giovedì 6 settembre 2018

Etiopia 63 - 99 motivi + 1 per visitare l'Etiopia


Raccontandovi di questo paese per oltre due mesi, vi ho dato di certo sufficienti motivazioni per intraprendere il viaggio, tuttavia se ancora non bastasse, oltre a ricordarvi il senso di selvaggio e di inesplorato che si respira continuamente quando si cerca di raggiungere luoghi di leggenda come le sorgenti del Nilo, la Rift Valley, la Valle dell’Omo, Lalibela, la depressione della Dancalia, la chiesa dell’arca dell’alleanza, vi voglio ancora elencare una piccola serie di spunti per cui sottolineo, per l’ennesima volta quali potrebbero essere gli ulteriori motivi, o potremmo anche chiamarle scuse, per le quali varrebbe la pena di imbarcarsi in questa che, a buon titolo, potreste anche definire avventura:
  • ·        Cercare di scoprire l’anima della città mentre vai a comprare dei materassi e da qui iniziare a percorrere i sentieri degli antichi esploratori che hanno esplorato questo selvatico paese
  • ·        Stupirsi davanti alle file di manichini steatopigi
  • ·        Avere il primo impatto con l’injera
  • ·        Perdersi lungo la strada tra carretti, cavalli, zebù, montoni, asinelli e tuktuk
  • ·        Cantare canzoni tradizionali mentre si viaggia
  • ·        Cogliere le varie differenze tra tukul e case di fango
  • ·        Guardare passare un funerale con le donne che pregano avvolte in scialli bianchi
  • ·        Tentare di procurarsi una SIM alla locale Telecom
  • ·        Guardare esterrefatti i vicini al bar che bevono un cocktail di vino, birra e coca cola
  • ·        Bucare in continuazione le gomme dell’auto perché il gommista le ha montate male
  • ·        Girare nella foresta per arrivare al villaggio dei Surma, ballare tutta la sera e dormire in tenda
  • ·        Vedere il villaggio che si sveglia all’alba
  • ·        Essere circondato da uomini nudi col kalashnikov in spalla
  • ·        Rimirare le dimensioni dei piattelli labiali delle donne Surma
  • ·        Chiacchierare col capo villaggio mentre mangia la polenta dopo aver posato a terra il mitra
  • ·        Far colazione al paese sotto gli occhi dei pastorelli curiosi
  • ·        Cercare di non bere la birra “artigianale” offerta dagli anziani nel bar del paese
  • ·        Arrivare alla Rift Valley attraverso una pista difficile tra dikdik ed antilopi lontane
  • ·        Sbarrare i finestrini per evitare le mosche tzetze
  • ·        Sorridere alle donne di un villaggio Nyangatom per ingraziarsele
  • ·        Cenare al buio per evitare di essere assaliti da insetti e cavallette
  • ·        Correre lungo una pista nel bush tra pozze di fango, uccellini coloratissimi e gruppi di faraone pigolanti
  • ·        Arrivare alla grande ansa dell’Omo e girare per un villaggio Karo stupendosi delle pitture corporali
  • ·        Girare per il mercato degli Hamer aTurmi
  • ·        Assistere alla cerimonia del salto dei tori, rimanendo esterrefatti davanti alle ragazze che si fanno frustare dai mazà
  • ·        Dormire in un campeggio festeggiando un compleanno con un capretto allo spiedo e vino locale
  • ·        Traversare l’Omo su una canoa di tronco intagliato
  • ·        Visitare un villaggio di Daasenek e assistere alle loro danze
  • ·        Aggirarsi in un mercato dei Banna tra ubriachi e donne con le mezze zucche in testa
  • ·        Visitare il museo etnografico di Jinka accompagnati da un ragazzino
  • ·        Traversare il parco Mago per cercare un isolato villaggio di Mursi e stupirsi per i fantasiosi copricapi e le pitture sul corpo, oltre che per gli enormi piattelli delle donne
  • ·        Osservare le tremende scarificazioni su braccia e corpo delle ragazze di un villaggio di Bumi
  • ·        Essere invitati nel ristorante della mamma di Lalo e mangiare pollo e injera
  • ·        Andare a vedere la sua nuova casa che sta crescendo sul suo terreno in attesa di una moglie
  • ·        Visitare un villaggio Arboré e rimanere un po’ tra la sua poverissima gente
  • ·        Andare al grande mercato dove si mescolano Banna e Tsemay tra pettinature fantasiose, bandoliere di conchiglie, mantelli di pelli e corpi scultorei, cercando di evitare gli ubriachi
  • ·        Essere invitati in una capanna di pastori Banna a bere un infuso di gusci di caffè
  • ·        Visitare una città fortificata dei Konso e comprare giocattoli di balsa
  • ·        Bersi una birra fresca nel parco del Bekele Molle ammirando il paesaggio del lago Chamo
  • ·        Andare in giro per il lago su una barchetta tra ippopotami, coccodrilli e una ricchissima fauna avicola
  • ·        Accarezzare i dikdik che passeggiano come cagnolini tra i tavoli del ristorante
  • ·        Andare al mercato dei Chencha a oltre 3000 metri con una guida rasta
  • ·        Fermarsi ad un villaggio Dorze con le capanne a forma di elefante e vedere la produzione delle gallette di farina di falso banano e mangiarle con miele e peperoncino e un bicchiere di idromele
  • ·        Dormire in un bungalow sulla falesia con una spettacolare vista del lago
  • ·        Resistere alla puzza del mercato del pesce del lago Awassa tra centinaia di marabù svolazzanti
  • ·        Andare a vedere ippopotami e altri uccelli, tra voli di pellicani, cormorani e aironi
