venerdì 23 luglio 2021

Estate dolce

Prati - Fenestrelle Val Chisone 


Un'altra giornata che più piacevole non si può. Dopo i 34°C alessandrini trascorsi in attesa della soluzione di tutta una serie di magagne che non ho nessuna voglia di star lì a raccontare, essere qui sul mio terrazzino col cielo azzurro sopra Berlino e una brezza leggera che stimola il pensiero non ha prezzo, anche se qualche nuvola bianca si addensa per il piagnucolio serale. Neanche sento lo stridore della mola abrasiva che taglia le pietre che dovrebbero servire a completare il mio tetto o la sega elettrica che spunta le travi messe lì allo stesso scopo, quello di evitare che nuovamente, appena ripioverà forte e accadrà presto, lo so, mi si riempirà nuovamente la casa di acqua rovinando il parquet appena risistemato. Nemmeno il martello che picchia inferocito sui lunghi chiodi delle perline che completeranno il tutto e che si confondono con la sparachiodi automatica che pare una pistola impazzita da autodifesa legaiola, mi danno fastidio, basta non stare a sentirle in fondo, se non mi turbano i centootto colpi della campana grande che suona alle otto del mattino a pochi metri dalla mia testa, che fastidio volete che siano un po' di colpi bene assestati che oltretutto ti stanno rifacendo casa nuova! Non importa nulla, conta solo il garrulo chiocciare di due uccellacci sopra il grande albero al di là del muro, quello che mi inonda ogni giorno di foglie secche e rami spezzati, che chiacchierano tra di loro come due comari che non hanno mai abbastanza maldicenze da proporsi. Mi consolo pensando che in tre pasti mi sono già scofanato mezza anguria  da 11,5 kg, ma un pezzettino, piccolo, lo ha mangiato anche mia moglie. Gli altri 6 chili li comincio stasera, anche se comincio ad avvertire una certa acidità di stomaco, ma di certo non è per l'anguria. 

Piaceva tanto al mio papà, l'anguria e quando se ne portava a casa una, camalandosela a piedi per tutti e tre i piani della scala, correva subito in cucina, dove aveva uno speciale coltello apposito che si era fatto da solo unendo un trincetto da ciabattino ad un vecchio manico, per provvedere a tassellarla e constatare se il venditore che gli aveva garantito una dolcezza senza pari, lo avesse fregato. Poi assaggiava il tassello e concludeva: - E' buona -. Se la mangiava poi a tocchetti con gran gusto e la buccia la tagliava con cura maniacale in pezzetti minuti con lo stesso coltello per occupare meno spazio nel sacchetto della spazzatura. Chissà se là dove è adesso ci saranno angurie e ciliegie, altra sua grande passione, mi piacerebbe saperlo, dato che piacciono anche a me e il traguardo di fine corsa non sarà poi così lontano. Forse mi basterebbe così, ne sarei contento come di certo lo è lui. Qualche bella fetta ghiacciata di anguria dalla buccia verde scuro, rossa e dolce e un poco di quelle belle ciliegie quasi nere, grosse e dure, come quelle che l'amico Dionigi mi permetteva di raccogliere quando si andava alla sua cascina a certificare il grano da seme. Faceva sempre un gran caldo come adesso, ma non mi sembrava così gravoso e le cicale avevano un frinire amico. Mi sembrava di avere ancora tutta la vita davanti ed invece era solo un attimo fa.


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martedì 20 luglio 2021

Auguri Tiziana!



 Diciamo che la giornata di oggi è partita bene, soprattutto dopo quella di ieri durante la quale ho avuto la casa praticamente allagata, con parquet appena rasato e ridipinto in fase di asciugatura e con cascata d'acqua che finiva direttamente nella scatola del salvavita appena istallato, il tutto grazie all'imperizia di chi sta sostituendo il tetto. Il tutto aggiunto all'esaurimento dei giga che mi hanno impedito di comunicare col resto del mondo. Almeno questa piaga d'Egitto oggi si è risolta e quindi posso quantomeno scrivere due righe per fare gli auguri alla persona di certo più importane della mia vita, che accompagna la mia avventura da quando ancora non avevo ben consolidato il ben dell'intelletto, non che adesso lo sia, e che spero lo faccia ancora per un numero ragionevole di anni. Lei, gli auguri se li merita davvero, un po' per la capacità di sopportazione che, come potrete immaginare è davvero superiore alla media e un po' perché ha saputo rendere la mia vita così piena di serenità e appagamento che le traversie di ieri sono davvero scemenze al confronto. Quindi buon compleanno, per tutte le volte in cui basta che ci stringiamo la mano per dirci ogni cosa necessaria anche senza parlare, nella speranza di vivere assieme ancora tante delle emozioni che hanno riempito le nostre vite fortunate! Grazie Tiziana.


