lunedì 31 dicembre 2018

Capodanno



Tanto per fare gli auguri di Capodanno. Vorrei tanto e lo auguro a tutti che il prossimo anno sia migliore dell'annus horribilis appena finito, ma le promesse economiche e politiche dicono purtroppo tutto il contrario. Comunque ci si può sempre sbagliare e lo speriamo tutti.

Ci sentiamo al prossimo anno!

domenica 30 dicembre 2018

E' uscita la s-guida delle Maldive!

Visto che siamo alla fine dell'anno provvedo ad annunciarvi, come una minaccia che incomberà anche per il prossimo anno che è stata data alle stampe, con Lulu.com la tredicesima s-guida di viaggio che utilizza lo schema delle precedenti e cioè, con la scusa di dare informazioni utili a chi voglia programmare un viaggio sulla falsariga del mio itinerario, quindi indirizzi e giudizi su hotel, ristoranti, agenzie, escursioni varie, in realtà racconto sensazioni, emozioni, storie che mi sono portato a casa o almeno cerco di farlo. In questo caso naturalmente il racconto riguarda solo l'isola che mi ha ospitato e dintorni. 

Il paese di cui racconto questa volta è la repubblica delle Maldive, stato conosciuto solo come insieme di isole beate per vacanzieri, ma che nasconde una realtà più complessa, ad esempio dal punto di vista politico-religioso, basti pensare che ha la più alta percentuale per abitante di foreing fighters e che è uno dei paesi candidato a scomparire tra le onde a causa del cambiamento climatico, che ha già operato vistosi cambiamenti nella sua barriera corallina.

E' disponibile sia la versione cartacea per gli amanti del solido che quella e-book ad un prezzo di affezione, cliccando sui due appositi bottoni sotto la copertina.

Grazie a tutti coloro che vorranno aggiungere alla loro biblioteca anche questo mio lavoretto.


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sabato 29 dicembre 2018

Consuntivo


Eccoci qua, anche il 2018 è virtualmente terminato. Il mio bilancio tutto sommato, è stato positivo, sarebbe un insulto lamentarsi, in fondo quando c'è la salute c'è tutto, no? Ho avuto l'opportunità di vedere con i miei occhi quattro nuovi paesi, di girolare un po' per l'Italaia e la Francia, insomma cosa vuoi di più. Sono anche riuscito a pubblicare cinque nuove s-guide di viaggio e poi ci sono i progetti per il 2019. L'unico che piange un po' è il blog, che sembra destare sempre meno interesse. Capisco ormai il tema viaggiatorio, sempre più insistito, ha ristretto un po' la cerchia degli aficionados, questo lo capisco,  la tuttologia attirava più interessi come ovvio. Tuttavia abbiamo raggiunto il traguardo dei 3000 post, mantenendo più o meno la stessa media di pezzi postati per anno. Le pagine aperte dovrebbero aver superato il milione, in provenienza da oltre 160 paesi. 

I contatti arrivano per il 70% dall'Italia, poi dagli Usa, il resto a seguire. Purtroppo i commenti si sono ridotti quasi allo zero assoluto e sono ormai lontani i 100 contatti giornalieri dei bei tempi, ma mi contento, in fondo scrivo per me stesso soprattutto e per fermare sul supporto solido (curioso che lo senta così) le emozioni e le sensazioni che mi porto a casa dal mio girovagare. I propositi per il nuovo anno sono di continuare sulla stessa lunghezza d'onda almeno fino a che le forze fisiche e mentali me lo consentiranno. A chi vorrà raggiungermi in questo mio salotto rustico, do il benvenuto o il bentornato e lo invito ad intervenire il più possibile anche se capisco che è sempre una piccola fatica e quindi anche se in anticipo di un paio di giorni, vi auguro un ottimo 2019!

venerdì 28 dicembre 2018

Taste of Oman 3



Tonni gentili
Tenera carne rossa
Occhi stupiti


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giovedì 27 dicembre 2018

Taste of Oman 2



Grande moschea
Alzi un dito orgogliosa
Cupola d'oro



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martedì 25 dicembre 2018

Buon Natale



BUON NATALE A TUTTI
VA' CHE CE LO MERITIAMO!

