Visualizzazione post con etichetta Etiopia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Etiopia. Mostra tutti i post

sabato 6 febbraio 2021

Luoghi del cuore 102: Sulle rive dell'Omo

Omo river - Etiopia - marzo 2018

L'Omo è un infinito serpente di acque fangose, marroni, che si allungano quasi immobili in meandri continui in una foresta bassa e senza fine. Se arrivi alle sue rive scoscese, di terra morbida, sempre in procinto di sciogliersi alle successive piogge e di finire tra quelle acque lattiginose, non cercare tracce di vita, animali o presenze diverse. Netta è la sensazione di essere calato su un pianeta estraneo, disabitato, sul quale cercare vita aliena. Dopo aver proceduto per ore tra radure minuscole e gruppi di acacie spinose, cercando di evitare le buche fangose più grosse, puoi tentare di arrivare in un punto più elevato dal quale distinguere per un tratto maggiore il mondo verde che ti circonda. Anche Bottego sarà arrivato fin qui nella sua smania di esplorare gli ultimi territori sconosciuti alla fine dell'800, in quell'Africa spopolata, pronta per essere saccheggiata. Allora, di certo gli stessi sparuti abitanti di queste forre dimenticate, abitavano questa ultima Tule, questa terra incognita a cui attribuire nomi nuovi e segnare punti su mappe completamente bianche. Su questa sponda, largo belvedere su un Eden ancora da scoprire nelle sue difficoltà, due guerrieri Karo stavano lì le spalle volte al fiume, luogo estraneo e non amico, casa di coccodrilli ed altre presenze ostili, da evitare. 

Seduti su un tronco, immobili ad ascoltare il respiro lento della terra, una lancia e due corpi ricoperti di linee, i volti  bianchi da cui trasparivano soltanto occhi neri intenti a scrutare un mondo sempre uguale, nel quale all'improvviso è comparsa una presenza aliena e disturbante. Stavano lì, da oltre cento anni forse, ad aspettare chi arriva, che fosse un esploratore con un kepì bianco in testa per difendersi dal sole seguito da uno stuolo di portatori e dal suo sguardo di conquista o questi nuovi, carichi solo di macchine fotografiche che si guardano intorno quasi smarriti da questo immenso mondo primordiale dove non si avverte suono, né di uccello, né di insetto, quasi ogni cosa si sia estinta tranne la sfera vegetale. Dopo un tratto di tempo non misurabile, li abbiamo lasciati lì in silenzio come quando eravamo arrivati, a raccontarsi storie di antichi guerrieri, forse trasmettendoseli col pensiero. Proseguimmo ancora lentamente e con fatica nel bosco prima di trovare un gruppo di capanne di paglia dove si aggiravano rari fantasmi dal corpo dipinto con cura. Una donna terminava di apporre una serie ordinata di bolli bianchi sul viso della sorella nel silenzio assoluto. Qualche bambino più piccolo giocava nella terra muto e nudo come si sta nel mondo senza tempo.



Se ti è piaciuto questo post, ti potrebbero anche interessare:

Urali                                                            

lunedì 16 dicembre 2019

VIII conferenza AMAP sull'Etiopia

Invito tutti gli amici di Torino e dintorni che hanno una mattinata da perdere alla mia conferenza su:


ETIOPIA - Valle dell'Omo e vie del sale
Che si svolgerà nell'ambito delle conferenze dell'Associazione Museo dell'Agricoltura del Piemonte a Torino presso il Rettorato dell'Università degli Studi, Via Po 17

Giovedi 19 dicembre alle ore 10:00



Durante la presentazione si parlerà anche del mio libro
ETIOPIA -L'origine della specie




mercoledì 27 marzo 2019

Riconferenza sull'Etiopia

A tutti gli amici alessandrini, un cordiale invito a partecipare alla mia conferenza che si terrà giovedì pomeriggio 28 marzo, alle ore 15:30, presso la sala Ambra del Dopolavoro Ferroviario, Viale Brigata Ravenna, Alessandria, sul tema:

Etiopia, dalla Valle dell'Omo alla Dancalia

nell'ambito delle conferenze organizzate dall'Uni3 di Alessandria.

