Con il post di oggi volevo richiamare l'attenzione dei miei affezionati lettori sul fatto che dall'inizio dell'anno sono usciti ben 7 miei libri. Sono le ultime "false" guide di viaggio che continuo a produrre con proterva insistenza e che per la verità, cominciano a raccogliere un certo interesse. Ve le propongo qui di seguito con la precisazione che chi fosse interessato all'acquisto può cliccare direttamente sul link a fianco della copertina. Grazie a tutti per l'attenzione.
Pagine
- Home page
- I miei 36 libri
- Paesi visitati
- Bangladesh
- Cambogia
- Caucaso
- Canada e New England
- Cina Nord
- Cina sud
- Corea del sud
- Etiopia
- Laos
- Libano
- Madagascar
- Malaysia/Brunei
- Malta
- Mozambico
- Maldive
- Mauritania
- Moldova e Transnistria
- Mongolia
- Myanmar
- North & Central India
- Oman
- Senegal
- S.Tomé
- Sudamerica
- Taiwan
- Tanzania
- Uzbekistan
- Vietnam
- Yemen
lunedì 25 maggio 2026
Nuove uscite delle mie False Guide
giovedì 21 maggio 2026
Pam 1 - Ansie
| dal web |
Bene, è ora di pensare ad altro, se no si impazzisce. Spegnere il televisore dal quale continuano a tracimare notizie ed immagini spaventose e di tentare di pensare ad altre cose, piccole e personali che ti distraggano e ti consentano tuttavia di andare avanti senza aggravare i già presenti problemi psichici che affliggono l'anziano, in particolare noi notrifobici, terribile malattia, scoperta di recente che affligge tutti quelli che vengono presi da ansia irrefrenabile se non hanno in tasca un biglietto areo per la prossima meta, meglio ancora se due (da No Trip Phobia). Voi direte se siete alessandrini: Téi propi smorbi, che nel nostro barbaro dialetto, turpissimum e quindi incomprensibile, come lo considerava Dante nel suo De vulgari eloquentia, significa "essere schizzinoso, difficile nei gusti in modo antipatico in tutte le situazioni", che si declina anche con quell'altro delizioso aggettivo che è "cagamarët" che ben rappresenta lo schifiltoso appunto, a cui non va mai bene niente, al di là del suo particulare, mentre sta defecando deliziosi pasticcini alla mandorla, vanto della nostra terra, unica tipologia di scoria che il suo corpo nobile riesca a produrre, anche se con fatica. In sostanza un lungo giro di parole per notificare che un po' mi vergogno di mostrare le mie preoccupazioni e le mie ansie per i miei progettini di viaggio, mentre nel mondo succede di tutto.
Allora stattene a casa, direte voi. Eh, no, appunto precipiterei nella disperazione, visto il poco di cammino che ancora mi riuscirà di percorrere, visto che il tempo mi sta franando sotto i piedi. Dunque lasciatemi in pace e consentitemi senza troppe di critiche di piangermi addosso e essere divorato dall'ansia, nel timore che, a pochi giorni dalla partenza, il mio volo di andata venga annullato/ sospeso o anche semplicemente ritardato facendomi saltare tutta al complessa organizzazione del viaggio prossimo venturo. Ancora mi direte: ma e per il viaggio di ritorno non ti preoccupi? Sei così incauto da essertene scordato che alla fine devi poi anche ritornare a casa. Assolutamente no, ma a quel punto il viaggio lo avrò già fatto e se non mi faranno tornare pazienza, primo o poi intanto si stancheranno di avermi sulle croste e mi manderanno via in qualche modo. Insomma sul ritorno sono molto più tranquillo anche se devo passare dalla Turchia. Scorte di medicinali e carte di credito in tasca ne ho, quindi la sospensione dei voli di ritorno è l'ultima delle preoccupazioni, inoltre l'assicurazione per il rientro della salma è già stata attivata quindi son sereno, come diceva quel tale.
Dunque avete capito che ogni giorno che passa compulso sempre di più ansiosamente, la casella delle mail ed il sito della compagnia aerea, terrorizzato dal ricevere il famigerato messaggino che mi annuncia asetticamente la cancellazione dell'agognato volo, tanto che tutto ciò condiziona anche la preparazione di tutte le cose pratiche per la partenza, che sto per questo rimandando all'ultimo, tanto per non lavorare inutilmente e che finiranno poi per farmi finalmente partire, ma ahimè, impreparatissimo. Per la parte informativa pazienza, mi sono letto un paio di libri di un famoso autore locale per mettermi nel mood, lasciando tutto il resto alla scoperta sul posto visto che mi sono messo nelle mani di un fidato (speriamo) tizio locale che mi scarrozzerà lungo l'itinerario che abbiamo concordato, lasciando a lui ampio margine di spaziare come meglio prevede la sua esperienza in riferimento ai miei interessi. In generale io amo prepararmi abbastanza bene sul luogo che dovrò percorrere, cercando di approcciarne almeno un poco, tutto quanto riguarda cultura e cose da vedere, eventualmente cercando di creare un substrato per capirci qualche cosa e non calare come un marziano su un pianeta incognito, questa volta diciamo che partirò, sempre se mi sarà concesso, un po' più alla garibaldina e tutto sarà una sorpresa. Anche questo però ha un suo interesse, direi.
Mentre invece per i dettagli pratici prima della partenza sono paurosamente in ritardo. Devo ancora pensare alle eSIM, alla sbarcata di medicinali da portare al seguito e qui vi assicuro che più passano gli anni e lo spazio in bagaglio amano dedicato, aumenta paurosamente; all'attrezzatura fotografica, su cui sono sempre più incerto ed in ambasce. Al resto dei dettagli pratici fortunatamente pensa a tutto la mia G.S. (gentile signora), come sempre in queste cose efficientissima. E poi alla fine che il cielo ce la mandi buona. Intanto in città sta arrivando il giro d'Italia e tutte le strade sono in pratica bloccate, visto che partirà dal centro e gira tutto attorno (appunto è il Giro), incluso sotto a casa mia, dove il Signor Sindaco ha incitato la popolazione ad esporre qualche cosa di rosa alle finestre per festeggiare e mostrare una buona volta "l'entusiasmo" della cittadinanza, che detto agli Alessandrini, mi pare un ossimoro estremo, ma vedremo, anche se, comunque, io non ho niente di rosa, ecco appunto il giusto atteggiamento da tenere. Tuttavia per oggi e domani non riesco ad arrivare fino in centro per ritirare i dollari che ho commissionato alla banca. Vedete bene quali siano le mie preoccupazioni e già sento levarsi i soliti: Ma va a caghè, lament'ti semper ad gamba sa'na, anche se proprio sana non sarebbe. Comunque sia, vedo di risolvere in qualche modo; vi sarò più preciso nei prossimi giorni per quanto riguarda meta e preparativi.
domenica 17 maggio 2026
L'era dell'odio
Mi pesa ogni giorno di più questo carico di odio che monta come la panna sbattuta nella zangola, ogni giorno più soda, ogni giorno più densa e corposa. Odio che alimenta altro odio e che chiama odio, che esime da ogni tipo di ragionamento, logica di discernimento. Odio che viene spinto dall'esterno da tutti coloro che su questo clima prosperano e ne traggono vantaggio e motivi di prosperità. Posso capire le motivazioni che stanno alla base di questo atteggiamento da parte dei politici che sull'odio prosperano e ritengono con giuste motivazioni di riuscire a gonfiare la loro base di voto, per poter mantenere od arrivare a quell'agognato potere che consente loro ed ai loro parenti e sodali, la prosperità e che in ogni modo tenteranno di stravolgere la competizione elettorale onesta per farla volgere artatamente a loro favore. Diciamo che sta nella natura delle cose. L'odio è concime importante per il loro disegno e quindi lo sfruttamento di questa variabile fa parte di una strategia che si può definire ragionevolmente applicata, se siete di quelli a cui non viene spontaneamente la nausea per farlo. Ma non riesco a capire come questo sentimento di barbarie assoluta riesca a conquistare la gente comune, che evidentemente invece sente un piacere quasi fisico ad alimentarsi di questo veleno fino ad averne la mente, l'anima ne è già, ottenebrata. E' come una sorta di euforia, una ubriacatura che purtroppo non porta al coma etilico o peggio come le droghe più potenti, pur essendo più potente di tutte le altre, colpevole alla fine di portare danni a tutta la società e non solamente a chi la assume. Forse è una malattia, un virus che non si sa come, colpisce a caso nella popolazione e poi si trasmette con grande indice di contagiosità, fino ad interessare larghissimi strati di popolazione e ahimè, non ci sono medicine per curarlo, né vaccini per prevenirlo.
