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| Pamir Highway - giugno 2026 |
A conclusione del giro di sensazioni che spero di essere riuscito a trasmettervi, anche solo con questo, a mio parere, piacevolissimo itinerario, di cui vi ho detto e che mi ha portato a ripercorrere sentieri antichi, a testimonianza di aver ripercorso per l'ennesima volta i passi di Marco Polo, sulla classica via della seta, assieme a quelli di Alessandro Magno, nella zona più interna e difficile dell'Asia Centrale, voglio elencarvi come mio solito, un elenco pedissequo di motivazioni, che potrebbero ulteriormente convincervi e spingervi a programmare questo viaggio. Così per questi due paesi, il Tajikistan ed il Kirghizistan, ho cercato di entrare un po' più a fondo negli aspetti storici, naturalistici e culturali, mentre penso che tra le righe sia passato anche il sottile e pervasivo desiderio di riuscire un giorno a visitare anche le ultime zone che, per varie motivazioni, soprattutto logistiche e di tempo, ho dovuto forzatamente tralasciare e che indubbiamente varrebbero la pena di essere più a fondo indagate, tornandoci magari per la quarta volta e mi riferisco in special modo ad alcune parti del Kazakhistan e del tanto a lungo sognato Afganistan. Sperando di stimolarvi comunque al viaggio, ecco quindi, come al solito, un piccolo elenco di cose imperdibili di questa area segreta del mondo o che, se la volete mettere giù in altro modo, valgono la pena di sobbarcarsi le ore di volo che sono necessarie a raggiungere quelle terre, lontane nello spazio e così differenti ed intriganti, ricordando sempre che questo è stato un altro dei diversi fulcri da cui la civiltà umana ha preso vita.
- Ritrovare la via di Tashkent secondo sentieri già percorsi, sentendola ormai come una vecchia amica
- Traversare una nuova frontiera tajika con l'emozione di entrare in un mondo incognito e quasi misterioso
- Percorrere la verde valle di Fergana tra agricoltura moderna e sentori antichi
- Mangiare il primo plov tajiko e sentirlo come un vecchio amico
- Girare per mercati, piazze e musei di Khujand e stupirti di quanto una città sconosciuta ti può offrire
- Rivivere l'epopea di Alessandro in Sogdiana, tra fortezze e ricordi nel suo impero di oriente
- Ascoltare commosso una canzone di Alla Pugachova, suonata da un maestro liutaio sulla sua dombra
- Stupirsi davanti ai monumenti magniloquenti del regime presente e ricercare quelli del regime passato
- Ammirare il Mare del Tajikistan da un sanatorio sovietico
- Rifiutare l'acquisto di serpentelli di risaia mangerecci
- Aggirarsi meravigliati nella fortezza di Mug Teppe "ristrutturata"
- Mangiare le more di gelso offerte dalla famiglia del guardiano della antica moschea di Kok Gumbaz
- Comprare coltelli forgiati da un fabbro nel bazar di Istaravshan
- Ascoltare la storia dei gemelli e della lupa, chiedendosi dove è cominciata per la prima volta
- Salire gli stretti tornanti del passo di Shakhristan ammirando le montagne circostanti
- Stupirsi dei colori delle rocce dei canyon della valle dello Zeravshan e cercare le cime di monti famosi nel panorama lontano
- Aggirarsi tra le rovine dell'antica Panjakart stupendosi per la modernità dell'impianto cittadino
- Guardare le ossa della "Principessa di Sarazm" immaginandone la storia
- Aggirarsi nei meandri della burocrazia locale tra visti e permessi
- Guardare dall'alto in basso l'antico minareto di Ayni imprigionato in una una incastellatura di vetro
- Rimanere attoniti davanti alle cime innevate della catena del Turkestan
- Perdersi tra le piste di montagne che portano al lago segreto di Alessandro
- Conoscere Dushambé, la capitale, dai suoi musei e dai suoi mercati
- Camminare per il grande parco cittadino tra statue ed aiuole curate
- Salire le mura della fortezza di Issor per vedere le costruzioni dall'alto
- Rigirare per la grande moschea nuova stupendosi delle sue dimensioni
- Essere ricevuti con tutti gli onori dal Segretario Generale del Comitato Olimpico Nazionale Tajiko
- Cercare i mattoni originali della fortezza di Ulbuk e farsi mostrare i capolavori ritrovati dal custode che questo museo ha creato
- Rimanere bloccati da una frana su una strada sia di fronte che dietro e aspettare che liberino la carreggiata
- Essere circondati dalle greggi che salgono verso i monti ed arrivare al confine con L'Afganistan
- Percorrere la valle del Panji potendo quasi toccare con le mani quel territorio oltre confine
- Accontentarsi con dispiacere di fotografare il famoso cartello Chi Afgoniston che indica il ponte invalicabile
- Comprare bottiglie di buon brandy tajiko direttamente nella fabbrica di produzione
- Passare la notte in una vera casa pamira tradizionale ospitati da due anziani abitanti del Wakhan