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mercoledì 14 luglio 2021

Far Play

dal web


Beh adesso che qualche giorno è passato e la sbornia, coi vari eccessi, l'abbiamo quasi digerita, ci rimane pur sempre la soddisfazione del lavoro ben fatto, della figura internazionale che almeno per qualche giorno ha coperto quella pietosa figura che i nostri politici continuano a fare e finalmente continuare a consolarci per come gli inglesi, che spesso a torto abbiamo considerato tanto superiori, si sono dimostrati miserevoli e criticabili. Arrivavamo da Londra con l'ammirazione per chi sa stare in coda e non ci accorgevamo che poi alla fine dei conti, sono peggio degli altri. Anche se non dovremmo rallegrarci della Brexit, perché se si san far bene i conti ci perdiamo anche noi, alla fine almeno se ne sono andati fuori dalle palle. Sia chiaro che alla fine, io poi non sono così critico, per lo meno con i tifosi, che sono dei beceri in tutto il mondo con le loro manifestazioni che la foga dell'appartenenza tende a far diventare bestiali ed incomprensibili per lo meno con il metro di chi ne è fuori, in fondo gli inni li abbiamo fischiati anche noi, chi non ricorda quello dell'Argentina e il famoso "Hijos de puta" labiale di risposta del compianto Pibe de oro, che pur amava l'Italia. Per lo meno a Bari ai beceri che fischiavano la Marsigliese, Buffon fece partire un applauso che a poco a poco coinvolse tutti, dimostrando che l'esempio viene dall'alto e il popolo lo segue. 

No, quelli con l'epa gonfia di birra li perdono, non saranno i primi né gli ultimi a calpestar bandiere o a menare gli avversari, anche se poi questa era una bufala, e a scappare dallo stadio imbestialiti, in spregio all'avversario dimostratosi superiore, per andare ad ingollare il rimanente. Animali da gregge, parco buoi la mungere comune sotto tutte le bandiere. Chi invece non merita scusa davvero, appunto per l'esempio che ne scaturisce sono i giocatori che hanno schifato il secondo posto e soprattutto le altezze reali che scappano alla chetichella dalle tribune prima della premiazione. Pensate che bella lezione sarebbe stata se Principe, Principessa e Principino fossero scesi, magari accompagnati da Mattarella a consolare, ringraziandoli, i loro giocatori e poi avessero consegnato la coppa ai nostri, come si va generalmente in tutto il mondo. Almeno imparare qualcosa dalla magistrale lezione del CT spagnolo, che ancora a caldo ha fatto una intervista sorridente che rappresenta l'essenza dello sport e del saper perdere. Perché tanto è così, una volta vinci e una sei sconfitto. Certo l'Inghilterra l'Europeo lo ha vinto l'unica volta che ha rubato. Questa volta ci ha provato eliminando ingiustamente la povera Danimarca e forse i giornali locali avrebbe considerato giusto anche qualche aiutino nella finale, ma pazienza, hanno incontrato una squadra più forte e devono rassegnarsi al fatto che, come ha detto Bonucci, ne devono ancora mangiare di pastasciutta, ricordando, come hanno già detto in molti, che quando loro stavano ancora sugli alberi, noi, a Roma eravamo già froci, anche se tendono a dimenticarselo. 

Noi invece, ci teniamo il nostro Berrettini, uno che ha dimostrato come si può perdere bene, contro quello che forse è il più forte tennista di tutti i tempi, ponendo le basi per vincere in futuro e per vincere molto, ne sono sicuro. Consoliamoci insomma, tutto questo serve, checché ne dicano gli snob da salotto, che lo sport lo snobbano come espressione di cultura inferiore, anche all'economia del paese. Ne guadagna sempre e comunque, la credibilità internazionale e Dio sa quanto ne abbiamo bisogno e anche tutta la macchina economica, che qualcuno ha anche calcolato in uno 0,2/0,3 del PIL. Mica poco di questi tempi, visto che noi, grazie ai politici che abbiamo non riusciremo certo ad imporre una linea decisa contro gli antivax, come hanno appena fatto i francesi e quindi ci saranno molte probabilità che presto si debba tornare a chiusure più o meno importanti, danneggiando non solo la salute ma anche e soprattutto le attività economiche. Questo mi amareggia non poco, perché speravo che la via di uscita fosse vicina e la normalità non fosse più un sogno. Ma ogni paese ha sempre e soltanto quello che si merita. Meglio che torni ad interessarmi dei miei lavori, merce che non si trova, prezzi stellari e consegne ritardate. Incazzature quotidiane insomma. Tre giorni di serenità e di soddisfazione e poi torniamo pure a farci il sangue marcio.


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domenica 11 luglio 2021

Forza Azzurri!



Eccoci qua in frenetica attesa. Prima Berrettini, poi finalmente la nazionale. Lui accompagnato anche dalla simpatia degli inglesi, che più tardi invece ci guateranno in cagnesco. Scontro epico dove si parrà la nostra nobilitate. Aspetto a casa mia tre fan per vedere la battaglia in compagnia, due dei quali tra l'altro residenti proprio nella perfida Albione, che non aspettano altro che festeggiare. Sperùma ben, perché la cosa non è semplice e siamo anche sfavoriti. Ovviamente non si parla d'altro in paese, gremito all'inverosimile dall'arrivo di quelli che Roberto Balocco nelle sue Cansùn d'la Piola, chiamava i Dumenichin e che probabilmente stasera dopo la partita si incolonneranno per tornare a Torino e non per fare il corteo dei festeggiamenti, mentre altri, pochi fanno gli snob da barzelletta, quelli che sai io stasera devo vedere il tenente Colombo o un documentario sugli struzzi del Malawi. Anzi a proposito di struzzi, sono tre giorni che mangio proprio frittata di uova di struzzo, che mi ha portato un amico, Dato che come mi avevano detto in Sudafrica, dove lo struzzo, tra le altre cose, lo avevo anche cavalcato per una breve corsetta nel deserto (il mio per la cronaca si chiamava Jack the ripper), uno di quelli equivale a circa ventiquattro uova di gallina, capirete che la frittata è venuta piuttosto grande, direi monumentale e quindi sto faticando a finirla. 