Certo l'ignoranza aiuta tanto a formare quel substrato di marcia acquiescenza dentro la quale il germe primario dell'odio alligna e cresce, se ne alimenta in maniera ghiotta e inconsapevole, anzi nella maggior parte dei casi se ne gloria, l'ignoranza e più grassa è, meglio è, e si bea di mostrarsi come un vanto, una medaglia di distinzione. Nessuna comunità, nessun paese ne è esente e purtroppo spesso vive e prospera anche in tutti gli schieramenti sentendosi giustificato dai fatti e dagli eventi che di volta in volta vanno a compiersi, indotti, provocati o magari spinti appositamente dai pupari che in questi casi manovrano alle spalle perseguendo i loro disegni, proprio a volte agendo sul campo avversario dove si trova terreno fertile e stupido da maneggiare. Certo gli egoismi nazionalistici sono quelli che maggiormente facilitano lo sviluppo scientificamente codificato della piaga dell'odio, ma poi tutto aiuta per far cadere in questa tragica ed autolesionistica tabe anche tutti gli altri. Purtroppo la storia dimostra che quando nascono e si ingrossano a dismisura, queste situazioni proseguono senza possibilità di attenuazione per intere generazioni ed oltre. Magari rimangono lì latenti per anni, sembrano magari scomparse ed invece sono soltanto sopite e sospese, come quei germi che rimangono ibernati per anni o decenni nelle opportune metodologie di conservazione, poi basta poco per riattivarli riportandoli di nuovo alla loro perniciosa e devastante velenosità. Adesso siamo proprio in questo tragico momento, non so se siamo al massimo dell'infezione o se questa possa ancora crescere, quello che è certo è che sempre il finale a cui conduce, è sempre tragicamente lo stesso, il bagno di sangue collettivo, che oggi non può che interessare l'umanità intera. Un epilogo terrificante e così completamente devastante da far ragionare finalmente tutti, presi finalmente da una nausea collettiva e globalizzante verso l'odio e la violenza, che per un periodo più o meno lungo, assicurerà una tregua, un respiro di ragione e di ragionamento ad un'altra fortunata generazione.
giovedì 14 maggio 2026
Adesso basta
| da freeepick |
Non so voi, ma qui non se ne può più. E non parlo delle cose importanti davvero, guerre, situazione politica mondiale, governo e il diavolo se li porti via, tanto su quello non ci possiamo fare niente o quasi, il suddito deve subire e basta. Ma nelle cose spicciole, dove, per carità, anche qui si subisce senza poter intervenire, se non per fortuna ancora col tasto del telecomando. Ma io non so come facciate voi a resistere ancora di fronte a Garlasco, tanto per fare un esempio eh, di cose così ce ne sono a decine assieme ai programmi che di queste cose campano. Di ore televisive dedicate a questa cosa sono così numerose e pervasive da superare tranquillamente gli spot con Sinner protagonista e diciamola tutta almeno lui se le merita. Ma pensate un po' di essere un protagonista o anche solo uno dei comprimari di questa storia e ripeto, non mi interessa se innocente o colpevole o testimone o semplicemente vicino di casa. Ma come si può sopportare per quasi vent'anni, una persecuzione del genere. Quando mi passano davanti agli occhi quelle immagini di qualcuno dei personaggi di questa tristissima storia, circondato da una canea urlante di bestie umane (relativamente umane) che allungano disperate il microfono, quasi soffocandolo per carpire un respiro, una sillaba, un balbettio da mettere agli atti e poi costruirci attorno un bel piatto di cacca condito di ogni porcheria arzigogolata da propinare ad un pubblico affamato di malevolenza come gli spettatori del Circo Massimo che a loro volta commentano, sanciscono verità e condanne sulla base del nulla, mi vengono i brividi.
Ma come si può accettare che dei poveracci, insisto, al di là del fatto che siano implicati o meno e in quale misura nel caso, siano sottoposti a questa tortura per decenni. Anche l'eventuale colpevole che oltre alla giusta condanna o meno, deve avere questo aggravio di pena, mi sembra mostruoso. Dunque, appena, come si dice in questi casi, diventerò il capo del mondo, promulgherò immediatamente una legge o un editto, un bando, un decreto o come cavolo si possa definire questo atto legislativo costrittivo e non oppugnabile, nel quale chiunque parli di questo fatto (o similari), prima che l'iter giudiziario sia concluso definitivamente, sui media pubblici, TV, Radio, giornali e magari ci aggiungo anche nei bar, (in questo caso con attenuante generica), venga immediatamente prelevato e condannato alle patrie galere, intendo quelle dove si rema tutti assieme sotto i colpi degli hortatores, con o senza la frusta in mano. Con pene accessorie e aggravate se si tratti di giornalisti e casalinghe o di chi per esso. Categoria davvero deprecabile. E con questo oggi può bastare, tanto ormai questo andamento in stile tirannico è stato sdoganato ampiamente in tutte le parti del mondo, se siamo arrivati al punto che nell'odierno incontro al vertice, l'americano è ormai avvertito come peggiore del cinese, e ho detto tutto. Ma guardatevi la partita di Darderi, suvvia, che almeno si capisce cosa vuol dire crederci fino in fondo. L'indignato si è sfogato e tanto basti per oggi.
lunedì 11 maggio 2026
I dottor Stranamore
| Il dottor Stranamore - dal web |
Gli alti e bassi continuano, mentre la gente muore come se niente fosse; le diplomazie lavorano sotto sotto cercando la soluzione per chiudere vicende disastrose per entrambi i contendenti, ma tese in primis ad uscirne con una soluzione ufficiale che dimostri che ognuno dei contendenti ha vinto ed ha ottenuto quello che la sua prepotenza da un lato e capacità di resistenza dall'altro, si proponeva coi suoi atti. Solo quelli che sono guidati solo da una cieca violenza prevaricatrice ed assassina, cercano di boicottare anche questi timidi tentativi che hanno soprattutto una visione economica della questione. Loro sono più portati a considerazioni di intonazione messianica, disposti anche a rovinarsi pur di compiere il dettato divino. Così temo che il tira e molla durerà assolutamente ancora a lungo, almeno il tempo di fabbricare ancora altri missili e altre bombe, riempire insomma gli arsenali ormai quasi svuotati del materiale obsoleto, che anche a questo servono le guerre. D'altra parte anche questo è PIL, non se ne esce. Certamente queste nuove guerre hanno imposto delle novità sul substrato di bieca spietatezza che più o meno si è riproposto uguale nei tempi. Intanto si è capito bene da parte delle élite militari che più civili si trucidano meglio è, in fondo costa meno e consente di conservare la forza combattente più a lungo e in secondo luogo, si sono imposte nuove armi di combattimento, i droni in generale, che consentono non solo di ridurre notevolmente il costo dei materiali bellici necessari, ma che rendono da un lato assolutamente obsoleti altri materiali altrimenti costosissimi, come i carri armati, aumentando la sproporzione tra arma di attacco.