  • ·        Camminare sulle colline del parco di Bale tra antilopi, gazzelle, nyala e facoceri
  • ·        Assistere alla cerimonia del caffè e bersene uno buono buono
  • ·        Riuscire a vedere il famoso e rarissimo lupo rosso etiope sul plateau Sanetti
  • ·        Arrivare ai 4377 metri della seconda vetta dell’Etiopia tra carovane di nomadi a cavallo
  • ·        Chiacchierare con una coppia di americani che viaggiano con jeep e tenda da 5 anni
  • ·        Fare foto di nascosto alle donne musulmane al mercato di Dashin
  • ·        Discutere col cuoco su cosa sia la pasta alla carbonara
  • ·        Scoprire che il wifi è stato sospeso in tutta la regione per i disordini avvenuti
  • ·        Girare per il parco del lago, tra struzzi, gazzelle e flamingos che planano sull’acqua
  • ·        Scendere nel fondo del canon per attraversare il Nilo azzurro (Abey) su una strada devastata
  • ·        Ammirare la bellezza del lago Tana e dell’isola col monastero della Vergine Maria
  • ·        Andare alle cascate dopo le sorgenti del Nilo traversando ponti antichi e nuovi
  • ·        Vistare i palazzi reali del regno di Gondar
  • ·        Fare un trekking nel parco del Simien alla ricerca dei Babbuini gelada e della cascata in secca
  • ·        Essere sempre accompagnati da guardie armate di mitra, non si sa se per sicurezza o per farli campare
  • ·        Assistere alle cerimonie della cattedrale di Axum e visitare le antiche chiese e il museo
  • ·        Fare foto a delle signore sorridenti che ti lasciano l’indirizzo affinché tu gliele spedisca
  • ·        Rimanere con la testa in su davanti agli obelischi di Axum tra cui quello restituito dall’Italia
  • ·        Passare da antiche chiese fino a monasteri su rocce inaccessibili a pochi chilometri dall’Eritrea, rimanendo a guardare i monaci che salgono sulle funi con agilità
  • ·        Entrare nella antica chiesa scavata nella roccia di Mukro bruciata dalla regina Falascià
  • ·        Passare da Adua per arrivare a Makallé mentre questi nomi ti riportano alla mente avventure coloniali  e tragedie lontane nel tempo
  • ·        Affrontare la bellissima strada per arrivare alla depressione della Dancalia e godere di un paesaggio unico
  • ·        Correre sul lago salato e guardare la cava disale con gente che scava a 50°C di temperatura
  • ·        Guardare le carovane del sale che si allontanano nel tramonto
  • ·        Dormire à la belle étoile sotto il cielo stellato del deserto
  • ·        Rimanere attoniti davanti alla zona vulcanica di Dullah e dei suoi colori
  • ·        Passeggiare tra i pinnacoli delle montagne di sale
  • ·        Aggirarsi tra le pozze di potassa ribollenti a diversa densità
  • ·        Fare il bagno in una pozza salatissima e rimanere a galla
  • ·        Prender un caffè in un villaggio pieno di ceffi diTigrini e Amer armati fino ai denti e dalle facce inquietanti
  • ·        Dormire sul pavimento in una casa privata di Abala
  • ·        Controllare il quaderno di matematica di un bambino che prende tutti bei voti, mentre sta tornando a casa da scuola
  • ·        Fare ore ed ore di pista infernale tra sabbia e lava per arrivare all’Arta Ale
  • ·        Ascendere alla caldera sul cammello smerigliandosi le chiappe, non vedere niente, dormire tra i topi e ridiscendere morendo quasi di caldo, aiutato dal fuciliere
  • ·        Passeggiare in un mercato di bestiame tra belle ragazze con pettinature elaborate
  • ·        Prendere il caffè mentre Lalo tacchina le belle cameriere quando lo servono
  • ·        Percorrere bellissimi paesaggi di montagna tra valli e alture scoscese
  • ·        Assistere alla cerimonia notturna di Pasqua tra canti, preghiere e candele accese
  • ·        Visitare le chiese monolitiche di Lalibela, una delle meraviglie dell’Africa
  • ·        Mangiare un pollo impanato davvero buono al ristorante Unique che tiene anche i corsi di cucina
  • ·        Andare alla messa nella chiesetta del monastero di Neakutoleab nascosta in una caverna
  • ·        Farsi benedire da un pope con l’antichissima croce sacra
  • ·        Comprare manghi, papaye e anone in un mercato di frutta di Dessié
  • ·        Ritrovare la confusione di Addis Abeba e del suo traffico congestionato
  • ·        Mangiarsi un gelato italiano per risentire un po’ del sapore di casa
  • ·        Visitare il museo di Addis e rimanere scossi davanti allo scheletro di Lucy
  • ·        Girare per il palazzo di Hailé Selassié fino alla sua camera da letto e vedere la bellissima collezione di icone
  • ·        Ammirare gli affreschi della battaglia di Adua nella chiesa di S.Giorgio
  • ·        Assistere ad una cerimonia funebre nella cattedrale e vedere le tombe dell’imperatore
  • ·        Passeggiare nel cimitero che la circonda cercando le tombe delle vittime della strage del ‘36
  • ·        Andare a pranzare all’Hotel Taitù e apprezzare l’atmosfera coloniale
  • ·        Girare per le bancarelle ed i negozi del Merkato facendo attenzione al portafoglio
  • ·        Andare a comprare un po’ di caffè per portarsi a casa un po’ del profumo di questo straordinario paese

E infine
  • ·        Salutare per l’ultima volta gli amici che ti hanno assistito per un mese mentre scarichi i bagagli per ritornare a casa.








1 commento:

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