giovedì 31 dicembre 2020

Ri-San Silvestro


 

E così ci siamo arrivati al fondo di questo anno bastardo, quasi non vissuto, speriamo unico nel suo genere per un bel po'. Per carità, come già detto più volte, sono l'ultimo che si possa lamentare, ma un po' l'età, un po' il carattere, lasciatemi almeno la possibilità di fare il vecchio borbottone. Dunque classico post riassuntivo di numeri e risultati e di buoni propositi. Il blog è andato avanti di conserva su binari ormai consolidati dall'uso e dalle abitudini, con numeri, come ormai di consueto, in costante anche se lieve calo, sembrano i grafici del virus. Si raggiungono a malapena i 50 contatti al giorno, spesso meno. I commenti rari e poco contestatori, quasi quasi rimpiango le folle di haters che popolano il web. Ho cercato di fare qualche post polemico contro i no-vax, contro i salvatori del pianeta, ma niente da fare, neanche un leone da tastiera che mi insulti come si deve. Costanza nel numero dei lavori, come sempre tra i 270 e i 280 i post pubblicati e superata la boa dei 3500 totali, anzi per la precisione:3554. 1.120.000 le pagine consultate negli ultimi dieci anni, da 155 paesi, 7 dei quali con oltre 1000 visitatori unici. 

Tuttavia la soddisfazione maggiore mi è venuta dalla pubblicazione di altre 2 delle mie s-guide di viaggio, quella a mio parere interessante sulla Cina del Sud, dove nel novembre 19 ho sfiorato il Covid ameno di 500 km da Wuhan e quella rivissuta con dolore e nostalgia, dopo 43 anni del mio viaggio nel tribolato Yemen e poi la quarta antologia del blog con gli scritti dal 16 al 19, cosa che porta i miei lavori al totale di 24, datemi atto un lavoro di un certo impegno, più o meno 10.000 pagine. L'attività delle conferenze invece, causa Covid si è ridotta considerevolmente e speriamo si riprenda nel prossimo anno, spéruma ben, come si dice da queste parti. Tuttavia devo dire che tutta questa attività scriptoria mi ha aiutato parecchio a superare l'inedia mortale causata dalla reclusione forzata e quindi benedetto blog, che spero di portare avanti fin che riuscirò, virus permettendo. Quindi Buon fine d'anno 2020 anche se saltiamo il cenone e come si dice, se non ci vediamo più Buon Anno Nuovo!



mercoledì 30 dicembre 2020

Natali futuri

Dal web


Eccoci qua, si avvicina, domani, il giorno del bilancio di questo anno balordo, cosa che ti costringe ovviamente a fare conto di cosa ci aspetta in futuro; cosa succederà di peggio ancora, come si muoverà il mondo dopo una botta di questo genere. Tranquilli non succederà quasi niente, tutto andrà avanti più o meno allo stesso modo salvo lievi variazioni, come è sempre capitato di fronte a tragedie epocali del passato, ben più pesanti di questa. L'uomo, questa specie malefica e pervasiva, ha una capacità di adattamento che le fa superare scogli di ben altra portata; anche le cose più tremende rilette a distanza di anni, hanno una valenza minimale, incidenti di percorso, da aggirare ed aggirabili in qualche modo. Certo ben diverse sono le tragedie individuali, i morti prima di tutto, che hanno un nome ed un cognome e non sono solamente numeri, poi quelli rovinati e impoveriti tragicamente, quelli che rimarranno senza lavoro, che per quanto i governi cercheranno di aiutare, non avranno mai i ristori necessari, per loro niente sarà come prima, ma per l'umanità nel suo complesso, niente altro che una cacata di mosca sui libri di storia, citata forse in un paio di righe. La pandemia, dal punto di vista medico, si risolverà nel corso dell'anno, un po' perché generalmente questi virus verso la fine del secondo anno di diffusione in qualche modo si attenuano, per i più vari motivi, è sempre successo così, un po' perché i vaccini alla faccia di chi è dubbioso, daranno il colpo decisivo. L'economia devastata avrà un potente rimbalzo nella maggior parte dei paesi (già si intravede quello cinese e gli altri seguiranno), naturalmente i più bravi dipiù, gli altri al seguito e comunque a prendere l'effetto traino. 

Ovviamente, i maniscalchi saranno costretti a chiudere, mentre chi indovinerà i nuovi business crescerà a dismisura, anche se poi i cambiamenti effettivi saranno pochi. Qualcuno però inevitabilmente ci sarà. Di quelli negativi non voglio neppure parlare, me ne dispiaccio troppo e lo sapranno meglio fare altri. Tra quelli positivi è quasi certo che il modo di lavorare avrà dei cambiamenti anche abbastanza sostanziali e che provocheranno nuove problematiche da discutere e da risolvere. In tutti i casi in cui sarà possibile, credo nella maggior parte, almeno la metà delle ore lavorate si faranno da casa, provocando qualche cambiamento nel mondo del trasporto pubblico, dei centri di business e non solo. E questo secondo me è una cosa di grande interesse che ci porrà di fronte a problematiche nuove da sfruttare al meglio. Il campo della medicina poi, come ovvio, sarà uno di quelli più interessato dai cambiamenti, generalmente favorevoli. Intanto si è capito bene come, nel caso di necessità, mettendoci assieme sforzi comuni e tutto il grano che serve, i risultati si possono ottenere in tempi molto più raccorciati e inoltre le nuove strade dell'RNA ricombinante, non del tutto nuova, ma già indagata nel caso del vaccino di Ebola e la strada molto promettente (anche se molto più costosa) degli anticorpi monoclonali, faranno fare un importante passo avanti nelle cure tumorali. Questo credo che sarà il lascito positivo di maggiore importanza di questo virus, anche se ci ha tolto un anno di vita mentre ad altri, troppi, l'ha tolta del tutto. 