I droni appunto da poche migliaia o decine di migliaia di euro, che per essere neutralizzati/abbattuti, necessitano di strumenti sproporzionatamente costosissimi, missili sofisticati da milioni di euro, tanto per fare un esempio. Inoltre se con un aggeggio da 3000 euro, che ormai è in grado di produrre anche un paesotto di media tacca, nei suoi stabilimenti dove costruiva auto di pietosa qualità, neutralizzi un carro da due milioni, le cose cambiano. Da un lato è un bene perché significa che è significativamente più facile difendersi da un prepotente, potente. Però è un po' la filosofia del gruppo debolissimo sul piano militare, che alla fine prima di soccombere si dedica al terrorismo, da sempre l'arma dei poveri, per questo osteggiata e demonizzata anche filosoficamente dai ricchi. Questo però ha un po' spiazzato la tattica militare, costringendo i potentati militari a ragionare sul fatto che anche una piccola potenza, che abbia a disposizione solamente una infinitesima parte della forza militare di una grande potenza, possa rendere molto complicato se non impossibile una vittoria netta o peggio una invasione sul campo, che la sproporzione delle forze avrebbe un tempo reso veloce e con una vittoria facilmente prevedibile. Insomma alla fine rimane solo più il discrimine delle armi nucleari ed il pericolo reale è che alla fine il più forte, frustrato dalla comprensione del fatto che nonostante tutto non ce la farà ad annichilire il più debole, si senta invogliato ad usarle, tanto "per dare una bella lezione". Tutto questo fa molta paura, anche perché la convinzione, credo generale, è che alla testa delle realtà più potenti della terra ci siano dei dementi totali, mossi da loro schizofrenie personali incorreggibili ed incontenibili al tempo stesso, altro che Dottor Stranamore. Qui si fa davvero sul serio. Comunque come diceva quel bambino, io, speriamo che me la cavo e soprattutto, che alla fine mi lascino partire, per il ritorno eventualmente, pazienza.
domenica 10 maggio 2026
Tra i colli Tortonesi
| Fragole di Volpedo |
Piove sulle brutture del mondo e anche la pioggia stenta a confondersi con le lacrime della gente. Certo non serve a lavare vie quell'onda di nero che si estende sempre di più sulla mia colpevole Europa, colpevole soprattutto di lasciarla crescere senza por freni, anzi non fa che rinfocolarla alimentando vigorosamente quella fogna di odi atavici che in molti periodi della storia, complici i consueti accadimenti, di tanto in tanto si vanno affermando. Bisogna appagarsi allora delle piccole cose, naturalmente se si vuole sopravvivere in attesa che tutto, come al solito, passi e passerà anche questo periodo, sfortunatamente per alcuni troppo tardi per godere di una nuova primavera. Nel frattempo, testa bassa che di falci ce ne sono sempre in giro anche troppe. Godere delle piccole cose dunque e visto che qui ormai si sta sempre a casa o nei pressi del proprio giardinetto in attesa che qualche ala benevola ti possa portare finalmente lontano, ieri sono andato a godermi la bellezza e l'interesse del vicinissimo Castello di Piovera, grazie alla consueta organizzazione dell'Associazione Museo dell'Agricoltura del Piemonte e della sua infaticabile Presidente Mina Caligaris, che è un vero gioiellino da non perdere per chi passi dal grigiore sempre incombente tra i nostri Tanaro e Bormida, come diceva la buonanima del nostro grande concittadino. Pensate che nei miei cospicui ottanta anni, non ero mai stato all'interno che ospita una serie di collezioni di oggetti antichi del nostro territorio così imponenti ed interessanti che due o tre ore non bastano per dare un occhiata anche solo superficiale a tutto, inclusi i memorabilia della illustre famiglia padrona del castello, assieme al piacere di essere condotti per mano a scoprirli addirittura dal signor Conte Calvi di Bergolo, personalmente, una figura affascinante ed ironica che da sola sarebbe sufficiente a colorirvi la giornata.
Grande fascino che emana dagli antichi tomi della biblioteca, dagli oggetti di famiglia e dai ritratti di una folla di avi di una famiglia le cui ascendenze affondano nella notte dei tempi e si collegano a tutte le famiglie regnati di Europa e che ha prodotto addirittura quattro Papi. Gli oggetti esposti e la loro ricchezza mi hanno ricordato un altro grande museo italiano, quello di casa Guatelli ad Ozzano sul Taro nei pressi di Parma, altra chicca imperdibile della ricchezza che l'Italia minore ha da mostrare, al di fuori delle folle dell'overturism e che vi invito a non perdere se capitate da quelle parti. Non è mancato il tempo poi per fare visita, a una ventina di chilometri da lì, alla casa museo di Pellizza a Volpedo, per ripassare la tristissima storia di questo altro grande nostro conterraneo, mai abbastanza sufficientemente cantato. Il paesino vive attorno al ricordo di questo monumento della pittura italiana, girando per gli angoli del paese a ritrovare gli sfondi delle sue opere ancora perfettamente riconoscibili, dal fienile dietro casa sua, alla piazzetta dove avanza la schiera calma e tranquilla del Quarto stato. Una sosta nella Pieve romanica, ancora splendidamente affrescata, e poi te ne torni a casa sereno finalmente, avvolto dal profumo delle cassetta di fragole che si diffonde nell'abitacolo, l'altra ricchezza di questo borgo che ne caratterizza pienamente la personalità sfumata tra queste delicate colline tortonesi, non certo famose e ormai pretenziose, come le loro vicine del Monferrato e delle Langhe, anche se ormai inflazionate dalla notorietà, ma ancora avvolte dalla loro bellezza umile e tuttavia calorosa. Tagliate a pezzettoni, rosse e odorose, mi hanno riempito la bocca di fragranza e sapore delicato e gentile, ieri sera. Oggi bis e al diavolo tutto il resto, pioggia inclusa.
giovedì 7 maggio 2026
Tranquillità instabile
| dal web |
Non è facile fare previsioni sull'andamento delle cose nel mondo. Di norma tutti ci facciamo prendere dallo scoramento e facciamo valutazioni di pancia che si discostano però dalla realtà. Questo è insito nella mentalità umana, ti giri intorno e vedi cose orribili che ti fanno accapponare la pelle, non sai come difendertene e quindi prevedi il peggio, ma spesso per valutare le cose a breve termine occorrerebbe prendere in esame razionalmente indici diversi e più condizionati da fattori differenti, magari meno emozionali. E' ovvio che il mondo ed i centri del potere decisionale in questo momento stanno scivolando sempre di più in mano alla feccia condizionata dai peggiori istinti che albergano negli animi umani. Non illudiamoci, nel fondo di ognuno di noi, in maggiore o minore parte albergano sentimenti neri, orrendi ed indicibili, solo che di norma il pensiero umano e razionale, riesce a dominare questi istinti e li relega dormienti nella parte più oscura delle menti, senza lasciarli riaffiorare in superficie, salvo, in particolari momenti storici come questo, in cui tutto questo a poco a poco riaffiora, si potrebbe dire emerge dalle fogne e comincia a dilagare ingrossandosi come un fiume che esondi dagli argini. Ecco che si spiega come anche in stati apparentemente democratici, vengano poi scelti capi autocrati e criminali, che però non sono altro che lo specchio di chi c'è sotto e che li sostiene, inutile nasconderselo e pensare che nascono da soli senza motivo.
Nessuno di costoro sarebbe al potere con la sua malefica predisposizione al male se non fosse stato sostenuto in qualche modo da una forte base interna sottostante. Certo ci sono anche stati dove l'autocrazia, o tirannide come vogliamo chiamarla, esiste da sempre per popoli che addirittura non hanno mai conosciuto la cosiddetta democrazia e qui è più facile, anche se non proprio automatico che prevalgano questa forze e certo non ci possiamo fare niente, ma anche in questi casi, se il resto del mondo attraversa un periodo di calma razionale, stanno quieti e non fanno troppi danni salvo quelli inferti direttamente ai propri cittadini. Tuttavia tornando alla nostra congiuntura non possiamo non chiederci come potrà andare a finire a breve, viste le condizioni che si stanno verificando e che potrebbero con facilità scivolare verso esiti particolarmente devastanti anche direttamente per noi. Una spia interessante che a mio parere va osservata per trarne dettagli e previsioni è, a mio parere, la borsa e più in generale, la finanza mondiale. E' inutile girarci intorno. Chi muove queste masse di denaro, può avere ed essere depositario di tutti i sentimenti peggiori e più malevoli che ci siano, dall'egoismo puro, fino alla totale mancanza di empatia verso il resto dell'umanità, essendo solo, disumanamente teso a fare aumentare la propria massa di denaro e di potere, ma è tutto fuorché stupido.
Inoltre è di solito maggiormente al corrente di come stanno realmente andando le cose, al di là delle migliaia di voci fasulle o dei rumors che si intrecciano o vengono lasciate fuoriuscire dalle stanze del potere con scopi ben precisi. Nessuno maneggia a caso queste masse di denaro, così imponenti da provocare esse stesse con il loro movimento inconsulto, problematiche e direzioni delle cose. Dunque se in questi giorni, tutte le borse del mondo, uniformemente ed in totale accordo, si stanno felicemente muovendo al rialzo, potrebbe anche, con buona ragione, voler significare che le previsioni a breve (che solo di questo si può ragionare), non sono poi così negative. I titoli finanziari sono in rialzo, segno che si prevede una certa stabilità priva di gravi crolli. I titoli dell'energia si sono fermati, anzi quelli più legati ai combustibili fossili, si sono decisamente calmati o discendono addirittura, significando che la situazione legata agli stretti si potrebbe risolvere forse in tempi ravvicinati. Anche gli industriali crescono in controtendenza a quanto si teme riguardo ai blocchi che gravano sul commercio mondiale.
