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sabato 20 agosto 2022

Fenestrelle - Serata Taiwan

 A tutti gli amici della zona di Fenestrelle e dintorni, ricordo che oggi:

SABATO 20 AGOSTO

nella Sala Comunale di Fenestrelle, alle ore 21, si terrà, col patrocinio del Comune e della Pro Loco, il primo dei due incontri di questo anno della serie : In Viaggio Con Enrico, in cui parlerò di TAIWAN - L'altra Cina.

Nel corso della serata verrà anche presentato il mio ultimo libro pubblicato :
South China & Taiwan
Siete tutti caldamente invitati a partecipare





sabato 12 settembre 2020

E' uscita la 21° s-guida di viaggio Cina del sud - Taiwan!



Eccomi di nuovo qua, ormai è diventata una abitudine. In particolare in questo periodo di forzata reclusione, ho avuto il tempo per editare addirittura tre libri. Oggi vi presento quello del mio ultimo viaggio "sospetto", in quanto ero ritornato dal mio lungo viaggio nel sud cinese proprio agli inizi di quel dicembre che ha aperto le porte a questo disastro globale del quale non si vede ancora la fine. Quindi qui si parla di tre province del Sud della Cina, lo Yunnan, Il Guangxi, lo Hunan, di particolare interesse per la loro conformazione geologica, dove ci sono alcuni tra i paesaggi più famosi del paese inclusi quelli che hanno ispirato i grandi dipinti della loro cultura con le montagne avvolte da sottili veli di nebbia e di nubi, per non parlare del film Avatar, ispirato e girato nel parco di Zhang Jie Jian. Devo dire che al momento in zona, eppure eravamo a non molti chilometri da Wu Han, non si aveva alcun sentore di quanto stava per accadere anche se, come da tempo accade e l'ho scritto, una consistente parte della popolazione nelle grandi città girava già con la mascherina. 

Comunque, come sempre la Cina è un paese di grande fascino, sia per i suoi ambienti, per i suoi aspetti naturalistici, ma soprattutto perché è un mondo in cui la velocità dei cambiamenti è sempre palpabile ed avvertibile al visitatore, in maniera stupefacente. Un paese che ti mette di fronte a realtà imprevedibili e che sfata sempre tutti i pregiudizi e le convinzioni che ti porti da casa, anche nell'esame di queste tre provincie, che tutto sommato di potrebbero considerare periferiche e meno significative del paese nel suo complesso. C'è poi una intera parte dedicata a Taiwan, l'altra Cina, piena di confronti ed inevitabili paragoni.

Chi fosse interessato al notevole tomo che ne è uscito, di oltre 400 pagine, con molte illustrazioni (negli e-book le foto sono a colori), che ho stampato come al solito con lulu.com, può andare nella apposita pagina/vetrina, clikkando qui, nella quale è raccolta la mia produzione che ormai ammonta a 23 titoli se non sbaglio oppure scrivermi direttamente che glie lo spedisco a casa.


Se qualcuno fosse interessato:


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Il terzo libro: Indocina

martedì 17 marzo 2020

45 Motivi +1 per visitare Taiwan


Tramonto a Tamsui

Ed infine eccovi l'elenco delle cose salienti che più mi hanno colpito durante la sola settimana che ho potuto dedicare all'isola di Taiwan e che configurano i consueti motivi sufficienti a consigliare una visita, anche veloce, di questo piccolo paese.

