sabato 29 maggio 2021

Quasi estate


Oggi ancora un pallido sole, che scalda, è vero, stiamo per entrare in giugno e accidenti, sta per dispiegarsi l'estate, quella torrida della bassa padana, ma la primavera mutevole non ha ancora voglia di lasciare il passo e così ecco questo andirivieni di nuvolaglia, di scampoli di azzurro costipati da sbuffi di vento che nello schiaffo finale mordono ancora con canini freddi da predatori nordici. Borea è impietosa e non ha voglia di ritirarsi in buon ordine cedendo a Zefiro e così i cagionevoli devono ancora stare attenti, proteggere le gole delicate ed i dorsi sensibili ai malanni stagionali dell'aprile non ti scoprire e maggio adagio. Non toglierti la maglia di lana e attento che sudi, diceva la mia mamma, mentre correvo via. E dire che c'è ancora il Covid che gira e non si può mollare l'attenzione, anche se si vede, forse la fine del tunnel. Qualcuno mette timidamente il naso fuori, c'è voglia di aprirsi, aspirare boccate d'aria, semplicemente tornare alla vita normale, riprendendo a muoversi, ma tutto appare ancora fragile e provvisorio, che basta un attimo per far precipitare rovinosamente tutto il castello di carte. Ci sarebbe da dire che viviamo come d'autunno sugli alberi le foglie, come il poeta raccontava, se non fosse primavera naturalmente, anzi quasi estate. La aspettiamo tutti con ansia, in effetti, questa estate desiata, per riabbracciarla con affetto, col suo calore a volte fastidioso, ma consolatorio. Dai che ci siamo quasi.


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venerdì 28 maggio 2021

Erba sfalciata


Ieri di nuovo odore di erba appena sfalciata. E' difficile da definire questo profumo erbaceo, fresco, di natura viva. Riempie le narici di elementi positivi, senso di di vita e al tempo stesso di purezza che non ha voglia di discutere, semplicemente di lasciarsi andare a godere del momento, di respirare a pieni polmoni, di ascoltare quella atarassia priva di pulsioni a cui tende il saggio quando riesce a liberarsi delle passioni, così almeno sostenevano scettici ed epicurei. Chissà se lo scrivevano solamente sostenendolo in linea teorica e poi si sfondavano nei simposi in compagnia di giovani etere ed efebi dai riccioli dorati. Che poi tra il dire e il fare come sempre c'è di mezzo il mare e si sa la carne è debole. Mica roba solo di oggi, è sempre stato così, la teoria da una parte, la realtà dall'altra, predicare bene e razzolare male. Vale per l'aborrito politico e per lo specchiato religioso, per l'uomo integerrimo nel giudicare gli altri e che poi rubacchia sugli scontrini delle diarie. Che volete, sarà una delle altre caratteristiche di questa specie che è insita nei geni maturati nei millenni evolutivi, magari proprio una delle tante che hanno contribuito all'affermazione della specie stessa. 

Più sono contorti ed infidi, meglio si adattano all'ambiente e meglio sopravvivono e soprattutto si riproducono trasmettendo gli stessi malvagi geni. E' che dopo un po' non se ne può più di ascoltare le contorsioni della politica, che tuttavia rimane pur sempre la più alta delle attività, quella che consente il governo delle genti, la possibilità di sopravvivenza della specie. E' un lavoro sporco ma altissimo e qualcuno lo dovrà pur fare, no? Andartene fuori a respirare aria pura. Già, e sentire quel profumo di erba appena tagliata e lasciata lì sul campo, sotto i raggi del sole che la asciugano a poco a poco dando spazio a quel profumo di fieno secco, così dolce e mielato che aspetta solamente di essere masticato, triturato ed inghiottito da mandrie di vacche pezzate. E poi con calma ruminato a lungo. Chissà a cosa pensano le vacche mentre rigurgitano il loro bolo di fieno semi digerito, rimasticandolo per ore prima di reinghiottirlo e trasformarlo finalmente in morbido letame semiliquido che ritorna a quello stesso ambiente per rigenerarlo, sapido nutrimento per altra vita e base per reiniziarla. Ho cominciato questa sbrodolata e sinceramente non so dove andare a parare per finirla lì. Diciamo che bisogna meditarci su, penserebbe un monaco tibetano. 


