domenica 18 ottobre 2020

Luoghi del cuore 72: La Saona di Santo Domingo

Spiagge - Santo Domingo - agosto 1998


Los altos del Chacon

Come fai a non sentirti in paradiso quando sotto i piedi hai calda sabbia fine e dorata, quando sopra di te ci sono solo lunghe foglie di palma che si dondolano e il vento lieve arriva dal mare, carezzevole e salato. Una schiuma leggera sul bagnasciuga, grandi stelle di mare arancioni, sole che brucia e invita a stare distesi su di una amaca di fortuna. E vorrei vedere. Sarà pure cafonal e per niente vacanza intelligente, ma si sta poi proprio bene in questi luoghi. Si capisce senza troppe spiegazioni come in pochi anni siano diventati luoghi di massa, complici i bassi costi di esercizio, ovviamente con tutte le storture del caso. Comunque, quella settimana a Santo Domingo  ce la godemmo proprio, in completo riposo ed in piacevolissima compagnia, per la serie non è che se non soffri, il viaggio non è bello e se lo condividi con gli amici te lo godi ancora di più. E proprio lì ho anche imparato che sabbia e palme non è che siano la stessa cosa, in tutte le parti del mondo. Ognuno di questi luoghi ha una sua personalità distinta e quindi vale comunque la pena di soffrire in diversi di questi posti. In particolare indicherei l'isola della Saona, da raggiungere con un bel tratto di barca, partendo dagli Altos del Chacon, un fiume pigro di acque marroni che scava l'isola dal suo interno, facendo un piccolo braccio di mare su lance veloci, tra piscine naturali con le acque non più profonde di un metro e mezzo.

Tra le palme

Tutta roba idonea anche ai gatti di marmo come me, con la sensazione di essere in mezzo al mare ed il senso dell'isola deserta su cui perdersi, salvo poi correre al buffet di pesce che sfrigola sulle apposite griglie, che anche per gli aspiranti naufraghi avventurieri da isola deserta, è sempre una bella soluzione, verso l'una del pomeriggio. Insomma avventura ma col culo al caldo come si dice, addirittura senza neppure i mosquitos, mi sembra di ricordare. La sabbia ambrata nella quale, seppellite a metà, gigioneggiano gigantesche conchiglie dalla indecente spaccatura rosata, il barcaiolo che tira fuori dal cassone una bottiglia di "medicina" ambrata, un rum che sarà pure da quattro soldi ma contribuisce non poco al senso del Caribe. Dai, illuditi che proprio davanti a questa spiaggia siano arrivate le tre caravelle, fermandosi alla fonda poco distanti dalla riva, mentre i marinai, straniti da tre mesi di oceano aperto, rimanevano a guardare la meraviglia del paesaggio a bocca aperta. Chissà se dentro di loro qualcuno avrà pensato che ne valeva la pena di smazzarsi tutto quel viaggio. Oppure che fosse proprio questa la spiaggia di Robinson che aspettava che il suo venerdì comparisse da dietro qualche basso cespuglio. E dai, se il posto è bello la metà del guado è già superata e difficilmente puoi criticare il resto, già tutto ti sembra più godibile ed anche il turista più fastidioso e critico, se la gode rimpiangendo il momento in cui si dovrà tornare a casa. Insomma, quella spiaggia della Saona, se non l'avete ancora capito, me l'ero proprio goduta!

Sulla costa

In cucina
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