Comunque dai, ci sentiamo domani, magari anche festeggianti e se no pazienza, i nostri ragazzi si sono fatti valere e comunque la bella figura è fatta. Bisogna comunque saper perdere co,me ci ha magistralmente insegnato Luis Enrique, il CT spagnolo, segnato dalle durezze ben più gravi a cui la vita lo ha sottoposto, a cui va tutta la mia ammirazione per quello che ha detto dopo la sconfitta con gli azzurri, sconfitta tra l'altro molto relativa, dopo aver giocato anche meglio di noi. Ma si sa per arrivare in fondo ci vuole anche un po' di culo e stavolta c'è stato. Tanto basta. E comunque saremo sempre i primi delle nazioni europee, dato che gli altri, dall'Europa si sono tirati fuori, con assoluta e proverbiale spocchia, quando per sbaglio c'erano entrati, pare che avrebbero gradito che uscissero tutti gli altri, tanto che tifano contro anche Scozzesi, Gallesi e Nordirlandesi, insomma non piacciono proprio a nessuno. Anche la Regina immarcescibile pare snobberà l'avvenimento, lasciando la rappresentanza al nipote, quello amato ed ubbidiente, lei va solo a vedere i cavalli ad Ascot e Mattarella è troppo giovane per fraternizzare sugli spalti. Repubblica contro Monarchia insomma, noblesse oblige. Intanto è domenica e tacciono anche le squadre di muratori che martellano incessanti la mia dimora, saranno anche loro alla ricerca di un televisore per non perdersi la partita. Io, speriamo che me la cavo.


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sabato 10 luglio 2021

Haiku blu

Genzianella - Val Chisone - foto T. Sofi


 velluto blu
tra verde tenerume -
che dolce estate


venerdì 9 luglio 2021

Dialoghi sui massimi sistemi

Genzianelle

Che tempi ragazzi! I politici vogliono farci credere che importi loro qualche cosa dell'omofobia, quando gli interessa meno di niente e si capisce bene che stanno solo facendo prove di forza in vista dei vari riposizionamenti sul futuro presidente. I contagi ovviamente crescono con l'arrivo della Delta, ma di vaccinarsi tutti non se ne parla, anzi io non lo faccio, perché sono tanto più furbo di voi. Tutti si lamentano e intanto l'economia ha ripreso a pieno ritmo, chi vuole schiavi, guarda caso non li trova, chi li paga e li mette in regola, invece, non ha problemi. Ogni scusa è buona per mandare i prezzi alle stelle, se avete a che fare con qualche lavoro da mandare avanti, non avrete difficoltà ad accorgervene, ma è il mercato bellezza e se non ti piace vai in Corea del Nord dove i prezzi sono controllati e tutto è molto ordinato e non ci sono lavavetri ai semafori, almeno così aveva detto il Felpato, sempre attento, inoltre tutti piangono per lo stato di salute del cicciolone dimagrito. Insomma una estate suinis generis, direbbe il mio amico molto innervosito dal fatto che nessuno abbia dato peso a quello che, a suo parere, si conferma come la notizia del millennio e cioè che il Pentagono, tra silenzi e reticenze ha finalmente confermato la inoppugnabile esistenza degli UFO e la loro non negabile essenza aliena. 

Ovviamente lasciando la parte più ghiotta delle rivelazioni completamente secretata, come l'incidente avvenuto qualche anno fa in Florida, con il recupero di materiali di un disco caduto. Noi intanto, comuni mortali, siamo in ansia per il partitone di domenica che sancirà se il giocare in casa sarà ancora fondamentale, arbitri compiacendo, per trionfare nell'Europeo a Wembey, gigantesco cluster per far ripartire, non già l'economia ma il contagio generalizzato. Il Giappone invece si cautela e chiude gli stadi olimpici. Insomma c'è di che discutere in tutti i bar, con o senza mascherina che si voglia. Chi bada invece ai soldini, vedi operatori di borsa, manifestano invece la loro preoccupazione, ieri c'è stato infatti un piccolo tracollo, ma si sa, sono patemi estivi, dovuti chissà, ai timori di una ripartenza epidemica o all'economia il cui decollo sarà bloccato a causa della improvvisa carenza di materie prime dovute proprio alla concitata ripartenza economica (non quella di Chiesa nell'area della perfida Albione). Provate a chiedere il prezzo di una finestra e farete un salto sulla sedia, sempre che ne abbiate una.

