Dopo l'operazione di grande successo del precedente Viva il latino, lingua inutile, l'autore ritorna sul luogo del delitto come si dice, con questo piccolo grande libro, godibilissimo anche per i non addetti ai lavori: Le 10 parole latine che raccontano il nostro mondo. Il nostro prende in esame, immagino dopo una serie di dolorosissime rinunce, dieci parole latine iconiche: Ars, Signum, Modus, Stilus, Volvo, Memoria, Virtus, Claritas, Spiritus e non ultima, viste le implicazioni attuali, Rete. Di ognuna esamina con puntuale precisione, tutte le complesse evidenze etimologiche, poi passa alla ricerca delle tracce di queste parole e dei loro derivati in una infinita e ricercatissima serie di citazioni di tutta la letteratura classica ed odierna, in ogni possibile lingua, esaminandone tutte le implicazioni filosofiche e l'importanza che queste rivestono anche nel nostro attuale mondo. Davvero una disamina molto interessante che piacerà moltissimo anche chi il latino non lo conosce affatto, ma che potrebbe essere causa di un irresistibile anche se magari tardivo avvicinamento a questa lingua, base della nostra civiltà, per molti. Sicuramente un testo necessario per chi si interessa della filologia del latino e delle sue implicazioni nella nostra vita di tutti i giorni.
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sabato 26 settembre 2026
Recensioni: N. Gardini - Le 10 parole latine
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mercoledì 1 luglio 2026
Recensione: F. Jovi - Marco Polo , la vita è viaggio
Interessante volumetto che interpreta per l'ennesima volta il tema del grande viaggiatore veneziano, illustrando con molta dovizia di riferimenti importanti, la Via percorsa durante il suo viaggio e sottolineando l'importanza che questo itinerario ha avuto nella storia, inquadrandolo anche molto bene in riferimento al periodo storico durante il quale si svolge. Non solamente quindi il suo viaggio ma anche i tanti altri che i suoi epigoni hanno avuto modo di raccontare sullo stesso itinerario. Non possiamo dimenticare infatti che il nostro Marco non è stato certamente il solo ad inoltrarsi su questo cammino, è stato solamente il più noto, grazie al successo planetario del suo famosissimo libro che è passato alla storia come una vera e propria Bibbia per mercanti a viaggiatori a partire ad esempio da Cristoforo Colombo che ne teneva sempre con sé una copia con tanto di appunti manoscritti, conservata oggi nel museo che ne racconta i viaggi americani. Ma bisogna ricordare che lungo questa Via frequentatissima anche nel periodo medioevale, i viaggiatori erano sempre stati molti a partire da quel Marino Torsello che compì ben cinque viaggi in Oriente, per non parlare del religioso Fra Giovanni di Pian del Carmine con la sua preziosa Historia Mongalorum ed a seguire il fiammingo Guglielmo di Rubruk, tutti animati da spirito di conversione ed in cerca di contatti col re mongolo che in effetti era già ben conosciuto presso le corti occidentale. E poi Giovanni da Montecorvino francescano e Odorico da Pordenone, il primo europeo a visitare Lhasa. Insomma questa via della seta era come sappiamo intensamente percorsa da tempo in ogni senso e il libro non fa che ribadirne l'importanza storica, culturale ed economica. Un'altra parte importante è dedicata al periodo successivo al viaggio, cioè il momento poco conosciuto della vita di Marco, quello dopo il suo ritorno. Insomma per gli amatori dell'argomento un altro lavoro interessante da tenere agli atti per consultarlo in caso di bisogno.
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domenica 5 aprile 2020
Recensione: S. Sandberg - Facciamoci avanti
Classico libro americano della serie Come diventare i migliori venditori o Dieci regole per essere felici, che hanno uno straordinario successo in quel paese dove si è alla continua ricerca di icone da seguire. La Sandberg è una donna di grandissimo successo, essendo arrivata in una delle posizioni apicali di Facebook e avendo ricoperto la carica di vicepresidente a Google, tanto per dire, una con due palle quadre, si direbbe da noi. Tutto il libro, basato sul grande problema comune a tutto il mondo, sulla disparità di trattamento (stipendi inferiori a parità di carica e presenza nelle posizioni apicali) tra uomini e donne. Grande verità ovviamente, le cui cause la Sandberg esamina con corretto approccio nelle sue varie motivazioni, individuandone le motivazioni sia nel generale pregiudizio maschile, sia da parte della convinzione radicata nelle stesse donne. Pur nelle inevitabili ripetizioni, scopre un po' l'acqua calda e nota come la strada per superare questa impasse sia ancora molto lunga.