Questo, se capiterà, basterebbe da solo a farci considerare un po'meglio questa tragedia collettiva e a farci vedere con maggiore serenità i Natali futuri, secondo me e sotto questo aspetto, anche se alla mia età perdere un anno è cosa davvero pesante, lo posso ritenere accettabile, tra l'altro non potrei fare diversamente. Certo il periodo, nella sua interezza, rimarrà un momento straordinario di studio nella psicopatologia delle masse che potrebbe essere utilmente investigato per capire la testa dei popoli nel loro complesso. Per esempio, sentimenti inspiegabili al limite dell'assurdo, eppur così presenti in abbondante percentuale, come il rifiuto della scienza, l'incredulità di fronte alle realtà più banali a fronte di spiegazioni cervellotiche e fantasiose, l'entusiasmo per le stupidaggini e la crescita esponenziale del complottismo in genere, quasi che il virus abbia colpito, con effetto collaterale pesante, soprattutto l'attività neuronale della massa. L'isteria dell'informazione, l'incapacità generica del sistema democratico di rispondere alle necessità immediate, l'azione comune della massa, ma allo stesso tempo la mancanza di empatia all'interno della stessa. La ricerca di un colpevole esterno generico su cui scaricare il proprio odio e la propria ira repressa, la Cina, le multinazionali, le banche, l'Europa, Soros, Bigpharma, che osa guadagnare, mentre ognuno di loro, ama guarda caso lavorare gratis. Fenomeni interessanti da indagare a fondo per capire come guidare proprio queste masse, in futuro. 

Ad esempio, come mai se un medico deficiente dice la sua scemenza su un social, raccoglie in un attimo più ammiratori osannanti che replicano all'infinito la sua idiozia, aumentando la valanga ignorante, molto di più di centinaia di migliaia di altri medici che fanno le cose per bene e operano nel modo anche logicamente più corretto? Perché una infermiera, che da un anno fa in modo encomiabile ed oltre il suo dovere, si presta come testimonial a farsi vaccinare tra  i primi, per stimolare una risposta positiva e probabilmente risolutiva ad una importante necessità del paese, viene caricata di una valanga inarrestabile di contumelie e addirittura di minacce di morte a lei e famiglia, senza che nessuno prenda provvedimenti fattivi al di là delle chiacchiere? Difficile da capire e per me anche da accettare, ma forse utile da studiare per comprendere dove sta andando la nostra specie, che tanto si appassiona e osanna, il teo-bio-sostenibil-senzaglutine-omeopatico e dubita malamente magari di un vaccino che contiene RNA, senza neanche sapere cosa è. Che trangugia montagne di integratori inutili che contengono non si sa bene cosa, ma che sicuramente fanno tanto bene, ma guarda sospettosamente un prodotto, perché "è stato fatto troppo in fretta" e "fa ingrassare le multinazionali del farmaco". Ma tranquilli, appena si riuscirà ad infilare nella testa di tutti un microchip, con l'assunzione generalizzata dei tortellini Rana (avete fatto caso che in tutti i supermercati sono in vendita con strepitose offerte sottocosto, se non ci credete aprite le confezioni ed esaminateli ad uno ad uno e, guardando bene dentro nell'impasto con la lente, ce lo troverete senz'altro) attivati poi attraverso le radiazioni 5G, tutte queste grane saranno risolte, anche se non ve lo vogliono dire, sveglia!


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martedì 29 dicembre 2020

Haiku nevoso

 



Bambagia a fiocchi

dopo la nevicata

Ancora è bianca




lunedì 28 dicembre 2020

Natali presenti


 Fiocca la neve fiocca, si potrebbe dire stamattina con giusta ragione. In effetti viene che è una bellezza ed il fatto che le macchine che passano siano pochine, contribuisce a mantenere quel candido manto che sembra, visto dal calduccio di casa tua, una piacevole copertura immacolata invece della fanghiglia di sporco in cui la città trasforma la neve in un attimo, con la sua malevolenza di apparato digestore che inghiotte anche le cose più piacevoli trasformandole in sterco maleolente. Inutile filosofeggiare, anche il delizioso pranzo di Natale, con tutte le cure, l'amore e le attenzioni che porta con sé, ha già fatto questo triste percorso e se ne è già andato da un po' verso il depuratore cittadino. Panta rei direbbe Eraclito. Tuttavia la contingenza metereologica mi ha convinto a cambiare programma ed a rimandare a domani la mia avventura che avevo programmato per stamattina, quella di raggiungere a piedi la sede della SAI per pagare l'assicurazione della macchina che non sto, tra l'altro, utilizzando. Una vera e propria traversata dell'Antartide che preferisco a questo punto posticipare, dato anche il fatto che l'inattività della clausura forzata mi sta inibendo la facilità di movimento a cui ero consueto. 

Che tempi, intanto passando vicino alla Valfré, l'altro girono, ho visto che è stata predisposta una corsia, tutto attorno all'isolato, presumo in previsione delle code vaccinali previste. Dunque non saranno ancora stati assunti i medici e gli infermieri necessari, stamattina ho sentito che sta per scadere il bando che identificherà l'agenzia interinale che successivamente provvederà alla ricerca di queste figure professionali che come è noto in Italia abbondano e allo stesso tempo non saranno ancora stati stabiliti gli elenchi di priorità dei futuri vaccinandi, ma la corsia è già pronta quindi non lamentiamoci. D'altra parte, ieri l'operazione è partita senza intoppi, mentre nella grande Germania, che aveva già tutto pronto da settembre, in almeno quattro regioni (e non stiamo parlando di Calabrien) hanno dovuto sospendere perché i frighi non funzionavano. Non oso pensare a cosa avrebbero detto le nostre beneamate opposizioni se fosse accaduto qui. Si è vista la reazione di fronte all'operazione del Governatore della Campania, accusato di aver "saltato la fila". Tra l'altro, scorrendo Facebook, le contumelie più pesanti arrivano proprio da quelli (in maggioranza contrari ai vaccini) che pochi giorni fa dicevano: io lo farò dopo che lo avranno fatto i politici. Che mondo divertente! Forza resistete ancora 3 giorni e poi anche quest'anno di cacca se ne andrà via, sperando che quello nuovo ci riporti quella normalità, beata anche se così poco apprezzata quando ce l'hai. 