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lunedì 24 maggio 2021

I vostri soldi spesi in cornoletame

 

dal web

Qualche giorno fa il nostro beneamato Senato della Repubblica ha approvato sottotraccia e quasi di nascosto, come se se ne vergognasse, una legge che stabilisce aiuti economici ad una attività denominata Agricoltura biodinamica, una elucubrazione ottocentesca di un tale Steiner, esoterico teosofo austriaco, nota truffa da fattucchieri astrologi che quindi verrà finanziata con i vostri (e anche i miei dato che le tasse le pago) soldini. Questo mentre si dice che purtroppo, soldi  per la ricerca, per aiutare i giovani, per creare lavoro, per la sanità, per la cultura e molte altre cose che tutti riconoscono utilissime ed in sofferenza, non ce ne sono. Inoltre il colpo di mano è stato fatto mentre si dice che ci sono talmente tante cose importantissime da fare che il Parlamento non può perdere tempo per discutere altre leggi giudicate di minore rilevanza, nella difficile situazione attuale. Questa approvazione in effetti, ha richiesto poco tempo dato che, in pratica, a parte l'accorato, direi, disperato discorso della Senatrice Cattaneo (leggetevi qui il suo spettacolare intervento, riportato per intero dall'Huffington post), e mi meraviglio che ci sia ancora qualcuno come lei nel nostro paese, il finanziamento ai santoni è stato approvato alla totale unanimità, caso credo unico nella nostra storia parlamentare, con un astenuto e il solo voto contrario, appunto della suddetta Senatrice. Avete capito bene, tutti i partiti che, di norma, si scannano anche sui 10.000 euro da assegnare alla sagra della porchetta o del cardo gobbo, si sono uniti in un abbraccio fraterno per dare soldi a chi si ingegna a far su gli ingenui col cornoletame e le vesciche di cervo interrate con la luna piena. 

Una situazione simile al caso Stamina di cui certo ricorderete i trascorsi e che probabilmente anche in questo caso troverebbe stuoli di fan che andrebbero in piazza a protestare contro chi si mette di traverso contro la stregoneria. La cosa naturalmente non è andata al di là della conoscenza agli addetti ai lavori e non se ne è neppure fatto cenno in nessun telegiornale, già che c'è da discutere dell'invasione dei migranti che è cosa molto più coinvolgente. Qualcuno che forse si era fermato un attimo a ragionare e sa bene di aver votato uno scempio scientifico per far piacere ad una lobby di furbacchioni, ha comunque fatto notare, quasi per giustificarsi, che trattasi di una produzione che viene spacciata ad una clientela particolare, quasi il 90% per cento all'estero a prezzi di affezione e quindi se di azione truffaldina si tratta, è rivolta solo verso l'esportazione, quindi aumenta il PIL e fa bene agli affari in generale. Ora a parte il fatto che quando queste fanfaluche prendono piede, in un attimo, gli italiani diventano i primi fautori, vedi organico, biologico e spese verso maghi e santoni, a mio parere, se tu spingi su affari che sono prese in giro e raggiro di menti deboli, poi, quando la bolla scoppia viene coinvolta la credibilità di tutta una filiera, di tutto un paese, che passa per truffaldino in blocco. E sappiamo bene quanto conti per l'Italia, tutto il comparto del food nelle esportazioni e nel turismo. Comunque, evidentemente siamo fatti così, non per niente mi sembra che siamo diventati in pochi anni i maggiori consumatori di biologico del mondo. Adesso ormai manca solo più che si finanzi l'omeopatia pubblica, il cibo biologico e ovviamente biodinamico obbligatorio nelle mense pubbliche e scolastiche e siamo a posto. Spazio a maghi, santoni e terrapiattisti. Se questo è il prologo alle politiche agricole e green dell'Italia del prossimo futuro è davvero la fine.


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sabato 22 maggio 2021

Haiku da global warming

Stamattina dalla mia finestra

 tocca al pianeta 

un'altra primavera -

ancora neve



venerdì 21 maggio 2021

Anemoni e cerbiatte

Anemone nemorosa - Pian dell'Alpe


Eccoci qua, stamattina di nuovo uno splendido sole ed una temperatura morbida e gradevole anche ai 2000 metri del colle. Solo l'altro ieri nevicava. E' questa la vita, insomma e poi cosa ci si aspetta dalla primavera se non proprio questa variabilità che appena non c'è, impone lamentosi "non ci sono più le mezze stagioni". Invece il bello è proprio questo, camminare nei prati aspirando profumi nuovi con l'aria frizzantina che ti fa tirar su il bavero della giacca a vento, ma con la testa che brucia perché il sole è già caldo. Nelle aree più aperte già si sono aperti i primi anemoni. La Nemorosa ha allargato la corolla bianca di petali teneri che quasi tremano al vento, carezza tenera che fa vibrare le antere gialle che si offrono al mondo in attesa di qualche pronubo curioso, che nell'aria è raro. Forse sta ancora stirando le ali appena formate e non già abbastanza robuste per andare in giro ad esplorare. Stanno lì bene in vista ad attendere visite, disponibili all'incontro. La natura è impudica e l'attività riproduttiva è sempre senza vergogna, una gioia da vivere intensamente. Se ci pensate l'uomo è l'unica creatura che si nasconde per accoppiarsi, quasi fosse una colpa. Pure l'individuo non si vergogna di nulla, basta leggere i messaggi di odio di cui è cosparso il web, né si turba di mostrare la propria ignoranza pubblicamente, al più se ne gloria e oggi la menzogna più spudorata viene elevata a verità, in fondo è così, si potrebbe definire una post-verità. Lo ha visto bene anche Trump quando ha capito che le fake sono la nuova verità, quella che conta. In fondo la pura realtà è di certo meno importante delle balle sparate a muzzo, in quanto quello che conta davvero sono le conseguenze che queste provocano negli eventi. 