Nell'occasione si farà cenno anche all'uscita del mio libro-guida Etiopia, le origini della specie.


Grazie a tutti gli amici che vorranno partecipare

giovedì 21 marzo 2019

Conferenza sull'Etiopia

A tutti gli amici alessandrini, un cordiale invito a partecipare alla mia conferenza che si terrà oggi pomeriggio 21 marzo, alle ore 15:00, presso la sala conferenza dell'ISRAL, via Guasco 49 Alessandria, sul tema:

Etiopia, dalla Valle dell'Omo alla Dancalia

nell'ambito delle conferenze organizzate in collaborazione con l'Associazione Italiana Insegnanti di Geografia.

Nell'occasione si farà cenno anche all'uscita del mio libro-guida Etiopia, le origini della specie.


Grazie a tutti gli amici che vorranno partecipare

giovedì 14 marzo 2019

E' uscita la s-guida dell'Etiopia

Visto che nelle prossime due settimane farà ben tre conferenze al riguardo provvedo ad annunciarvi, come una minaccia che incomberà anche per tutto l'anno corrente, che è stata data alle stampe, con Lulu.com la Quindicesima s-guida di viaggio che utilizza lo schema delle precedenti e cioè, con la scusa di dare informazioni utili a chi voglia programmare un viaggio sulla falsariga del mio itinerario, quindi indirizzi e giudizi su hotel, ristoranti, agenzie, escursioni varie, in realtà racconto sensazioni, emozioni, storie che mi sono portato a casa o almeno cerco di farlo. E' stato di certo un grande viaggio, uno dei più belli che abbia mai fatto e che ha spaziato ragionevolmente per tutte le parti più interessanti e note di quel difficile paese.

Il paese di cui racconto questa volta è la repubblica dell'Etiopia, stato dalla storia complessa che molto si differenzia in generale dagli altri vicini africani. Si tratta di un paese piuttosto complicato e faticoso da percorrere, per clima, orografia, e condizioni generali varie: tuttavia come pochi altri dà forti sensazioni e permette di vedere realtà poco comuni da ogni punto di vista, etnografico soprattutto,ma anche naturalistico, storico e religioso. Al momento è ancora turisticamente poco gettonato, ma ha un potenziale straordinario, a questo riguardo. Penso che questo libro possa essere di qualche utilità per chi progetta un viaggio laggiù e anche per coloro che sono interessati solamente a leggere storie di mondi lontani e certamente molto diversi dal nostro.

E' disponibile sia la versione cartacea per gli amanti del solido che quella e-book ad un prezzo di affezione, cliccando sui due appositi bottoni sotto la copertina.


Grazie a tutti coloro che vorranno aggiungere alla loro biblioteca anche questo mio lavoretto.

        Support independent publishing: Buy this e-book on Lulu.    Clikka qui a sinistra per comprare l'eBook


Support independent publishing: Buy this book on Lulu.  Clikka qui a sinistra per comprare il libro

venerdì 14 dicembre 2018

Regali di Natale

Se non sapete cosa fare, se vi trovate nell'impiccio di non avere ancora un regalo pronto per i vostri amici e perché no, per voi stessi, siete ancora in tempo: per Natale regalate un libro.

Meglio ancora regalate un mio libro! In questo modo farete felici coloro ai quali farete il regalo, voi stessi e anche me!

Clikkando il link qui sotto sarete indirizzati alla mia pagina/autore di Lulu.com, nella quale troverete tutti i 17 titoli delle mie S-guide di viaggio e dei compendi degli scritti del blog di tre anniin tre anni, già pubblicati e le relative versioni e-book.