Gli stessi titoli legati al mondo delle armi non crescono più vorticosamente come prima, se pur è ovvio pensare che il riarmo che è legato forzatamente a questa situazione, si protrarrà a lungo nel tempo e che molti stati che non pensavano certo a queste cose, pensino di destinare risorse in questa malaugurata direzione, reputata necessaria ed in un certo senso obbligatoria. Insomma una situazione che indubbiamente il grano che gira, vede con una certa disposizione ad un ritorno alla calma, almeno per un certo periodo. Certo alla lunga è diverso, prima che si calmi questa ondata di violenta ferocia e che l'umanità sia abbastanza sazia di sangue versato, evidentemente non ancora sufficiente per generare quella nausea alla violenza ed al razzismo verso l'altro che emerge da solo dopo i lavacri epocali, quelli attuali non sono stati abbastanza potenti per generare nell'umanità in generale questo sentimento, ci vorranno anni se non decenni, ma forse l'apocalisse per il mondo nel suo complesso, è ancora lontana. Certo ci aspettano anni schifosi, circondati da gente che spurga veleno e odo da tutti pori, basta scorrere le pagine dei social per rendersene bene conto, ma forse nel brevissimo non siamo ancora arrivati al momento dell'esplosione finale. Guardate dunque i listini degli indici di borsa e se continuano a salire nelle medie settimanali, siate contenti anche se non avete risparmi da proteggere. Vi lascio con questa nota di positiva speranza, tanto per non farvi troppo abbattere il morale, quando accendete il televisore.
lunedì 4 maggio 2026
Momenti di spleen
| dal web |
sabato 25 aprile 2026
Il passo del vento. il peso del sale
All'alba, nel deserto. la luce monta lenta; come un chiarore diafano sale dietro la duna scura che chiude l'orizzonte e insieme i sogni. Non c'è soffio leggero di brezza carezzevole che muova lungo l'erta, i granuli di sabbia, che ruotino muovendosi, gli uni sopra gli altri a spostare la terra in un tempo infinito. Nessun rumore arriva, da là, dalla curva elegante che incombe sul palmeto, con le foglie ormai secche. Solo un tam tam continuo che tamburella il petto, un'inquietudine che scende fino alle viscere, risuonando profondo, fino a scuotere l'animo e poi la mente vuota. Il cuore, col suo battito, sembra strumento autonomo, percosso da un fanatico ed ispirato musico, che mai non perde un colpo, ma insiste imperturbabile, chiuso nella sua trance mistica che appare inarrestabile traccia di una canzone scritta tanti anni fa, quando sei nato, nella capanna gialla, sul fondo del villaggio. Questo silenzio vigile, acuisce tutti i sensi solo da poco accesi, dopo il lungo letargo di una tiepida notte, che ancora tutto avvolge, nera coperta torpida sopra il villaggio intero. Tutti dormono ancora, gli stanchi pastori, tornati da lontano seguendo l'infinita fila di corna torte, radunate a fatica nello stazzo di pietra, materiale belante che alla fine ha trovato anch'esso pace, con il calar del sole. E le donne felici, che al marito tornato han fatto festa e lungamente hanno compiuto la cerimonia antica, versando e riversando il liquido bollente, ammirando quel suo colore d'ambra, mentre all'intorno l'aroma di menta si diffonde. Con lo sguardo adorante ed ansioso, frenando il desiderio, gli uomini affamati lo hanno assaporato con gli occhi semichiusi, aspirando il profumo di foglioline tenere che già dentro la mente si mescolava all'attesa promessa di seni caldi e morbidi, soli da troppo tempo. Dormono ancora i bimbi, occhi chiusi ed inconsci, liberi finalmente dai nugoli di mosche, finalmente scomparse. Le corse polverose dietro quel carrettino ricavato da scatole di masserizie già vecchie prima di venir consumate. Riposano le fanciulle dalle voci gentili, che ancor nell'aria avvertono l'eccitante avventura degli incontri furtivi che durante la festa sono avvenuti ieri, gli sguardi che incrociavano coi giovani arrivati per la festa dei datteri, fino dalla città, mentre loro ballavano al ritmo delle kora. Il griot cantava adagio, con quella voce dolce, le melodie più antiche. Storie di amori puri, di contrastati incontri, di tragici finali e ancor di più ballavano, al tintinnio dei cembali, quelle ragazze splendide avvolte nelle stoffe dai colori sgargiarti e ad ogni giravolta uno sguardo fugace rubava le attenzioni di quegli occhi sognanti sotto ciglia lunghissime. Altri cuori battevano e il sonno ha tardato ad arrivare. Fuori al recinto, nobili, la mandria dei cammelli riposava tranquilla, ruminando la paglia coi lunghi denti gialli, scivolando pian piano in un letargo conscio di sonnacchiosa attesa. Le palpebre pesanti dalle ciglia lunghissime calate ormai da tempo, nascondevano al mondo l'occhio ceruleo e serio, che sembra dire, io sono l'unico a sapere quel nome sconosciuto della divinità. Ma per Brahim era questo il momento in cui ogni giorno invariabilmente si svegliava, mentre tutto il villaggio ancora dormiva e lui, uscito dalla capanna senza fare rumore andava fino al limitare dell'oasi e si sedeva, la schiena addossata al tronco scaglioso di una palma, a pensare.
venerdì 24 aprile 2026
A funerali avvenuti
Alla luce del giorno dopo, diciamo a sbornia triste passata, vorrei fare un ringraziamento collettivo a tutti quanti hanno voluto disturbarsi per darmi una pacca consolatoria sulla spalla. Alcuni di voi sono stati addirittura commoventi e li ho sentiti davvero vicini e molto affettuosi e a me che poi, alla fine sono un tenerone, potete immaginare quanto tutto questo abbia fatto piacere. Li abbraccio e vi abbraccio tutti di cuore perché è davvero bello sentirsi circondati di amici. Allo stesso tempo vorrei rassicurarvi che, io tendo sempre ad esagerare un po', come ben sa chi mi conosce, quindi se appaio come un lamentoso piagnone, vicino alla depressione cronica, questo non vi deve preoccupare (troppo), alla fine è un atteggiamento voluto in cui cerco di esprimere al meglio tutta la mia solita captatio benevolentiae, che contraddistingue di solito le mie considerazioni. D'altra parte se a ottanta anni, non ti lamenti un po' cosa ci stai a fare! Comunque sia se date un'occhiata alla foto che correda questo post, comprenderete con facilità quale ragionevolmente può essere il mio stato d'animo. Comunque direi che mi sono assolutamente consolato lo stesso come si può vedere qui sotto (primo a secondo, strappo alla regola).
giovedì 23 aprile 2026
80
No, certo, ma stavolta è decisamente diverso. Il declino fisico diventa così pesante e fastidioso da porre dubbi consapevoli sulla eventuale futura progettualità. Per carità la voglia c'è sempre, anche più forte e irrazionalmente consapevole di prima, ma ora c'è il dubbio che il corpo non abbia più la capacità di accompagnare la mente. Eppure di progetti ne avrei così tanti che anche questo diventa fonte di dispiacimento, di fronte al fatto che, per forza di cose, comunque non potranno più essere tutti conseguiti, raggiunti, delibati. E questo fa rabbia, specialmente quando poi ci si mettono anche fattori esterni a porti bastoni in mezzo alle ruote per rallentare la possibilità di conseguirli, visto che ormai quello che manca e che mancherò sempre di più, giorno dopo giorno, è il tempo. Già il tempo, questo maledetto scorrere del tempo che non possiamo arrestare in nessun modo e che a causa della nostra povera natura, ci impedirà di vedere cosa succederà. Quali straordinarie cose succederanno, quali invenzioni, quali nuove conquiste, da usare, da godere, da ammirare. Lo so, è la natura dell'uomo, non ci possiamo fare nulla, però che peccato. Ecco perché oggi per me è una data un po' fastidiosa e anche se sono una delle persone più fortunate che ci siano e sono comunque circondato da persone che mi vogliono davvero tanto bene, cosa che direi, non ha prezzo e ho tanti amici che si stringono attorno a me con grande affetto, (pensate che pochi minuti fa mi addirittura chiamato un vecchio amico da Mosca telefono, visto che adesso che è stato sospeso WhatsApp!), rimango tuttavia a soffiare sulla candelina con la coda bassa e le orecchie molli. Abbiate pazienza se non riesco ad esprimere la contentezza per un traguardo che comunque è stato raggiunto abbastanza in scioltezza, cosa che comprendo già essere un grande privilegio e per pochi, ma per oggi è così. Tranquilli, domani ricomincerò a fare progetti, elenchi e cercare di realizzare programmi, come sempre, come se fosse possibile farlo per l'eternità e poi succeda quel che deve succedere! E un grazie di cuore a tutti quelli che oggi hanno pensato a me e anche agli altri.
