venerdì 27 dicembre 2019

Cina 23 - Scrivere ideogrammi


Via di Sha Xi


Una casa di Sha Xi
E' ormai pomeriggio quando arriviamo al crinale che separa la strada principale dall'ampia vallata di Sha Xi. La luce comincia ad assumere quel delizioso colore ambrato che fa impazzire i fotografi e che avvolge tutto riscaldando e che magnifica il verde dei boschi fitti che scendono lungo le colline ripide verso il fondo della valle divisa nettamente in due parti dallo zigzagare di un piccolo fiume che la taglia esattamente nel mezzo. Sui fianchi delle colline intravedi il luccichio di qualche casa sparsa e di piccoli insediamenti. Sono generalmente di minoranza Yi e non dovrebbe essere difficile vederne le donne, addobbate negli ampi vestiti, con i fantasiosi cappelli ricchi di ricami colorati che scendono in occasione dei mercati, da sempre punto di scambio e di incontro. Dalla nostra posizione piuttosto elevata, prima di scendere puoi scorgere i paesi della valle, con le case ammucchiate le une sulle altre, delle quali scorgi solamente i tetti grigi che si alternano, come piani diversi di un dipinto cubista, di cui distingui il verso delle tegole e gli spioventi graziosamente volti verso l'alto. Ognuno ha mantenuto la sua architettura tradizionale, senza sbavatura alcuna con le abitazioni, i cortiletti interni, i muretti ciechi che le proteggono con i portali ricchi di ornamenti e scritte bene auguranti. Potrebbero essere vecchie di tre secoli o appena rimodernate ma assolutamente simili nella forma e nello stile. Scendiamo lungo i tornanti ripidi, la cittadina è verso il fondo, leggermente isolata col nastro argentato del fume che la attraversa che si accende di barbagli di luce che il sole le regala prima di scendere dietro le creste più alte.

Una porta
Sha Xi ( 沙溪 - Il rio di sabbia) è sicuramente la città carovaniera meglio conservata sulla via del thé e dei cavalli (tea and horse caravan road - 茶马古道) che percorre lo Yunnan fino al Tibet e la sua importanza è datata ad oltre mille anni, quando, durante la dinastia Tang, il popolo Bai costruì questo centro attorno al mercato che naturalmente attirava la gente e le carovane di passaggio. Le case si raccolgono con vie contorte attorno alla piazza del mercato dove sorge il grande tempio Xin Jiao (兴教寺), l'unico buddista della minoranza Bai, di fronte all'antico teatro, poi ti perdi nei vicoli tra le vecchie case dai muraccioli di terra. Certo è inutile farsi illusioni, il paesino vive di turisti e le case sono state in buona parte restaurate, ospitando localini, bar, negozi e piccoli hotel, ma l'atmosfera, specialmente adesso che sta scendendo rapida la sera, è decisamente magica; le persone che incontri, poche e quando svoltando l'angolo tra i vicoli, incroci una donna dal grande cappello bordato di bianco o ti fermi al grande albero secolare che segna una delle piazzette tra gli scalini che salgono alla piazza dove sosta un pastore circondato da capre, il tempo si ferma di colpo e senti soltanto suoni antichi, campanelle di metallo che tintinnano quando gli animali muovono il muso curiosi o i colpi di bastone che battono sulle pietre del selciato. Pochi passi e sei fuori dalle mura, in un parco giardino molto curato lungo la riva del fiume che scorre adagio. Poco più avanti, un ponticello a schiena d'asino che lo attraversa.

La piazza
Ragazza Bai
Forse proprio di qui passava l'antica strada. Sembra di essere in un dipinto antico, un lungo rotolo dove un pittore con un grande pennello appena intinto sull'incavo di una pietra dove ha sciolto la china con cura, traccia la riva contorta, gli alberi che allungano i rami sul'acqua, quelli dei salici che quasi la toccano e in fondo l'arco di pietra sulla quale sta passando l'ombra di una ragazza, il grande cappello a cerchio sul capo graziosamente inclinato che lo scende a piccoli passi. Su una riva, due cavalli bai brucano l'erba sollevando il muso verso il cielo di tanto in tanto, quando le paperelle passano davanti a loro, smuovendo un'onda leggera. Poi scompaiono nell'ombra del ponte. Forse un sogno nel quale non riesci ad identificare un'epoca. Ripassi il muro e le strade ormai sono deserte. I rari turisti sono tutti rientrati. Man mano che scendono le ombre, i rumori si attutiscono e le viuzze solitarie sono specchi di muri bianchi su cui spiccano i fiori dell'inverno e gli alberelli curati. Il nostro albergo è stato ricavato da una antica a casa proprio di fronte ad una delle porte che entrano in paese. Al di là dell'ingresso entri in un delizioso giardino orientale con piccole aiuole separate da sentierini di ghiaia bianca; qualche alberello potato in forme contorte, cespugli con fiori rosa, ambienti aperti che si affacciano intorno. Le camere al primo piano sulla balconata, lo circondano aperte ad una vista di tranquilla pace. Uno degli ambienti è una sala da thé con un basso tavolino, con tutti gli strumenti necessari alla cerimonia.