Ecco il link da clikkare:



Il mio ultimo libro è la guida dell'Etiopia ottenibile clikkando questo pulsante:
Support independent publishing: Buy this book on Lulu.




Grazie a tutti


giovedì 6 settembre 2018

Etiopia 63 - 99 motivi + 1 per visitare l'Etiopia


Raccontandovi di questo paese per oltre due mesi, vi ho dato di certo sufficienti motivazioni per intraprendere il viaggio, tuttavia se ancora non bastasse, oltre a ricordarvi il senso di selvaggio e di inesplorato che si respira continuamente quando si cerca di raggiungere luoghi di leggenda come le sorgenti del Nilo, la Rift Valley, la Valle dell’Omo, Lalibela, la depressione della Dancalia, la chiesa dell’arca dell’alleanza, vi voglio ancora elencare una piccola serie di spunti per cui sottolineo, per l’ennesima volta quali potrebbero essere gli ulteriori motivi, o potremmo anche chiamarle scuse, per le quali varrebbe la pena di imbarcarsi in questa che, a buon titolo, potreste anche definire avventura:
  • ·        Cercare di scoprire l’anima della città mentre vai a comprare dei materassi e da qui iniziare a percorrere i sentieri degli antichi esploratori che hanno esplorato questo selvatico paese
  • ·        Stupirsi davanti alle file di manichini steatopigi
  • ·        Avere il primo impatto con l’injera
  • ·        Perdersi lungo la strada tra carretti, cavalli, zebù, montoni, asinelli e tuktuk
  • ·        Cantare canzoni tradizionali mentre si viaggia
  • ·        Cogliere le varie differenze tra tukul e case di fango
  • ·        Guardare passare un funerale con le donne che pregano avvolte in scialli bianchi
  • ·        Tentare di procurarsi una SIM alla locale Telecom
  • ·        Guardare esterrefatti i vicini al bar che bevono un cocktail di vino, birra e coca cola
  • ·        Bucare in continuazione le gomme dell’auto perché il gommista le ha montate male
  • ·        Girare nella foresta per arrivare al villaggio dei Surma, ballare tutta la sera e dormire in tenda
  • ·        Vedere il villaggio che si sveglia all’alba
  • ·        Essere circondato da uomini nudi col kalashnikov in spalla
  • ·        Rimirare le dimensioni dei piattelli labiali delle donne Surma
  • ·        Chiacchierare col capo villaggio mentre mangia la polenta dopo aver posato a terra il mitra
  • ·        Far colazione al paese sotto gli occhi dei pastorelli curiosi
  • ·        Cercare di non bere la birra “artigianale” offerta dagli anziani nel bar del paese
  • ·        Arrivare alla Rift Valley attraverso una pista difficile tra dikdik ed antilopi lontane
  • ·        Sbarrare i finestrini per evitare le mosche tzetze
  • ·        Sorridere alle donne di un villaggio Nyangatom per ingraziarsele
  • ·        Cenare al buio per evitare di essere assaliti da insetti e cavallette
  • ·        Correre lungo una pista nel bush tra pozze di fango, uccellini coloratissimi e gruppi di faraone pigolanti
  • ·        Arrivare alla grande ansa dell’Omo e girare per un villaggio Karo stupendosi delle pitture corporali
  • ·        Girare per il mercato degli Hamer aTurmi
  • ·        Assistere alla cerimonia del salto dei tori, rimanendo esterrefatti davanti alle ragazze che si fanno frustare dai mazà
  • ·        Dormire in un campeggio festeggiando un compleanno con un capretto allo spiedo e vino locale
  • ·        Traversare l’Omo su una canoa di tronco intagliato
  • ·        Visitare un villaggio di Daasenek e assistere alle loro danze
  • ·        Aggirarsi in un mercato dei Banna tra ubriachi e donne con le mezze zucche in testa
  • ·        Visitare il museo etnografico di Jinka accompagnati da un ragazzino
