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mercoledì 27 marzo 2019

Riconferenza sull'Etiopia

A tutti gli amici alessandrini, un cordiale invito a partecipare alla mia conferenza che si terrà giovedì pomeriggio 28 marzo, alle ore 15:30, presso la sala Ambra del Dopolavoro Ferroviario, Viale Brigata Ravenna, Alessandria, sul tema:

Etiopia, dalla Valle dell'Omo alla Dancalia

nell'ambito delle conferenze organizzate dall'Uni3 di Alessandria.

Nell'occasione si farà cenno anche all'uscita del mio libro-guida Etiopia, le origini della specie.


Grazie a tutti gli amici che vorranno partecipare

giovedì 21 marzo 2019

Conferenza sull'Etiopia

A tutti gli amici alessandrini, un cordiale invito a partecipare alla mia conferenza che si terrà oggi pomeriggio 21 marzo, alle ore 15:00, presso la sala conferenza dell'ISRAL, via Guasco 49 Alessandria, sul tema:

Etiopia, dalla Valle dell'Omo alla Dancalia

nell'ambito delle conferenze organizzate in collaborazione con l'Associazione Italiana Insegnanti di Geografia.

Nell'occasione si farà cenno anche all'uscita del mio libro-guida Etiopia, le origini della specie.


Grazie a tutti gli amici che vorranno partecipare

giovedì 14 marzo 2019

E' uscita la s-guida dell'Etiopia

Visto che nelle prossime due settimane farà ben tre conferenze al riguardo provvedo ad annunciarvi, come una minaccia che incomberà anche per tutto l'anno corrente, che è stata data alle stampe, con Lulu.com la Quindicesima s-guida di viaggio che utilizza lo schema delle precedenti e cioè, con la scusa di dare informazioni utili a chi voglia programmare un viaggio sulla falsariga del mio itinerario, quindi indirizzi e giudizi su hotel, ristoranti, agenzie, escursioni varie, in realtà racconto sensazioni, emozioni, storie che mi sono portato a casa o almeno cerco di farlo. E' stato di certo un grande viaggio, uno dei più belli che abbia mai fatto e che ha spaziato ragionevolmente per tutte le parti più interessanti e note di quel difficile paese.

Il paese di cui racconto questa volta è la repubblica dell'Etiopia, stato dalla storia complessa che molto si differenzia in generale dagli altri vicini africani. Si tratta di un paese piuttosto complicato e faticoso da percorrere, per clima, orografia, e condizioni generali varie: tuttavia come pochi altri dà forti sensazioni e permette di vedere realtà poco comuni da ogni punto di vista, etnografico soprattutto,ma anche naturalistico, storico e religioso. Al momento è ancora turisticamente poco gettonato, ma ha un potenziale straordinario, a questo riguardo. Penso che questo libro possa essere di qualche utilità per chi progetta un viaggio laggiù e anche per coloro che sono interessati solamente a leggere storie di mondi lontani e certamente molto diversi dal nostro.

E' disponibile sia la versione cartacea per gli amanti del solido che quella e-book ad un prezzo di affezione, cliccando sui due appositi bottoni sotto la copertina.


Grazie a tutti coloro che vorranno aggiungere alla loro biblioteca anche questo mio lavoretto.