  • Constatare la facilità di spostamenti e la poca burocrazia necessaria in questa parte di Asia
  • Perdersi tra la sterminata zona pedonale di XiMenDing night market
  • Guardare giocolieri e musicanti di strada bevendosi un bubble tea senza strozzarsi
  • Girare per negozi tra una folla sterminata di giovani senza comprare nulla
  • Bagnarsi nella nuvola di umidità del parco delle cascate di Shih Fen
  • Camminare per un'ora nella via del antico centro di Jufen 
  • Bersi un succo di guava facendosi largo tra la folla dei turisti
  • Ammirare lo spettacolo del panorama della costa nord di Taiwan
  • Percorrere la strada lungo il mare che circonda la punta estrema dell'isola tra piccoli golfi e insenature
  • Incantarsi a guardare le onde dell'oceano infinito che si frangono sugli scogli
  • Gustarsi un piatto di granchi dai tre occhi tra la gente venuta apposta per la stagione
  • Aggirarsi tra le rocce a fungo del Geopark di Yehliu in cerca della testa di Elisabetta
  • Godere di uno spettacolare tramonto sull'estuario di Tamsui
  • Conoscere da vicino i segreti della metro di Taipei
  • Mangiarsi una bistecca e spaghetti nello Shilin night market
  • Trovare chiuso il tempio di Confucio e scoprire invece il vicino tempio di Dalongdong Boan
  • Interpretare i responsi delle mezzelune tra i fedeli del tempio di Longshan
  • Assorbire i profumi della via delle erbe medicinali
  • Girare per Taipei tra vecchi quartieri, templi e mercatini facendosi aiutare dai passanti
  • Assistere al cambio della guardia al Ciang Kai Shek memorial sotto la pioggia battente
  • Fare tutta la linea Brown fino allo zoo per vedere la città dalla sopraelevata
  • Rimanere col naso all'in su di fronte alle dimensioni della torre Taipei 101
  • Guardare le monache del Falungong che pregano immobili sotto la pioggia
  • Orientarsi senza problemi nella città della stazione centrale per trovare il proprio treno
  • Aggirarsi tra i locali trend ed i murales del Peer 2 ammirando lo skyline della KaoHsiung lontana
  • Attraversare tutta la città a piedi tra grattacieli e zone commerciali
  • Farsi tutto l'itinerario a piedi consigliato di Tainan e molto di più tra templi e palazzi antichi
  • Comprare un vestito in un mercatino tanto per sedersi e riposare i piedi gonfi
  • Assistere ad una cerimonia in un tempio taoista tra canti e campanelle
  • Guardare gli artigiani restauratori nel museo confuciano del signore della guerra
  • Rimanere estasiati di fronte ai fregi esagerati, alle statue e alle sculture del tempio della dea Matsu
  • Camminare tra le antiche case ed i magazzini coloniali olandesi dietro al forte Zeelandia ad Anping
  • Aggirarsi tra le antiche tombe di un cimitero su una collinetta di fronte al mare
  • Mangiare golosamente due piattoni di deliziose fettine di carne allo Shabu Shabu dietro a casa
  • Prendere il ferry per l'isola di Cijin e raggiungere il faro 
  • Ammirare la città dall'alto del forte e le navi che entrano nel porto
  • Farsi chilometri a piedi nel parco gustandosi il mare, le spiagge nere e il museo delle conchiglie
  • Scegliersi due bei pesci e due seppie da fare alla griglia con una bella birra ghiacciata al porto
  • Girare tutti i templi sulla riva del parco del Lotus pond tra statue kitsch e karaoke
  • Vedere le vecchie mura della città e ascoltare due anziane monache che cantano nell'oscurità del tempio
  • Guardare tartarughine e uccelli acquatici nascosti tra le foglie e i fiori di loto
  • Ritornare a Taipei gustandosi il paesaggio tra mare e colline dal treno a bassa velocità che ferma ad ogni stazione
  • Vedere  il tempio di Confucio finalmente aperto e provare a fare esercizio di scrittura
  • Passare la serata nei night market tra gelati bizzarri e bistecche fumanti
  • Trascorrere una mattinata di ansia tra visti che non ci sono e accorgersi con orrore di star per sbagliare aeroporto
e infine
  • Scoprire che tutto è facile, anche attraversare Shanghai di notte tra metro e bus per arrivare al proprio aereo
E con questo direi che abbiamo finito



