domenica 8 dicembre 2019

Cina 13 - Il centro di Kunming

Scacchi cinesi





Scacchi
Finalmente eccoci qui, per le strade di Kunming, un viaggio a lungo sognato, forse addirittura troppo idealizzato, tuttavia consapevolmente pronto a diventare osservatore delle differenze quelle che indubitabilmente ci saranno rispetto al tempo in cui la Cina era uno dei miei luoghi di lavoro e che quindi mi piccherei di conoscere almeno un poco. In fondo sono solo passati 15 anni, che sarà mai, ho continuato a ripetermi, anche se so bene che non sarà così. Ho continuato a dirmi che in fondo questo itinerario percorrerà le strade periferiche di questo grande paese, quello che una volta si chiamava la Cina profonda, nella quale quindi, i cambiamenti saranno forzatamente arrivati con grande lentezza o forse affatto. A passeggio per le strade di Kunming, invece vedi una città assolutamente moderna o modernissima, in fondo oggi è una metropoli di almeno tre milioni di abitanti, con costruzioni nella maggior parte nuove o nuovissime e vie piene di traffico convulso, con torme di motorini elettrici che ti arrivano alle spalle come killer in cerca di vittime. Ecco la grande piazza antistante una delle porte antiche della città, tutta transennata, dove si sta scavando una nuova gigantesca stazione del novo metrò che tra poco attraverserà tutta la città. Tutto intorno i marciapiedi larghi e gremiti con i negozi che, almeno in queste vie del centro sono lussuosi e pieni di luci e colori.

Vendo Chiavi
I nomi delle grandi griffe internazionali conosciute stanno al fianco di molte altre cinesi, che però si espongono con pari dignità (e prezzi), mentre appaiono assolutamente introvabili e questo, ahimé, mi accompagnerà per tutto il viaggio, anche se ancora non lo sospetto, e sembrano del tutto scomparsi i proverbiali tarocchi, quelli che caratterizzavano qualunque mercato cinese di un tempo. Che sia un'epoca finita?  La gente sciama festosa e vestita alla moda o per lo meno quella che va da queste parti, nelle vie del centro, riempie i negozi che esibiscono prezzi di casa nostra, i gruppi di ragazzi riempiono i locali con i jeans stracciati come in una qualunque città europea. Avevo un'altra idea della Cina profonda, ma in fondo bisogna pensare che Kunming è sempre stato un centro di grande importanza per gli europei che arrivavano dai paesi del sud e che la considerarono come una vera e propria testa di ponte, una porta di accesso alla Cina per penetrarla dai vari luoghi dove si erano già impiantati stabilmente come Vietnam e Birmania. Infatti già nel 1910 la città fu raggiunta da una ferrovia che la metteva in diretta comunicazione con Hanoi, tracciando nuove rotte commerciali. Tuttavia la città e la provincia circostante rimase sempre, grazie anche alle sue caratteristiche orografiche (siamo attorno ai 1800 metri di altitudine), piuttosto isolata, tanto che fu zona franca di rifugio per molte popolazioni in fuga durante l'invasione in Cina del Giapponesi. 

Negozi tradizionali
Lo sviluppo urbanistico cominciò quindi solo nel tardo dopoguerra e dopo il rallentamento del periodo della rivoluzione culturale, nel quale gli spostamenti erano assolutamente osteggiati, è ripreso con implacabile e parossistico sviluppo solo dopo gli anni '90. A ricordare il passato rimane solo questa piccola area di vie pedonalizzate attorno al nostro albergo, che in nome dell'importanza economica ormai riconosciuta del turismo, questo è il punto che andrà sempre tenuto presente, è stata "conservata" nei suoi aspetti storici ed oleografici, con molte case vecchie o restaurate, negozi tradizionali e scorci dei quali si ritiene in cerca il turista, di cui si ha una ben chiara visione mercantilistica, dandogli in pasto quello che si giudica debba interessarlo, magari "educandolo" a richiederla. Questo è il mantra della mentalità cinese, che, attenzione, non è cosa recente, ma affonda le sue radici, come avrò modo di ripetere più volte, nella scuola e nella cultura confuciana e taotista, quella dell' indirizzare il popolo verso la corretta via, il Tao, una volta che il potere abbia deciso quale debba essere. Il distaccarsi da questo, seguendo vie parallele o divergenti da quella principale è visto di cattivo occhio, in quanto crea disordine, turba l'armonia del viver civile, diciamo che è in generale mal considerata, non conforme alla regola. 

