblichette del nord, tra le quali la più famosa era a Kislovodsk, località già nota ai tempi dello zar, una specie di Montecatini, dove l'imperatore arrivava direttamente con la ferrovia e il vagone regale ed al sud specialmente in Georgia, dove erano sorti degli edifici belle époque davvero sontuosi, come quelli della zona di Tskaltubo, costruiti attorno agli anni 20 e che oggi sono stati disgraziatamente lasciati cadere in rovina e si possono ancora visitare come testimonianza, di quella che potremmo chiamare archeologia turistica, di un'epoca perduta e vista nel suo totale stato di abbandono. Vero è che mi dicono che i più famosi stanno per essere ristrutturati e trasformati in resort di gran lusso e questo è infatti proprio il caso di questo, dove noi siamo appena stati, in riva al lago Nohur, che pare, oggi ospiti tutto il bel mondo Vip dell'Azerbaijan. Certamente il luogo è magnifico e il periodo autunnale, con il turbinio delle foglie che scendono dalla foresta come coriandoli a carnevale, contribuisce ad aumentarne il fascino. E procedendo ancora verso la montagna il panorama è ancora più bello, i contrafforti coperti di querce diventano sempre più densi di vegetazione e la sensazione di luoghi popolati solo di animali selvatici si fa più viva. 

Qabala

A Qabala poi, siamo nel centro di quella che un tempo era chiamata l'Albania caucasica, toponimo che non ha nulla a che vedere con la nostra Albania, ma deriva da una errata translitterazione dalla lingua armena. Questa corrispondeva grosso modo alla Transcaucasia orientale e alla parte meridionale della repubblica del Daghestan e proprio questa città ne era la capitale. La zona è diventata oggi molto popolare in quanto è stata costruita recentemente una importante e moderna stazione sciistica che attira vacanzieri invernali da tutto il mondo in special modo da quello russo, che è anche, come si sa, quello più spendereccio. Una moderna funivia porta fino ai 1900 di un monte dove comincia il comprensorio sciistico, poi con un secondo tratto si scende fino in fondo alla valle a 1200 metri circa ed eventualmente si può proseguire fino ad un bel paesetto che si vede alla chiusura della valle. L'ambiente è superbo con boschi a perdita d'occhio che risalgono i fianchi piuttosto ripidi delle montagne circostanti, mentre in basso noti subito tutto un sistema di modernissimo sviluppo di sport legati alla montagna con affitto di quad, e strutture nuovissime pronte ad accogliere un turismo anche internazionale disposto a spendere. In giro senti solo parlare russo e bisogna quindi concludere che il paese dipende molto dalla situazione del potente vicino e che quindi, conviene loro tenerselo buon amico. 

La stazione sciistica

Il foliage tutto attorno è maestoso ed il solo percorso in seggiovia, faccia al versante di fronte che scorre verticalmente a te mentre sali o mentre scendi nella valle successiva, vale il costo del biglietto (per inciso 19 M) Credo che anche come stazione invernale sia un luogo che può dare soddisfazione, vedi ai fianchi le tracce delle piste segnate che si snodano tra gli alberi, con belle pendenze. Penso che per un appassionato, il Caucaso di inverno possa dare soddisfazioni intense; io ricordo la mia visita a Dambay in Circassia e so che il figlio di un amico ha lavorato in elicottero per gite in helisky fino al monte Elbruss, che deve essere indubbiamente una bella esperienza, a parte il costo che non oso immaginare, naturalmente. Comunque noi a questo punto torniamo lentamente verso Baku godendoci i colori dell'autunno mentre scendiamo di quota e ci fermiamo ancora sul bordo di una lunga costa davanti alla foresta mentre gli ultimi raggi del sole scendono, aumentando ancor di più se possibile l'intensità del rosso che attraversa il fogliame e colora le vigne ormai secche e prive di grappoli che popolano in piccoli appezzamenti i fianchi della collina esposta al sole. Arriviamo in città che è ormai buio e il traffico del rientro è quasi scemato. Rimane solo il tempo per  un boccone e poi si va a nanna, visto che domani sarà il nostro ultimo giorno azero, per cui si è deciso di fare un giro fino alla cittadina di Quba, altra nota provenienza per i tappeti caucasici, in alternativa a bighellonare per la città, perché troppo stanchi. 

Diabet Aptek

Vorrà dire che ci riposeremo a casa. In effetti le gambe un po' si piegano eppure il lavoro lo ha fatto quasi tutto il mezzo meccanico e in nostro Aqshim che lo ha guidato per 500 chilometri, le nostre gambe invece, non hanno compiuto grossi sforzi. Proprio di fianco al nostro albergo c'è una Diabet Aptek, farmacia specializzata insomma, sembra che da queste parti sappiano il fatto loro, d'altra parte con tutti i dolcissimi dessert al miele, lokum, baklava e halva, tanto per nominare soli i più noti, che girano da queste parti e sto parlando proprio della pasticceria che sta di fianco al nostro hotel, ci sarebbe da,fare il pieno. Va bene, ci penseremo a colazione, tanto domani abbiamo meno strada da fare e possiamo partire alle 8:30. Stavolta prendiamo la strada che quasi costeggia il Caspio verso nord, di nuovo verso il confine daghestano. Il territorio subito fuori città è come sempre secco e semidesertico, ma ci fermiamo subito davanti ad una zona umida. Qui al bordo della penisola di Abshalom, è pieno di laghetti salati, residuo evidentemente del ritirarsi del mare, che ha lasciato pozze e stagni di varie dimensioni, nei quali vanno a posarsi molti esemplari di uccelli di ogni tipo. Ma questo specchio, il Masazir Golu ha una caratteristica particolare, è molto povero d'acqua, di cui conserva solo un sottile velo, mentre subito sotto e ai fianchi la forte presenza salina ha formato una solida crosta rosata, quasi fosse un branzino appena uscito dal forno che aspetta di un bel colpo di mazzuolo per spaccarne la superficie. 

Sale rosa

Da lontano il colore è una sfumatura delicatissima che si perde nel cielo, da vicino invece i cristalli hanno formato blocchi consistenti che appaiono come minerali da collezione. Non resisto alla tentazione di coglierne un pezzetto, altro che sale rosa dell'Himalaya, qui ci sarebbe davvero da fare il business, basta raccogliere e insacchettare, poi comincia la pacchia. Forse non ci hanno ancora pensato, eppure gli ossidi di ferro che sfumano così delicatamente questi cristalli artisticamente disposti, come opere di un designer famoso, sono certamente della stessa natura. Mah, prima o poi qualcuno prenderà in mano l'affare, noi andiamo avanti. Poco più avanti invece c'è un altro lago, immenso questa volta, che serve, debitamente filtrato e potabilizzato a far bere tutta la città a valle. Poi la strada prosegue riempiendo le ondulazioni di infiniti frutteti che producono ogni varietà di mela. Continuamente ai lati della strada, banchetti carichi di cassette che espongono in serie le tante colorazioni delle diverse varietà coltivate nei dintorni, stanno lì ad aspettare clienti con relativo bimbo di ordinanza che attende di caricare i bagagliai delle macchine dei turisti domenicali che arrivano dalla capitale. Noi proseguiamo, Quba ormai, non è più molto distante. 

Il lago Masazir



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