mercoledì 26 agosto 2026

Pam 51 - 85 Motivi per visitare il Pamir e dintorni

Pamir Highway - giugno 2026

A conclusione del giro di sensazioni che spero di essere riuscito a trasmettervi, anche solo con questo, a mio parere, piacevolissimo itinerario, di cui vi ho detto e che mi ha portato a ripercorrere sentieri antichi, a testimonianza di aver ripercorso per l'ennesima volta i passi di Marco Polo, sulla classica via della seta, assieme a quelli di Alessandro Magno, nella zona più interna e difficile dell'Asia Centrale, voglio elencarvi come mio solito, un elenco pedissequo di motivazioni, che potrebbero ulteriormente convincervi e spingervi a programmare questo viaggio. Così per questi due paesi, il Tajikistan ed il Kirghizistan, ho cercato di entrare un po' più a fondo negli aspetti storici, naturalistici e culturali, mentre penso che tra le righe sia passato anche il sottile e pervasivo desiderio di riuscire un giorno a visitare anche le ultime zone che, per varie motivazioni, soprattutto logistiche e di tempo, ho dovuto forzatamente tralasciare e che indubbiamente varrebbero la pena di essere più a fondo indagate, tornandoci magari per la quarta volta e mi riferisco in special modo ad alcune parti del Kazakhistan e del tanto a lungo sognato Afganistan. Sperando di stimolarvi comunque al viaggio, ecco quindi, come al solito, un piccolo elenco di cose imperdibili di questa area segreta del mondo o che, se la volete mettere giù in altro modo, valgono la pena di sobbarcarsi le ore di volo che sono necessarie a raggiungere quelle terre, lontane nello spazio e così differenti ed intriganti, ricordando sempre che questo è stato un altro dei diversi fulcri da cui la civiltà umana ha preso vita.