Così chi ha interesse (sempre a fine politico naturalmente) a rinfocolare braci sopite, fa circolare foto della folla del concerto dei Pink Floyd a Venezia e le spaccia come la marea umana sulle coste libiche in attesa di imbarcarsi per l'Italia e se scoperto, dice, ma che state a guardare il pelo nell'uovo, quello che conta è il senso della cosa (sic). E il popolo le condivide lietamente, le amplifica, le rende vere. I 15.000 disperati che in due giorni hanno sono entrati a Ceuta dal Marocco, dovrebbero dimostrare chiaramente che tutto ciò è in mano a quel governo che quando per ritorsione politica decide di aprire le porte della barriera non c'è nulla che possa fermare l'esodo, fenomeno logistico controllabile solo attraverso i trattati e non con le volontà di parte. Però i soliti rinfocolatori di odi hanno glorificato gli spagnoli, capaci di respingerli facilmente in contrasto agli accoglioni nostrani. Quanta falsità. Tutti hanno potuto sentire che, pur in condizioni assai facili trattandosi di frontiera di  terra, sono stati rimpatriati soltanto un terzo dei passati, mentre gli altri 10.000 sono rimasti in Spagna, più o meno la stessa quantità di quelli attivati in Italia in cinque mesi. Ma tanto è, quello che conta è il messaggio che passa, quanto sono fessi quelli di parte avversa e quanto siamo furbi noi. Naturalmente laggiù è proprio il contrario e la loro opposizione dà degli incapaci a chi governa, ma che importa, domani ogni cosa sarà scordata e si ritornerà ad invocare irrealizzabili blocchi navali che paghino in termini elettorali. 

Un poco più in là, in questo martoriato Mediterraneo, credete che due popoli carichi di inestricabili odi reciproci si bombardino reciprocamente perché vogliono risolvere le loro irresolubili dispute? Ma niente affatto. Come chi vuol vedere la realtà capisce bene, la necessità è quella di due regimi debolissimi che vogliono solo irrobustirsi. Hamas in caduta libera nei consensi interni andava verso elezioni che avrebbero potuto segnare la sua definitiva messa da parte. Netanyahu, stravolto da scandali di frodi e furti, non riesca a fare un governo e necessita disperatamente dell'appoggio dei partiti di estrema destra. Se ne esce solo coi bombardamenti reciproci. Ognuno dei due fa bene il suo gioco delle parti. Hamas spara missili all'impazzata che riscascano in parte nel suo territorio mentre il resto viene eliminato rapidamente dalla contraerea nemica, ma dà l'occasione di belle foto di scie infuocate che segnano la notte. Qualcuno sfugge e cade qua e là e fa una decina di morti. Israele come atteso, bombarda spietatamente e uccide a caso un paio di centinaio di uomini, vecchi, donne e bambini. La regole è sempre almeno venti contro uno, per essere superiori alle SS che in Italia, come è noto, facevano dieci per uno. Questo è quello che si aspetta ognuno delle due leadership. 

Hamas è così per la Knesset, l'irriducibile che vuole eliminare Israele e Netanyahu dimostra chi ha le palle, mentre gli stessi palestinesi possono mostrare al mondo la spietatezza irragionevole del nemico, che se ne frega delle vittime innocenti e riconquista così appeal tra i suoi intiepiditi. Il mondo deplora, un po' da una parte un po' dall'altra, così da dare sfogo ad altrettante contese reciproche a caccia di voti. Intanto come previsto, dopo una decina di giorni, Hamas a lanciato quasi tutti i 5000 razzi che aveva a disposizione in magazzino e le due parti dichiarano "spontaneamente " un cessate il fuoco, avendo ottenuto entrambi, i risultati cercati. Gli uni hanno dimostrato il loro spietato decisionismo, gli altri appunto la spietatezza del nemico e la necessità dello stringiamoci a coorte. Tanto missili da tirare non ce ne sono più. Tutti contenti, anche Biden che ha potuto dimostrare al mondo i suoi saggi richiami alla pace, i costruttori di armi che possono avere il tempo per rimpinguare i magazzini, i politici in giro per il mondo che hanno sventolato le loro bandiere. I morti, quelli sì sono gli unici a non essere molto contenti, ma questa è la storia dell'uomo. A me basta stare quassù a guardare fuori dalla mia finestra e godermi una giovane cerbiatta che pascola, col pelo ancora arruffato che si guarda intorno in cerca di pericoli o del primo maschio che combatterà per lei.