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giovedì 6 settembre 2018

Etiopia 63 - 99 motivi + 1 per visitare l'Etiopia


Raccontandovi di questo paese per oltre due mesi, vi ho dato di certo sufficienti motivazioni per intraprendere il viaggio, tuttavia se ancora non bastasse, oltre a ricordarvi il senso di selvaggio e di inesplorato che si respira continuamente quando si cerca di raggiungere luoghi di leggenda come le sorgenti del Nilo, la Rift Valley, la Valle dell’Omo, Lalibela, la depressione della Dancalia, la chiesa dell’arca dell’alleanza, vi voglio ancora elencare una piccola serie di spunti per cui sottolineo, per l’ennesima volta quali potrebbero essere gli ulteriori motivi, o potremmo anche chiamarle scuse, per le quali varrebbe la pena di imbarcarsi in questa che, a buon titolo, potreste anche definire avventura:
  • ·        Cercare di scoprire l’anima della città mentre vai a comprare dei materassi e da qui iniziare a percorrere i sentieri degli antichi esploratori che hanno esplorato questo selvatico paese
  • ·        Stupirsi davanti alle file di manichini steatopigi
  • ·        Avere il primo impatto con l’injera
  • ·        Perdersi lungo la strada tra carretti, cavalli, zebù, montoni, asinelli e tuktuk
  • ·        Cantare canzoni tradizionali mentre si viaggia
  • ·        Cogliere le varie differenze tra tukul e case di fango
  • ·        Guardare passare un funerale con le donne che pregano avvolte in scialli bianchi
  • ·        Tentare di procurarsi una SIM alla locale Telecom
  • ·        Guardare esterrefatti i vicini al bar che bevono un cocktail di vino, birra e coca cola
  • ·        Bucare in continuazione le gomme dell’auto perché il gommista le ha montate male
  • ·        Girare nella foresta per arrivare al villaggio dei Surma, ballare tutta la sera e dormire in tenda
  • ·        Vedere il villaggio che si sveglia all’alba
  • ·        Essere circondato da uomini nudi col kalashnikov in spalla
  • ·        Rimirare le dimensioni dei piattelli labiali delle donne Surma
  • ·        Chiacchierare col capo villaggio mentre mangia la polenta dopo aver posato a terra il mitra
  • ·        Far colazione al paese sotto gli occhi dei pastorelli curiosi
  • ·        Cercare di non bere la birra “artigianale” offerta dagli anziani nel bar del paese
  • ·        Arrivare alla Rift Valley attraverso una pista difficile tra dikdik ed antilopi lontane
  • ·        Sbarrare i finestrini per evitare le mosche tzetze
  • ·        Sorridere alle donne di un villaggio Nyangatom per ingraziarsele
  • ·        Cenare al buio per evitare di essere assaliti da insetti e cavallette
  • ·        Correre lungo una pista nel bush tra pozze di fango, uccellini coloratissimi e gruppi di faraone pigolanti
  • ·        Arrivare alla grande ansa dell’Omo e girare per un villaggio Karo stupendosi delle pitture corporali
  • ·        Girare per il mercato degli Hamer aTurmi
  • ·        Assistere alla cerimonia del salto dei tori, rimanendo esterrefatti davanti alle ragazze che si fanno frustare dai mazà
  • ·        Dormire in un campeggio festeggiando un compleanno con un capretto allo spiedo e vino locale
  • ·        Traversare l’Omo su una canoa di tronco intagliato
  • ·        Visitare un villaggio di Daasenek e assistere alle loro danze
  • ·        Aggirarsi in un mercato dei Banna tra ubriachi e donne con le mezze zucche in testa
  • ·        Visitare il museo etnografico di Jinka accompagnati da un ragazzino
  • ·        Traversare il parco Mago per cercare un isolato villaggio di Mursi e stupirsi per i fantasiosi copricapi e le pitture sul corpo, oltre che per gli enormi piattelli delle donne
  • ·        Osservare le tremende scarificazioni su braccia e corpo delle ragazze di un villaggio di Bumi
  • ·        Essere invitati nel ristorante della mamma di Lalo e mangiare pollo e injera
  • ·        Andare a vedere la sua nuova casa che sta crescendo sul suo terreno in attesa di una moglie
  • ·        Visitare un villaggio Arboré e rimanere un po’ tra la sua poverissima gente
  • ·        Andare al grande mercato dove si mescolano Banna e Tsemay tra pettinature fantasiose, bandoliere di conchiglie, mantelli di pelli e corpi scultorei, cercando di evitare gli ubriachi
  • ·        Essere invitati in una capanna di pastori Banna a bere un infuso di gusci di caffè
  • ·        Visitare una città fortificata dei Konso e comprare giocattoli di balsa
  • ·        Bersi una birra fresca nel parco del Bekele Molle ammirando il paesaggio del lago Chamo
  • ·        Andare in giro per il lago su una barchetta tra ippopotami, coccodrilli e una ricchissima fauna avicola
  • ·        Accarezzare i dikdik che passeggiano come cagnolini tra i tavoli del ristorante
  • ·        Andare al mercato dei Chencha a oltre 3000 metri con una guida rasta
  • ·        Fermarsi ad un villaggio Dorze con le capanne a forma di elefante e vedere la produzione delle gallette di farina di falso banano e mangiarle con miele e peperoncino e un bicchiere di idromele
  • ·        Dormire in un bungalow sulla falesia con una spettacolare vista del lago
  • ·        Resistere alla puzza del mercato del pesce del lago Awassa tra centinaia di marabù svolazzanti