Donna YI
L'albero centenario
Ti puoi sedere, prendere un pizzico di thé verde e procedere nella preparazione, versando il liquido verde pallido che fuma nella piccola tazza di terracotta scura. Di fronte, dall'altra parte del giardino un'altra stanza magica. Un lungo tavolo di fronte ai tronchi contorti che escono da grandi vasi di pietra. Sopra, un trespolo con appesi pennelli di diverse misure, una grande pietra scolpita in un incavo dove sciogliere il colore, qualche bastoncino di china e dietro la carta leggera, già tagliata in lunghe strisce rettangolari. Il signor Wu è anche un maestro di calligrafia sta terminando di tracciare i caratteri su un foglio disteso sul tavolo. Due stecche di legno duro agli estremi tengono ferma la striscia e lui, la osserva con calma, quasi volesse apprezzarne la qualità, lo spessore, la dimensione stessa del quadro formato dalle pieghe nella quale l'aveva precedentemente segnata. Poi, dopo avere messo la punta del pennello nella conca nera ed averlo  inumidito al punto giusto, lo sgocciola per non rischiare di macchiare all'intorno, poi con un colpo deciso disegna il primo tratto, poi un altro dall'alto in basso, poi altri ancora, infine con piccoli colpi, scandisce tre punti allineati, una linea dritta con un piccolo sbaffo ottenuto con un colpo deciso del polso. Infine solleva il pennello e osserva soddisfatto il lavoro. L'ideogramma si è definito completamente, significante e significato allo stesso tempo, suono muto che delinea un concetto, un mondo, che si deve tracciare senza indecisioni e soprattutto senza ripensamenti.

Il giardino
Quando hai tracciato il segno non lo puoi più correggere, è una firma che designa anche chi lo scrive, chi lo ha pensato. Ogni aggiunta lo peggiorerebbe trasformandolo in un mascherone inguardabile. Una vera arte, la calligrafia; lo stile dei grandi maestri è riconosciuta a colpo d'occhio e le loro opere sono esposte nei musei, come quadri da osservare per trarre ispirazioni. La scrittura di questa lingua ha un fascino senza uguali e devo dire che potrei davvero appassionarmi, quindi tocca a me cimentarmi, passare dalla chiacchiera ai fatti. Decidiamo con il signor Wu di compitare il mio nome debitamente translitterato. Prima mi mostra la sequenza dei tratti, poi tocca a me maneggiare il pennello facendo bene attenzione a non sbavare. Arrivo alla fine con fatica, il tratto a volte incerto, qualche ripensamento che spicca subito all'occhio della serie xe pezo el tacòn del buso, poi il lavoro è orgogliosamente compiuto. Lo lasciamo un poco ad asciugare, poi lo ripiego con cura e lo metto subito al fondo della valigia affinche non si stropicci. Il signor Wu sorride a lungo, poi tocca ad una signora che veste una lunga gonna tradizionale, che, preso un pennello più piccolo compita una serie di piccoli caratteri che mantiene in fila perfetta, è una poesia di un grande poeta Tang, che a poco a poco riempie il foglio, con una simmetria precisa. Nel piccolo stagno una rana gracida, lontano risuonano le note isolate delle corde del P'i P'a, il grande liuto rotondo. La luna è un gancio sottile nel cielo che va a nascondersi tra le nubi.

Il calligrafo apprendista


SURVIVAL KIT

Yin Ji Hotel- Piccolo hotel di charme, davanti alla porta nord della città. Camere disposte attorno ad un giardino centrale, molto spaziose e rinnovate da poco. Bagni puliti e ben dotati, senza Tv, free Wifi, Personale gentilissimo, sala da thé a disposizione per la colazione, sala calligrafia per esercitarsi. Acqua di cortesia. Comodissimo per girare il centro antico. A pochi passi dalla piazza centrale. Consigliatissimo.

Twelve Kicthen -A 50 metri dall'hotel, grazioso locale che fa piatti piuttosto eleganti con taglio fusion. Hamburger di pollo e lasagne molto buoni per 109 Y. Unici clienti. Da provare.

Finestre

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Porta nord

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