  • ·        Traversare il parco Mago per cercare un isolato villaggio di Mursi e stupirsi per i fantasiosi copricapi e le pitture sul corpo, oltre che per gli enormi piattelli delle donne
  • ·        Osservare le tremende scarificazioni su braccia e corpo delle ragazze di un villaggio di Bumi
  • ·        Essere invitati nel ristorante della mamma di Lalo e mangiare pollo e injera
  • ·        Andare a vedere la sua nuova casa che sta crescendo sul suo terreno in attesa di una moglie
  • ·        Visitare un villaggio Arboré e rimanere un po’ tra la sua poverissima gente
  • ·        Andare al grande mercato dove si mescolano Banna e Tsemay tra pettinature fantasiose, bandoliere di conchiglie, mantelli di pelli e corpi scultorei, cercando di evitare gli ubriachi
  • ·        Essere invitati in una capanna di pastori Banna a bere un infuso di gusci di caffè
  • ·        Visitare una città fortificata dei Konso e comprare giocattoli di balsa
  • ·        Bersi una birra fresca nel parco del Bekele Molle ammirando il paesaggio del lago Chamo
  • ·        Andare in giro per il lago su una barchetta tra ippopotami, coccodrilli e una ricchissima fauna avicola
  • ·        Accarezzare i dikdik che passeggiano come cagnolini tra i tavoli del ristorante
  • ·        Andare al mercato dei Chencha a oltre 3000 metri con una guida rasta
  • ·        Fermarsi ad un villaggio Dorze con le capanne a forma di elefante e vedere la produzione delle gallette di farina di falso banano e mangiarle con miele e peperoncino e un bicchiere di idromele
  • ·        Dormire in un bungalow sulla falesia con una spettacolare vista del lago
  • ·        Resistere alla puzza del mercato del pesce del lago Awassa tra centinaia di marabù svolazzanti
  • ·        Andare a vedere ippopotami e altri uccelli, tra voli di pellicani, cormorani e aironi
  • ·        Camminare sulle colline del parco di Bale tra antilopi, gazzelle, nyala e facoceri
  • ·        Assistere alla cerimonia del caffè e bersene uno buono buono
  • ·        Riuscire a vedere il famoso e rarissimo lupo rosso etiope sul plateau Sanetti
  • ·        Arrivare ai 4377 metri della seconda vetta dell’Etiopia tra carovane di nomadi a cavallo
  • ·        Chiacchierare con una coppia di americani che viaggiano con jeep e tenda da 5 anni
  • ·        Fare foto di nascosto alle donne musulmane al mercato di Dashin
  • ·        Discutere col cuoco su cosa sia la pasta alla carbonara
  • ·        Scoprire che il wifi è stato sospeso in tutta la regione per i disordini avvenuti
  • ·        Girare per il parco del lago, tra struzzi, gazzelle e flamingos che planano sull’acqua
  • ·        Scendere nel fondo del canon per attraversare il Nilo azzurro (Abey) su una strada devastata
  • ·        Ammirare la bellezza del lago Tana e dell’isola col monastero della Vergine Maria
  • ·        Andare alle cascate dopo le sorgenti del Nilo traversando ponti antichi e nuovi
  • ·        Vistare i palazzi reali del regno di Gondar
  • ·        Fare un trekking nel parco del Simien alla ricerca dei Babbuini gelada e della cascata in secca
  • ·        Essere sempre accompagnati da guardie armate di mitra, non si sa se per sicurezza o per farli campare
  • ·        Assistere alle cerimonie della cattedrale di Axum e visitare le antiche chiese e il museo
  • ·        Fare foto a delle signore sorridenti che ti lasciano l’indirizzo affinché tu gliele spedisca
  • ·        Rimanere con la testa in su davanti agli obelischi di Axum tra cui quello restituito dall’Italia