mercoledì 22 aprile 2026
Mostre Torino 4 - Orson Welles alla Mole
Certamente a Torino, occasioni per non annoiarsi ce ne sono sempre. Per me che da qualche anno non andavo alla Mole, è stata una ottima occasione per apprezzarne il solido impianto espositivo che presenta il Museo del cinema, sfruttando al meglio questo spazio in fondo abbastanza complicato da utilizzare al meglio. Qui c'è sempre tanto da vedere e potresti tranquillamente passarci tutta la giornata. Per chi lo ha già visto, si sfruttano le mostre temporanee che in questo momento offrono una bella ed esaustiva esposizione del lavoro e della vita di Orson Welles con oltre 400 pezzi molti dei quali mai esposti e che elencano tutti i suoi film più importanti, mostrandone gli spezzoni più famosi e significativi. La mostra è esposta sulla scala elicoidale. Sotto, prima dell'uscita potrete vedere una bella collezione di una decina di manifesti di artisti famosi, dai futuristi come Prampolini e Scarpelli fino a Baj e Guttuso, Vere opere d'arte che allora un cinema in fondo povero, poteva permettersi
martedì 21 aprile 2026
Mostre a Torino 3 : Orazio Gentileschi a Palazzo Reale
In questo momento la mostra più importante in città è quella di Orazio Gentileschi a Palazzo Reale che raccoglie un gran numero di opere prestate da importanti musei e che racconta con dovizia di particolari il tema del viaggio che accompagna tutta la sua vita di lavoro attraverso l'Europa. Pittore di grande fama al suo tempo, caduto poi in oblio e surclassato a favore della sua più famosa e forse anche più talentuosa figlia Artemisia, la cui notorietà è stata vieppiù aumentata dalle vicende personali che ne hanno condizionato la vita, in questa serie si possono bene apprezzare le ispirazioni caravaggesche e michelangiolesche, che così bene ne hanno ispirato la vena pittorica. In effetti io non sono molto appassionato da questi autori manieristici che puntano tutto sulla posa esagerata dei soggetti, ma in questo caso il gran numero delle opere esposte e la loro intelligente disposizione a spiegare il valore del suo lavoro, consente di apprezzare comunque l'artista, il suo colorismo e le sue caratteristiche peculiari. Dopo esservi gustati la mostra, approfittate dell'opportunità di vedere il meraviglioso Giudizio universale del Beato angelico, prestato eccezionalmente dalla Toscana (in cambio della Madonna dell'Umiltà, che si può ammirare a lato) e messo in paragone allo speculare lavoro del fiammingo Bartholomeus Sprangler della Galleria Sabauda. Interessantissime nella seconda sala, le ricerche sui pigmenti eseguiti sulle due opere. Insomma due piccioni con una fava. Magari finito il lavoro potrete fermarvi al bar del giardino per bervi un Bicerin in tono con la città (certo non all'altezza di quello servito nell'omonimo locale alla Consolata.
lunedì 20 aprile 2026
Mostre a Torino 2 - Il Sodoma a Palazzo Accorsi
Approfitterei visto che in questo periodo c'è anche altro di interessante da vedere a Torino di questa interessante mostra a Palazzo Accorsi, che presenta una serie di opere che raccontano il lavoro del Sodoma del periodo giovanile. Una cinquantina di lavori che raccontano i suoi esordi tra il Vercellese e Casale, con bei lavori di Gaudenzio Ferrari e altri pittori importanti del suo periodo che consentono di apprezzare i molti contatti che c'erano in quel periodo tra il centro ed il nord Italia, area di certo marginale per il Rinascimento italiano. Di certo questi lavori di questo periodo del Sodoma, artista bizzoso e criticatissimo nella sua epoca, non raggiungono il livello della serie del ciclo di Monte Oliveto, che mi aveva emozionato moltissimo, ma bisogna considerare che qui sono state messe insieme molte opere di collezioni private alcune visibili per la prima volta. Tuttavia la mostra è abbastanza bene congegnata e vale la pena di dedicarle un paio di orette per capire un po' meglio di questo pittore certo non primario, ma comunque interessante nel panorama della sua epoca.
domenica 19 aprile 2026
Mostre a Torino 1 - Vermeer a Palazzo Madama
mercoledì 15 aprile 2026
Lezioni di politica interna 1
| dal web |
Certo che di questi tempi, trovarsi a cercar lavoro a una certa età non è mica una roba semplice , tra l'altro adesso che con 'sta menata dell'intelligenza artificiale, ti trovi da un giorno all'altro col c*lo per terra e devi pur pensare a una soluzione diversa da quella di fare il cassiere o il meccanico. Secondo me una soluzione interessante potrebbe essere quella di improvvisarsi spin doctor o come si dice adesso, insomma quei tizi che consigliano ai politici su che tipo di balle dire per vincere le elezioni. Non mi sembra un brutto mestiere e neanche troppo difficile, secondo me qualcuno che ti sta a sentire lo trovi sempre, considerando che non bisogna forzatamente essere schierato con l'uno o con l'altro, anzi devi essere il più neutro possibile, così puoi avere, di volta in volta, clienti in tutti gli schieramenti e poi qualcuno disperato che non ha speranze lo trovi sempre, è un poco come quelli che hanno una malattia senza speranza che dopo averle provate tutte si attaccano al primo santone che passa. L'importante è farsi pagare prima, poi se si perde, mica hai perso tu, è come l'avvocato, vinciamo, vinciamo, tranquillo che vinciamo, mi spiace hai perso. Poi in questi momenti di forti scosse secondo me si trova facile. Ma metti caso che ti prendano davvero, come la vedresti in questo caso specifico? Metti che ti cerchi che governa adesso. Beh con la serie di tranvate che si sono pesi in questi giorni, è ragionevole pensare che siano un po' spaesati e cerchino di aggrapparsi al primo che sia un po' convincente. D'altra parte dopo aver subito una serie di botte così, stai un po' a sentire chiunque, magari dopo aver constatato che essersi circondati di fedelissimi, ma con la capacità media di un marsupiale di taglia piccola, ti sta conducendo alla rovina, disperdendo un tesoretto accumulato in anni di fatica e di comizi.
Io comincerei col dire che la situazione non è rosea, ma poi non così brutta come sembra. E' vero le hai sbagliate praticamente tutte negli ultimi tempi. Fare dichiarazioni nette non paga se alla fine tutti quelli che hai osannato la fanno fuori dal vaso, alla fine le stesse dichiarazioni che potevano sembrare al momento decise prese di posizione, ti si ritorcono contro, peggio mi sento, se di colpo le contraddici virando a 180 gradi. Ma anche i tuoi fan che cominciano a essere delusi del fatto che anche loro hanno finalmente capito che in quattro anni hai fatto solo danni, cominciano ad avere dei ripensamenti, non dico che vogliano cambiare bandiera che il cuore se batte lì difficilmente lo sposti, ci vogliono generazioni, ma comunque sono nervosi, come minimo. Quindi hai davanti due o tre scelte non di più. Andare subito al voto, sembra una resa, ma potrebbe essere la scelta migliore, ti assicuro, perché la forza che hai nelle mani è ancora piuttosto solida, i tuoi non ti hanno ancora mollato, anche se tutto potrebbe sciogliersi come la neve a primavera piuttosto velocemente e quando uno comincia a perdere i topi abbandonano la nave, e questi son peggio dei topi, ratti da fogna direi. Il grande vantaggio, che non stai considerando, è che di fronte, diciamo la verità, non hai proprio nessuno, una banda di scappati da casa in perenne litigio tra di loro, che in quattro anni non sono stati capaci di fare un minimo di opposizione, solo chiacchiera inconsistente, senza un progetto da proporre.