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domenica 27 dicembre 2020

Natali passati

Campagna per l'utilizzo delle mascherine - Mosca '63

Questi giorni, quelli tra Natale e Capodanno erano il momento in cui il mio papà, in un momento di riflessione ponderata, ogni anno, con costante ripetitività, tirava fuori, guardando la tavola in fase di sparecchiamento, una frase del suo repertorio: " E anca ist ani, Nadal à l'uma facc", e con questo la faccenda era conclusa, assieme alle residue dozzine di agnolotti (stretti di ala e alti di gobba) che sul marmo del comò della camera da letto aspettavano, coperti dall'apposito canovaccio, di essere sbarazzati a Capodanno. Beh erano tempi in cui il concetto di consumo era differente da quello di oggi anche se per la verità, non c'era alcun senso di deprivazione ad accontentarsi del lacabòn a S.Lucia e dei mandarini a Natale e anche il torrone, duro, quello di Sebaste con le mandorle, guai a prendere quello da poco prezzo " col giapuneisi", roba di scarsa qualità, così come era interpretato quello morbido, anche se allora poco conosciuto. Mio padre ne acquistava sempre una bella tavoletta, piuttosto corposa, da un banchetto che si chiamava Il diavolo del torrone, reputato come il migliore della piazza che poi veniva spezzata religiosamente a tocchetti più piccoli, con l'aiuto di un vecchio e robusto coltello. Poi me ne veniva assegnata una razione non senza il consueto "fa tensiòn ai dencc", che lì in famiglia siamo sempre stati piuttosto delicati. Il menù era completato da un antipasto di cui non ho memoria e qualche fetta di salame, ma non di prosciutto crudo, che a mio papà non piaceva, o per lo meno così diceva anche se ho il sospetto che fosse incluso in quella categoria di cibi che costavano troppo cari, poi, dopo gli agnolotti, c'era l'arrosto ed infine il panettone di cui ogni anno mio padre discuteva quale fosse il migliore, con predilezione per il Motta mi sembra. 

Pandoro, mai pervenuto. Noci, fichi secchi e datteri come gran finale e anche ist ani Nadal à l'uma facc. Un anno, ma ero molto piccolo, i mei tentarono l'avventura della tacchina, la pùla, che venne acquistata viva e messa nel gabinetto per qualche giorno prima di essere immolata, ma di questa operazione venni tenuto all'oscuro o quanto meno non ne ricordo nulla. Ma non dovette essere una gran scoperta, perché l'operazione non venne mai più ripetuta. Alla fine credo che fossimo già dei privilegiati, perché mai avvertii a quel tempo scarsità alimentari, cosa non infrequente in quel dopoguerra di ricostruzione, non facilissimo per molti. Poi andavamo a trovare mia nonna vedova che viveva sola in un vecchio cascinotto a Valenza e l'anno era belle che andato. Anche allora c'era un certo vento dell'est che portava anche cose sconosciute, ad esempio il fungo cinese che si diffuse a macchia d'olio nel '54, che doveva essere solo regalato (di martedì) e non si poteva buttare pena disgrazie terribili. Si trattava di una mucillagine da cui si faceva un thé che aveva proprietà miracolose e che tutti bravavano avere. Carosone ci fece addirittura una canzone. Poi nel '57 arrivò l'asiatica che fece 20.000 morti da noi, pur senza molti controlli, che era poi una aviaria H2N2 che si trascinò per diversi anni uccidendo soprattutto i giovani e fu ancor più nefasta nei paesi freddi, dove colpì ancor più duramente, come vedete da questo manifesto russo d'epoca. Insomma niente di nuovo sotto il sole, i Natali passano, le mamme imbiancano e alla fine, nella sostanza tutto torna come prima, siamo solamente un poco più vecchi e tritamaroni.


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giovedì 24 dicembre 2020

Haiku freddolosi

Baskiria - gennaio 93




Vento gelato

sulla campagna bianca

Dorme anche il grillo



Bianche betulle

solo il vento le piega

Coltre silente






mercoledì 23 dicembre 2020

Due palle

 

dal web


Tanto per portarmi un po' avanti col lavoro, data la furia compulsiva della cose da fare che incombono, comincio alla cosiddetta antivigilia, a fare a tutti i miei lettori (e anche agli altri, che se no mi riduco ad una decina di saluti) gli auguri di Buone Feste con queste due palle che credo simboleggino esattamente il mood di questo periodo. Magari ci risentiamo dopo.