Magari poi andate a prenotare un ombrellone su una spiaggia e comprenderete subito che molti vogliono rifarsi in un paio di mesi delle botte subite nell'anno appena trascorso. Insomma un bel movimento; c'è di che discutere in tutti i bar del bel paese. Chissà se anche nelle altre nazioni si fanno questi discorsi sui massimi sistemi, nei pub londinesi o nelle caffetterie della grande mela oppure lì, gli avventori stanno isolati con la faccia verso il muro a meditare in silenzio come in un quadro di Hopper. Paese che vai, atteggiamento che trovi. Ho amici che vogliono fuggire dalla Russia per venire qui a fare il Pfizer invece che essere obbligati allo Sputnik, che rifiuterebbero terrorizzati e altri amici di qui che sarebbero volentieri andati a San Marino per farselo, lo Sputnik, affascinati dal nome e da antiche riminiscenze di appartenenza bolscevica, improvvisamente e inspiegabilmente transitate all'estrema destra. Poi non fanno nulla perché non si sa mai. Furbi all'inverosimile. Dappertutto c'è sempre qualcuno più furbo degli altri. Intanto qui, tra i monti dopo giornate perfidi temporali, lampi, fulmini e saette e temperature da ghiacciaio, finalmente una giornata di sole pieno che riconcilia col mondo. Il verde dei prati e dei pini è sempre più verde e le griglie sfrigolano al sole. Succeda quel che deve succedere, poi si vedrà. Alla fine dobbiamo essere fatalisti, contro il karma non si può fare nulla. Daici si sente dopo la partita.



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sabato 3 luglio 2021

Haiku iridato

foto T.Sofi


fa capolino

dopo la pioggia grigia -

luce iridata


 

venerdì 2 luglio 2021

Tricolori

dal web


Un terrazzino, l'ombra del muro di sassi, la brezza del monte piena di sentore della resina dei pini verde scuro. Peperoncini rossi ripieni di capperi e tonno, acciughe al verde e tomini bianchi spruzzati di bagnetto verde e rosso, un delizioso pizzicore, i gusti li sentiamo ancora in barba al Covid; insomma ci stiamo preparando per la partita, coi colori del cuore. Il cielo poi è azzurro carico senza una nube, ci sono i presupposti per una bella serata e che importa se si perderà, con un avversario degno, non è mai una sconfitta. Poi basta vedere come rosicano quelli che erano dati per favoriti ed è già una bella soddisfazione. Qui l'estate è scoppiata appieno, la gente è ancora poca ma già si stanno preparando le polveri, il clima è già perfetto e siamo pronti per arroventare le griglie. Avrete notato che faccio di tutto per allontanare da me l'amaro calice della aborrita ristrutturazione che tuttavia procede tra ostacoli generici fissi ed imprevisti previsti, con una rogna nuova tutti i giorni, telefono in una mano per contattare i fornitori ritardatari e l'altra al portafoglio perché, capirà, tutto aumenta, le materie prime, il tecnezio e i microchip, no, non si possono fare sconti, i cinesi, le materie prime, la soia brasiliana, poi meglio finire prima che parta la terza ondata. Insomma tutto regolare, direte voi, secondo i canoni previsti dall'andamento generale dell'economia. Però mi sembra che sulla valle spiri una sorta di energia creativa, tutti si agitano e corrono a destra e a sinistra, cantieri e gru da ogni parte, camion che vanno e vengono. 

Chissà, d'altra parte dopo il diluvio viene sempre il sole e quindi mi sento anche io positivo, d'altra parte il cardiologo, dopo avermi esaminato pochi giorni fa, mi ha detto che ho il cuoricino come quello di un bimbo, quindi c'è di che essere ottimisti. Inoltre oggi è anche la giornata mondiale degli UFO, anzi degli UAP come si chiamano adesso, visto che è l'anniversario dell'incidente di Roswell, e il mio amico ufologo è in fibrillazione, mentre a tutti gli altri non può fregare di meno, anche se ormai il Pentagono ne ha ammesso l'esistenza non terrestre. Questo disinteresse generale di un evento che dovrebbe essere epocale per tutta l'umanità, lo fa imbestialire, ma ci sta, in fondo stasera c'è la partita, cosa molto più coinvolgente, quindi alleluia su tutta la linea. L'unica cosa che mi sta stretta, ma non lo dico come lamentela, perché se mi lamento io, sarei da bastonare, è che mi sono mangiato due anni di viaggi e speriamo siano solo due, e questa, per me che vedo lo striscione del traguardo ad occhio nudo, ormai troppo vicino, è  cosa estremante fastidiosa, perché si tratta di una condizione che non si  risolve ne con soldi, né con volontà, ma che come dicevano i nostri padri, è in grembo a Giove. Vado giù a comprare le trote per lunedì, le salcicce, quelle, all'ultimo momento. 


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domenica 27 giugno 2021

Museo dell'Agricoltura del Piemonte - XVII giornata di Istruzione


Sembra di essere tornati indietro nel tempo, ormai da un anno e mezzo non ci ero più abituato. Già, l'altro ieri sono ripresi i viaggi di istruzione del Museo dell'Agricoltura del Piemonte ed è un'altra tessera che aiuta a ritrovare la normalità perduta, desiderata da tanto tempo, speriamo solo che duri. Intanto la piana della provincia granda scorre attorno a te, sullo sfondo quell'arco alpino testimone connivente che ti strizza l'occhio per dimostrarti ancora una volta, casomai te lo fossi dimenticato, che hai la fortuna di vivere in una delle terre più belle del mondo e che tutti ti invidiano per questo. I campi dorati dei cereali si apprestano ad essere raccolti, quelli di orzo già lo sono stati, lasciando le terre gialle di paglie cadute con gli spuntoni dei culmi tagliati alla base che formano una tavola da fachiro con le punte rivolte verso l'alto in attesa che passi l'estate. I campi di mais invece sono nel loro pieno rigoglio, verdissimi con le foglie apicali che svettano dritte verso l'alto, una caratteristica genetica di cui quasi nessuno si rende conto, praticamente un OGM, anche se tecnicamente non lo si può chiamare così, che ha migliorato la produzione almeno di un 10%; ah, la ricerca ... altro che belinate bio o, ancora peggio, le stregonerie biodinamiche che la saggia politica approva all'unanimità, pensate al disastro che potranno produrre questi politici con la auspicata svolta verde!!! 