lunedì 24 dicembre 2018

Vigilia di progettualità




Eccoci qua, ormai siamo alla vigilia di Natale e l'operazione Oman è praticamente terminata. E' arrivata l'ora che Gesù Bambino, mi porti qualcosa di nuovo sotto l'albero o dove li mette di solito, i regali, non me lo ricordo più bene. Già ripenso a quei Natali lontani, quando la mia bambina era piccola piccola e mi assicurava di averne visto l'ombra, nella notte che attraversava lo specchio della porta, carico di cose da lasciare. Che bei Natali, o forse è solamente la classica nostalgia bolsa del passato che ingigantisce i ricordi belli a danno di tutto il resto, il brutto, che si dimentica in fretta. O forse io, nella mia vita fortunata, di brutto ne ho avuto così poco, che non riesco neanche più a ricordarmelo. E' un po' come quando torni da un viaggio e la tendenza è quella di ripensare solo alle cose migliori, quelle che ti hanno colpito più favorevolmente, nel dimenticatoio invece finiscono le grane e i problemi, anzi magari anche quelli si colorano del rosa dell'avventura e diventano impicci divertenti da raccontare agli amici che intanto sorridono per farti contento. Comunque la cosa essenziale è riuscire a non fermarsi troppo e progettare il futuro, almeno un poco. Veramente, nel frattempo vi confesso che vi raccontavo l'Oman, mica me ne sono stato con le mani in mano. No, il prossimo progetto sta andando avanti abbastanza bene. 

Nato da quasi un anno, si è concretizzato da un paio di mesi ed al momento possiamo proprio dire di avere pronto quasi tutto, bisogna solo completare le valige e prenotare il parcheggio Mariuccia di Malpensa. L'ora è vicina e spero di non morire disperato, anzi, lo starmene un mesetto senza sentire i TG nostrani, è proprio una delle cose che più mi consola. L'itinerario invece, a lungo studiato e variato, ha preso la sua forma definitiva e ha il difetto di sempre, quello di essere costretto dai tempi tiranni, che impongono una continua corsa contro il tempo per arrivare infine, a quella maledetta scaletta dell'aereo che aspetta sulla pista per riportarti a casa. Ci vorrebbe almeno una settimanina in più. Quante volte ho detto questa malefica frase. Non basta mai, lo so. Vorresti sempre aggiungere quel qualcosa che, già che sei lì...Invece gambe in spalla eppur dobbiamo andar. Tuttavia i punti focali su cui si è diretta la nostra attenzione, questa volta sono davvero molti e credo tutti molto interessanti. 

Intanto ci sarà il paese numero 109 per me, collezionista d'accatto di questa ossessione ormai compulsiva che mi spinge a spostare l'asticella sempre un pochino più avanti, almeno fino a quando reggeranno le gambe, non riesco a liberarmi. Poi, sarà anche l'undicesima volta che vado in un grande paese, un continente vero e proprio, che giustifica assolutamente questa continua ripetizione e che percorrerò comunque per strade diverse dal passato. Ci sarà sempre attenzione ad uno dei miei interessi primari, il lato etnografico e anche a quello naturalistico ed infine il clou dovrebbe essere la partecipazione ad uno di quegli eventi epocali di folla che mi affascinano da sempre, anzi questo dovrebbe essere il più grande in assoluto tra gli assembramenti del genere umano. Brivido. Dai, ne parleremo ancora prima della mia partenza, alla quale manca comunque ancora una ventina di giorni. Giusto per santificare le feste nel modo più tradizionale possibile. Per intanto buona vigilia di Natale, con l'augurio che si trovi il regalo giusto per tutti.

sabato 22 dicembre 2018

Oman 39 - 80 Motivi + 1 per andare in Oman


Il faro di Sur

E dopo avervi raccontato le ragioni della logica e dell'interesse generale che possono spingervi a inserire questo paese nella vostra lista dei desideri, ecco qua il consueto elenco delle ragioni del cuore, la lunga fila di quegli spot che rappresentano i ricordi irrinunciabili che ti hanno dato emozioni, sensazioni e lettura di storie che ti farebbe piacere che anche gli altri provassero come è successo a te. Insomma i classici motivi senza spiegazione che bisogna soltanto provare a provare! Dunque cominciamo.