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lunedì 17 maggio 2021

VIP


Ieri sera, guardando una trasmissione televisiva ho notato che in generale è reputata cosa molto divertente e desiderabile conoscere direttamente o almeno farsi ritrarre assieme a personaggi famosi. Quantomeno è considerato un successo personale, un merito da esibire. Ho buttato un occhio indietro ricapitolando rapidamente i fatti della mia vita e al contrario, ho trovato molto poco da mettere in questo calderone. Per la verità non posso negare che conoscere personalmente e, soprattutto avere una frequentazione con qualche personaggio rilevante e comunque noto, possa avere spunti interessanti. Quantomeno chi sia diventato famoso lo deve a qualche caratteristica peculiare, capacità, intelligenza o semplicemente dote, anche del tutto particolare che, in caso di contatto e prolungato scambio di idee potrebbe essere davvero interessante. Chi non sarebbe lieto di chiacchierare ogni tanto con Einstein o Fellini o la Callas. Chissà quante cose avrebbero da dire, meritevoli di essere ascoltate e perché no, magari di utile insegnamento. D'altra parte se uno raggiunge la notorietà, sia pura magari perché ha fatto a fette la famiglia e l'ha nascosta in cantina nel freezer, di certo ha qualche cosa di inusuale da dire e da raccontare. Magari l'interesse è proprio intrinseco nell'individuo e traspare anche se tu non hai la cognizione della sua fama. Alla fine tuttavia qualcosa ne puoi ricavare, non fosse altro il piacere dell'inusuale. Al limite lo puoi raccontare ai tuoi nipoti e agli amici, sempre che tu ne abbia. Oppure lo racconti nei blog, posto che ancora qualcuno li legga. 

Come ho già detto, io invece, sull'argomento ho poco da raccontare, al di là di quando mi capitò di essere ricevuto privatamente dal Re di Maggio a Cascais, una cosa curiosa che credo di avervi già riportato. Ma proprio ieri sera mi è tornata alla mente una curiosità accadutami nel '76 e che vi riporto pari pari. Nel gennaio di quell'anno avevo fatto con mia moglie, un bel percorso himalayano nella valle del Kali Gandaki fino all'Annapurna e al ritorno, contento dell'esperienza condita dalla baldanza giovanile che lo consentiva, con la sicumera del trentenne soddisfatto, me ne tornavo a casa con l'Air India in partenza da Delhi, volo notturno poco costoso, che mi avrebbe portato a Roma nella tarda mattinata. Il volo era quasi vuoto. Allora capitava, i pochi passeggeri sparsi qua e là nell'immensa cabina centrale di un jumbo. Io e mia moglie ci eravamo imbucati sui tre sedili laterali quasi in fondo e masticavamo coi denti alti, un pollo al curry che pareva scarto tritato immerso nella lava fusa, che ustionava le papille cuocendole definitivamente. Nelle tre poltrone davanti a noi stava un tizio, come ne vedevi diversi al tempo, sui voli dell'oriente. Un hippy alto e grosso, con barbaccia e capelli neri lunghi suo collo, molto trasandato, con un camicione che faceva davvero molto figlio dei fiori di ritorno da un'esperienza mistica in qualche ashram di sedicenti santoni. Allora era molto di moda questa botta di vita orientale sulla scia dei Beatles e del beatniks americani. 

Ritirate rapidamente le tristi vaschette di alluminio da fruscianti hostesses in sari colorati, le luci calarono lasciandoci nella penombra che concilia il sonno per le restanti lunghe ore che ci separavano dall'Italia. Il tizio, che parlava un buon inglese ci rivolse qualche frase di circostanza commentando la qualità del cibo, poi, usufruendo dei tre posti vuoti, si coricò per il lungo, dopo uno sguardo di intesa, avvolgendosi  completamente nella coperta di cortesia. Russò pigramente per tutto il resto della notte. Io non ero stato particolarmente colpito dal suo occhio nero e indagatore che forse me lo avrebbero meglio identificato come un irresistibile strappamutande, ma la mia g.s. (gentile signora) notò che il tizio aveva un certo appeal. Nei cieli del rientro verso ovest la notte è breve e dopo poche ore l'aurora incendiò il cielo di arancio sempre più forte e venne il momento della colazione. Il tipo si era svegliato pigramente e mangiò la sua omelette con lentezza consapevole. Poi liberatosi della coperta, si diresse verso il bagno. Ci stette un po' ed infine emerse completamente cambiato. Smessi i panni dell'hippy on the road alla ricerca di se stesso, aveva messo una tunica bianca ricca di fregi dorati. Anche i capelli sembravano bene acconciati e l'aspetto in generale ne aveva di molto guadagnato dandogli un'aria quasi regale. Quegli occhi penetranti guardavano intorno con sicurezza. 