Ed in più hai un altro enorme vantaggio nascosto, questi son convinti di aver già vinto e stanno già litigando su come spartirsi la torta. Bisognerebbe approfittare secondo me, prima che tentino di organizzarsi meglio, anche se mi sembra una opzione quasi impossibile, vista la storia. In secondo luogo eviterei anche di cambiare la legge elettorale facendo un papocchio che cerchi di garantirti la vittoria in ogni caso. Certo lo potresti fare senza troppe difficoltà, avendo quel numero di voti a disposizione. Ma attenzione, questa cosa, generalmente non paga anzi porta proprio male e ha sempre dimostrato che l'inghippo per fare la legge truffa, generalmente si rivolta contro chi l'ha fatta. Guarda il tuo grande amico magiaro, anche lui se l'era fatta la legge elettorale apposta, ed è stata proprio la sua rovina, senza quella legge, i suoi avversari non avrebbero certo raggiunto i due terzi dei seggi. Stessa fregatura se la sono presa anche da noi quando si erano fatti una legge elettorale su misura. Hai visto poi la fine del referendum, dove c'era già la vittoria in tasca, ma è bastato dar via libera al comizio degli amici fedeli e danni peggiori non potevano essere fatti. Anche i provvedimenti presi dopo, santo cielo, ma non si poteva far finta di niente, parlare un po' di migranti e sicurezza che quello paga sempre, gli italiano son così, no, un tacon peggiore del buso, e uno via l'altro. Non vorrei a questo punto che si pensasse di tirare avanti galleggiando fino a naturale scadenza, sarebbe uno stillicidio, una perdita di sangue e di consensi continua, con tante iene intorno al leone che sta morendo, in cerca di strappargli la pelle pezzo per pezzo.
Questa secondo me sarebbe il modo più sicuro per perdere. E a questo punto se proprio non mi volessero stare a sentire, potrei sempre propormi dall'altra parte, dove c'è solo l'imbarazzo della scelta. Sentire ragazzi, sento nei circoli ed in piazza un entusiasmo che è ormai salito alle stelle. Non vorrei sbagliarmi, ma ormai siete tutti convinti di avere già vinto. Ma non vi sfiora il pensiero che di tutti quei NO che sono piovuti dalle urne, una bella parte arriva proprio dai vostri avversari e che al voto vero, non voteranno certo per voi? Adesso l'unica cosa che non dovete fare è discutere di primarie e di chi deve comandare dopo la vittoria. E' il modo più sicuro di perdere. Ma fate dei sondaggi, benedetti ragazzi. Ma non avete ancora capito che se ci mettete Conte o Schlein, non avete nessuna possibilità di vincere. Ma chiedete in giro, sentite cosa si dice sul web, chi vuole Conte non voterà mai Schlein e viceversa. Dovete, prima di tutto, non parlare neanche di questo problema, ma mettervi intorno ad un tavolo facendo finta di andare d'accordo, e mettere giù un programma chiaro che mostri qual è la direzione verso cui volete portare il paese, poi stare attenti alle parole sbagliate ed alla fine scegliere una figura terza che possa piacere alla gente, al limite se proprio non ce la fanno quei due a non pretendere una fetta di torta, fategli fare i vice, imparate dagli avversari, poi vi scannerete dopo la vittoria se mai ci arriverete. E comunque se vi serve un programma, pagando ve lo faccio io. Chiunque volesse la mia consulenza è pregato di contattarmi in privato, costi modici.
lunedì 13 aprile 2026
Cronache di Surakhis 106 - Il Bacio della morte
Nell'isola era scesa la notte e anche la terza luna era scesa dietro la curva dell'orizzonte. Paularius era disteso su uno dei letti massaggianti che aveva fatto istallare al bordo della sua piscina di liquido amniotico ed aveva già sollevato la cupola protettrice che evitava che i miasmi maleodoranti che arrivavano dalla costa con la brezza notturna arrivassero a disturbarlo, spingendo fin lì i fumi densi delle centrali a merda che lavoravano a tutto spiano in città. Da qualche tempo aveva fatto il consueto checkup, a cui si sottoponeva ogni trecento anni, più o meno, anzi stavolta era un po' in ritardo e che era stato più costoso del solito, avendo dovuto cambiare sette organi vitali oltre a quello che lui riteneva il più importante e soddisfacente. Anzi questa volta lo aveva voluto di una misura superiore, cosa che gli adesso gli dava un gran gusto, specialmente quando gli portavano una nuova partita di vergini di Rigel, da svezzare assieme coi i pochi amici che ormai invitava sull'isola. Da almeno un secolo infatti, a parte le ragazze, conduceva una vita piuttosto solitaria e anche nei divertimenti preferiva stare da solo con le attrezzature e le schiave. Riusciva così meglio a concentrarsi e a pensare su come muoversi nel controllo di Surakhis. In effetti cominciava a chiedersi se non avesse sbagliato a far nominare il Vagabonto a capo del continente più importante. Pensava fosse solo un idiota, invece col passare dei mesi, si era rivelato avere dei seri problemi mentali, e ne faceva una al giorno.
Certo aveva seguito bene le indicazioni di base che gli aveva fatto impiantare nel cervello tramite la nuova AI, che aveva sviluppato nei suoi laboratori, una Ignoranza Artificiale che gli faceva emettere in automatico una serie di editti molto efficaci nel far montare l'odio nella popolazione, stornandole l'attenzione dai mille problemi che il pianeta stava maturando e finché la gente si convinceva che la colpa di tutti era dei migranti di Andromeda che si potevano adesso andare a cacciare gioiosamente nei weekend, unendo l'utile al dilettevole, la cosa andavano avanti. Certo che adesso che il numero degli schiavi da far calare nelle miniere di pietra di Baum, era sceso un po' troppo al disotto della soglia di necessità, si rischiava di dover interrompere la produzione e veder cessare l'unica fonte di reddito del pianeta stesso. Va be', questo era un problema minore in fondo e in qualche modo avrebbe cercato di risolverlo più avanti, nel frattempo bisognava trovare una soluzione in qualche modo, alla follia del Vagabondo, visto che non ci riusciva neppure la truppa di androidi che gli aveva messo al fianco. E pensare che aveva pensato in un primo momento di aver esagerato nel crearli cosi palesemente inumani. Temeva che sarebbero stati subito riconosciuti da tutti, invece li avevano presi assolutamente per buoni e anzi avevano raccolto in un attimo un sacco di proseliti e credenti, con i quali ormai si facevano raduni oceanici in onore della loro nuova religione.
Già, la forza della F.A.T.A., una congrega che elevava il male ad esempio supremo, certo una bella cosa, ma a volte cominciavano ad esagerare, magari andava a finire che poi non si riuscisse ad avere un controllo effettivo su quelle deboli menti e che prendessero iniziative dannose. Certo andavano benissimo quando venivano mandati in giro in tutti quei regni e principati dove aveva messo al potere i rappresentanti creati ad hoc per far rinascere idee e follie rimaste per un secolo nascoste nelle fogne, per fingere di sostenerli, mentre portavano loro il virus appositamente creato detti il Bacio della Morte, che inevitabilmente li toglieva di mezzo in breve tempo. Anzi ormai qualcuno di questi reucci in attesa di conferma, cominciava a fare le corna e a cercare scuse per non riceverli quando, in prossimità della conferma, questi annunciavano una visita di sostegno, ma il meccanismo era avviato e mica si poteva fermare così. D'altra parte l'AI funzionava a prescindere e il ricambio in fondo era sempre salutare. C'era solo quel paesucolo di cui non ricordava il nome, in cui aveva insediato la peggio del peggio, che stava facendo tutto da sola per autodistruggersi, certo lui le aveva dato una manina, circondandola di una serie di androidi di prima generazione, talmente incapaci di fare alcunché, che pareva si distruggesse da sola, mentre gliene facevano una al giorno, e di certo da tempo il regime sarebbe caduto senza bisogno di spinte, ma aveva di fronte un gruppo pur numerosissimo di oppositori, talmente incapace che non c'era nessuna possibilità che la rovesciassero per via elettorale. Mi sa che avrebbe dovuto intervenire lui stesso tra un po'. Povero Paularius, diceva tra sé e sé, devo fare tutto io. Si stese meglio sul lettino, quello fatto di lingue vive e decise di chiamare ancora un paio di succhiatrici di Betelgeuse, specialmente quella bruna con tutte quelle mammelle che lo attizzava decisamente. Bisogna dire che questi nuovi tipi di trapianto funzionano davvero benissimo, onore al merito.