martedì 22 dicembre 2020

Haiku pensieroso


Un ramo secco 

crepita sotto il piede

Suona la morte



lunedì 21 dicembre 2020

Il re è nudo

dal web

Ohilà, finalmente qualcuno ha avuto il coraggio di alzare lamano e di dire basta, il re è nudo. Qualcuno lo avrà notato forse, ma un personaggio piuttosto titolato, il CEO di Toyota, il sig. Toyoda appunto, un paio di giorni fa, ha preso il coraggio a due mani e ha detto pubblicamente quello che tutti gli addetti al settore sapevano benissimo, e cioè che tutto il circo che si sta montando attorno all'auto elettrica è una colossale bufala. Tra le altre cose tutto arriva dal capo di una azienda che è stata la prima a fare uscire un'auto completamente elettrica e ha programmi di produrre una sequela di nuovi modelli elettrici entro il 2025, ma tant'è i fatti sono fatti e nessuno può ormai, dati alla mano, negare che l'auto elettrica è un danno per l'ambiente, in particolare per quanto riguarda le emissioni di CO2, che sono superiori  a quelli dell'auto con motore a scoppio. Questo fatto logico per chiunque si fosse soffermato per un attimo a ragionarci sopra, è stato di fatto nascosto e mistificato, presentando ai sostenitori modaioli del teobionaturalorganico, che ormai impazzano in ogni settore, che l'hanno evidentemente subito fatto propria, l'immagine vincente della silenziosa ancorché costosissima auto che non emette funi puzzolenti, liberando le nostre città da quel odore nauseabondo di gas combusti. Verissimo, la parte finale del progetto è assolutamente affascinante, ma come nel caso plastika versus carta/vetro/alluminio, nessuno si ferma un attimo a fare il corretto ragionamento dell'ecobalance totale del prodotto dalla sua creazione, all'uso che se ne fa ed al suo riciclaggio finale. Questo calcolo, come già per la plastika, non è assolutamente favorevole alla accattivante auto elettrica, se andiamo a computare l'inquinamento globale dovuto a produzione dell'energia stessa e alla produzione delle batterie e del loro finale smaltimento, ma questo poco importa evidentemente per gli entusiasti dell'ecofashion ed ai loro sacerdoti. 

Certo l'industria, mangiata la foglia, si è subito buttata sull'osso, che probabilmente permetterebbe la creazione di una bella fascia di mercato nuovo con sostituzione di una fetta consistente di parco macchine reso obsoleto dai fatti e dalla volontà popolare, che potrebbe far girare un po' l'esangue economia del mondo, naturalmente proprio nel senso contrario al concetto di risparmio energetico che ne sta alla base. Ovviamente i governi nella loro miopia, volta al contentamento immediato di un elettorato rancoroso ed idiota, ci hanno subito buttato risorse ingenti, incentivi e così via, tolte così ad altre migliori e molto più utili cause. Ma inutile piangere, è la storia che si ripete all'infinito. Ve la ricorderete, la cosiddetta benzina verde che ha sostituito la benzina al piombo tra il giubilo degli ecogonzi, pur essendo decisamente più nociva e cancerogena. Oppure la storia continua degli erbicidi di ottima efficacia e di minimo impatto ambientale, ma ahimè, di costo minimo, essendo scaduti i brevetti, demonizzati ed etichettati falsamente dalla diceria popolare, come cancerogeni per poterli sostituire con altri ben più pericolosi, ma in compenso assai più costosi. E' la fine che fece la famosa l'atrazina negli anni '80 e che farà presto l'innocuo glyphosate.  Per proseguire poi con la truffa planetaria del biologico, sul quale, mangiata la foglia, si sono buttate tutte le aborrite multinazionali e le grosse catene di distribuzione. E così via, ma è inutile affondare il coltello tanto questa è manna per la gente, che poi dubita magari dei vaccini, per carità, io non li farò mai per ingrassare Bigpharma, Soros e farmi impiantare un microchip col 5G. Onore dunque al signor Toyoda che ha avuto il fegato di dire la verità pubblicamente anche se nessuno ovviamente lo starà a sentire. Sarà stato un rigurgito dell'etica del samurai? Chi può dirlo.


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sabato 19 dicembre 2020

Cronache di Surakhis 93: Si avvicina il Natale



Che cosa deliziosamente commovente. C'è chi a Natale contravverrà, con codazzo di fotografi e giornalisti, le leggi governative per andare a sfamare poveri bimbi denutriti nelle nostre favelas, mentre altri eluderanno le stesse andando a fare cenoni a San Marino, zona franca o a imboscarsi in ville di campagna debitamente recintate. Chi si lamenta perché questa liberticida chiusura lo costringe a perdere il cappone farcito, ma nello stesso tempo accusa il governo di essere stato troppo morbido a novembre. Tra i responsabili regionali poi (maledetto il giorno in cui questo improvvido e dannosissimo federalismo d'accatto, utile solo a creare nuovi poteri e nuovi sprechi) dopo aver fatto perdere giorni e giorni per dare pareri e concordare un progetto comune, immediatamente dopo, dichiara di discostarsene, l'uno dicendo che è troppo blando e rinforzandolo, l'altro lacrimando che è troppo duro e incitando a svicolare. Lavori in silenzio per liberare pescatori, allora sei un farabutto menefreghista che abbandona i suoi concittadini, invece di invadere coi carri armati la quarta sponda, come appare logico a tutti; li liberi cedendo alle richieste dei tagliagole, sei un farabutto infingardo che piega la schiena al ribaldo beduino. Che spettacolare teatro di burattini! 

Ma perché da noi non c'è una destra che esprima una Merkel, potrei anche votarla, noi invece abbiamo Renzi. Citatemi un paese dove, nel pieno dell'esplosione della pandemia e che ha il record percentuale di morti, si cerchi di far cadere il governo. Anche su Surakhis, me lo comunicato uno stupitissimo Paularius che sento di tanto in tanto, per aggiornarmi sugli eventi della galassia, i Denebiani e gli abitanti di Rigel, notoriamente i peggiori tritamaroni dell'universo conosciuto, danno un appoggio esterno e non contestano il decreto che limita gli uffici delle sacerdotesse dei templi della libidine alle sole prestazioni olografiche virtuali, eppure il popppolo non si lamenta più di tanto, al di là di qualche esecuzione sommaria. Anche gli octopenici aracnoidi di Capella IV, i più attivi frequentatori delle sale fellatorie della capitale hanno deciso per un semestre di meditazione, amputandosi tutti gli otto sessi contemporaneamente in una grande manifestazione pubblica dimostrativa (tanto gli ricrescono in un mesetto, diranno i più attenti). Siamo i soli nell'universo a comportarci così? Questo è il paese purtroppo e c'è poco da fare, siamo così e quando si vedrà, che i vaccini non arriveranno a tempo e non ce ne sarà per tutti, scenderanno in piazza a reclamarli anche i novax (notate che sto cominciando la mia campagna, eheheh). Per il momento pensiamo a farcire il panettone e a fare qualche dozzina di agnolotti in più per salvarci dalla carestia prossima ventura. Un saluto vulcaniano a tutti.