  • Iniziare a capire, già dalla ricerca delle informazioni, dalla lettura delle guide e dai contatti preliminari, che questo non è un posto come gli altri e che ti potrà dare sensazioni diverse
  • Scegliere la soluzione di Casa Oman ed affidarsi all'amico Iapo per vedere l'Oman dal di dentro, tanto per capirci
  • Arrivare a Muscat di primo mattino assaporando una capitale che non si è fatta prendere dalle smanie di grandezza, ma vuole solo esibire un benessere tranquillo
  • Rimanere colpito dalla esibizione di fasto della Grande Moschea, cercando di assorbirne i messaggi che il Sultano vuole intenzionalmente mandare ai visitatori
  • Aggirarsi tra i mostri adagiati sui banchi e del mercato del pesce
  • Girolare tra i negozi del suq, chiacchierando con gestori non angosciati dalla brama di vendere
  • Assaporare senza fretta sentori di incenso, mirra, cardammomo e bagliori sopiti d'argento
  • Apprezzare le linee tutto sommato misurate del palazzo reale e delle torri antiche che ornano le colline
  • Sentire storie e apprezzamenti sul Sultano davanti ad uno dei suoi yacht
  • Sfondarsi di cibi dal turco, tra griglie, fritti di calamari, gamberoni, hummus e beveroni di menta e lime.
  • Percorrere la strada fino a Ras al Hadd lungo il mare turchese, pregustando il tuo destino prossimo venturo
  • Adagiarti sul grande sofà al centro del cortile di Casa Oman e cominciare a capire la filosofia dell'ambiente e quello che ti aspetterà nei giorni successivi, mangiucchiando datteri e bevendo thè speziato
  • Risalire la montagna lungo piste tortuose per perderti nelle pozze di smeraldo di Wadi Tiwi
  • Incontrare per la prima volta l'abbraccio del mare a Rocky beach e fare un pick nick sulla spiaggia
  • Apprezzare il lavoro dei maestri d'ascia dei cantieri si Sur sotto due enormi dhow ancora in costruzione
  • Godersi il tramonto al faro del porto, tra donne completamente velate di nero
  • Andare a vedere una partita di coppa sdraiati sui cuscini di un baretto sulla spiaggia sorbendo succo di melograno
  • Andare a pesca con la barca di Grezzolo, pescare tonni e lampughe e fare il bagno in un'ansa solitaria di smeraldo
  • Navigare tra centinaia di delfini che rincorrono i banchi di acciughe, saltano e nuotano intorno a te invitandoti ad inseguirli
  • Fermarsi a guardare due tartarughe che si accoppiano mentre altre decine nuotano intorno
  • Andare a comprare al mercato, i pesci per la cena
  • Fumare narghilè alla double apple distesi sul divano mentre scende la sera
  • Guardare una tartaruga di notte che sta deponendo le sue uova e liberare in mare centinaia di tartarughini perduti
  • Incontrare un gruppo di vecchietti che ti offre il caffè davanti al porto dei pescatori
  • Bersi un thè katak e fare colazione di panini e frittata
  • Fermarsi a un barasti sulla spiaggia e scambiare biscotti con sorrisi con un gruppo di belle ragazze ed i loro bambini
  • Guidare il fuoristrada per quaranta chilometri, lungo una spiaggia infinita, in un tunnel continuo di gabbiani che si alzano davanti a te
  • Guidare sulle dune del deserto rosso che si precipitano nel mare 
  • Prendere il traghetto per Masirah tra donne con la mascherina e uomini col turbante
  • Andare dal barbiere massaggiatore per avere un'esperienza mistica
  • Passare una mattina di meditazione su una spiaggia deserta tra scheletri di pesce palla, conchiglie e granchi fantasma
  • Guardare il tramonto tra inquietanti sagome di dromedari
  • Percorrere un territorio lunare tra dune, rocce, scogli e mare blu
  • Mangiare il migliore trancio di ricciola alla griglia dell'Oman, seduti sui tappeti e chiacchierando con Omaniti in vacanza
  • Condividere i sentimenti di pakistani e bengalesi che qui lavorano e videochiamano la moglie lontana
  • Ricevere datteri in regalo da passeggeri del traghetto di ritorno
  • Insabbiarsi nella sabbia molle per arrivare alle Sugar dunes del deserto bianco e rimanere abbacinati dal candore del paesaggio
  • Correre e rotolarsi nella sabbia sui fianchi delle dune mentre il sole picchia implacabile
  • Fare il bagno nel verde smeraldo del Sink Hole, mentre Michi si tuffa dall'alto della parete
  • Allungarsi sulla sabbia della White beach cercando l'ombra che non c'è
  • Risalire il canon di Wadi Shab, ammirandone le pozze d'acqua tra i palmeti
  • Nuotare nell'acqua verde riuscendo a raggiungere la caverna attraverso uno stretto passaggio nella roccia, trascinato da Roby come un miracolato nella piscina di Lourdes