  • ·        Andare a vedere ippopotami e altri uccelli, tra voli di pellicani, cormorani e aironi
  • ·        Camminare sulle colline del parco di Bale tra antilopi, gazzelle, nyala e facoceri
  • ·        Assistere alla cerimonia del caffè e bersene uno buono buono
  • ·        Riuscire a vedere il famoso e rarissimo lupo rosso etiope sul plateau Sanetti
  • ·        Arrivare ai 4377 metri della seconda vetta dell’Etiopia tra carovane di nomadi a cavallo
  • ·        Chiacchierare con una coppia di americani che viaggiano con jeep e tenda da 5 anni
  • ·        Fare foto di nascosto alle donne musulmane al mercato di Dashin
  • ·        Discutere col cuoco su cosa sia la pasta alla carbonara
  • ·        Scoprire che il wifi è stato sospeso in tutta la regione per i disordini avvenuti
  • ·        Girare per il parco del lago, tra struzzi, gazzelle e flamingos che planano sull’acqua
  • ·        Scendere nel fondo del canon per attraversare il Nilo azzurro (Abey) su una strada devastata
  • ·        Ammirare la bellezza del lago Tana e dell’isola col monastero della Vergine Maria
  • ·        Andare alle cascate dopo le sorgenti del Nilo traversando ponti antichi e nuovi
  • ·        Vistare i palazzi reali del regno di Gondar
  • ·        Fare un trekking nel parco del Simien alla ricerca dei Babbuini gelada e della cascata in secca
  • ·        Essere sempre accompagnati da guardie armate di mitra, non si sa se per sicurezza o per farli campare
  • ·        Assistere alle cerimonie della cattedrale di Axum e visitare le antiche chiese e il museo
  • ·        Fare foto a delle signore sorridenti che ti lasciano l’indirizzo affinché tu gliele spedisca
  • ·        Rimanere con la testa in su davanti agli obelischi di Axum tra cui quello restituito dall’Italia
  • ·        Passare da antiche chiese fino a monasteri su rocce inaccessibili a pochi chilometri dall’Eritrea, rimanendo a guardare i monaci che salgono sulle funi con agilità
  • ·        Entrare nella antica chiesa scavata nella roccia di Mukro bruciata dalla regina Falascià
  • ·        Passare da Adua per arrivare a Makallé mentre questi nomi ti riportano alla mente avventure coloniali  e tragedie lontane nel tempo
  • ·        Affrontare la bellissima strada per arrivare alla depressione della Dancalia e godere di un paesaggio unico
  • ·        Correre sul lago salato e guardare la cava disale con gente che scava a 50°C di temperatura
  • ·        Guardare le carovane del sale che si allontanano nel tramonto
  • ·        Dormire à la belle étoile sotto il cielo stellato del deserto
  • ·        Rimanere attoniti davanti alla zona vulcanica di Dullah e dei suoi colori
  • ·        Passeggiare tra i pinnacoli delle montagne di sale
  • ·        Aggirarsi tra le pozze di potassa ribollenti a diversa densità
  • ·        Fare il bagno in una pozza salatissima e rimanere a galla
  • ·        Prender un caffè in un villaggio pieno di ceffi diTigrini e Amer armati fino ai denti e dalle facce inquietanti
  • ·        Dormire sul pavimento in una casa privata di Abala
  • ·        Controllare il quaderno di matematica di un bambino che prende tutti bei voti, mentre sta tornando a casa da scuola
  • ·        Fare ore ed ore di pista infernale tra sabbia e lava per arrivare all’Arta Ale
  • ·        Ascendere alla caldera sul cammello smerigliandosi le chiappe, non vedere niente, dormire tra i topi e ridiscendere morendo quasi di caldo, aiutato dal fuciliere
  • ·        Passeggiare in un mercato di bestiame tra belle ragazze con pettinature elaborate
  • ·        Prendere il caffè mentre Lalo tacchina le belle cameriere quando lo servono
  • ·        Percorrere bellissimi paesaggi di montagna tra valli e alture scoscese
  • ·        Assistere alla cerimonia notturna di Pasqua tra canti, preghiere e candele accese
  • ·        Visitare le chiese monolitiche di Lalibela, una delle meraviglie dell’Africa
  • ·        Mangiare un pollo impanato davvero buono al ristorante Unique che tiene anche i corsi di cucina
  • ·        Andare alla messa nella chiesetta del monastero di Neakutoleab nascosta in una caverna
  • ·        Farsi benedire da un pope con l’antichissima croce sacra
  • ·        Comprare manghi, papaye e anone in un mercato di frutta di Dessié
  • ·        Ritrovare la confusione di Addis Abeba e del suo traffico congestionato
  • ·        Mangiarsi un gelato italiano per risentire un po’ del sapore di casa
  • ·        Visitare il museo di Addis e rimanere scossi davanti allo scheletro di Lucy
  • ·        Girare per il palazzo di Hailé Selassié fino alla sua camera da letto e vedere la bellissima collezione di icone
  • ·        Ammirare gli affreschi della battaglia di Adua nella chiesa di S.Giorgio
  • ·        Assistere ad una cerimonia funebre nella cattedrale e vedere le tombe dell’imperatore
  • ·        Passeggiare nel cimitero che la circonda cercando le tombe delle vittime della strage del ‘36
  • ·        Andare a pranzare all’Hotel Taitù e apprezzare l’atmosfera coloniale
  • ·        Girare per le bancarelle ed i negozi del Merkato facendo attenzione al portafoglio
  • ·        Andare a comprare un po’ di caffè per portarsi a casa un po’ del profumo di questo straordinario paese