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venerdì 18 dicembre 2020

Fish or chicken?


Mi sono svegliato di colpo, tutto sudato e la solita tosse che mi perseguita da un anno. Stavo sognando due occhi azzurri chini su di me, il viso leggermente piegato da un lato, un sorriso delicato, una voce suadente che mi sussurrava leggera: "Fish or chicken?". Da quanto tempo non mi sento rivolgere queste dolci parole? Le sentirò mai più? Può essere, le crisi di astinenza sono una gran brutta roba e come tutti gli addicted non puoi neanche lagnarti, sei un vizioso un farabutto che si lamenta di gamba sana, guardati intorno, svergognato, intanto sei ancora vivo e in salute (relativa, è ovvio), poi non hai avuto grossi danni economici e hai pure il coraggio di tritare i maroni? No, no per carità, certo rodendomi il fegato posso continuare a rimuginare che non ho neanche la soddisfazione di reclamare, contro chi, poi. Ma contro il governo naturalmente, tanto è un tiro al bersaglio così facile. Qualunque cosa faccia, dica o non faccia o non dica, basta alzare la voce e dire che bisognava fare il contrario, qualunque cosa sia, anche se magari il giorno prima si gridava perché si tardava a fare esattamente la stessa cosa. Dai è davvero semplice e divertente, almeno c'è qualcuno con cui prendersela. E poi basta aprire le pagine dei social ed è un tiro al bersaglio continuo su qualunque argomento. E' ovvio, quelli che gridano di più sono i no-qualcosa, adesso tra poco partirà la canea degli antivaccinisti e ancora peggio di quelli quelli che per carità non sono contrari, ma..., praticamente lo stesso gruppo dell'io non sono razzista, ma... 

E' ovvio che tutto questo è stato ben capito da chi si sta occupando della questione vaccini, giustamente preoccupato di non raggiungere quel famoso plafond di una quarantina di milioni di vaccinati che garantirebbero la famosa immunità di gregge. Io a tal proposito ho due anime contrapposte, da un lato cerco di spingere tutti gli antivaccinisti a esprimere il più possibile la loro demenziale propaganda, per motivi biecamente egoistici naturalmente. Infatti se non lo avete ancora capito, i vaccini, in quantità necessaria, saranno pesantemente in ritardo sulla necessità prevista. Astra-Zeneca arriverà almeno 4 mesi dopo le previsioni, certo non prima di maggio e per Sanofi si parla addirittura del 2022. E questi erano quelli su cui si faceva conto maggiormente come numeri. I due americani saranno quindi sicuramente più richiesti e di certo chi avrà maggior potere contrattuale (USA in testa) se li accaparreranno prima, lasciando agli altri solo le briciole, in particolare quello di Moderna. Aggiungi questo alle nostre usuali carenze organizzative, una volta non c'è il medico, una volta l'infermiere, una volta la sedia, un'altra il martello e vedrete che il tempo slitterà inevitabilmente in avanti. 

Così più antivaccinisti o titubanti dubbiosi ci saranno e più alte saranno le probabilità che ci sia un vaccino per me. Quindi forza, angeli del male scatenate pure l'inferno dei dubbi su Bigpharma e su chi vi vuole inoculare i Microchip, spazio nelle TV a terrapiattisti, scie chimiche e alle Brigliadori, che ha dichiarato che piuttosto di vaccinarsi preferirebbe morire e continua a curarsi bevendo urina, spero per lei, la sua. Certo, direte voi, così il paese non va avanti, il popppolo è così facilmente influenzabile appunto dai capipopolo e ci mancherebbe, lo dice la parola! E va bene, allora se l'autorità pubblica è davvero preoccupata dei dubbi della massa, darò volentieri e gratuitamente alcuni consigli basici di base su come convincere la gene a vaccinarsi, che tra l'altro mi sembra di avere già dato, ma come si dice, repetita juvant. 1 - Far trapelare sui media e sui social che il vaccino non ci sarà per tutti, ma che come al solito verranno privilegiati i soliti noti, questo scatenerà una corsa al: Basta ingiustizie, prima a me, prima a me!. 2 - Farlo fare ai maggiori influencer, mostrando i video di TIkTok mentre se lo iniettano, meccanismo imitativo irrefrenabile e virale (appunto). 3 - (Attenzione che questo è il punto più importante di tutti). Mostrare video apparentemente carpiti di nascosto che certifichino che il vaccino viene fatto agli immigrati che sbarcano a Lampedusa, mentre con l'altra mano buttano nell'immondizia, vassoi di pasta all'amatriciana al grido di Nobbuono! Questa è la via maestra e vedrete che al grido unanime di Prima gli italiani, si formeranno subito le code ai centri vaccinali, posto che ci siano mai.