Volse uno sguardo a Tiziana accompagnato da un lieve sorriso ammiccante poi si sedette eretto e regale mentre l'aereo cominciava la sua discesa verso Fiumicino. All'arrivo i passeggeri scesero tutti rapidamente. Noi assonnati e ancora acciaccati per le ore passate sul sedilino della classe bestiame, fummo gli ultimi ad uscire dal portellone in mezzo alla pista. Lui rimase là ancora seduto ad aspettare chissà cosa e ci fece un saluto con la mano e un cenno del capo mentre ce ne andavamo. Le hostesses invece dei soliti saluti, correvano di qua e di là tutte agitate e con gli occhi spiritati. Arrivati sulla scaletta, notammo immediatamente una piccola folla di giornalisti e fotografi che si assembrava nello spiazzo antistante. L'aeroporto ha spazi giganteschi e quel piccolo gruppo di persone spiccava, agitatissimo nel deserto di asfalto delle piste. Appena uscimmo scattarono subito un paio di flash e la cosa mi colpì parecchio tanto che appena sceso, chiesi a uno di quelli che sembravano più scalmanati nel prendere una posizione di prima fila: "Ma chi aspettate?". Certo avevo capito, anche se ancora mezzo addormentato che non aspettavano me ed i lampi scattati erano un errore provocato dalla fretta e dall'entusiasmo dell'attesa. 

Quello mi guarda come se fossi un poveretto e mi fa: "Ma come, nun lo sapete che stamo ad aspettà Sandokan! javete viaggiato 'nsieme". In quel momento dal portellone comparve lui, misteriosamente come avvolto da un'aura luminosa. Il sole era proprio alla sue spalle e lui si fermò un'attimo a salutare la folla plaudente con un cenno della mano, gli occhi al cielo del divo osannato e atteso dalla folla plaudente, lo sguardo perso nell'infinito. Poi fu tutto un: a' Sandokà guarda qua, guard'allà, soridi, facce la faccia truce, ma nun cell'hai 'l kriss? Ce ne andammo verso il bus pieno che aspettava soltanto più noi, mentre i pochi passeggeri commentavano la scena. Lui, allora, con deferenza, concedendosi finalmente ai suoi fans, scese lentamente tra i mortali, mentre barbagli di luce brillavano sui fregi dorati della tunica sfarzosa a cui aveva aggiunto alla vita una fascia vermiglia che scendeva su un fianco, per salire una macchina vip che lo avrebbe accompagnato all'uscita dedicata. Non ricordo più se avesse o meno calzato anche un piccolo turbante rosso. Così venimmo a conoscenza che in quei giorni il fortunato sceneggiato televisivo stava impazzando sullo schermo italiano e lui era venuto appositamente per un tour pubblicitario. Forse allora la RAI disponeva di cachet piuttosto bassi e non aveva potuto fare di più che passare un misero biglietto di classe turistica senza accompagnatori, anche se si trattava del famoso Kabir Bedi.


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Con la mamma non si scherza. 

venerdì 14 maggio 2021

Recensioni: S. Zanellato - Corea del sud


Gli amanti del viaggio, che in questo periodo mordono il freno, senza lamentarsi troppo forte per non offendere quelli che invece soffrono davvero, non potranno che apprezzare l'uscita di questa nuova Guida di viaggio, che promette anche di essere soltanto la prima di una serie aventi le stesse caratteristiche e che usciranno ad intervalli più o meno irregolari (il tempo di scriverle insomma).. L'interesse per questa uscita è data soprattutto da una novità inconsueta e secondo me, molto interessante, almeno per tutti quelli che viaggiano con bambini al seguito. Infatti, oltre alle consuete descrizioni di un bell'itinerario di viaggio, che copre le località più interessanti del paese, appunto la Corea del Sud, raccontate con la divertita precisione e la cura dell'esperienza diretta e condite con una serie di piccoli consigli e indicazioni utilissime al viaggiatore reale, la Guida unisce, visto che l'autrice è anche una grandissima disegnatrice, una bella serie di immagini da colorare, che terranno impegnati i ragazzi al seguito durante le lunghe pause di trasferimento che ogni viaggio comporta, incentivandoli a conoscere in precedenza i luoghi da vedere. Di certo questa guida risulterà comunque molto utile per chi si vuole organizzare in autonomia un viaggio nella Corea del sud, paese noto, quanto poco conosciuto nella sua realtà pratica. Il volume che ho avuto il piacere di gustare in anteprima è assolutamente piacevole alla vista così come è interessante nei contenuti. Un'idea credo assolutamente unica in questo ambito e che non dubito verrà apprezzata. L'autrice, che conosco personalmente, saprà trasmettervi di certo l'entusiasmo che la contraddistingue e vi esorto pertanto a dare un'occhiata qui su Amazon per prenotare il volume, tra l'altro ad un prezzo assolutamente accessibile (€ 8,32 per 145 pag.)