Poi, a scacchiera l'altra grande ricchezza di questa zona, le ordinate e ricche estensioni a frutteto, per lo più coperte da reti antigrandine, meteora che sta diventando sempre più devastante. Man mano che ci si avvicina all'albese sembra di sentire l'odore di Nutella che si spande nell'aria, quel dolce corposo e serico, ricco di olio di palma sposato alla pasta di nocciola, squisitezza erotica e spalmabile. Mai succedaneo fu più riuscito dello stesso originale. Tutto 'sto cappello perché la strada per arrivare a Rocca de Baldi è lunga, c'è poco da dire, gli spazi del cuneese sono ampi e le strade antiche e lente. Qui si va piano e l'autostrada per raggiungere il capoluogo è ancora un troncone che si perde nel vuoto di un campo di mais, appunto. Per la Cuneo-Nizza. orgoglio di altri tempi ci penseremo con altrettanta calma, se del caso. Il paesino, che ha conosciuto un passato di grande importanza storica, è delizioso; la chiesa parrocchiale di S. Marco, chiaramente sovradimensionata all'attuale centinaio di residenti, aperta dunque apposta per noi, testimonia di un passato ricco e glorioso, con il suo decoro interno sei-settecentesco fastoso e baroccheggiante, con i suoi affreschi importanti, i quadri, gli altari secondari e soprattutto quello principale addirittura sproporzionato come dimensioni al già grande contenitore, che contiene una strepitosa Annunciazione. 

Ricco di marmi e di statue di pregio racconta la storia della famiglia dei Morozzo di antica nobiltà, oltre un millennio. che ancora oggi resiste, che lo salvò, rivendicandone la proprietà, per salvarlo dalla furia ladronesca napoleonica che voleva portarselo in Francia. Gli fu concesso, a patto che lo portassero via da Mondovì, dove era locato e dove la razzia dei beni ecclesiastici si stava svolgendo, ecco le ragioni della sproporzione, in questa chiesa di proprietà, ma ormai periferica. Già perché la Rocca ed il vicino abitato di Morozzo, gloria della famiglia, aveva ormai perso di importanza a favore delle vicine Mondovì e Cuneo, a cui preesisteva praticamente in mezzo da qualche secolo, rimanendo feudo sempre più dimenticato della famiglia che di mano in mano perdeva di potenza e di importanza. Il bel castello, del quale, nonostante le rimaneggiature successive, riesci a leggere le fasi storiche, ospita nel giardino, oltre ad alberi centenari, un grande frutteto di ricerca che il Comizio Agrario di Mondovì, segue con la collaborazione della facoltà di agraria di Torino, conservando una importante collezione di varietà di meli e seguendo una sperimentazione di grande interesse scientifico. D'altro canto il castello ospita nelle sue sale, al secondo piano un bellissimo museo che valorizza la la cultura contadina del Cuneese ed ha realizzato gli spazi della collezione Doro, nucleo iniziale del museo, con allestimenti multimediali di forte impatto visivo. 

In particolare ho trovato la selezione iconografica delle fotografie d'epoca, assolutamente straordinaria. Al piano nobile, godibilissime le sale del castello riportate da un attento restauro ai suoi fasti settecenteschi, dopo essere rimasto per decenni in stato di assoluto abbandono e predato di ogni arredo asportabile, come spesso è accaduto in siti di questo tipo. Altrettanto interessante l'ala dedicata al periodo in cui il castello aveva ospitato l'Istituto per orfani di guerra. Poco distante l'abitato di Morozzo con le sue viste sul territorio circostante ed il colossale nido di cicogne che occupa un albero secolare. Sulla strada abbiamo poi potuto dare un'occhiata al monastero di S. Biagio che aveva ospitato una importante comunità monastica, attualmente abbandonato ed in vendita, in attesa di un futuro da definire ed infine l'oasi naturalistica di Crava Morozzo, un'ampia area umida con laghetti e stagni nascosti in una fitta vegetazione, con tanti punti di osservazione nascosti tra i canneti dove osservare la fauna avicola, ricca e variegata, con numerosissime specie stanziali e di passo. Non poteva mancare una sosta tecnica all'Azienda Agricola Agritrutta, nota per il suo allevamento ittico di trote salmonate che affumica direttamente in azienda, il cui indispensabile assaggio ha dato completezza alla giornata, organizzata magistralmente come consueto dalla insostituibile Dott. Giacomina Caligaris, che fortunatamente conserva viva la volontà di portare avanti questi incontri appassionanti. Direi dunque alla prossima.