Le rocce di Yehliu

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63 - Lotus pond
62 - L'isola di Cijin

sabato 14 marzo 2020

Cina Taiwan 68 - Considerazioni generali

Shi Lin la foresta di pietra


Una valle 
Dunque è venuto il momento di tirare le somme sul viaggio che mi ha portato a visitare le tre province meridionali cinesi dello Yunnan, dell' Hunan, del Guangxi e l'isola di Taiwan. Di certo avrete compreso, se avete seguito la mia lunga analisi, sono quasi quattro mesi che allungo il brodo, che quanto ho trovato nel giro, diverge completamente da quanto mi sarei aspettato e da quello che mi figuravo di vedere. Una delle principali motivazioni che mi aveva spinto a progettare questo itinerario era l'aspetto etnografico che ritenevo di trovare in queste regioni che la Lonely del 2007 descriveva come "extremely remote areas of China" e dove ritenevo di poter incontrare molte realtà tribali, le cosiddette minoranze cinesi, rimaste attaccate alle loro tradizioni, anche se evidentemente raggiunte dai cambiamenti di un mondo globalizzato, perché non ho proprio l'anello attaccato al naso. Non ho trovato praticamente nulla di tutto questo, che dobbiamo dircelo chiaramente, da anni non esiste più. Di certo niente a che vedere con le zone tribali di Vietnam, Laos, Myanmar e stati orientali indiani. Queste zone cinesi, sono ormai perfettamente integrate nello stile di vita nazionale e ricordano le tradizioni, nelle feste popolari e in qualche occasione, come accade nelle nostre Pro loco quando ci si veste coi costumi di una volta nelle feste dei paesi. Una ventata di "valorizzazione" è passata con mano rapida e ferma sulla regione, secondo lo stile tipico e deciso di queste forme di governo, che hanno ben capito come l'interesse turistico della zona fosse elevatissimo e che decine di milioni di persone, soprattutto cinesi fossero interessate a vederla, montando la panna di uno straordinario business.

Moschea
Quindi hanno operato velocemente secondo la mentalità del celeste impero. Primo, rendere accessibile alle masse ogni località interessante, trasformando tutto in una sorta di grande parco di divertimenti tematico, che potesse creare un business colossale a vantaggio certo dei residenti che sono ben contenti di questa scelta, creando quindi strutture ricettive di tutti i livelli e espandendo enormemente le comunicazioni stradali, ferroviarie e aeree. Vi ho raccontato di treni ad alta velocità, autostrade a sei corsie, metropolitane e alberghi di ogni tipo, lungo quella che una volta era il sentiero dei cavalli e del thé, dove ci si avventurava a piedi per raggiungere l'isolatissimo Tibet, giacendo in qualche isolato caravanserraglio.  Parimenti tutte le città ed i paesi "antichi", sono stati completamente "restaurati" a nuovo, secondo il concetto che, criticabile o meno, è la bibbia cinese. Non ha nessuna rilevanza, quello che per noi è "originale", mentre quello che conta è renderlo uguale, possibilmente più nuovo e più bello di quello "vecchio". Di certo vi ho già detto dell'atteggiamento cinese nel considerare la copia come cosa positiva che rende onore alla qualità della cosa copiata e che, essendo più nuova e più efficiente, può essere considerata anche migliore dell'originale. Ecco quindi che tutte o quasi le città ed i paesi che visiterete sono bellissimi, pieni di fiori e angolini deliziosi e tuttavia nella sostanza quasi completamente rifatti a nuovo, mantenendo certo le linee storiche. Anzi, non essendo voi esperti in materia, potreste spesso considerarli assolutamente "originali". Sono pochissime le zone o le costruzioni che sono rimaste le stesse o che almeno risalgano ad un secolo fa. Ci sono interi paesi come ad esempio la città vecchia di Shangrila che, distrutta da un incendio, è stata completamente ricostruita tre anni fa, perfettamente uguale, con la consueta efficienza cinese.