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mercoledì 16 dicembre 2020

Haiku tra i monti



 Le cime bianche 

Diventano dorate 

Se spunta il sole



lunedì 14 dicembre 2020

I miei mandarini

A sei anni

Ieri era Santa Lucia. Curioso che in queste giornate di forzata reclusione il pensiero di ognuno corra automaticamente al proprio passato. Forse è una cosa naturale visto che ormai non facciamo che istupidirci compulsivamente davanti ad uno schermo tra dibattiti che raccontano ossessivamente le stesse cose e serie di Netflix, tanto da rendere ripetitive anche queste tardive rimembranze, che poi si in effetti somigliano un po' tutte. Quante volte senti questo o quel personaggio ormai anziano che te la mena sul profumo della buccia dei mandarini della sua infanzia. Tuttavia è un po' un gioco a rincorrersi così li senti e per un po' metti in moto la tua di fantasia e fai un po' di ginnastica mentale visto che di quella fisica neanche a parlarne. Ed eccomi ieri, il giorno di Santa Lucia a pensare ai miei mandarini, quelli che comprava anche la mia mamma, non so davvero se una volta l'anno. Il mio papà mi aveva portato in piazzetta, S.Lucia appunto, a comprare il lacabon, accadimento molto alessandrino e mentre si tornava a casa io me ne sbocconcellavo un bastoncino assaporando quel gusto un po' magico di dolciastro caramellato, cercando di resistere il più possibile a non spezzarlo anche quando diventava sottile sottile a forza di succhiarlo. E quando arrivavo in casa, ecco che aleggiava nell'aria quel profumo di bucce di mandarino che la mamma aveva messo sul bordo della stufa e che erano già quasi rinsecchite dal calore dopo aver liberato quel loro aroma delicato che raccontava del Natale imminente, mentre dalla radio usciva lo swing di Gorny Kramer. In quel periodo dell'anno rubavano lo spazio alle croste di formaggio che abbrustolivano prima di fare la loro parte finendo nella zuppa di ceci e fagioli dei morti. La testa è fatta così e l'associazione di quel sentore agrumato e del periodo festivo va avanti in automatismo. 

In realtà non so neppure perché ti ritrovi in quel sentore di piacevolezza, in fondo per me allora il Natale non era poi così speciale, si stava come in tutto il resto dell'anno, non circolavano mi sembra neanche regali particolari, non tra i miei almeno, per me qualche dolciume al massimo, in terza elementare, il vocabolario di italiano, il Novissimo Melzi. La mia mamma, che aveva fatto solo la terza elementare, era morbosamente attenta a che mi facessi comunque una cultura, cosa che nel suo ideale mi avrebbe garantito quell'ascensore sociale bramato a quei tempi e che non si poteva avere con altre scorciatoie. Capirete tuttavia che lo avevo accolto con particolare deferenza, visto che era stato consigliato dalla maestra, ma non con eccessivo giubilo. Altre volte un libro, che ancora conservo, ma devo dire che non ho mai avuto particolari sensi di deprivazione, forse allora, nel mio giro almeno, non si usava più di tanto. Per il resto il Natale era soprattutto occasione di cibi non usuali nel resto dell'anno. Intanto appunto dopo Santa Lucia, si partiva con la produzione degli agnolotti. Mia mamma tirava una sfoglia sottile e grandissima che debordava abbondantemente dai lati corti del nostro tavolo che era appunto rettangolare, poi mio papà depositava con attenzione il mucchietto di ripieno in una lunga fila rettilinea a intervalli regolari, sotto le osservazioni continue e spesso critiche di mia mamma, che poi rivoltava il lembo di sfoglia per creare la serie di rigonfiamenti alternati da separare con lo schiacciamento del dito, poi la rotella ondulata che ancora conservo assieme al lungo mattarello, ritagliava i quadrotti, piuttosto grossi rispetto a quelli odierni e ben gonfi, rigorosamente di stufato come si fanno da noi. 

Allora non si andava mai al ristorante e qui, quelli di arrosto che sono propri dall'Astigiano fino a Torino, non erano conosciuti. Io, in piedi su una sedia, avevo l'incarico di aiutare a schiacciare i bordi con i rebbi della forchetta. almeno fino a che non mi stancavo, poi si mettevano ordinatamente su un canovaccio ben coperti e riposti a riposare, appunto, in camera da letto ma non prima di averli rigorosamente contati, a dozzine. Mi ricordo che ne venivano dodici, più o meno, mai tredici per carità che portava male, come quell'anno che era morto il nonno. Si condivano con un ragù di carne mal rosolata, mia mamma non è mai stata una gran cuoca e a me, per dire il vero, non piacevano particolarmente, mentre il mio papà ne era ghiotto. Così passavano le feste, con quel persistente sentore nell'aria, che vinceva nettamente l'odore del carbone della stufa, del quale il mio papà aveva una assegnazione dalla ferrovia a prezzo agevolato, uno del benefit dei ferrovieri di allora. Natale e profumo di agrumi nell'aria. Chissà perché adesso non la sento quasi più questa associazione magica, festa e aroma di mandarini, sarà perché o con l'età il senso dell'odorato va a diminuire costantemente, può essere anche che sia il virus, oppure perché i mandarini in pratica non si trovano più, ci sono solo quei cagamaretti di mandaranci, che allora neanche esistevano e il cui profumo è completamente diverso, più forte e volgare, da ricchi parvenu quali sono.