  • ·        Passare da antiche chiese fino a monasteri su rocce inaccessibili a pochi chilometri dall’Eritrea, rimanendo a guardare i monaci che salgono sulle funi con agilità
  • ·        Entrare nella antica chiesa scavata nella roccia di Mukro bruciata dalla regina Falascià
  • ·        Passare da Adua per arrivare a Makallé mentre questi nomi ti riportano alla mente avventure coloniali  e tragedie lontane nel tempo
  • ·        Affrontare la bellissima strada per arrivare alla depressione della Dancalia e godere di un paesaggio unico
  • ·        Correre sul lago salato e guardare la cava disale con gente che scava a 50°C di temperatura
  • ·        Guardare le carovane del sale che si allontanano nel tramonto
  • ·        Dormire à la belle étoile sotto il cielo stellato del deserto
  • ·        Rimanere attoniti davanti alla zona vulcanica di Dullah e dei suoi colori
  • ·        Passeggiare tra i pinnacoli delle montagne di sale
  • ·        Aggirarsi tra le pozze di potassa ribollenti a diversa densità
  • ·        Fare il bagno in una pozza salatissima e rimanere a galla
  • ·        Prender un caffè in un villaggio pieno di ceffi diTigrini e Amer armati fino ai denti e dalle facce inquietanti
  • ·        Dormire sul pavimento in una casa privata di Abala
  • ·        Controllare il quaderno di matematica di un bambino che prende tutti bei voti, mentre sta tornando a casa da scuola
  • ·        Fare ore ed ore di pista infernale tra sabbia e lava per arrivare all’Arta Ale
  • ·        Ascendere alla caldera sul cammello smerigliandosi le chiappe, non vedere niente, dormire tra i topi e ridiscendere morendo quasi di caldo, aiutato dal fuciliere
  • ·        Passeggiare in un mercato di bestiame tra belle ragazze con pettinature elaborate
  • ·        Prendere il caffè mentre Lalo tacchina le belle cameriere quando lo servono
  • ·        Percorrere bellissimi paesaggi di montagna tra valli e alture scoscese
  • ·        Assistere alla cerimonia notturna di Pasqua tra canti, preghiere e candele accese
  • ·        Visitare le chiese monolitiche di Lalibela, una delle meraviglie dell’Africa
  • ·        Mangiare un pollo impanato davvero buono al ristorante Unique che tiene anche i corsi di cucina
  • ·        Andare alla messa nella chiesetta del monastero di Neakutoleab nascosta in una caverna
  • ·        Farsi benedire da un pope con l’antichissima croce sacra
  • ·        Comprare manghi, papaye e anone in un mercato di frutta di Dessié
  • ·        Ritrovare la confusione di Addis Abeba e del suo traffico congestionato
  • ·        Mangiarsi un gelato italiano per risentire un po’ del sapore di casa
  • ·        Visitare il museo di Addis e rimanere scossi davanti allo scheletro di Lucy
  • ·        Girare per il palazzo di Hailé Selassié fino alla sua camera da letto e vedere la bellissima collezione di icone
  • ·        Ammirare gli affreschi della battaglia di Adua nella chiesa di S.Giorgio
  • ·        Assistere ad una cerimonia funebre nella cattedrale e vedere le tombe dell’imperatore
  • ·        Passeggiare nel cimitero che la circonda cercando le tombe delle vittime della strage del ‘36
  • ·        Andare a pranzare all’Hotel Taitù e apprezzare l’atmosfera coloniale
  • ·        Girare per le bancarelle ed i negozi del Merkato facendo attenzione al portafoglio
  • ·        Andare a comprare un po’ di caffè per portarsi a casa un po’ del profumo di questo straordinario paese

E infine
  • ·        Salutare per l’ultima volta gli amici che ti hanno assistito per un mese mentre scarichi i bagagli per ritornare a casa.








Where I've been - Ancora troppi spazi bianchi!!! Siamo a 125 (a seconda dei calcoli) su 250!