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mercoledì 12 maggio 2021

Haiku attendista

 


due boccioli -

genzianelle in attesa 

di questa schiusa



martedì 11 maggio 2021

Haiku pregiudiziale


unica viola 

tra genzianelle unite -

sentirsi solo 



lunedì 10 maggio 2021

Odore di erba

Campo di grano con corvi - da wikipedia

L'altro giorno, era appena piovuto, ho fatto un giro in campagna. Era da tempo che non camminavo, su sentieri d'erba in mezzo ai campi ancora lucidi per l'umidità di quella pioggerella leggera, che tanto ama la vegetazione al suo sbocciare. L'odore di erba bagnata che respiri a pieni polmoni camminando tra i campi, non ha uguali. E' un senso di vitalità che sta per esplodere, che mostra la piena potenza della vita che rigonfia il ventre della terra e vuole uscire, vedere la luce, crescere a dismisura, trasformare la potenzialità di un piccolo chicco qualunque, apparentemente morto e rinsecchito, in una forza mostruosa e irrefrenabile, che lo moltiplica all'infinito. Tutto il frumento è ormai in levata. I culmi spuntati da quelli che apparivano come inutili cespi di erba, che pur avendo passato il lungo inverno ad accestire e rinforzarsi, si mostravano ancora come povera copertura di verde ingiallito con le foglioline cotte dal freddo e dal gelo tardo, sono cresciuti robusti e pretenziosi, puntando decisamente verso il cielo, verso il sole, bramosi di superare i vicini ed arrivare per primi a farsi finalmente scaldare, trascinando nella corsa tutti gli altri come un esercito infinito di soldatini diritti e forti destinati a formare quell'esercito di spighe orgogliose del campo di grano. Il verde adesso è ancora vivo in attesa di trasformarsi nella sfumatura grigio azzurra che gli conferirà il velo di pruina cerosa, quando la piantina comincerà a ricercare la difesa naturale dagli agenti esterni. Il muro di spighe è ancora lontano, almeno un mese, quando la pianta comincerà a pensare a costruire e ad immagazzinare per il futuro. 

In un tempo lontano, nella mia prima vita, questo era il periodo in cui si cominciavano le visite in campo per valutare e controllare i campi di frumento da seme, quelli che sarebbero serviti ad alimentare quella macchina ben studiata della riproduzione e del miglioramento continuo. Ore passate, in giro per i campi ad individuare le spighe fuori tipo, la loro presenza percentuale, tenere o scartare per migliorare sempre. Attente osservazioni, la scelta basata sull'eliminazione degli elementi peggiorativi e l'esaltazione del miglioramento, genetico ben s'intenda, quello che da forse 10.000 anni continua a fare l'uomo, all'inizio inconsciamente, poi sempre più a ragion veduta. Un campo di grano, che straordinaria macchina costruita completamente dall'uomo attraverso i millenni, testimonianza incredibile della totale innaturalità dell'invenzione agricola, meccanismo mirabile dell'ingegno umano che molti confondono coi prodigi naturali. Certo la vulgata dell'ecologismo fasullo e spinto nella realtà da grandi interessi economici, hanno avuto modo, lavorando sottotraccia da decenni di allargare e di cercare di rendere credibile questa confusione, tra il prodigio dell'invenzione dell'agricoltura, una macchina completamente artificiale che poco o nulla ha a che vedere con la natura, e il naturalismo d'accatto che magnifica la bellezza di una natura amica dell'uomo, pronta a nutrirlo con amore ed alla quale l'uomo stesso deve chinarsi seguendo regole ancestrali, sciamaniche, che lo proteggeranno automaticamente da se stesso e dalla sua volgarità. Quanta falsità interessata in questa moda fasulla. 

La natura è totalmente neutra e non fa assolutamente nulla per aiutare l'uomo o per danneggiarlo, rileggetevi il Dialogo tra la Natura e un Islandese, lo aveva già capito Leopardi che pure di agricoltura non si è mai interessato. Bisogna comprendere ed accettare invece che la coltivazione della terra e l'allevamento del bestiame sono due procedimenti artificiali e assolutamente contro natura, che solo grazie all'inventiva umana, hanno consentito all'umanità di passare da qualche decina di milioni di individui sparsi sul pianeta a cacciare e raccogliere bacche per sopravvivere a quello che siamo oggi, quasi otto miliardi di parassiti del pianeta che ne potrebbe sostenere, grazie al suo potere tampone naturale, al più un decimo o anche meno e che per esistere devono nutrirsi, vestirsi e costruirsi ripari. Nessun campo di grano, mela o vacca lattifera esisterebbe in natura così come la conosciamo oggi. E' tutta pura e semplice costruzione dell'uomo e della sua capacità intellettiva di adattamento all'ambiente e di saper utilizzare, anche senza saperlo per millenni, le mutazioni genetiche delle specie naturali, fino a trasformarle completamente in quello che sono oggi e ancora di più se vorrà sopravvivere domani, con un agricoltura sempre più tecnologica, mirata, intensiva e ancor più "contro" natura di quanto non sia quella di oggi e che dovrà occuparsi in futuro, davvero di "nutrire" il pianeta. Soprattutto senza confonderla con l'hobby del ragioniere che stanco della settimana trascorsa dietro lo sportello della banca, sogna il piccolo orto in campagna dove far crescere stentati pomodori e zucchini stortagnoli, il cui costo economico e di reale sostenibilità ambientale non saranno sufficienti neppure a nutrire lui stesso.