Donna di etnia Yi
Naturalmente tutti questi luoghi sono ormai popolati (come Venezia certo) solo da attività legate al turismo, negozi, locali, alberghi ed invasi fino all'inverosimile dal turismo interno, che a questo punto diventa l'unico che interessa davvero per la sua dimensione. Ecco perché i turisti occidentali, si disperdono in maniera omeopatica in questa massa enorme e scompaiono nel brodo primordiale, cosa che è un problema, perché i servizi non sono in linea di massima dedicati a loro (cucina, lingua, indicazioni), dall'altra invece è un vantaggio perché non esiste la pletora di gente, numerosa nei paesi del terzo mondo, che li aspetta come la manna dal cielo come spesso unica fonte di reddito da mungere il più possibile. Quindi se partite consci di non trovare queste cose, ormai non più esistenti e che a questo punto è inutile rimpiangere, potete invece approfittare di tutto quanto invece vale la pena di vedere e di fare. Tra questi vantaggi, c'è ad esempio per prima, la facilità organizzativa e di strutture del viaggio, sia per gli spostamenti che per le strutture e anche per le cosiddette facilities che troverete nelle zone anche più sperdute da visitare (parchi, mercati, campagne). Poi le meraviglie naturalistiche, certo già note ma assolutamente di rilievo, che di certo un tempo avrebbero richiesto tempo infinito per essere raggiunte e necessità di complessi percorsi pedestri o alpinistici al di fuori delle possibilità della maggior parte delle persone. Per le città ed i paesi, bisogna cercare di apprezzare al meglio la possibilità di vederne comunque la loro complessa struttura, le piccole parti antiche comunque rimaste, scovare, attraverso i consigli delle guide che capiscono questi vostri interessi, non comuni ai cinesi in generale, qualche paesotto defilato e non toccato dalla "valorizzazione turistica", che comunque ancora esiste.
Tetti di Shaxi
C'è adesso anche la possibilità di visitare interessanti musei inseriti generalmente in strutture antiche che raccontano molto bene le tradizioni perdute nella vita di tutti i giorni, ma ancora presenti nella società. Infine per chi conosce già la Cina per esserci stato anni fa, c'è l'opportunità di toccare con mano la velocità di cambiamento che può avere un paese. Di come tante cose, che per noi erano considerate difetti, come un certo tipo di comportamenti, il livello di pulizia, a qualità dei servizi, possa cambiare così rapidamente ed in certi casi superare gli standard che noi ritenevamo ottimali. Inoltre verranno di certo smantellati molti pregiudizi che vi sarete portati dietro, quali la qualità media di vita e di benessere della popolazione, l'attenzione ai problemi dell'inquinamento ed il livello di digitalizzazione nella vita di tutti i giorni, che di certo vi stupirà. Risolvere invece il problema della folla dei turisti non sarà cosa facile, se è un aspetto che vi infastidisce. E' un po' come visitare Venezia. Bisogna programmare con astuzia ed intelligenza, scegliere, giorni e periodi si norma meno affollati, zone meno interessanti per il turismo interno, ore del giorno meno intasate e ricordate che i cinesi sono molto abitudinari, mangiano tutti insieme e così via, così troverete poca gente a visitare le città al mattino presto o alla sera tardi. E poi considerate che grazie alla folla, non sarete importunati da gente che si offre di farvi visitare cose o che ve le vuole vendere. Insomma ci sono tantissimi aspetti per cui questo viaggio merita comunque di essere fatto.

Pietre mani tibetane
Un altro discorso va fatto per Taiwan, che io ho inserito nel giro perché intanto è un paese nuovo che appaga la mia smania collezionistica e poi per il fatto che era molto vicino logisticamente all'itinerario progettato e quindi l'occasione di andarci probabilmente non si sarebbe ma più ripetuta. Certo una settimana è poco per vedere questa isola-stato (anche se ho scoperto che è riconosciuta da pochissimi paesi ormai, Vaticano incluso), perché gli interessi sono molti. Quello sicuramente prevalente per me è stata la possibilità di mettere a paragone i due mondi vicini, i due sistemi, quello dispotico e centralizzato da un lato contro quello più liberal-individualistico volto al cosiddetto capitalismo. Che dire. La differenza apparente non è poi così grande, ma bisogna riconoscere che sul primo versante, un sistema duramente decisionale e coercitivo, appaiato ad una liberalizzazione economica molto pragmatica che ha saputo approfittare bene delle debolezze dei suoi competitori, ha ottenuto l'incontrovertibile risultato di crescita che è sotto gli occhi di tutti e senza ombra di critica, molto uniformemente sparso sull'intera popolazione, pur con inevitabili differenze. Non esiste uguale caso al mondo che abbia saputo portare una così grande percentuale di popolazione dalla morte per fame del periodo maoista ad una agiatezza quasi di livello occidentale in pochissimi decenni, risultato indubitabilmente ottenuto dalle politiche scelte e dal lavoro e dalla dedizione dei cittadini. A mio parere a questo incredibile risultato si è arrivati con un furbissimo mix di coercizione dosata anche senza pietà, che ha accompagnato, blandendola, la naturale brama della gente verso l'arricchimento personale, che essendo favorito in ogni modo, ha creato un consenso molto generale e diffuso.