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domenica 13 dicembre 2020

Haiku stanco

In questa domenica nebbiosa vi propongo una tanka struggente di Carlo Onnis, che mi ha colpito e che ho sentito molto vicina alle mie corde:




Un altro inverno
Crepitano le ossa
Vento rigido

Più s'allunga la vita
Più corto il respiro


sabato 12 dicembre 2020

Haiku nevoso

 



Fiocchi di neve

Se vuoi che tutti preghino

Vieta il Natale




venerdì 11 dicembre 2020

Ci siamo quasi

Gelindo - Una vecchia locandina


 Quasi quasi oggi approfitto e mi concedo un'altra bella botta di vita. Porto la macchina dall'elettrauto qui a fianco, così approfitto per ripianare un po' l'economia e il PIL, spendendo qualche soldo risparmiato nella benzina. L'altro ieri in farmacia, ieri fino al supermercato, sono state delle belle scampagnate, non me la godevo così fin dai tempi dei trekking in Borneo con la vista degli oranghi appesi agli alberi. Ce n'era qualcuno in effetti sparso tra le corsie, ma si ritraevano spaventati non appena avanzavo impavido col mio carrello. Forse gli altri erano tutti a casa a scaricare l'app IO, che garantisce i 150 euri. In un giorno tante adesioni quante in 6 mesi all'altra app Immuni, ma quella, dove tutto era anonimo ledeva la privacy, questa invece, in cui ti chiedono anche il colore delle mutande e che per arrivarci occorrono le capacità informatiche della NASA, non è un problema. Per i 150 euro si sono trasformati tutti in maghi del web. Insegnamento importante per il governo. La prossima volta il governo prometta almeno 10 euri e l'app Immuni la scaricheranno tutti anche due volte. Nel frattempo è arrivato pure il corriere con i miei ultimi libri che mi sono autopubblicato, che soddisfazione, quasi quasi sembra che ci sia il sole e questo annus horribilis sia quasi finito. 

Certo però che questo virus tra i suoi effetti collaterali, ha ucciso anche la fiducia della gente, nessuno si fida più di nessuno e se uno dice una cosa subito spuntano i distinguo. Così Malgioglio non si farà il vaccino, e chi si fida e anche il mio amico che ha sempre creduto nella prossima venuta degli UFO, dubita della notizia che gli alieni abbiano assieme agli USA e agli Israeliani, una base segreta su Marte. Non c'è proprio più religione, anche le basi della fede crollano e va a finire che anche il Papa ammetterà le donne al sacerdozio, tanto già ha anticipato le doglie di Maria, robe da matti tra le urla di orrore di quello col rosario in mano. Anche Gelindo quest'anno lo faranno in streaming e chissà come sarà la businà tecnologica. Per ora vi saluto e vado a riassettarmi, tanto vedete che divento sempre più stringato, in omaggio alla legge che per essere un buon influencer devi mantenerti entro i 150 caratteri. Piano piano ci arriverò anche io e magari mi daranno il Gagliaudino d'oro. A domani.


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giovedì 10 dicembre 2020

Umor grigio


 Quasi quasi, ma non è ancora deciso che me la senta davvero, prendo il coraggio a quattro mani e vado fino al supermercato, alla Bennet che è bello largo e non c'è quasi nessuno, magari in un'ora morta dopo mezzogiorno e faccio il pieno fino a Natale. Magari mi compro una sleppa di gorgonzola che mi tiri su per qualche giorno. Certo una bella botta di vita, ma è tanto per darmi una decisa frustata di energia, dato che fondo schiena e zone viciniori si stanno fondendo in una concrezione unica con cuscini e materasso. Ieri ho passato più di 23 ore e mezza tra seduto e coricato, così almeno recita il l'orologio sanitario che mi hanno regalato e che mi segnala anche che in tutto ho fatto 196 passi, dei 10.000 minimi richiesti e quindi sono piuttosto provato, anche psicologicamente, bisogna che recuperi oggi. Il tempo fuori è in linea con l'umore, per farti meglio sentire alessandrino di dentro e anche di fuori. Quell'acquerugiola così leggera da comunicarti soltanto il fastidio e calare il barometro dell'umore. Ma noi tanto ce l'abbiamo già nel sangue questo sentire malmostoso che ci porta ad evidenziare senza malevolenza ogni aspetto negativo, anche il più piccolo, di ogni cosa. Intanto anche Pablito se ne è andato a giocare in quell'altra squadra, che pure di bravi ne ha già tanti; qua da noi non ci vuol stare proprio più nessuno insomma. Chissà che campionato adesso che hanno pure Maradona! Ho letto di un generale israeliano che dice che gli alieni sono tra noi da tempo, me non vogliono che si sappia. Hanno consigliato anche a Trump di non dire niente, anzi forse anche lui è uno di loro, se no molte cose non si spiegherebbero e probabilmente ce ne sono parecchi in giro anche da noi, ho visto ieri alcune dichiarazioni in Parlamento che non si spiegherebbero diversamente. Intanto aspettiamo la conta dei morti di oggi e poi finalmente aspettiamo che arrivi domani. Altro che tomorrow is an another day, Rossella deve cercarsi un altro slogan.



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mercoledì 9 dicembre 2020

Uno alla volta, per carità

Stoppie di frumento nell'alessandrino.

Ieri mi ha chiamato Massimo. Accidenti, lo sento sempre volentieri, ma lo so già che quando mi telefona, di rado, significa che è capitato qualcosa a qualcuno dei nostri vecchi colleghi. Così la mia risposta univoca, ogni volta che sento la sua voce è: chi morto? Ormai è un nostro tormentone, tra l'altro credo che sia un po' comune a molti anziani, quando si trovano. Lui lo vedevo di tanto in tanto all'Unes a fare la spesa, adesso neppure più quello, tocca solo sentirci, di tanto in tanto, appunto in queste circostanze poco simpatiche. Ma deve essere destino che il ritrovarci sia sempre sospeso in un velo di melanconica tristezza. Il supermercato poi, è quello che si è "impadronito" dell'area degli uffici del Consorzio Agrario, dopo che il sacco compiuto dalla politica lo aveva fatto andare a gambe levate, banchettando con le sue spoglie e facendo dei dipendenti carne di porco e così ogni volta che entro proprio in quel supermercato, per rigirare il coltello nella piaga e piangermi un po' addosso, vado a fare un giro dove è esposta la carta igienica anche se non ne ho bisogno, perché lì, sembra proprio un destino barbaro e bastardo, stava il mio ufficio dove ho passato venti anni della mia vita, dispensando consigli, anche con una certa credibilità e occupandomi di sementi. 