  • Emozionarsi al raggio di luce che, dall'alto, colpisce la cascata
  • Camminare lungo la rete dei falaj sotto le gialle rocce che incombono
  • Mangiare un panino col miglior kebab di Sur 
  • Ammirare per un attimo il mausoleo in rovina di Bibi a Qalat, dallo stesso punto da cui, forse lo aveva descritto Marco Polo
  • Girare per il suq paesano di Sur a cercare sciarpine, tra lavoratori indiani che prendono il fresco e donne velate in abaya nera che scivolano lungo i muri scomparendo nella notte 
  • Attraversare il deserto di pietra per arrivare a wadi Bani Khalid e risalirne il corso contorto nuotando nelle pozze
  • Gustarsi un delizioso, profumato, saporoso e denso succo di mango per riprendere le forze
  • Fermarsi al barasti dell'amica di Iapo a mangiar datteri e a provarsi costumi e abaye, dopo aver dato da mangiare ai cammelli
  • Correre ai 70 all'ora nella valle di sabbia rossa delle Wahiba sands e guardare il tramonto dalla duna più alta, accecati dalla tempesta di sabbia
  • Mangiare un pollo tandoori dal pakistano e raccogliere un po' di tartarughine perdute
  • Continuare a farsi docce per levarsi la sabbia che il vento del deserto a infilato nelle nostre pieghe più intime senza riuscirci mai
  • Correre lungo le piste sassose di Wadi Massawa per arrivare alla casa di Said, mangiare i suoi datteri e sentire come sta
  • Aggirarsi perle rovine di argilla del castello e delle case abbandonate di Jalan Bani Buali e la sua oasi
  • Ottenere il permesso dall'Imam di visitare l'antica moschea dalle 52 cupole
  • Rimanere in silenzio colpiti dall'atmosfera di una piccola moschea abbandonata e in rovina, davanti al suo piccolo mirhab in rovina
  • Andare al porto di Al Ashkarah a veder lo scarico degli enormi pesci da un dhow appena arrivato
  • Mangiare tonno crudo sfilacciato e macerato nel lime dall'Omanita
  • Cercare polpi sulla spiaggia rocciosa durante la bassa marea
  • Farsi una cena sontuosa con un chilo e mezzo di aragoste a testa più il resto, per recuperare le forze
  • Fare un giro nella laguna di Ras al Hadd tra costa rocciosa e sabbie dorate, nuotando tra le tartarughe giganti
  • Se sei donna, andare a casa delle amiche di Michi a farsi fare l'henné
  • Mangiarsi un sacco di pakora, falafel e samosa lungo la strada a colazione, che tanto, fritta, è buona anche una ciabatta
  • Salire fino ai 3000 metri del Jebel Shams e guardare dall'alto il grand canon dell'Oman 
  • Rimanere a bocca aperta di fronte al grandioso paesaggio circostante, tra capre belanti e donne dalle vesti colorate
  • Visitare gli ambienti suggestivi del castello di Jabreen
  • Aggirarsi per un tempo infinito nel negozio di datteri assaggiandone più di quanti riesci a comperarne
  • Gustare il tonno cotto al vapore a colazione
  • Girare per il suq di Nizwa in cerca di halwa, prima di gustare i famosi spiedini di montone al banchetto della piazza 
  • Dormire in tenda nella oscura notte di Wadi Tanuf e ammirarne le rovine all'alba
  • Perdersi a Nizwa tra i commercianti del mercato del bestiame del venerdì, tra contratti  e valutazioni di capre e vitelli
  • Andare dallo Yemenita a mangiare il montone più morbido dell'Oman e ricordare con nostalgia la sua città di Taiz
  • Salire lungo le scoscese viuzze dell'oasi di pietra di Misfat al Abrijn 
  • Gustare mieli di montagna dalla terrazza dell'amico di Iapo
  • Percorrere le antiche vie tra le case di argilla di Al Hamra e vedere gli antichi mestieri praticati nella casa museo Bait al Safah
  • Guardare dall'alto le sagome ardite del castello di Bahia e l'oasi lontana
  • Vedere arrivare, dopo le zuppe di granchio ed i tonni alla griglia, una portata di duecento gamberoni alla griglia, dopo averne ordinati solo dieci e discutere sulla logica della cosa
  • Traversare la catena dell'Akhdar per una pista scoscesa e solitaria ed arrivare fino al mare
  • Riposare ancora sul sofà e sull'amaca, ragionando di viaggi con gli amici e fare gli ultimi bagni rammaricandosi che sia arrivato il momento di tornare
ed infine
  • Abbracciare ancora una volta il grande Iapo, le deliziose Silvia, Michi e Roby, la cuoca Paola e il suo silenzioso aiutante Yussuf, gli amici Rashid, Sayd, Grezzolo e tutti gli altri della compagnia, tra mille promesse e ringraziamenti
E a questo punto, basta, sperando di avervi convinti del fatto che il posto merita la vostra attenzione. Comunque per i più pretenziosi, preparerò ancora la solita pagina di dettagli pratici per l'organizzazione del viaggio.