Se ti è piaciuto questo post, ti potrebbero anche interessare:
sabato 11 aprile 2026
Bisogna andare avanti
| La guerra dei droni cominciata è (cit. Maestro Joda - Star wars) - imm. dal web |
Beh adesso che ho terminato di buttar giù il testo dei miei due ultimi lavori, Uzbekistan e Mauritania, devo dire che mi sento un po' orfano del blog, anzi anche un po' colpevole di lasciare orfani anche quei pochi che ancora seguono ancora il mio blogghetto. Il fatto è che da un lato mi occorre tempo per la fase intermedia prima della pubblicazione effettiva, e cioè la rilettura e la correzione delle oltre 600 pagine buttate giù un po' di getto e quindi un po' maldestre sia dal punto di vista sintattico che anche da quello semplicemente ortografico, che malgrado l'aiuto del correttore automatico, utilissimo strumento, che mi segnala le centinaia di errori di battitura, rimane sempre un'opera lunghissima e faticosa e poi ogni volta che rileggi ne saltano fuori altri, assieme alle aggiunte, ai ripensamenti, al cambiamento delle ripetizioni continue che la mia abitudinaria verbosità mi aiuta e costringe allo stesso tempo, ad ingrassare il malloppo. Ora è chiaro che come sempre più si taglia e si sfoltisce, meglio viene il lavoro finale, ma io non sono capace di operare questa sana opera dimagrante, non riesco a liberarmi del superfluo, ad eliminare aggettivi inutili e le centinaia di avverbi che finiscono in -mente che fanno subito comprendere anche al lettore più frettoloso che ha tra le mani il libricino di un dilettante scribacchino.
Ma che ci vogliamo fare, sono fatto così, d'altra parte, il fatto che la professoressa Pagliano mi gratificasse sempre di un massimo di un 5/6, certifica il limbo in cui sono sempre stati concepiti i miei lavori letterari a partire dal liceo. E pensare che non piaceva assolutamente il compito del Tema, che dovrebbe poi essere la base naturale di quel liceo classico che alla fine ritengo sempre la base assoluta degli studi degni di questo nome. Così l'aridità sistematica e la mancanza di tempo mi costringono a diradare i miei post in questa sede. Non è che non ci siano gli argomenti, anzi, ma la maggior parte, quelli di attualità, mi intristiscono a tal punto che non mi viene di certo voglia di affrontarli, anzi non vorrei correre il rischio di essere bannato su tutti i punti di visibilità del web a causa dei giudizi troppo tranchant che mi scapperebbero dalla tastiera sicuramente. Non parliamo della politica interna, argomento anche questo in cui temo di trascendere troppo e anche qui, vorrei evitare di vedermi suonare alla porta da qualche gruppetto di personaggi con un bel bottiglione di olio di ricino, che da questo lato al momento vado bene così. Mala tempora currunt come si dice. Alla fine temo che mi dovrò concentrare su falsi temi che riguardano i miei timori legati alla futura e prossima, ahimè partenza, che vedo messa in pericolo purtroppo, dall'andamento della situazione internazionale.
Per cui davvero non so da che parte battere la testa. E poi anche qui, temo di essere ricoperto dallo stormshit di chi mi rimprovererà di certo il fatto che io rompa le scatole, per non dir di peggio, per l'insignificante e personale particulare, quando il mondo è sospeso su un baratro ben più spaventoso e la gente è travolta da ben altro tipo di preoccupazioni. Non è così. Il problema è che io ne sono angosciato più di voi, ma metto la testa sotto la sabbia da buono struzzo, e mi scaldo per le minuzie, proprio per non pensare a quello che succede intorno a me, non solo di ben più grave, ma soprattutto che mi devasta il cuore, non avendo mai immaginato che nella mia vita mi sarebbe capitato di vedere orrori come questi che stanno accadendo intorno a noi, e che sinceramente pensavo che dopo la generazione dei nostri padri, non sarebbero mai più accadute, Ma evidentemente la lezione non viene mai capita completamente e ad intervalli anche lunghi nel tempo, tutto ritorna come e peggio di prima e ti dimostra che evidentemente non è servito a nulla. Si vede che con i decenni l'orrore che aveva fatto credere scomparse, certe orrende degenerazioni della mente umana, stupidamente credute morte e relegate ai libri di storia, le ha fatte solamente sopire dopo averle relegate nelle fogne dell'animo umano, ma man mano che il tempo passa, il male riprende a poco a poco forza e risale alla superficie, si fa nuovamente grande e riprende con prepotenza il posto che ritiene di meritarsi nel mondo e tutto ricomincia.
Per fortuna ho una età che forse non mi consentirà di vederne l'orribile fine, perché poi tranquilli, il risultato ultimo è sempre lo stesso e spazzerà via vittime e carnefici equalizzati dalla grande mietitrice, assieme a tutte le belinate che si sono pensate come grandi problemi inesistenti dell'umanità, sicurezza, immigrazioni e via cantando e poi si aprirà un ciclo successivo per un po' di anni, ma toccherà ad altri vederlo. Tranquilli il mondo andrà avanti ugualmente, l'uomo è una mala bestia che non si fa cancellare tanto facilmente. Non ci sono riusciti conquistatori che elevavano nelle piazze piramidi di teste mozzate, capipopolo che hanno trucidato intere etnie considerate inferiori, che ha loro volta divenute forti hanno rivolto la stessa ferocia, ampliata ancor di più verso i vicini e fratelli di sangue, pestilenze che mietevano un terzo alla volta della popolazione del mondo. Cosa volete che siano un po' di bombette atomiche o all'idrogeno. I missili e i droni volteggiano nel cielo come rondini in cerca della strada per la migrazione, troveranno certamente il luogo dove posarsi, purtroppo l'ignoranza artificiale che li guida li farà cascare più o meno a casaccio di qua e di là, a fare il loro sporco lavoro, per cui sono stati progettati. Il risultato sarà sempre quello che è stato fin da quando l'arma principe era la clava, non vi preoccupate. Bagatelle per l'umanità presa nel suo complesso. Dunque chi vivrà vedrà, noi invece, continueremo ad occuparci di piccole cose. Parva sed apta mihi, insomma e non parlo di case, ma di cose.
martedì 7 aprile 2026
Mau 30 - 90 Motivi +1 per visitare la Mauritania
| Trasportoapre . Mauritania - Gennaio 2026 |
Non so se co, questa chiacchierata che porto avanti ornai da quasi tre mesi, sono riuscito a trasmettervi in qualche modo il pacchetto di emozioni davvero potenti che mi sono portato a casa da questa ennesima scorribanda africana e soprattutto nel suo deserto fondamentale ed iconico, il Sahara. Questo è un viaggio che appassionerà certamente tutti quelli che hanno per queste vie delle sabbie, una propensione atavica, frutto chissà, per chi ci crede, di qualche reminiscenza di vite precedenti. Siamo stati forse pastori berberi, conduttori di dromedari o forse peggio, capi carovana che commerciavano schiavi attraverso il Sahel. Non lo so, ma di certo abbiamo dentro una attrazione speciale che non ha bisogno di incentivi o spiegazioni. Tuttavia credo che anche chi col deserto non abbia mai avuto contatti, se lanciato in uno di questi viaggi, non possa ritornarne come prima di quando è partito. Il deserto e il suo mondo unico, gli lascerà di certo qualche cosa, di cui magari non si accorgerà subito, ma questo virus, si svilupperà nel tempo magari rimanendo a lungo latente dentro di lui, per poi scoppiare all'improvviso imponendo la sua legge e allora si ricomincerà a sognare, raid attraverso le sabbie, itinerari inconsueti seguendo tracce di antichi viaggiatori e così via. Comunque tanto per specificare meglio, tutti abbiamo bisogno, oltre che di sognare, anche di dati certi, di indicazioni più precise al fine di costruirci solide motivazioni e quindi voglio elencarvi come mio solito, un elenco pedissequo di motivi, che potrebbero convincervi e spingervi a programmare questo viaggio. Così per questo paese ho cercato di entrare un po' più a fondo di quanto si faccia di solito, approfondendo un po' meglio gli aspetti storici, naturalistici e culturali, mentre penso che tra le righe sia passato anche il sottile e pervasivo desiderio di riuscire un giorno a visitare anche le ultime zone che, per varie motivazioni, soprattutto logistiche e di tempo, ho dovuto forzatamente tralasciare e che indubbiamente varrebbero la pena di essere più a fondo indagate, tornandoci magari per la terza volta. Tuttavia a conclusione, sperando di stimolarvi comunque al viaggio, ecco come al solito, un piccolo elenco di cose imperdibili di questo paese o che, se la volete mettere giù in altro modo, valgono la pena di sobbarcarsi le ore di volo che sono necessarie a raggiungere quella terra, lontana nello spazio e così differente ed intrigante, ricordando sempre che la cultura non alberga solamente nel nostro patinato mondo occidentale, ma che forse si può trovare anche nelle profondità di luoghi dove non si immaginava potesse essere transitata pe secoli.