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XIV giornata 

venerdì 25 giugno 2021

La trota ha il suo perché

foto dal web


Intanto il tempo scorre nelle incombenze più varie, a volte divertenti, a volte fastidiose. L'estate va avanti, già ormai ci siamo a pieno titolo nell'estate dopo il solstizio e quindi non si ha ragione nemmeno per lamentarsi del caldo. E' la stagione, ci tocca insomma, non stiamo a fare piagnistei, lamentiamoci piuttosto se facesse freddo. Ieri ho fatto un bel giro del quale magari domani vi renderò conto, mangiando anche un delizioso filetto di trota affumicata ricoperta di granelli di nocciole e mandorle, una vera squisizia, che ho gustato assai, ve ne faccio cenno tanto per significarvi che non è giusto lamentarsi continuamente. Sarà che questa mia vena di moderata rilassatezza, forse dai più inattesa, visto che vi ho abituato al rude borborigmo lamentoso dell'anziano a cui non va mai bene niente, coincide con una lontananza congrua dai vituperati cantieri di sbancamento, ma tutto sommato ogni tanto bisogna pure tirare il fiato e il permanere tre o quattro giorni nella città assolata non è poi così male. Sarà una questione di cuore. Sì, bisogna sempre starlo a sentire, magari tenerlo sotto controllo ogni tanto e qui rimango criptico poi, magari vedremo. Insomma moderata soddisfazione e mandrogna voia d'lasmi stè, tanto per cambiare. 


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lunedì 21 giugno 2021

Calura

foto dal web


Fa un caldo porco, sto boccheggiando come un pesce finito spiaggiato sull'arenile che anela solamente più ad essere grigliato, tanto quella deve essere la sua fine. Fuggito dalla montagna e dal cantiere in perenne evoluzione, in attesa di migliori nuove, sono tornato per poche ore, almeno così spero, nella città assolata e rovente per incombenze varie, vaccinali, mediche, bancarie e chi più diavolo ne inventa, più ne metta. Ieri sull'autostrada un monsone rovinoso per poco non mi spazzava via assieme ad un serpentone di centinaia di macchine fumanti. La città intanto è basita dalla calura ed in attesa di qualche rovinoso temporale che la distrugga almeno in parte pur che le faccia scendere di un poco la temperatura basale.  Nel frattempo la gente, molta, si trascina lungo i marciapiedi calcinati dal solleone cercando di camminare rasente i muri nell'ombra corta meridiana. La maggior parte a dire il vero porta ancora la mascherina, segno che in fondo in generale si attiene alle regole ed i coglioni banfatori vessilliferi di strane libertà (ma perché non vanno contromano in autostrada se tanto detestano obbedire alle regole), fanno solo tanto rumore ma non sono poi così numerosi. 

Se trovi qualcuno per la strada che conosci anche alla lontana, ti ferma subito per raccontarti in ordine alfabetico le sue infinite disgrazie. Tu stalle ad ascoltare, te ne sarà rimeritato in paradiso. D'altra parte non faccio io la stessa cosa con voi in questo spazio virtuale? Va bene, direi che come segno di vita basta così. Ma sapete che ci sono amici che, latitando io, un po' per pigrizia, un po' per disamore, un po' per sindrome della pagina bianca, mi contattano per sollecitarmi a scrivere, insomma che gli manco. Questa da sola è cosa talmente grande che merita la pena spremersi almeno un po' per far colare un minimo di succo di meninge e riempire la pagina in qualche modo. Sono loro molto grato di questa attenzione e li tranquillizzo, man mano che mi tornano le forze, vaccino permettendo, posto che non mi si modifichino geneticamente le dita per digitare sulla tastiera, mi farò vivo; in qualche modo ce la farò state tranquilli. Per il momento vado a rinfrescarmi.


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giovedì 17 giugno 2021

Inferno

Buchi

Sbatter di catene e stridor di lame, questi i rumori dell'inferno, oltre ai cachinni demoniaci che tanto inquietavano padre Dante. Sono qui che sto cercando di sonnecchiare ma intanto trapani e martelli pneumatici continuano a sgretolare piastrelle e pavimenti del mio romitaggio e le montagne di macerie che si stanno accumulando cominciano a formare calanchi rovinosi che forse mai più potranno essere rimossi. Poi ad ogni piè sospinto emergono i problemi, ma questo tubo dove va, ma da dove viene, ma questo non l'avevamo previsto, ma qui bisogna rifare tutto e intanto si aprono voragini e si accumulano montagne di piastrelle rotte, mattoni sbrecciati e macerie di ogni genere. Getto un'occhiata al bagno che pare colpito da una bomba a frammentazione mentre i lavoranti emergono coperti di detriti come fuoriusciti da una miniera o dal sarcofago di Cernobil. Occhi straniti in cerca di salvezza o di copertura di un acconto tanto per andare avanti, capirà. Una coltre di polvere spessa e caliginosa si accumula su tutto anche sui mobili più accuratamente protetti con montagne di teli di plastica che se ci vede Greta siamo panati. intanto inizia il balletto degli incaricati. E l'elettricista deve venire che è già tutto fatto e l'idraulico fin che non è fatto questo, io mica posso intervenire e il muratore e se questo non mette i tubi non posso andare avanti e il girotondo ricomincia. Intanto iniziano anche i capirà, ma questo non era previsto, e ma qui abbiamo trovato il tubo marcio e la radice e la roccia e la maledizione che la porta via. Intanto parallelamente corre la girandola dei materiali. 