E infine
  • ·        Salutare per l’ultima volta gli amici che ti hanno assistito per un mese mentre scarichi i bagagli per ritornare a casa.








martedì 4 settembre 2018

Etiopia 62 - Considerazioni finali


Donna Surma


Al mercato
Sono passati quasi cinque mesi dal mio ritorno dalla terra etiope ed oltre un paio, li ho trascorsi a raccontarvi per filo e per segno il mio itinerario, condito dal tentativo, difficile, di infilarci in mezzo tutte le sensazioni e le emozioni che ho vissuto. Non so se sono riuscito a comunicarvi lo stupore ed allo stesso tempo la soddisfazione per le cose che ho visto, inaspettate e per quelle previste, che speravo di vedere e che si sono rivelate ancor più interessanti di quanto mi figuravo. E' difficile trasferire tutto questo sulla carta, mentre è molto più semplice raccontare il filo logico di un viaggio, la scaletta prevista, gli indirizzi, le indicazioni, pur necessarie ma molto meno bisognose di capacità scriptoria ed affabulatoria e soprattutto, dell'abilità nel tradurre in parole convincenti, i sentimenti. Tutavia alla fine corre sempre l'obligo, e questa è una abitudine che mi viene dai miei passati lavorativi, di fare il consuntivo dell'esperienza vissuta, del lavoro fatto. Cominciamo col dire che l'Etiopia è un paese che non tradisce le promesse, come previsto infatti, mi sembra che in generale  sia una delle mete più interessanti del continente africano. Presenta infatti molti aspetti diversi di attrazione che lo avvantaggiano nei confronti di altri, pur imperdibili, ma che di queste caratteristiche ne presentano solo una o due, anche se magari in misura maggiore, che li rende per questo più famosi e desiderabili. 

Gelasa
Cominciamo dall'aspetto naturalistico che racconta di paesaggi estremi, di vastità infinite, di montagne scabre ed altissime, di acrocori costellati da ambe e picchi isolati, da deserti unici e assoluti, vulcani, manifestazioni telluriche e campi di lava, collane di laghi bellissimi ed isolati dal mondo, foreste e savane, una varietà straordinaria di terreni agricoli, fiumi segreti e famosi che scavano canon primordiali, parchi naturali con una vita animale più rara e difficile da vedere, ma forse ancor più stuzzicante, specie endemiche uniche e direi che tutto questo è da solo una valida ragione per un viaggio. Poi abbiamo tutta la parte etnografica, che senza dubbio è la più ricca ed interessante del continente, con un gran numero di tribù diverse tra loro che si possono incontrare con relativa facilità e che ancora mostrano in pieno le loro più spettacolari e visibili tradizioni anche nella vita di ogni giorno. Ancora, abbiamo tutta la parte storica, che inizia addirittura dallo scheletro di Lucy di oltre tre milioni di anni, ai regni medioevali, per arrivare agli imperi moderni, gli unici che si opposero con un certo successo alla colonizzazione e questo, per noi italiani, che siamo, volenti o nolenti, parti in causa, rimane un aspetto di grande interesse. 