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domenica 9 maggio 2021

Ancora voglia di mamma

Repetita iuvant.  Che voglia oggi, che desiderio forte di dire qualche banalità ben colorita. Mi piacerebbe davvero esser capace di farlo, soprattutto di poterlo fare, di poterlo dire direttamente a lei, che però non c'è più da qualche anno, come è giusto che sia nella ruota naturale della vita. Intanto non ero capace di dirglielo neanche quando c'era, la mia mamma; perché comunque bastava che mi vedesse e per lei era il regalo più grande, come per tutte le mamme, quello di avere davanti a sé il proprio figlio per poterselo coccolare un po' con lo sguardo mentre è seduto a tavola e ti volge le spalle, mentre tu arrivi con il vassoio degli gnocchi fumanti e te lo accarezzi per un attimo con gli occhi prima che se ne esca dalla porta verso la sua vita, lasciandoti solo uno stanco: - Ciao mamma.-



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venerdì 7 maggio 2021

Brevetti ed espropri

immagine dal web avvenire.it

Beh la notizia di ieri accolta con gran fragore di grancassa e di "finalmente era ora" dai vari giornalai, nonché da tutti i politici che non hanno perso occasione di proclamare, ecco io l'avevo detto, è stata quella della richiesta di abolizione dei brevetti sui vaccini da parte di Biden. Tutti hanno fatto eco, tranne mi sembra madama Merkel, che si dimostra come sempre una delle migliori leader della storia recente. Ora, a parte il fatto che la strada è ancora molto lunga, in quanto si procederebbe sulla strada scivolosa della distruzione del diritto, aprendo la porta alla più becera e populistica liberazione dell'impunità del furto su ogni proprietà intellettuale in barba a tutti quelli che insultavano i cinesi, rei di copiare tutto senza pagare, bisognerebbe che tutti questi rivoluzionari da salotto, comprendessero quale sarebbero i disastrosi risvolti di un simile provvedimento. Lasciamo pur stare che è assolutamente giusto e corretto che se tu vuoi usare il mio nome, se questo ha un valore, o una mia idea mi devi pagare qualche cosa perché sfrutti, lucrandoci sopra, qualche cosa di mio e quindi il farlo rappresenta un furto e basta, nel concetto di brevetto c'è ancora qualche cosa di più. Non puoi entrare in casa mia, rubarmi qualcosa e poi andare in giro, magare a regalarla come se fosse tua. Questo è il modo migliore anche se imperfetto per far funzionare il mondo e la società. 

Infatti il cosiddetto brevetto, va a compensare oltre alla capacità inventiva, soprattutto l'investimento, che oggi è rappresentato da enormi cifre, necessario a condurre la ricerca per arrivare al prodotto che deve essere coperto dal brevetto stesso. Insomma se io ho un'azienda e investo in ricerca un miliardo di dollari o anche molto di più, come accade oggi, e arrivo ad un prodotto valido da vendere, è giusto o no, che io pretenda un compenso se tu vuoi copiarmelo e farlo a tua volta, per recuperare l'investimento fatto da me, incluso il rischio che ho avuto di spendere senza arrivare ad un risultato? A me sembra una cosa sacrosanta, sotto l'aspetto di giustizia assoluta, ma al di là dell'aspetto morale c'è anche la convenienza generale per la società ad agire in questo sense, perché se non fosse sancito questo diritto, chi getterebbe i suoi soldi (tanti) a ricercare qualche cosa? Basterebbe starsene seduti ad aspettare che lo facesse qualcun altro e poi copiare tranquillamente l'idea. In questo modo tutto si fermerebbe e non ci sarebbe più alcun progresso scientifico. E' inutile che si venga a ricordare quegli scienziati che hanno regalato al mondo le loro scoperte senza volere nulla in cambio. Un conto se tu vuoi donare un'idea in cambio della fama imperitura, un altro che tu o qualcun altro ci ha investito 10 miliardi di dollari e vorrebbe farli in qualche modo rientrare, per poi investirli ancora in altre ricerche e così via. 