Ma qui chi ha preso la misura, ma questo non va bene, vede che non entra, ma quest'altro su questo muro non prende, ma allora chi mette il cartongesso e chi toglie le perline. Allora corra fino a Torino dove è stato ordinato il water e lo disdica e ne ordini un altro che ci stia, anzi faccia che portarlo su. Al magazzino, complice il virus, poi è una comica. Ore di coda, pare che i cessi vadano a ruba, la gente si accapiglia per progettare bagni e bidet. Ma questo era già stato ordinato e pagato e non si può stornare. Allora ne prenda un altro e le faccio il buono, ma ci vuole il rubinetto perché qui non è compreso e il flessibile ce l'ha? ma che cavolo ne so, io che al solo vedere un'insegna del Fai da te o dei Brichi vari, vengo preso dai conati di vomito, mi ripugna anche solo l'idea di frequentare questi luoghi delizia dei bricoleur, che rigurgitano di cascate di attrezzi, seghe, avvitatori e materiali di ogni genere, vicino a cataste di piastrellami vari che a me uomo di lettere, nato poeta anche se costretto a guadagnarmi da vivere vendendo concime, fanno venire la tachicardia solo a passargli vicino. E intanto avanti a litigare con uno e con l'altro e ad aggirarsi nelle caverne e negli antri bombardati che prima erano la mia dolce casetta, che3 evidentemente mai torneranno agibili, in attesa del diluvio prossimo venturo. Sono provato, lo ammetto, non sono fatto per queste cose, basta poco per farmi partire l'embolo e meno male che ieri sera l'Embolo svizzero nero, lo abbiamo messo a posto come si deve, unico raggio di luce in questa valle di lacrime.


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domenica 13 giugno 2021

Tragedie


Avrete notato come i miei interventi si stiano rarefacendo sempre di più. Che sarà? Sindrome del foglio bianco, voglia di far niente che prende l'anziano e lo riduce ad una larva sonnecchiante dal mattino alla sera? Incombenza dei campionati europei che presumono ore passate davanti agli sgambettanti in televisione? Arrivo della bella stagione che porta a trascorrere più tempo all'aperto? Niente di tutto questo. In realtà una situazione ben più tragica da giorni aleggia intorno e soprattutto sopra la mia testa. E come tutti sanno questa è la maledizione più tremenda che possa essere inflitta ad un poveraccio che niente di più chiede al mondo se non di essere lasciato in pace il più possibile. Dunque lo confesso, paventata da tempo e, ironia della sorte, io stesso me la sono andata a cercare, ho i muratori in casa e non ci sono previsioni certe di quando lasceranno le mura del buen retiro montano dove amo trascorrere e sopportare la calura dei mesi estivi. La casa al momento è sventrata quasi completamente, le travi avite e consumate dai secoli spuntano come braccia secche e colpite dalla pellagra da muri abbattuti e mostrano l'usura dei secoli sbriciolandosi a terra in una nuvola di polvere. Senti solo rumor di picca , sega e trancia, come durarte il sacco dei barbari. Macerie, schegge di legno e muri sbrecciati, polvere e sangue (quello che sarà cavato dal portafoglio). Fuggo via preso da un nodo di terrore allo stomaco. La casa sarà mai più abitabile? Non lo so, ma nonostante le rassicurazioni, temo che non sarà così. 

Bisogna dire che c'è una profonda differenza in questi frangenti tra maschi e femmine quando queste cose accadono. Il maschio, a meno che non si tratti di appassionati bricoleur che, anzi si precipitano tra le macerie per dare una mano, ma soprattutto per dispensare consigli ai rudi lavoratori che non vedono l'ora di disfarsene, ammirando attrezzature professionali che bramerebbero possedere, si lascia prendere dallo sconforto e cerca di fuggire lontano il più possibile anche se comunque viene trascinato a viva forza sul luogo del delitto per prendere parte almeno moralmente alla messa cantata. La femmina invece comincia a pigolare felice correndo a perdifiato tra negozi di piastrelle, arredi e pavimentazioni. Passa il tempo a scegliere colori e tinte, sfoglia giuliva cataloghi e guarda con aria pensosa le tonalità dei legni, mentre tiene continuamente un metro in mano per prendere misure che annota religiosamente su pezzi di carta destinati irrimediabilmente a perdersi  nella confusione generale. Si  aggira tra le macerie con occhi sognanti figurandosi il rendering digitale come se avesse in testa un casco apposito da battaglie spaziali. Insomma una festa invece che un funerale. Intanto anche oggi salirò tra i monti  per andare a vedere a che punto siamo, sicuramente inseguito da torme di muratori, elettricisti, lattonieri, falegnami e idraulici che non aspettano altro che di vedermi mettere mano al libretto degli assegni, oppure , se ti servono davvero, dandoti appuntamenti fantasma ai quali non compaiono mai, adducendo impegni inderogabili. Fatemi solo partire e poi vediamo cosa succede. Tra l'altro non c'è più neanche la luce elettrica quindi non potrò neppure usare il pc. Quindi non aspettatevi niente di buono. Ecco la motivazione della mia presunta inedia. Non sono pigro!!!! Mi disegnano così. Sono solo impedito nelle mie funzioni generali. Così ieri per farmi forza ho dovuto consolarmi con antipasto di mare, linguine all'astice e portafoglio di branzino ripieno di gamberi, tanto per tirarmi su. Ma per finire niente tirami sù, solo panna cotta ai pistacchi. Vi lascio qui sotto testimonianza di questa scappata. 




