lunedì 6 agosto 2018

Etiopia 42 - Gli obelischi di Axum


Due fedeli

Fedeli
Axum (o Axsum) è città antica e carica di storia. Qui senti il peso dei secoli anzi dei millenni, legati tra di loro dalla forza della fede religiosa che qui ha il suo culmine. Da nessuna altra parte si sono viste queste folle di credenti avvolti nei grandi scialli bianchi, la cui presenza è uno specifico precetto religioso, che pregano con foga antica e partecipata. Qui la religione è molto sentita e questa particolare variante dell'ortodossia che si distingue da quella dei Copti egiziani, forma una comunità che raggiunge comunque quasi 50 milioni di fedeli ed ha avuto la sua formazione fin dal IV secolo antecedentemente al concilio di Calcedonia, rimanendo fedeli quindi al miafisismo, concetto che dichiara la figura di Cristo unica e comprendente allo stesso tempo la natura divina e umana. Comunque al di là delle sfumature teologiche e concettuali la chiesa Ortodossa Etiope ha caratteristiche sue proprie di riti e cerimonie, scandite da lunghe fasi di digiuno e di precetti che non consentono ad esempio la comunione a chi svolge attività sessuali, lasciandone la prerogativa a ragazzi ed anziani. Comunque non voglio addentrarmi troppo nei meandri complicati delle ortodossie religiose se no mi perdo per la strada, considerato che ne sono davvero scarso conoscitore.

L'obelisco spezzato
Invece bisogna considerare che la città offre anche molto altro, oltre all'aspetto religioso per la quale è conosciuta, infatti, essa è altrettanto nota per le sue spettacolari vestigia archeologiche, di cui le più importanti sono relativamente vicine al centro, ma che in realtà sono sparse un po' dappertutto nei dintorni. Infatti la città era sede di un regno importante già nei primi secoli della cristianità e le principali vestigia rimaste sono la serie monumentale di obelischi eretti nel Parco settentrionale delle steli, che comprende le più monumentali, a partire dalla più grande conosciuta di 33 metri di altezza, crollata al suolo es pezzata in più parti, già al momento della sua erezione, mentre fa bella mostra di sé l'obelisco di Ezana di 24 metri e quello per noi famoso è quello di 23 metri che fu trovato  a terra, anch'esso spezzato in tre tronconi e trasportato a Roma nel '37 ad ornare la Piazza di Porta Capena di fronte al Ministero delle Colonie, subendo danni durante la guerra e per le successive corrosioni da inquinamento. La sua restituzione ebbe una storia travagliata, dopo la decisione che risale al 69, sembra che l'imperatore Ailé Selassié, dato il costo eccessivo dell'operazione deliberasse di farne definitivo dono all'Italia, anche perché, secondo un'altra versione, queste spese di trasporto e ricostruzione, da noi già anticipate, sembra fossero scomparse nei meandri del governo locale. 

Il complesso degli obelischi
Successivamente alla sua deposizione, furono invece rinnovate le richieste di restituzione e tra mille polemiche, la stele suddivisa nelle tre parti originali e debitamente restaurata, ritornò ad Axum nel 2005 e, dopo essere stata nuovamente ricomposta ed eretta, fu inaugurata in gran pompa nel 2008. Tuttavia aggirarsi tra queste pietre di basalto nere e gigantesche, ritte verso il cielo concede sensazioni particolari. Le tombe certo sono andate disperse, ma quasi duemila anni non sono chiacchiere e la pietra non si corrompe facilmente come la carne e rimane lì, dita mute che indicano il cielo, senza svelare a fondo il loro significato, le intenzioni di chi ha voluto erigerle, le sofferenze e le storie di chi ne ha scolpito i bordi e gli spigoli ancora vivi, i fregi misteriosi che ne scandiscono le superfici, fino alla cima, curva e tonda e non aguzza come quella dei suoi colleghi egizi, più antichi e forse, ancora più misteriosi. Al fianco della selva di steli, aghi puntuti che segnano il prato, una tomba formata da rocce ciclopiche che nasconde nel suo ventre un sarcofago di pietra misterioso, si dice contenete il corpo del re Kaleb, ma che non si riesce ad aprire come fosse un monolito senza giunture, che tuttavia suona come cavo all'interno. Misteri degni dell'interesse di Voyager? Chissà. 

Il sarcofago
Tuttavia bisogna dire che scendere questa scalinata maestosa che penetra le viscere della terra per scorgere nel chiaroscuro e nella penombra le sagome della pietra, ha un suo fascino perverso che fa volare la fantasia. Nel vicino ed interessante museo invece, trovi tutto o quasi quello che è stato trovato nelle campagne di scavo che si sono succedute nel secolo scorso. Oggetti davvero interessanti, tra l'altro comprendenti anche un sacco di anfore e monete di origine romana a testimonianza di come fossero comuni gli scambi anche a quell'epoca e, considerato che ancora il 90 per cento di quanto c'è sotto terra non è stato neppure ancora indagato, sembra che il sito sia davvero importante. Giro ancora un poco tra le pietre del parco. Il cielo è scuro, grigio, ha una gran voglia di piovere, gettare acqua su questa pietra nera, pulirla dalla polvere e dalla terra per farla diventare ancora più scura e misteriosa. Non si sa molto di questa civiltà, è vero, forse sono poche le notizie che arrivano fino a noi e così il mistero sembra ancora più profondo. Certamente il luogo, forse per la sua distanza, forse per la sua esoticità, ha un suo fascino. Torniamo all'albergo fendendo di nuovo la folla dei fedeli che sta tornando verso casa, un turbinio di veli bianchi che si gonfiano al vento della sera muovendosi come vele che si allontanano dal porto. 

La tomba delle dieci camere

SURVIVALKIT

L'ingresso della tomba
Antika traditional restaurant - Ezana Road -Axum - Ristorante addobbato in maniera tradizionale,molto frequentato, con possibilità di mangiare su tavolini all'aperto. Piatti della tradizione con classica injera. Noi abbiamo avuto pollo fritto piuttosto secco come sempre. Prezzi consueti. Bibite ben fredde prezzi normali. Servizio buono.

Brana Hotel - Camere grandi pulite anche se un po' datate, Frigo, TV. Acqua calda funzionante e dotazione bagno incluso spazzolino, cosa insolita da queste parti. Free wifi funzionante. Diciamo uno dei migliori della parte nord. Pare che costi sui 40 € o 40 $ se prenotato dall'agenzia locale. Un po' defilato dal centro ma sulla via principale. Tranquillo. Ottima colazione e buon succo di papaya.

I fianchi della stele



L'obelisco restituito
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