Un lavoro nobile, credetemi, che mi dava una certa soddisfazione, fino a quando non siamo stati uccisi dall'ingordigia democristiana e dal quale mi sono dovuto distaccare per cominciare poi una nuova vita, che per carità, è stata assolutamente interessante e divertente, ma il primo amore non si scorda mai, si sa. Poi, tout casse, tout passe, tout laisse, è la vita. Così adesso ti tocca la carta igienica, di tutte le marche per carità, al posto della mia bella collezione di semi di cereali; nella vetrina esterna invece, dove esponevo mazzi di spighe di San Pastore, che ora viene spacciato dalle bocche a cul di gallina, come "grano antico", adesso c'è un grande pannello con una gigantografia di verdure varie, sic transit gloria mundi. Così di tanto in tanto capita di ritrovare questi vecchi colleghi, un po' come nei raduni di reduci, nei quali si ricordano con un certo languore eventi passati. Non siamo rimasti molti ormai, d'altra parte io ero stato tra gli ultimi assunti e alla fine, come si diceva, ne rimarrà soltanto uno. Intanto se ne è andato anche l'amico di cui vi ho detto, era il capo del personale, pure più giovane di me, di Covid ovviamente, dopo aver, credo, sofferto per almeno un mese, intubato alla Salus. Quando allora ci si incrociava per i corridoi, un saluto, una battuta, adesso neanche più la possibilità di andare al suo funerale. Bisogna farsene una ragione, ma comunque non è che si sta allegri, anche perché di questa micrania non si vede la fine. L'unica soddisfazione è che quando schiatterò io, l'amico Massimo non dovrà chiamarmi per comunicarmi la ferale notizia.


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martedì 8 dicembre 2020

Haiku freddoloso

 

Alberi di Libelaum del pianeta Pandora

Gocce gelate 

Scendono lungo il viso

Lacrime o pioggia?

lunedì 7 dicembre 2020

Quando si diventa antipatici

dal web

Non è bello sentire l'acredine che cresce intorno a te come una marea che sale neppure troppo lentamente e che cerca di soffocarti. Per carità, capisco tutto, mica puoi sempre piacere a tutti e poi diciamo pure la verità, non è che io, coi miei amici, spenda molte energie per diventare simpatico o fare in modo che si condividano le mie necessità. Perché poi di questo si stratta, di necessità, io non è che posso vivere diversamente, lo so che dicono tutti così, anche se mi do da fare, alla fine sempre quello è il sistema, esco allo scoperto, magari dopo essere stato al riparo per un po' di tempo e cerco di andarmene in giro per un po', anche a me piace muovermi, che credete, però da solo proprio non ce la faccio, ho sempre bisogno di qualcuno che mi dia una mano, che mi porti in giro, magari senza pensarci e poi nelle intenzioni io non voglio far del male a nessuno, che volete che vi dica, se chi sta con me sta bene, meglio, stiamo bene in due. Il fatto è che forse perché proprio pochi sopportano il mio modo di fare, tutti si mettono dubito sulla difensiva e poi alla fine quelli che ci stanno male sono loro. Io me ne starei bello tranquillo a fare le mie cose e invece quelli subito alzano barriere, autodifese non richieste e fanno di tutto per liberarsi di me, anche in maniera poco educata, direi, non è che stanno tanto a guardare. Qualcuno pur di darmi contro, preferirebbe pure lasciarci le penne, un po' come quello che per far dispetto alla moglie se lo era tagliato e io che ci posso fare, ci rimetto anch'io, che non ho più un posto dove stare tranquillo e non posso neanche difendermi. Io credo che sia davvero una cosa ingiusta, si potrebbe stare tutti bene insieme e invece, appena si sa della mia presenza in giro, tutti si spaventano e fanno carte false per mettermi in difficoltà. 

Per fortuna la maggior parte di quelli che mi stanno intorno sono un po' degli stupidotti o dei troppo furbi che si credono tanto bravi, molto più forti di me e fanno mostra di fregarsene della mia presenza. Sono quelli che mi fotto meglio e devo dire anche con una certa soddisfazione. Lo scemo lo freghi sempre più facilmente e con più gusto, lasciatemelo dire. Comunque ripeto, io non ce l'ho con nessuno e mi dispiace anche di avere una così brutta fama, ma vi assicuro che le cose non sono come sembrano e delle mie azioni, quelle che non piacciono e che danno più fastidio, non sono fatte apposta con malizia, ma è proprio la mia natura, non posso farci niente, sono fatto così e mi dovreste comprendere invece di darmi addosso con tutti i mezzi, in maniera anche poco politicamente corretta, se dobbiamo proprio dirla tutta, in fondo sono una minoranza discriminata e anche se vi do fastidio quando sentite la mia presenza, anche io rivendico il mio diritto ad esistere, in fondo chi siete per farmi la morale, voi che cercate di farmi fuori in tutti i modi, anche quelli più subdoli e magari in fretta e furia. In fondo io ed i miei amici, cerchiamo soltanto di sopravvivere come meglio possiamo dando il minor disturbo possibile e quando diventiamo un problema, siamo i primi a pagare, tutti si scatenano subito contro di noi. C'è poco da fare, noi virus siamo una categoria soggetta ad ogni specie di sopruso, non lamentatevi se tentiamo solo di non soccombere, moltiplicandoci il più possibile, poi se i nostri ospiti sono troppo deboli, volete dare la colpa a noi che saremo poi i primi a rimetterci? Vorrei vedere voi al nostro posto. Se volete farci un piacere, dite che non esistiamo e lasciateci in pace.

V.Corona


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