Inoltre la cosa è anche correttamente regolata, in quanto i brevetti hanno sempre una durata temporale, infatti scadono dopo 10 o 20 anni e la conoscenza diventa patrimonio di tutti. Uno stato, che facesse ricerca pubblica, anche se a mio parere sarebbe un errore, può decidere di regalare le sue scoperte al mondo, perché in fondo non ha investito soldi "suoi" ma dei cittadini, e questo per ragioni ad esempio geopolitiche o di immagine (ad es. Putin si è subito detto d'accordo, anche se lo Sputnik non è neppure in grado di produrlo nelle quantità necessarie al mercato interno), ma che si costringa un privato a farlo, è un esproprio dannoso allo stato stato di diritto per l'esempio che ne deriva innanzitutto. Ora si vorrebbe giustificare la cosa con l'eccezionalità della fattispecie in presenza di una pandemia che interessa tutta l'umanità. Concetto comprensibile e che ha del vero, ma ci sono altri modi. Ad esempio se lo stato o gli stati hanno contribuito in solido a queste ricerche, si devono convincere anche in modo coercitivo, ma con dati di fatto alla mano, le aziende interessate a ridurre quantomeno proporzionalmente i brevetti in questione. 

Inoltre, queste ultime devono essere costrette, se non in grado di coprire l'intero fabbisogno,  a cedere ad altri la licenza (a pagamento naturalmente) di produrre le quantità necessarie. Lo stato avrebbe comunque i mezzi, fiscalità, moral suasion, legislazione punitiva e altro, per convincere le aziende a farlo riducendo in maniera accettabile le loro pretese. Tutte queste aziende sono le prime a voler cedere licenze di produzione in tal senso, in quanto non riescono, come si è visto a coprirein termini ragionevoli le richieste e le necessità concrete. Ancora debbono essere fatti degli accordi internazionali, con i quali gli stati che hanno le disponibilità economiche coprano le spese, affinché vengano prodotti (magari a prezzi ridotti e concordati) i materiali necessari a tutto il resto del mondo che non se lo può permettere. Certo molto si può fare, ma il semplice furto o esproprio proletario come lo volete chiamare, perché di questo si tratta, non è mai la strada corretta di procedere. Anzi in generale è sempre la più dannosa. Anche perché in questi casi non stiamo parlando di magliette su cui applicare un logo contraffatto, ma di un know how non così elementare da copiare e io credo che senza un consenso convinto delle aziende che lo detengono non si possa fare molto, se non andare in piazza a gridare. La goduria ed il desiderio di rivalsa verso Big Pharma non aiutano a ragionare correttamente. Ma forse questo è quello che conta al giorno d'oggi per farsi votare.


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Nebbia bassa

mercoledì 5 maggio 2021

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fiocca la neve
fiocca sopra le gemme -
trema la viola



lunedì 3 maggio 2021

Haiku aperto

 


la neve è sciolta

già la marmotta fischia -

spunta l'estate



sabato 1 maggio 2021

Buone notizie

la mia s-guida sullo Yemen

 Le buone notizie bisogna cercarle con cura, carezzandole con affetto, ognuno nel proprio particulare, magari nell'irrilevanza e soltanto come spunti apparentemente non significanti, ma invece spie di sentimenti positivi. Ve ne dico una che naturalmente a voi non farà ne caldo né freddo e invece a mio parere, benché strettamente personale, vuol dire qualcosa. Dopo mesi di stasi apparentemente irreversibile, tale da farmi considerare la gran fatica che avevo impiegato nel mettere in piedi questo lavoro, sono riprese le vendite dei miei libri di viaggio su lulu.com, il sito che ospita la mia vetrina, dove si possono acquistare i miei 24 libri, che ho messo insieme in circa dieci anni di divertite fatiche (ma anche su Amazon, che tuttavia purtroppo si assorbe quasi completamente i miei, altrimenti lauti, guadagni. Ingordo, eh!?). Lo scorso mese infatti sono state acquistate ben 5 (cinque) copie di miei lavori. Ora voi direte, oltre al fatto di ingrassare il tuo già rigonfio portafoglio, cosa ce ne cale a noi, di questo tuo strabiliante successo editoriale che compensa certo, fin troppo esageratamente le migliaia di ore di scrittura correzione, editing, maledizioni varie levate al cielo per le difficoltà informatiche che tu, analfabeta digitale hai impegnato per mettere insieme tutto ciò. Secondo me si può leggere tutto questo, al di là del frutto economico e di soddisfazione personale, anche come indicatore generale. Infatti che qualcuno ricominci ad acquistare libri di viaggio significa chiaramente che in maniera positiva, si riprende a intravedere la possibilità di progettare avventure, di tornare alla voglia di conoscere il mondo, di vivere insomma perché fatti non fummo a viver come bruti. Io credo che tutto questo sia positivo. Sento, chissà perché un refolo di aria buona che soffia ancora leggera, ma costante, portando pensieri buoni. Forse è solo perché stamattina contrariamente al solito mi sono svegliato col piede destro, ma chissà. Voi che ne dite?


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