  • Ritrovare la via di Tashkent secondo sentieri già percorsi, sentendola ormai come una vecchia amica
  • Traversare una nuova frontiera tajika con l'emozione di entrare in un mondo incognito e quasi misterioso
  • Percorrere la verde valle di Fergana tra agricoltura moderna e sentori antichi
  • Mangiare il primo plov tajiko e sentirlo come un vecchio amico
  • Girare per mercati, piazze e musei di Khujand e stupirti di quanto una città sconosciuta ti può offrire
  • Rivivere l'epopea di Alessandro in Sogdiana, tra fortezze e ricordi nel suo impero di oriente
  • Ascoltare commosso una canzone di Alla Pugachova, suonata da un maestro liutaio sulla sua dombra 
  • Stupirsi davanti ai monumenti magniloquenti del regime presente e ricercare quelli del regime passato
  • Ammirare il Mare del Tajikistan da un sanatorio sovietico
  • Rifiutare l'acquisto di serpentelli di risaia mangerecci
  • Aggirarsi meravigliati nella fortezza di Mug Teppe "ristrutturata"
  • Mangiare le more di gelso offerte dalla famiglia del guardiano della antica moschea di Kok Gumbaz
  • Comprare coltelli forgiati da un fabbro nel bazar di Istaravshan
  • Ascoltare la storia dei gemelli e della lupa, chiedendosi dove è cominciata per la prima volta
  • Salire gli stretti tornanti del passo di Shakhristan ammirando le montagne circostanti
  • Stupirsi dei colori delle rocce dei canyon della valle dello Zeravshan e cercare le cime di monti famosi nel panorama lontano
  • Aggirarsi tra le rovine dell'antica Panjakart stupendosi per la modernità dell'impianto cittadino
  • Guardare le ossa della "Principessa di Sarazm" immaginandone la storia
  • Aggirarsi nei meandri della burocrazia locale tra visti e permessi
  • Guardare dall'alto in basso l'antico minareto di Ayni imprigionato in una una incastellatura di vetro
  • Rimanere attoniti davanti alle cime innevate della catena del Turkestan
  • Perdersi tra le piste di montagne che portano al lago segreto di Alessandro
  • Conoscere Dushambé, la capitale, dai suoi musei e dai suoi mercati
  • Camminare per il grande parco cittadino tra statue ed aiuole curate
  • Salire le mura della fortezza di Issor per vedere le costruzioni dall'alto
  • Rigirare per la grande moschea nuova stupendosi delle sue dimensioni
  • Essere ricevuti con tutti gli onori dal Segretario Generale del Comitato Olimpico Nazionale Tajiko
  • Cercare i mattoni originali della fortezza di Ulbuk e farsi mostrare i capolavori ritrovati dal custode che questo museo ha creato
  • Rimanere bloccati da una frana su una strada sia di fronte che dietro e aspettare che liberino la carreggiata
  • Essere circondati dalle greggi  che salgono verso i monti ed arrivare al confine con L'Afganistan
  • Percorrere la valle del Panji potendo quasi toccare con le mani quel territorio oltre confine
  • Accontentarsi con dispiacere di fotografare il famoso cartello Chi Afgoniston che indica il ponte invalicabile
  • Comprare bottiglie di buon brandy tajiko direttamente nella fabbrica di produzione
  • Passare la notte in una vera casa pamira tradizionale ospitati da due anziani abitanti del Wakhan
  • Spiare la vita quotidiana degli afgani che vivono appena al di là del fiume
  • Percorrere il corridoio di Wakhan con l'emozione di calpestare i passi di Marco Polo e Alessandro
  • Fare incontri straordinari di ciclisti, automobilisti e motociclisti che compiono raid infiniti attraverso l'Asia e ascoltare i loro racconti
  • Visitare fortezze abbandonate e arrivare a Khorug per conoscere la realtà ismailita
  • Fare un bagno termale in una piscina naturale con un gruppo di Wakhani che si stupiscono della tua presenza
  • Aggirare la montagna dei Balasci e salire alla fortezza di Qah-Qaha per dominare la valle dall'alto
  • Guardare i cercatori d'oro afgani che lavorano sull'altra riva del fiume
  • Visitare un piccolo museo di antichità wakhane illustrate da un anziano della comunità
  • Cercare i piccoli templi tradizionali delle religioni ancestrali del Wakhan ed i petroglifi dispersi sulle montagne
  • Ammirare la catena dell'Hindukush e le sue cime di 7000 metri dalle rovine della fortezza di Yamchum
  • Apprendere dell'esistenza e del pensiero di grandi filosofi come Muboraki Wakhoni
  • Fare un picnic nei prati sotto i 7500 metri del Noshaq
  • Conoscere il kalifa di un paesino e dormire a casa sua bevendo vodka fino a tarda sera
  • Guardare carovane lontane di dromedari che risalgono le valli laterali del corridoio di Wakhan
  • Rimanere abbagliati dal blu profondo del lago Yashikul nel parco del Tajik
  • Cominciare il tormentato percorso montano della M41, la Pamir Highway, tra rocce dalle forme misteriose
  • Cominciare un itinerario fatato, tra colline colorate, pascoli montani e passi che superano i 4000 metri
  • Percorrere la valle perduta di Alichur, tra laghi e steppe, ascoltando i racconti dei camionisti in un luogo di ristoro improvvisato
  • Passare la notte in un homestay di pastori kirghisi
  • Percorrere l'altopiano tra Ibex lontani e marmotte curiose
  • Visitare il curioso mercato di Murghab, finendo in una gelateria improvvisata tra i container
  • Entrare nella piccola e solitaria moschea di Murghab in fondo alla valle e poi sostare davanti alla statua di Lenin sopravvissuta
  • Entrare in una macelleria di yak dove sono esposti i pezzi più pregiati
  • Ascoltare i racconti dei grandi viaggiatori nella sala comune della guesthouse
  • Fermarsi ai reticolati della frontiera con la Cina con la voglia di cercare un varco per superarli
  • Arrivare con emozione al passo di Hushang coi suoi 4655 metri e non sentirli
  • Toccare le nevi dei territori più alti del mondo e vedere di lontano il colore irreale del lago Karakul
  • Cercare il picco Lenin al di là del lago davanti alla brughiera verdissima
  • Guardare un vecchio yak sulla riva del lago e raccogliere corna di pecora di Marco Polo
  • Osservare con stupore i cerchi di pietra delle tombe scite al di là del lago
  • Passare il confine e precipitarsi nella Valle Rossa che lo segue fino a Sari Tash
  • Vedere finalmente il Picco Lenin e gli altri 7000 dal lato Kirghiso
  • Incontrare il pastore Ulug Beg ed ascoltare la storia della sua famiglia
  • Guardare le ragazze che mungono le giumente per fare il kumys e il qurut
  • Percorrere valli tra montagne dai colori smaglianti ed innaturali punteggiate di yurte bianche
  • Godersi le mandrie di cavalli all'orizzonte che galoppano nei pascoli verdissimi
  • Visitare la città di Osh e salire sulla montagna al centro col suo museo interno alla roccia
  • Girare i suoi magnifici parchi e mangiare shashlik in un ristorante all'aperto
  • Visitare il suo museo ed i meravigliosi tappeti antichi e girare per il bazar moderno
  • Ritrovare nel grande parco il sapore antico del Kvas sovietico
  • Penetrare il Kirghizistan più segreto a Kazarman coi suoi cimiteri in rovina
  • Visitare il parco dei petroglifi coi suoi 90.000 graffiti
  • Salire verso i pascoli alti tra piste scoscese e miniere di carbone cinesi
  • Dormire in una yurta sulle rive del Sonkul
  • Partecipare a giochi di villaggio in attesa del tramonto sul lago
  • Discendere a precipizio nella valle tra tornanti lunghissimi fermandosi a fare foto sulla neve con anziani turisti locali 
  • Mangiare una sontuosa trota alla griglia sulle rive del fiume
  • Scoprire la superficie del lago Issikkul, il mare interno della Kirghisia
  • Fare il bagno nel lago più iconico del paese cantato dai suoi poeti
  • Comprare ciliegie dolcissime sul bordo della strada
  • Visitare Bishkek, la capitale più contradditoria dell'Asia Centrale tra spinte moderniste e passato sovietico
ed infine
  • Salutare questo paese dalla sua piazza centrale, davanti alla sua fontana multicolore, simbolo del suo presente, portandosi a casa soprattutto la voglia di vedere in queste terre quello che non ho ancora visto

Tramonto sul lago Sngkul



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