La grande moschea Al Qabboous




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28 - Dal barbiere

giovedì 20 dicembre 2018

Oman 38 - Considerazioni finali

Fatmah

Costa e deserto
Eccoci dunque ancora una volta al momento di tirare le somme. Sono tornato a casa da un paio di mesi e l'emozione si è ormai sedimentata, la parte del cuore ha avuto tempo di annacquarsi con le vicende dell'ordinaria amministrazione, lasciando lo spazio per delle valutazioni meno edulcorate dal sentimento e, si pensa, più attinenti alla realtà. C'è naturalmente la solita pretesa di aver capito un paese in un paio di settimane di permanenza, cosa un po' sciocca, lo so, anche se queste valutazioni hanno un minimo di senso in più, se sono legate ad una lunga esperienza di conoscenze messe insieme in cinquanta anni di vagabondaggi per il mondo. Quindi in queste ultime righe cercherò di elencare quello che credo di aver capito del paese, lasciando da parte, i flash emozionali e gli innamoramenti irrazionali, coi quali farò un ultimo esercizio di stile nel prossimo e davvero ultimo post. Dunque a consuntivo ed a mio parere personale questo Oman, non si può negarlo, è un paese di grande interesse per molti aspetti e di certo merita una visita il più approfondita possibile. La classica settimanina da resort, è indubbiamente troppo poco per avere una visione a largo raggio di tutte queste diverse sfaccettature e concluderei l'invito al viaggio dicendo che quindici giorni sono il minimo indispensabile. 


Mercato del pesce
Tre settimane andrebbero certamente meglio, consentendo una visita anche nel Dhofar al sud del paese che completerebbero il quadro, naturalmente facendo una valutazione che valuta i miei ritmi. Ciò detto, comincerei ad elencare le caratteristiche che dovrebbero attirare l'attenzione del viaggiator curioso, portandolo in questo tranquillo angolo di mondo. Quello che colpirà tutti al primo impatto è la valenza naturalistica, unita alla dimensione ed al suo, tutto sommato, scarso popolamento. Si tratta di una superficie grande più dell'Italia, con un decimo degli abitanti, la metà dei quali immigrati, ma di questo parleremo più oltre, che presenta areali di forte impatto paesaggistico. Grandi deserti da percorrere godendo delle sensazioni ben note agli amanti del genere, con i loro spazi infiniti, la loro poetica ripetitività, i colori e le sfumature che riempiono questa tavolozza in continuo cambiamento; le dune in movimento, gli spazi di pietra e di roccia, le tende di chi qui riesce a vivere. Poi c'è il mare, l'altro spazio sconfinato, che la sua solitudine maestosa mostra senza pudore, lontano dalla bellezza cocotte delle isole dei mari del sud, delle barriere e dei resort (che anche qui ci sono, eh) con i cocktail con l'ombrellino a bordo piscina. Qui hai spiagge senza fine che puoi percorrere come autostrade naturali, acqua di cristallo popolata di cetacei e tartarughe che vengono a nidificare, dove pescare o seguire i pescatori nel loro lavoro quotidiano. 