Lalibela
Naturalmente tutto ciò sottende alla parte archeologica e monumentale, con le rovine e le steli dei regni axumiti, la regina di Saba, i palazzi di Gondar e tutta la serie di edifici religiosi rupestri o addirittura scavati nella roccia in un unico monolite, cose assolutamente uniche al mondo per la loro bellezza e rarità. C'è poi l'aspetto religioso, che parte dalla possibilità di avvicinarsi, partecipando anche alle loro cerimonie, a uno dei più antichi movimenti originali cristiani, quello dell'ortodossia etiope, ma anche del suo rapporto con la minoranza musulmana, le tante credenze animiste tribali oppure, ultima curiosità, alla realtà più recente, forse più un credo filosofico che religioso, della chiesa rastafariana. Non si può infine dimenticare che questa è una terra i cui segreti, dalla supposta Arca dell'alleanza delle origini, alle sorgenti del Nilo, sono sempre stati quasi irraggiungibili e misteriosi, oggetto della curiosità e del coraggio di esploratori famosi, anche morti nel tentativo vano di arrivare a queste mete sognate. Qualcuno potrebbe obiettare, che molto di più sul livello archeologico, troverai in Egitto o che ben più ricchi e accattivanti sono i parchi della Tanzania, tutto vero, ma nessun paese in Africa, presenta a mio parere, questa ricchezza di interessi diversi ed a questo livello. Dunque confermo che questo è assolutamente un viaggio da fare. Un mese serve per vedere le cose principali; per chi invece ha solo 15 giorni, sceglierei tra giro nord o giro sud, rimandando la parte trascurata ad una seconda eventuale visita. Tuttavia non si può non accennare al fatto che si tratta di un viaggio impegnativo e faticoso (non difficile, eh!). 

Dancalia
Per chi non è in buona forma fisica o condizioni di salute disomogenee, potrebbero esserci delle difficoltà, intanto perché siamo in un paese del terzo mondo e in caso di bisogno medico, ci potrebbero essere delle difficoltà. Perché dico un viaggio impegnativo? Considerate che per un mese vi troverete in un clima abbastanza perfido, con punte di caldo che possono arrivare a 50°C in Dancalia, ma anche a 5/8°C nei parchi dimontagna, magari con piogge intense; che l'altitudine sarà sempre attorno ai 2000 m, ma anche e per giorni interi oltre i 3000 m., mentre poi precipiterete anche a 100 metri sotto il ivello del mare. Avrete di certo, come tutti, anche se starete attentissimi, delle difficoltà alimentari, con frequenti problemi gastrointestinali ed una dieta molto poco variata che pochi ameranno ed inoltre non potrete esimervi (datemi retta mi raccomando) da alcune vaccinazioni di base tra cui l'antimalarica, dato che questa malattia è frequentissima, soprattutto nelle regioni del sud, che sono anche le più interessanti. Inoltre dovrete percorrere una sbarcata di chilometri (per noi quasi 7000) dei quali, quasi la metà su piste spesso difficili, che metteranno a dura prova le vostre schiene e chiappe, oltre ai dischi intervertebrali, per chi ha di questi problemi. Inoltre dovrete dimostrare una certa adattabilità, in quanto molti dei posti più interessanti, non dispongono di strutture gradite agli occidentali, spesso dovrete dormire in tenda o anche à la belle étoile, se vorrete avere le migliori esperienze della vita di villaggi davvero genuini e isolati o in aree di deserto assoluto. Non vorre con quanto detto avervi scoraggiato, ma ripeto che questo è un viaggio impegnativo, specialmente se vi includerete qualche trekking, anche minimo, nelle aree naturalistiche più importanti (ad oltre 3000 metri si fa fatica a camminare, ve lo assicuro). 