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mercoledì 9 giugno 2021

Su una spiaggia a Negombo

Monastero buddista - Sri Lanka - anni 70


Già, l'ansia è dal punto di vista logico assolutamente inspiegabile. Come mi diceva il tizio che mi aveva fatto fare il giro di Sri Lanka, sulla spiaggia di Negombo, sorseggiando un'acqua di cocco. La moglie in sari rosso dorato stava seduta silenziosa al suo fianco e succhiava i gamberetti che avevamo ordito, senza profferire parola, forse ammirata dalla saggezza del marito, forse abituata al suo interloquire. Per tranquillizzarmi mi diceva, se il problema si può risolvere perché ti preoccupi, se non si può risolvere , perché ti preoccupi. Per carità, mille ragioni, ma io non avevo confermato in tempo il volo di ritorno (allora bisognava farlo) e tutti i voli erano pieni per un mese e cominciavo a temere di non riuscire a tornare a casa. In effetti l'acqua di cocco non voleva andare giù in nessun modo. Continuava a gorgogliarmi sullo stomaco e mi vedevo prigioniero lì, su una spiaggia di paradiso, mentre i miei datori di lavoro, non vedendomi tornare, si apprestavano a licenziarmi. Allora di telefoni internazionali, neanche a pensarci. Poi in effetti salii sull'aereo senza problemi, ma quei due giorni non me li sono per niente gustati. La sabbia dorata, le onde che si frangevano carezzevoli, gente simpatica con cui scherzare, ma la testa andava sempre lì, a quell'incubo di biglietto non confermato.  C'era una ragazza della bassa padana, curve generose, in vacanza col suo capo di cui era la segretaria tuttofare, un classico. Lei era schifatissima del luogo, non sopportava il cibo, il solo odore del curry e del coriandolo, vomitava continuamente e sognava solo di tornarsene a casa, ma era venuta solo perché lui era appassionato di viaggi e lei sperava di incastrarlo in un fruttuoso matrimonio. 

Lui, giovane industrialotto rampante, aveva mangiato la foglia e dentro di sé malediceva il momento in cui per qualche scopata aveva deciso di rovinarsi la vacanza. Una coppia di milanesi le davano continuamente consigli su come legarselo definitivamente con male arti di orbita sessuale, tramite le quali l'uomo rimane schiavo a vita. Tuttavia la bionda aveva altro a cui pensava e sognava riso e rane e sbrisolona, maledicendo l'isola. L'onda morbida continuava a frangere la rena sul bagnasciuga digradante e il cielo era solo saltuariamente precorso da nubi gonfie di pioggia, il monsone incipiente che verso sera lasciava cadere qualche goccia di pianto da coccodrillo, che rinfrescava un poco l'aria. Alle spalle della spiaggia, un gran bosco di palme da cocco tra le quali, capanne di frasche sparse dove qualche volenteroso aveva organizzato baretti di fortuna per contentare i bagnanti a cui in verità bastavano già quel sole e quel mare. La guerra con le tigri tamil, non era ancora cominciata anche se a nord verso Jaffa era sconsigliato di andare. Come è pensabile che in un luogo così paradisiaco potesse scatenarsi una guerricciola locale che provocò per anni violenze inaudite! Ha ragione il mio amico Gianni, questo uomo non ha speranze, devono venire navi aliene da un'altra galassia a dare delle nuove regole, se no non potremo mai essere accolti nella federazione intergalattica.

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giovedì 3 giugno 2021

Haiku affamato

foto T. Sofi


formica nera

 cerca il tuo dolce cibo -

tenera vita



mercoledì 2 giugno 2021

Haiku di viole

foto T. Sofi


viola curiosa 

affacciata alla vita -

una fra tante 



martedì 1 giugno 2021

Haiku mattutino

Val Chisone - Pian dell'Alpe

 

trema il petalo

nell'attesa del sole -

è ancora presto



sabato 29 maggio 2021

Quasi estate


Oggi ancora un pallido sole, che scalda, è vero, stiamo per entrare in giugno e accidenti, sta per dispiegarsi l'estate, quella torrida della bassa padana, ma la primavera mutevole non ha ancora voglia di lasciare il passo e così ecco questo andirivieni di nuvolaglia, di scampoli di azzurro costipati da sbuffi di vento che nello schiaffo finale mordono ancora con canini freddi da predatori nordici. Borea è impietosa e non ha voglia di ritirarsi in buon ordine cedendo a Zefiro e così i cagionevoli devono ancora stare attenti, proteggere le gole delicate ed i dorsi sensibili ai malanni stagionali dell'aprile non ti scoprire e maggio adagio. Non toglierti la maglia di lana e attento che sudi, diceva la mia mamma, mentre correvo via. E dire che c'è ancora il Covid che gira e non si può mollare l'attenzione, anche se si vede, forse la fine del tunnel. Qualcuno mette timidamente il naso fuori, c'è voglia di aprirsi, aspirare boccate d'aria, semplicemente tornare alla vita normale, riprendendo a muoversi, ma tutto appare ancora fragile e provvisorio, che basta un attimo per far precipitare rovinosamente tutto il castello di carte. Ci sarebbe da dire che viviamo come d'autunno sugli alberi le foglie, come il poeta raccontava, se non fosse primavera naturalmente, anzi quasi estate. La aspettiamo tutti con ansia, in effetti, questa estate desiata, per riabbracciarla con affetto, col suo calore a volte fastidioso, ma consolatorio. Dai che ci siamo quasi.


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