Tra le montagne
Poi ci sono le montagne, con la loro scabra e severa bellezza, anch'esse deserte, da penetrare e conquistarsi con fatica, lungo piste contorte e impegnative che ti faranno scoprire dietro ogni curva quadri di natura potente e maestosa. Tra queste sarai poi conquistato dal fenomeno degli wadi, spaccature all'interno di quelle catene montuose che hai appena percorso, magari dominandole dall'alto, passando di cresta in cresta, scavate da antiche e furenti fiumare che tutto hanno travolto, spaccato, eroso, scolpendo ambienti nuovi, che al fondo mantengono quella poca umidità che consente un qualche tipo di vita, di vegetazione, di insediamento faticoso. Qui devi risalire cammini faticosi, con trekking se vuoi impegnativi, che ti daranno il piacere della scoperta e la soddisfazione di assaporare angoli di assoluta esaltazione. Poi hai l'aspetto antropico, la scoperta di quanto l'uomo è riuscito a costruire in questo paese. Potrai valutare l'aspetto di una nazione che in qualche decennio si è rinnovata completamente, ricostruendo quasi ogni cosa, ma senza le esagerazioni futuribili di altri vicini parimenti ricchi, ma con una logica distributiva generalizzata che mostra un tranquillo benessere collettivo fatto di case basse e congrue alla storia ed al territorio, che hanno completamente sostituito sia il passato prossimo che quello remoto. 

Villaggi di pietra
Qualche cosa di questo passato puoi ancora vederlo in due o tre punti e qui ti assalirà l'acrimonia del turista che ha perso l'occasione e l'attimo ormai sfuggito di ammirare un mondo perduto, lasciando la nostalgia irrisolta di quello che avrebbe significato vedere questo paese quaranta anni fa, quando vi avevo programmato un viaggio, purtroppo sfumato. Dunque questo è l'impatto per i sensi che vi verranno di certo completamente appagati dal pacchetto che vi ho appena descritto. Poi c'è anche un'altro interessantissimo aspetto, quello di poter avere un contatto e la conoscenza ravvicinata di un paese piuttosto diverso da quelli che normalmente si conoscono. Per fare questo ovviamente dovrete scegliere un modo di viaggio che vi consenta di avvicinare il più possibile la vita reale del paese, i suoi abitanti e le loro reali abitudini. Questo si può ottenere anche viaggiando da soli, dato che il paese lo consente assolutamente, presentandosi come uno dei più tranquilli ed ospitali del mondo. Ma io ho trovato particolarmente interessante ed utile utilizzare la presenza di una struttura sul territorio che unisce la comodità di farti vivere all'omanita e a contatto diretto con i locali e che riesce a condurti a scoprire i vari aspetti del paese finendo molto spesso a contatto con gli abitanti, entrando nelle loro case, parlando con loro e tentando di mantenere uno stile di comunanza che ti fa più partecipe di quella realtà, magari consentendoti di comprenderla maggiormente.

Pastore
Casa Oman, come già vi ho detto è una Guesthouse (realtà poco comune nel paese) che, oltre ad avere prezzi piuttosto contenuti in un paese comunque caro per i nostri standard, sa offrire senza dubbio tutto questo e perciò la consiglio a scatola chiusa. Se mi seguite, sapete quello che interessa a me e questa struttura te lo garantisce. Perché il funzionamento di questo paese, per lo meno quello che credo di avere capito, è molto particolare. Siamo in un paese ricco, grazie al petrolio ed alla scarsità degli abitanti, in cui però questa ricchezza viene sparsa a pioggia da cinquant'anni a beneficio dell'intera popolazione. Mica male direte voi, subire una volta tanto che che si dovrebbe chiamare il Buon Governo. Questa mancanza di bisogni basici, casa, istruzione, sanità, mantenimento, tutti appagati già dalla munificenza del Sultano, unita alla tendenza filosofico religiosa dell'Islam Ibadita, una variante di particolare tolleranza, contraria per principio a qualunque tipo di violenza (cosa che fa degli Omaniti dei richiestissimi mediatori in tutto il mondo arabo sempre in ebollizione a causa della continua lotta per il predominio tra Sunniti e Sciiti), ha reso questo paese un'oasi di tranquilla stabilità in un'area che presenta i tanti problemi che ben conosciamo. 