Io non dubito che se ci fossero in Cina libere elezioni, il partito di governo vincerebbe a mani basse. L'opposizione anche se si fa sentire a suo rischio e pericolo, rimane a mio parere estremamente minoritaria. Mi sembra che, per quanto ne capisco, la gente comune non sia affatto disposta a rinunciare a questo tipo di risultati che si toccano con mano ogni giorno in cambio di libertà, per non non negoziabili, di cui la maggior parte delle persone non sa cosa fare. Al contrario, nella più libera Taiwan (non dimentichiamo che comunque anche qui si trattava di un regime non certo libertario) che ha marciato fortemente negli anni settanta, si trattava di una delle cosiddette tigri dell'Asia, la spinta si è un po' esaurita e che ci si trascina, a mio parere, su un'onda piuttosto stanca e ristagnate, come dire di galleggiamento, sempre in bilico tra un'orgogliosa indipendenza sotto l'ombrello americano e l'ingombrante presenza della vicina potenza continentale che la sovrasta e che non fa mistero di considerarla già sua. D'altra parte c'è nel paese una forte presenza, anche se al momento minoritaria che vorrebbe ricongiungersi alla madrepatria, golosa ed interessata a partecipare ai suoi successi economici. Quindi anche qui, diverse cose da vedere, ma a mio parere nessuna di tale rilevanza da perderci la testa o dal farle ritenere assolutamente imperdibili. A mio parere, una tappa interessante se arrivate a tiro da quelle parti e se avete più tempo dedicatelo anche ai parchi e alle isolette circostanti.

Vendita di ravioli a Feng Huang
A chiosa di tutto, non risceglierei novembre per questo itinerario; il tempo non è ideale, in particolare per gli spettacoli naturali di Guilin e ZhangJiaJie che troverete quasi sicuramente avvolte da una foschia antipatica e negativa per farle apprezzare al massimo, mentre anche le risaie sono nella loro fase meno accattivante a raccolti finiti, con terra e cespi incolti. Niente colori spettacolari, il verde chiaro delle nascite, il giallo oro delle messi in maturazione o gli specchi d'acqua delle semine. Un viaggio da fare comunque. Sotto l'aspetto economico un viaggio abbastanza caro, non aspettatevi i prezzi ridicoli del resto del sud est asiatico. Qui tutto costa, un po' meno dell'occidente ma non troppo meno. La cosa meno cara: gli alberghi, che se vi tenete sui tre stelle e le guesthouse, stanno dai 20 ai 40 euro e il cibo, nei ristoranti calcolate una cena media sui 10 euro, molto meno per i piatti veloci o lo street food. Care le auto con autista, le guide (anche 100 euro al giorno), gli ingressi e i trasporti (treni veloci,ecc.), bene invece i taxi. A Taiwan calcolate almeno un 20% in più per le stesse cose. Rimane comunque un giro che si può fare anche in completa autonomia con mezzi pubblici frequenti ed efficienti (ricordatevi tuttavia il problema della lingua) o in semiautonomia, affidandovi a piccole agenzie locali nelle zone più complicate. Naturalmente rimane, come immaginerete uno dei paesi più tranquilli del mondo, sia per la completa assenza di violenza, insito nel carattere degli abitanti che anche alla scarsa propensione a voler fregare il turista. Potrete a mio parere approfittare dell'occasione, quando sarà finita l'epoca del coronavirus, che corrisponderà di certo ad un periodo di scarsa folla e prezzi bassi per far ricominciare il flusso turistico

Zhang Jia Jie - Parco Avatar



Kao Hsiung
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