Rimane seppure sfumata, quella sacralizzazione del lavoro sopra ogni cosa, lanciata dagli USA, per la quale vengono ammirati quegli stacanovisti che passano le notti al lavoro e che 12 ore con la testa china sul PC non siano ancora abbastanza. Traspare è vero la visione che forse se si lavora di meno si lavora meglio e che le aziende non hanno particolare vantaggio da quei dipendenti che a bella posta passano 15 ore in azienda, spesso a perdere tempo, solo per farsi notare. Questo, assieme al fatto che dipendenti soddisfatti della loro vita privata siano più produttivi, sia tutto il problema dello smart working, argomento estremamente attuale in tempi di virus, che forse cambierà molto in tema di rapporti aziendali, è già ben compreso nel libro che è del 2013 e da allora si sono già fatti molti passi avanti in questo campo. Comunque se siete donne in carriera, questo libro, può darvi qualche motivazione in più e qualche corretta strategia da adottare sul luogo di lavoro, anche se bisogna sempre fare la tara pensando che l'Italia non è l'America.
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martedì 31 marzo 2020
Recensione: S. Zweig - Momenti fatali
Un autore importante, Zweig, storico, oltre che scrittore e poeta, in fuga dal nazismo e suicida in Brasile nel '43, che ha lasciato parole premonitrici, oggi tremendamente attuali: "Il grande monumento dell'unità spirituale d'Europa è andato
in rovina, i costruttori si sono smarriti, esistono ancora i suoi merli, ancora
si ergono sopra il mondo confuso i suoi codici invisibili, tuttavia senza lo
sforzo comune, manutentore e perseverante, essa cadrà nell'oblio", e già allora la gente invece di rimanere inorridita da questa prospettiva ne gioiva stolidamente. E poi ancora "l'Europa ha sconfitto la ragione lasciando trionfare la
brutalità selvaggia: La vera patria che il mio cuore si era eletto,
l'Europa, è perduta". Era stato abituato a vivere nella Austria felix, colta e serena del fine '800 nella quale: "Era dolce vivere in una atmosfera di tolleranza, dove
ogni cittadino, senza averne coscienza, veniva educato a essere supernazionale e
cosmopolita". Cento anni dopo tutto si sta ripetendo con incredibile implacabilità, mentre folle sempre più folte ululano la loro adesione fatta di assenza di dubbi, sotto i balconi virtuali dei social, le nuove casse di risonanza dell'idiozia generalizzata, Eco docet. La macchina della propaganda più becera, le varie Bestie sono in azione sistematica da tempo e gli utili idioti ne moltiplicano all'infinito le fake sempre più sofisticare, in modo che l'avvelenamento dei pozzi contamini sempre di più la popolazione del villaggio globale, ottenebrando le deboli menti.
Da vecchio bolso sono trascinato a dire, come capita irrimediabilmente di pensare a chi raggiunge l'età mentale del catastrofista, mala tempora currunt, ma non vorrei cadere in questa trappola, Accadrà come sempre quello che deve succedere e tra qualche decennio si scriverà, ma come poteva la gente non sapere, non capire, quando tutto era lì sotto gli occhi, evidente e spaventoso. Mentre meditate su tutto ciò, se vi capita, date un'occhiata a questo lavoretto di Zweig, pubblicato nel '43 poco prima del suo suicidio: Momenti fatali, in cui esprime bene la sua vena di scrittore storico. Si tratta di quattordici quadri storici di momenti topici della vita di personaggi famosi, che ne hanno sublimato l'esistenza, radunando in pochi giorni o addirittura ore, un momento fondamentale nel loro passare alla storia e nel modificarne il suo corso generale. Si va da Balboa che raggiunge il Pacifico, a Napoleone a Waterloo, al ritorno di Lenin in Russia, alla fine di Tolstoi o all'arrivo di Scott al Polo sud. Ognuno di questi sottolinea l'unicità del momento che consegna all'universalità storica, un gesto, un'idea, la perseveranza irremovibile che muta per sempre il destino di un'uomo e dell'Uomo. Lettura interessante in questi momenti di grandi cambiamenti.
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