In casa
A questo va aggiunta la gestione dell'aspetto immigratorio, che pur contando quasi un lavoratore straniero per ogni abitante, funziona senza attriti di alcun genere, così almeno appare, grazie al sistema dello sponsorship che vi ho già illustrato in precedenza. Naturalmente tutto questo è possibile grazie al fatto che la gente è comunque poca ed i soldi a disposizione sono tanti, cosa che annulla praticamente gli attriti sociali, unito certamente ad un'indole particolarmente tranquilla di questa gente, però poche chiacchiere, la sensazione che emerge primaria è che qui si viva molto serenamente e che le uniche preoccupazioni arrivino dal futuro, quando l'amato Sultano, per la naturale ruota della vita dovrà abbandonare il palcoscenico, senza la certezza che chi lo sostituirà possa mantenere lo stesso stile di governo. Comunque io vi invito a visitare l'Oman assolutamente, perché l'esperienza lo merita e se, lette e capite le condizioni offerte, approfitterete dell'ospitalità del mio amico Iapo, il patron di Casa Oman, credo che ve la godrete ancora di più ed in maniera più completa.

The Sink Hole



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28 - Dal barbiere

mercoledì 19 dicembre 2018

Oman 37 - Ma cosa si mangia in Oman?

Un po' di aragosta!


Pesce alla griglia
Dunque che si mangia da queste parti, o meglio cosa avrete occasione di mangiare se farete un giro in Oman? Dipende ovviamente da quale modo sceglierete per percorrere il paese. Considerate innanzitutto che la dieta base tradizionale omanita era molto semplice. In primo luogo il dattero di cui vengono coltivate oltre trenta varietà diverse e che erano la base del nutrimento, potendo fornire zuccheri a volontà, ma anche un buon apporto proteico e vitaminico, poi nei pressi della costa c'è sempre pesce a volontà e di qualità eccellente, dal tonno al barracuda, a tutti i pesci dalle qualità più pregiate. Potrà capitarvi di pescarlo voi stessi e mangiarvelo alla sera in una griglia improvvisata. In ogni caso gli omaniti usano solo pesce freschissimo e pescato in giornata. Infine il montone, che però rappresenta già un cibo più prezioso. Quindi partendo dal fatto che quasi dovunque troverete magnifiche grigliate di pesce, comprenderete bene che di fame non si muore. Se alloggerete in qualche elegante resort, vi verrà comunque propinata in prevalenza una cucina internazionale mediata dalle influenze asiatiche, ma se percorrerete il paese in modo fai da te, vi accorgerete che i ristoranti che offrono cucina espressamente omanita sono quasi inesistenti. In effetti, la maggior parte degli esercizi è gestita da immigrati di vari paesi che offrono soprattutto le loro cucine nazionali. 

Tranci di ricciola
Nei grandi centri ovviamente adesso trionfano i fast food in salsa orientale, ma di norma incontrerete moltissimi ristoranti turchi, che oltre al tradizionale kebab di pollo o di montone, offrono la tipica e ricca, oltre che varia, cucina turca, dai molti antipasti (mezé) tra i quali primeggia il noto hummus, in generale ottimo, le tahine a base di sesamo, salate e dolci e salse allo yogurt e cetrioli, accompagnate da focacce e poi carni o pesce ben cucinati. Ci sono poi ottimi ristoranti yemeniti, ma soprattutto la maggioranza è costituita dai ristoranti indiani e pakistani, anche questi ricchi della grande varietà di piatti di queste importanti cucine. Molto spesso nei ristoranti dall'apperenza tradizionale, mangerete seduti a terra sui cuscini e verranno portati grandi piatti comuni da cui pescare, direttamente con le mani o con le forchette  che a richiesta vengono sempre fornite. C'è sempre un gran piatto di riso, in genere biryani, allo zafferano e spezie, su cui viene adagiato il pollo, il montone o il pesce, poi carni o pesce sempre alla griglia. Comuni il Tikka e il Tikka Masala (tandoori), che riconoscerete facilmente dal colore vermiglio della carne. Sovente vengono servite insalate che potrete sempre mangiare in tranquillità, senza timori igienici derivanti dal nostro radicato rifiuto per il crudo nei luoghi esotici. 