- Arrivare a Nouakchott nel cuore della notte attraversandone i quartieri addormentati
- Partire la mattina presto puntando decisamente verso il deserto
- Fermarsi nel nulla ad osservare i dromedari che brucano tra le dune
- Mangiare uno squisito mechoui ad Akjaoujit
- Prendere la prima pista tra le sabbie e fermarsi, aspettando i nostri amici che pregano
- Godere il tramonto tra le dune di Azoueiga
- Rimanere a guardare il cielo e la notte stellata al fuoco di un falò
- Prendere un tè alla menta nel deserto
- Camminare sui tratti dove la sabbia cambia colore
- Fermarsi alle tende dei beduini e comprare un sostegno di sella di cammello
- Percorrere la Vallée Blanche tra dune di zucchero
- Sprofondare nella sabbia gialla al passo di Tifoujar e comprare sacchetti di datteri dolcissimi dai nomadi lungo la strada
- Proseguire di oasi in oasi fino a Toungad e andare a trovare Riccardo che vive lì da 30 anni
- Arrivare fino alla sorgente tra i monti dell'osai di Terjit
- Incontrare ragazzi che vivono qui e cenare con loro sotto le stelle
- Girare nei villaggi tra le case inseguiti da torme di ragazzini
- Guardare il panorama dei canyon dalla sommità dei tavolati al loro bordo
- Percorrere la route d'Aoujeft nel deserto sassoso fino all'oasi di M'Hairit
- Guardare le facce di chi arriva alla sorgente Guelta e si gode le acque del laghetto
- Arrivare a Cinguetti, la regina delle sabbie
- Passare da una biblioteca all'altra guardando manoscritti miniati di mille anni
- Recitare poesie con un custode del sapere
- Toccare libri divorati dalle termiti con teoremi di geometria
- Ritrovare lo stipite della porta su cui mi sono rotto l'omero dopo un anno
- Essere riconosciuto dai camerieri dell'albergo
- Camminare tra i vicoli della città semisepolta dalle sabbie
- Sostare davanti alla moschea semisepolta da sei secoli, della prima Cinguetti
- Ritornare in città in cammello
- Visitare il piccolo museo etnografico e la cooperativa delle donne comprando braccialettini
- Camminare tra i negozi della nuova Cinguetti per arrivare al centro
- Fermarsi ad un incrocio a guardare uomini che giocano a scacchi in mezzo alla sabbia
- Osservare i bambini che corrono in mezzo alla strada con giocattoli fatti da loro
- Farsi agghindare di sciarpe in un negozio di un bravo venditore
- Vedere il tramonto dalla duna più alta davanti alla città
- Partecipare ad un matrimonio tra canti e balli forsennati nello stadio cittadino
- Correre in auto tra le dune formando carreggiate nuove senza il timore di perdersi e sfiorare carovane che fanno il nostro percorso in una settimana
- Fermarsi a bere un té in un gruppo di capanne di paglia
- Medicare sommariamente la ferita di un anziano che accorre appena vista una macchina che si è fermata
- Osservare le barriere di foglie di palma innalzata per fermare l'avanzata delle dune
- Arrivare da Zaida e ritrovarla come un anno fa allegra ed attiva
- Visitare il nuovo centro dove si svolge il festival annuale e il suo museo
- Fare foto alle ragazze ritrose che poi le vogliono assolutamente
- Ripercorrere le scale di pietra di Ouadane, la città dei Sapienti
- Ammirare i pilastri, gli archi ed il minareto della antica moschea di pietre
- Guardare le palme dell'oasi dall'alto delle mura
- Vedere con stupore le antiche serrature di legno
- Percorrere la larghe strade sabbiose della città nuova inseguiti dalle ragazzine
- Incontrare l'accompagnatore di Filippo Tenti durante il suo documentario e farsi nuovi amici
- Raggiungere la struttura di Richat detta l'Occhio del Sahara
- Arrivare fino al centro e dall'altura cercare di riconoscere i bordi e mettere una pietra sulla piramide
- Fermarsi davanti ad una piccola mandria di onagri immobili che ci guardano
- Cercare sulla montagna la giraffa ed il toro tra i graffiti di Agrour Amojar
- Camminare sulla lastra di pietra nera cercando antichi Dolmen
- Fotografare la modella camerunense Aisha che posa sui massi di lava nera, carica di monili d'oro
- Ammirare il fortino di Sedan dall'alto del passo di Ebnou
- Passeggiare nel mercato di Atar guardando tra i banchi
- Bere carcadè mangiando stufato di cammello
- Ballare e suonare tamburi al suono della Kora di un griot con le ragazze del posto
- Visitare le rovine della antica città di Azougui ancora da scavare
- Fermarsi al passo a raccogliere pezzi di roccia mirabilmente venati di ogni colore
- Raggiungere Choum e vedere per la prima volta il famoso treno che passa
- Percorrere per intero il famoso tunnel, monumento alla stupidità europea
- Raggiungere Zouerat e celebre miniera di ferro
- Andare al punto di partenza del treno e salire sui vagoni "passeggeri" familiarizzando con chi cerca di salirci
- Visitare i vari cantieri della miniera tra residuati e pezzo abbandonati
- Passare tra i banchi del mercato di Zouerat
- Aspettare nel deserto il passaggio del treno carico di minerale
- Passare nei villaggi fatti di traversine di ferro
- Correre tra le sabbie per raggiungere il monolite di Ben Amerà
- Transitare per cinque chilometri oltre il confine del Sahara Occidentale
- Toccare il monolite per cercare di assimilarne la forza
- Girare attorno al monolite femmina ascoltandone le leggende che li circondano
- Godersi l'ennesimo tramonto e dormire tra le sabbie, dopo essersi fatti passare la paura dello scorpione
- Dare un passaggio nel deserto e toccare con mano le tragedie della migrazione
- Mangiare riso e pollo in una baracca lungo la strada nazionale ritrovata
- Raggiungere finalmente il mare e il porto di Nouadhibou
- Visitare Cap Blanc e il museo della foca monaca, camminando sulla spiaggia
- Cercare il cimitero delle navi arenate e non trovarlo più
- Correre sulla riva tra milioni di gabbiani e cercando uccelli migratori
- Chiacchierare con Fatma al mercato di Nouadhibou
- Fotografare piedi disegnati con l'henne di amiche di Ahmed
- Percorrere la riva del Banc d'Arguin osservando le barche dei pescatori che pescano coi delfini
- Fotografare la fauna ornitologica che popola il parco
- Stupirsi della quantità di pesce pescato e vistare i villaggi dove essiccano i muggini
- Essere ricevuti da un capo villaggio che offre tè e farina di pesce secco
- Correre a tutta velocità sulla riva per decine di chilometri sollevando nuvole di gabbiani
- Percorrere lingue di sabbia dove sostano pellicani e cormorani
- Stupirsi delle mille sfumatura di sabbia lungo le rive
- Aggirarsi tra i pescatori nei villaggi Imraguin mentre scaricano i pesci dalle barche
- Girare per il mercato dei cammelli di Nouakchot
- Chiacchierare con le divorziate al loro specifico mercato
- Vedere la grande moschea della città ed il suo polveroso Museo
- Passeggiare nell'enorme mercato e finire in un ristorante turco
- Perdersi lungo la riva del porto al mercato dei pescatori tra migliaia di barche colorate
- Fare un'ultima foto ricordo con gli amici alla grande scritta col nome della città mentre vai all'aeroporto per tornartene a casa
Mau 27 - Considerazioni finali
Mau 26 - Ultimo giorno
Mau 25 - Mercato dei cammelli