giovedì 26 agosto 2010

Recensione: Angela Staude - Giorni cinesi.

Oggi vorrei parlarvi di un libro che da tempo mi interessava e che finalmente ho potuto leggermi con calma, complici i miei ozi fenestrellesi. Si tratta di Giorni cinesi, di Angela Staude, vedova di Tiziano Terzani, edito da TEA. E’ il diario del periodo che va dall’80 all’83, in cui Terzani portò la famiglia a vivere in Cina a Pechino, per poter fare, come suo costume, un giornalismo davvero “dentro” alla realtà che voleva descrivere. Il libro mi attizzava molto in quanto descrive un momento della Cina che io non ho potuto conoscere, avendo avuto l’opportunità di lavorarci solo oltre un decennio dopo.

Allora il paese stava uscendo dal fallimento tragico dell’esperienza maoista e dal suo estremo colpo di coda, la rivoluzione culturale e proprio quegli anni segnarono la presa di potere di Deng Xiao Ping che mise le basi per la Cina che oggi è a tutti gli effetti il secondo paese del mondo e la reale locomotiva economica di questi anni. Devo dire che leggendo questo diario interessantissimo, che dipinge un paese devastato, visto nei suoi aspetti più intimi e segreti, girato in bicicletta e con mezzi locali, sfuggendo appena possibile al controllo dell’apparato, con un punto di vista altrettanto interessante ed inconsueto dato dalle testimonianze dirette dei due figli iscritti a 7 e 11 anni nella scuola cinese, si ha una illustrazione di un paese oggi assolutamente irriconoscibile. La testimonianza di disperata depressione psicologica dei tanti cinesi con cui i Terzani furono in contatto, non combacia in alcun modo ad esempio con le mie esperienze, più recenti di un solo quindicennio, a dimostrazione di che incredibile ed assolutamente imprevista evoluzione possa avere un paese in pochi anni.

E’ vero che i loro contatti erano principalmente provenienti dal mondo degli intellettuali e degli artisti, che maggiormente avevano sofferto durante il periodo maoista, mentre la mia esperienza è stata più rivolta al mondo delle attività industriali, dunque impiegati, operai e imprenditori, quella classe media che allora era appena all’inizio del suo formarsi e che ha maggiormente beneficiato dell’esplosione economica dell’ultimo ventennio, ma io non ho potuto notare quasi mai quelle sensazioni di disperata negatività così ben descritte nel libro, anche perché evidentemente la maggior parte dei miei incontri avveniva con persone che di anno in anno aumentavano in maniera esponenziale il loro benessere materiale. Alla fine del libro però, appare chiaro che il cambiamento sta per scoppiare, con tutti i vantaggi e ovviamente tutti i contrasti e le problematiche che sarà destinato a produrre. Soprattutto per chi conosce già la Cina, il volume sarà estremamente interessante.


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3 commenti:

astrofiammante ha detto...

ho letto due libri di Terzani e mi son piaciuti molto, mio figlio ne ha letti anche di più e grazie a te credo che anche questo potrà far parte del gruppo, ciauzzzz

il monticiano ha detto...

Dev'essere stato veramente affascinante e interessante il tuo
soggiorno in Cina. Una domanda: con la lingua come ti regolavi? Forse in inglese o francese? Te lo chiedo perchè nel Rione Esquilino dove abito qui a Roma è strapieno di cinesi, come una Chinatown. Poichè risiedo vicino ad una scuola comunale e statale, dall'asilo nido alla quinta elementare, mi faccio un mucchio di risate sentendo parlare i genitori o gli adulti in genere nella lingua cinese e chissà quale dialetto, mentre i bambini e i ragazzi in puro romanesco.

enrico ha detto...

@astro- io li ho letti tutti e d è uno dei miei autori preferiti. Se lo trovo comprerò anche l'altro libro della Staude: Giorni giapponesi.
@Monty- In Cina ci sono stato una trentina di volte , ma sempre per brevi periodi. L'inglese è utile, ma allora era poco conosciuto. Il mio collega cinese parlava italiano e questo risolveva tutto, anche se mi ha fatto impigrire e i miei progressi nella lingua mandarina sono stati pochissimi, diciamo non al di là di una conoscenza di parole e ideogrammi sparsi oltre a qualche frasetta di convenienza che fa sempre simpatia quando si fa un lavoro commerciale. Però la lingua cinese è in assoluto la più affascinante con cui sono venuto a contatto. E la scrittura che ci sempbra uno scoglio insormontabile, è meno impossibile di quanto sembri.

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