Pranzo tipico
Ricordate tuttavia che si tratta sempre, sia per la frutta che per la verdura, di roba importata  dall'estero, in quanto in Oman, dato il clima, coltivare questi prodotti diventa difficile e anche molto più costoso. Frequente è la carne cotta allo spiedo (shawerma) e quindi presentata su focacce calde o con pani indiani, chapatti, paratha, nan, ecc. Di provenienza sempre indiana sono anche gli innumerevoli fritti che troverete nei chioschi e come cibi di strada, i classici involtini di verdure speziate, generalmente spinaci (samosa), le frittelle (pakora) o i ben noti falafel di farina di fave. Sempre dallo stessa provenienza arrivano i piatti masala (al curry). Un piatto molto tradizionale, ma non sarà facile trovarlo, è poi l'agnello cotto per due giorni al fuoco in una buca sotto terra (shuva). In ogni caso gli omaniti sono grandi amanti dei barbecue da fare davanti alle tende o sulla spiaggia, quando il clima lo consente naturalmente. I tranci di ricciola alla griglia o quelli di tonno pinna gialla che vengono serviti in questi casi, non li dimenticherete facilmente. Comunque raccomandatevi sempre di non cuocere troppo il pesce alla griglia, spesso c'è la tendenza a lasciarlo troppo fino a farlo diventare stopposo. Ottimo anche il tonno al vapore che trovate in vendita nei mercati.  Come ovvio molte sono le possibilità di mangiare crostacei di ogni tipo, granchi (ottime zuppe), gamberoni e aragoste (a prezzi molto accessibili). 

Datteri freschi
Comunque per la fine pasto ci sono sempre i datteri, la grande specialità omanita per eccellenza, dolcissimi e sempre offerti in tutte le occasioni sociali, sia che andiate a trovare qualcuno o che visitiate qualche museo tradizionale. Da provare anche quelli freschi. In generale vi suggerisco di acquistarli anche come souvenir quando transitate dal bazar di Nizwa, nel negozio specializzato che ve li fornisce anche sottovuoto, dopo averli assaggiati in lungo ed in largo prima di decidere quale tipo scegliere (non facciamoci riconoscere). Dai datteri si ricava anche uno sciroppo che potrete utilizzare per i formaggi stagionati, è un ottimo abbinamento da provare. L'altro dolce classico è l'halwa, una specie di pasta fatta di uova, amido, zucchero, burro chiarificato, noci, spezie ed acqua di rose, cotta in un gran calderone di rame come il nostro croccante, che viene offerto in tutte le feste, che troverete sicuramente un po' troppo dolce e simile ad analoghi dolci turchi. Un'altra grande specialità che troverete dovunque nei bar e negli appositi locali sono le spremute di frutta (anche qui tutta importata) assolutamente fantastiche, da quelli di mango, papaya, avocado e litchi a quelli meno esotici ma non per questo meno buoni, al melograno, banana, meloni, angurie, mele e ogni altri genere di frutta conosciuta. Si possono avere anche misti. Particolarmente interessante è quello menta e lime, che vi consiglio assolutamente. 

Tonno fresco
Anche qui assoluta tranquillità sanitaria, in generale qui la gente beve acqua del rubinetto fornita dalla municipalità, comunque dappertutto si trova acqua imbottigliata o le solite bibite gassate. Inutile fare il discorso alcoolici, anche per la semplice birra, per non parlar del vino. Non li troverete in vendita in nessun negozio o bar durante il vostro normale percorso, se non nei resort e alberghi di lusso per stranieri, ma io direi che per un paio di settimane se ne può fare tranquillamente a meno, senza sentirne la mancanza. Sempre a disposizione invece il caffè tradizionale bollito, piuttosto forte e il thé servito in vari modi, speziato al cardammomo, zenzero e roba varia o all'indiana con il latte condensato e altre spezie (karak tea). Poi ognuno ha la sua ricetta specifica. Chi vuole può provare il narghilè che si trova comunemente nei bar. Col tabacco viene generalmente messo un gusto particolare, alla rosa o alla ciliegia. Va molto il double apple, richiedendolo mostrerete di essere un buon conoscitore del posto. Per le colazioni si usa anche molto il piatto di uova, strapazzate o omelette all'inglese, specificate sempre che non ci volete il peperoncino. Se vi capiterà di soggiornare a Casa Oman, come ho fatto io, tenete conto che lì usufruirete di una ottima cucina romagnola, fissa, che contribuirà a rimandarvi a casa sempre con qualche chilo in più.


Il kebab


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