Scarificazioni rituali
Certo tutto questo va ricordato di più a quanti come me, sono ormai dei poveri vecchietti sulla strada del tramonto, per i baldi giovanotti rotti ad ogni esperienza e palestratissimi, naturalmente i problemi sono minori, anche se magari latita la voglia. Bene, per il resto invece tutto facile perché si tratta di un viaggio che si può fare anche a budget limitato (se ci si accontenta) e logisticamente semplice e bene assistito, se vi affiderete alle persone giuste. Qualcuno lo affronta anche zaino in spalla e mezzi locali, ne ho visti girare a piedi o addirittura in bicicletta, ma qui le dificoltà a cui ho accennato potrebbero diventare insormontabili, per me almeno. Non mi farei spaventare invece dal problema sicurezza o dalla vista dello sproporzionato numero di persone che girano con il mitra a tracolla. Con le dovute cautele, non mi sembra che ci si debba preoccupare più di tanto di questo aspetto ed i kalashnikov, a cui ci si abitua in fretta, sembrano spesso più un residuo di un passato anche recente, ma,per ora destinato ad essere confinato nell'area del folklore e alla fine serviranno soprattutto per i selfie. Ho visto anche giovani ragazze bionde vagare sole in bici o su mezzi locali, apparentemete senza troppi problemi, tanto per dire. In generale, come sempre non vorrei dare giudizi avventati sul paese, esercizio piuttosto sciocco con un solo mese di esperienza in loco, tuttavia di certo bisogna dire, che questa nazione, che si sta sovrappopolando (siamo già oltre 100 milioni di abitanti), pur cercando di afferrare il treno dello sviluppo mondialistico che percorre il continente, lo fa con un certo affanno. 

Arboré
Si vede un certo fervore di attività, di costruzioni dappertutto, qualche timido tentativo di industrializzazione e di meccanizzazione agricola e l'ennesima presenza di stranieri, soprattutto come sempre cinesi, nel settore delle grandi opere, dove però siamo presenti anche noi, ma la povertà è ancora molto dura e feroce, molto essendo legato ad una agricoltura in larga parte di autoconsumo, condizionatissima alle situazioni climatiche, che rendono sempre consuete le parole carestia e fame. Il turismo, che pure è una attività destinata a svilupparsi, è ancora molto grezzo e lontano dai grandi numeri, questo sarà egoisticamente un bene per chi ci va, ma è ancora lontano dall'apporto di lavoro e giro di danaro diffuso, che ha indotto mutazioni significtive in diverse parti del mondo. Come ho trovato la gente? Quelli che hai la possibilità di conoscere a fondo o perché ne rimani a contatto piuttosto a lungo o con le quali hai qualche rapporto più complesso, si rivelano essere di grandissima gentilezza e umanità, fieri sempre di poter mostrare il loro paese, grati se dimostri interesse per le loro cose o la loro cultura, disponibili ad una grande ed imbarazzante ospitalità. Quando invece giri tra la folla, per i mercati o nei luoghi dove si raduna la gente, sarà forse per i particolari tratti somatici o per un atteggiamento di ritrosia innata, non vedi molti sorrisi, anzi la sensazione, certamente errata, è, in determinati casi, di una sorta di ostilità generica, di occhi aggrottati, di sguardi che ti chiedono cosa stai cercando.

Un caffé
Certamente questa mancanza di feeling è accuita dalla esagerata presenza di armi o dallo stato di alterazione provocato al pomeriggio dalle abbondanti libagioni, mentre poi nella realtà tutto rimane allo stato teorico. Si dice certo che molti di questi popoli, gli Amar della Dancalia a molte tribù della valle dell'Omo, come i Mursi oi Surma e anche molti altri, siano naturalmente piuttosto fumantini e poco inclini alla trattativa, ma di più all'azione e sarà anche vero, rinvangando la storia anche recente, ma io credo, avendolo toccato con mano, che alla fine, quando stai tutta la giornata con la gente di un villaggio, che all'inizio stava sulle sue, dopo cena finisce sembra in balli, grandi bevute e pacche sulle spalle. Insomma non stiamo alla prima impressione. Comunque, tanto per tirare le conclusioni, direi che in Etiopia è bene andarci il prima possibile, prima che alcune cose si vadano perdendo e senza timori, anzi direi che chi può, dovrebbe approfittare per fare anche qualche puntata nei dintorni, che qualcuno diceva ancora piuttosto off limit, ma che stando a quanto ho visto e cioè, il contatto con molti viaggiatori che ci andavano attravesando quei confini così vicini, sono oggi, almeno in parte ritornate mete possibili e mi riferisco a Gibouti, Somalia, Sudan e adesso, dopo che finalmente è scoppiata la pace, Eritrea. Allora, il mondo è grande, non rinunciamoci!

Affreschi


Axum
Mursi
Bimba Tigrina
Nyala

Where I've been - Ancora troppi spazi bianchi!!! Siamo a 125 (a seconda dei calcoli) su 250!