sabato 21 agosto 2010

Cervo di primavera.

Cervo di primavera,

Grandi corna sopra la fiera fronte,

Occhi languidi e buoni,

Come eri buono tu

Ieri, con le tue carni morbide,

Dopo aver riposato

Prima per mesi nel gelo,

Poi per un giorno

Tra sentori di ginepro e nebbiolo.


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A Tan Chiu.

Vena poetica.


6 commenti:

Sandra Maccaferri ha detto...

Cappero...una poesia che inizia con parole ispirate, sublimi e quasi mistiche...poi finisce IN PENTOLA!!! :O)))
Certo che il profumo di nebiolo è, sì, poesia.

Anonimo ha detto...

sei spietato.....!!!!! povero Bambi...peggio di Pina....!
Mariu

enrico ha detto...

Ragazze ho dovuto replicare nel post del 23. Vi assicuro che non sono cattivo, solo goloso. E poi Mariù, il cervo non ha niente a che vedere con il bambi (buonissimo anche lui del resto, anzi ancor più tenero e delicato).

FEROX ha detto...

Io al guo cervo in salmi' ne preferisco uno piccolo, duro e puro, anzi, granitico. Il.... Cervino!..
FEROX

enrico ha detto...

Ciao Ferox , le hai quasi finite ste ferie? non è ora di tornare dove il dovere ti chiama?

FEROX ha detto...

Si' le ho finite, mannaggia a te. Sabato (il giorno del mio compleanno...) torno in quel di Moscovja. A trabahar, a lavura'. Ora che il fumo e' stato debellato (anche grazie ai nostri Canadair, io sulla strada del ritorno in Italy li ho visti, fermi sulla pista all' aeroporto di Samara... e i russi queste cose non le dimenticano, caro mio....) e che il calor bestial si e' placato, torno in S.M.R. (Santa Madre Russia); l'ora e' ormai scoccata. Al suon del ritornello (Astolfo Crivaciuccoli...) " Dai pedala, ca l' e' ura... perche' si a Musca.... se lavura..... tie'!!
FEROX

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