- Spiare la vita quotidiana degli afgani che vivono appena al di là del fiume
- Percorrere il corridoio di Wakhan con l'emozione di calpestare i passi di Marco Polo e Alessandro
- Fare incontri straordinari di ciclisti, automobilisti e motociclisti che compiono raid infiniti attraverso l'Asia e ascoltare i loro racconti
- Visitare fortezze abbandonate e arrivare a Khorug per conoscere la realtà ismailita
- Fare un bagno termale in una piscina naturale con un gruppo di Wakhani che si stupiscono della tua presenza
- Aggirare la montagna dei Balasci e salire alla fortezza di Qah-Qaha per dominare la valle dall'alto
- Guardare i cercatori d'oro afgani che lavorano sull'altra riva del fiume
- Visitare un piccolo museo di antichità wakhane illustrate da un anziano della comunità
- Cercare i piccoli templi tradizionali delle religioni ancestrali del Wakhan ed i petroglifi dispersi sulle montagne
- Ammirare la catena dell'Hindukush e le sue cime di 7000 metri dalle rovine della fortezza di Yamchum
- Apprendere dell'esistenza e del pensiero di grandi filosofi come Muboraki Wakhoni
- Fare un picnic nei prati sotto i 7500 metri del Noshaq
- Conoscere il kalifa di un paesino e dormire a casa sua bevendo vodka fino a tarda sera
- Guardare carovane lontane di dromedari che risalgono le valli laterali del corridoio di Wakhan
- Rimanere abbagliati dal blu profondo del lago Yashikul nel parco del Tajik
- Cominciare il tormentato percorso montano della M41, la Pamir Highway, tra rocce dalle forme misteriose
- Cominciare un itinerario fatato, tra colline colorate, pascoli montani e passi che superano i 4000 metri
- Percorrere la valle perduta di Alichur, tra laghi e steppe, ascoltando i racconti dei camionisti in un luogo di ristoro improvvisato
- Passare la notte in un homestay di pastori kirghisi
- Percorrere l'altopiano tra Ibex lontani e marmotte curiose
- Visitare il curioso mercato di Murghab, finendo in una gelateria improvvisata tra i container
- Entrare nella piccola e solitaria moschea di Murghab in fondo alla valle e poi sostare davanti alla statua di Lenin sopravvissuta
- Entrare in una macelleria di yak dove sono esposti i pezzi più pregiati
- Ascoltare i racconti dei grandi viaggiatori nella sala comune della guesthouse
- Fermarsi ai reticolati della frontiera con la Cina con la voglia di cercare un varco per superarli
- Arrivare con emozione al passo di Hushang coi suoi 4655 metri e non sentirli
- Toccare le nevi dei territori più alti del mondo e vedere di lontano il colore irreale del lago Karakul
- Cercare il picco Lenin al di là del lago davanti alla brughiera verdissima
- Guardare un vecchio yak sulla riva del lago e raccogliere corna di pecora di Marco Polo
- Osservare con stupore i cerchi di pietra delle tombe scite al di là del lago
- Passare il confine e precipitarsi nella Valle Rossa che lo segue fino a Sari Tash
- Vedere finalmente il Picco Lenin e gli altri 7000 dal lato Kirghiso
- Incontrare il pastore Ulug Beg ed ascoltare la storia della sua famiglia
- Guardare le ragazze che mungono le giumente per fare il kumys e il qurut
- Percorrere valli tra montagne dai colori smaglianti ed innaturali punteggiate di yurte bianche
- Godersi le mandrie di cavalli all'orizzonte che galoppano nei pascoli verdissimi
- Visitare la città di Osh e salire sulla montagna al centro col suo museo interno alla roccia
- Girare i suoi magnifici parchi e mangiare shashlik in un ristorante all'aperto
- Visitare il suo museo ed i meravigliosi tappeti antichi e girare per il bazar moderno
- Ritrovare nel grande parco il sapore antico del Kvas sovietico
- Penetrare il Kirghizistan più segreto a Kazarman coi suoi cimiteri in rovina
- Visitare il parco dei petroglifi coi suoi 90.000 graffiti
- Salire verso i pascoli alti tra piste scoscese e miniere di carbone cinesi
- Dormire in una yurta sulle rive del Sonkul
- Partecipare a giochi di villaggio in attesa del tramonto sul lago
- Discendere a precipizio nella valle tra tornanti lunghissimi fermandosi a fare foto sulla neve con anziani turisti locali
- Mangiare una sontuosa trota alla griglia sulle rive del fiume
- Scoprire la superficie del lago Issikkul, il mare interno della Kirghisia
- Fare il bagno nel lago più iconico del paese cantato dai suoi poeti
- Comprare ciliegie dolcissime sul bordo della strada
- Visitare Bishkek, la capitale più contradditoria dell'Asia Centrale tra spinte moderniste e passato sovietico
ed infine
- Salutare questo paese dalla sua piazza centrale, davanti alla sua fontana multicolore, simbolo del suo presente, portandosi a casa soprattutto la voglia di vedere in queste terre quello che non ho ancora visto
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| Tramonto sul lago Sngkul |
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