In attesa dell'apericena
Insomma devi farti piacere quello che si è deciso essere il bello, il giusto, il corretto. Le viuzze del centro "storico" quindi, sono state lastricate a nuovo "vecchio" e il quartiere mantiene comunque una sua dignitosa bellezza. Una vecchia farmacia tradizionale espone tutto l'armamentario della farmacopea cinese, con i suoi materiali alieni e senza nome, erbe e radici, cortecce di tutti i tipi ed ovviamente parti di animali, sebbene questo aspetto, mi sembri ormai in minoranza. Nel retro, una saletta di attesa gremita di gente in attesa del consulto del medico che sta visitando al di là di una tenda. Si tratta soprattutto del tasto del polso, anzi dei dodici polsi che dovrebbero chiarire la completa anamnesi del paziente fino a condurre alla diagnosi  finale. Di solito la visita non si paga, poiché se ne esce con una prescrizione di medicinali di cui si procede immediatamente all'acquisto. C'è poi un piccolo tratto di via popolata di negozi che vendono tartarughe, amatissimo simbolo e augurio di longevità, uccellini colorati e soprattutto pesci, dalle forme e dai colori più vivaci, da tutte le varianti del rosso e dell'arancio più acceso, al carminio, al corallo, al violetto con modanature bianche e punti di nero profondo. Occhi mostruosamente sporgenti, code e pinne che sembrano labari svolazzanti nel vento ed attorno alle vasche si radunano piccole folle di ammiratori e possibili acquirenti. 

Pesci rossi
Quella dei pesci colorati è sempre stata una delle passioni cinesi e ogni giardino che si rispetti, ha una vasca o un finto laghetto in cui nuotano una nutrita schiera di sagome guizzanti, da raffigurare con rapidi colpi arcuati di un grande pennello, tra il nero ed il grigio della china stemperata con l'acqua o da alimentare nei momenti di pausa e che accorrono vicino al bordo non appena scorgono l'ombra di una figura umana. Questo è un altro aspetto interessante della cultura cinese. Piegare la natura al piacere dell'uomo per arrivare ad una armonia elegante e ricercata, ma sempre artificiale che però simuli il più possibile la naturalità. Ecco quindi la ricerca ossessiva di pietre che simulino naturalmente montagne, di alberi contorti (artificialmente, qui nasce l'arte del bonsai) che li mostri resistere all'insistere dei venti oppure potati secondo forme che simulino animali o forme geometriche, secondo i dettami dell'arte topiaria diffusasi poi nel resto del mondo ma che qui raggiunge il suo apice. Oppure i marmi che ridotti a lastre e poi levigati, mostrino venature che appaiono come paesaggi, nuvole, animali fantastici e che faranno mostra di sé come intarsi in mobili, quadri, frontoni delle case. Una natura innaturale che racconta bene un aspetto di una mentalità complessa e molto barocca. 

Tra i pesciolini
A fianco c'è anche un piccolo mercato dei fiori che in alcuni giorni e stagioni si espande a dismisura nelle strade vicine a raccontare questo altro grande amore del popolo cinese. I banchetti per i turisti sono in fondo pochi, con qualche giargiattola di pietre e chincaglieria varia al fianco dei memorabilia della rivoluzione, libretti rossi, distintivi e medaglie, cappellucci maoisti e finti manifesti inneggianti al potere del popolo. In una via parallela il grande edificio, di certo novecentesco di una chiesa cristiana. Entriamo a dare un'occhiata. C'è parecchia gente all'interno tra i banchi e nelle molte sale di riunioni laterali. Non è ora di preghiera, ma i molti gruppetti sono riuniti a provare inni e cori sacri. Sono sonorità inattese e a noi sconosciute, piuttosto incongrui alla nostra idea di liturgia cattolica. Certo che ci danno dentro tutti con un certo impegno. In effetti si tratta della cosiddetta Associazione patriottica cattolica cinese, riconosciuta dal governo ufficialmente e con pieno diritto di svolgere il culto cristiano in accordo col partito e di fare proseliti, ma che tuttavia non riconosce l'autorità del Papa e i cui vescovi vengono nominati dal governo, mentre l' "altra" chiesa cattolica, è osteggiata ed  opera in clandestinità. Tuttavia se non lo sai, stupisce questa assemblea di gente che prega tra croci e lumini ed immaginette di Cristo.

Biscotteria
In effetti, da Deng Xiao Ping in poi la linea dello stato è stata quella del ritenere la religione, qualunque essa sia, un ottimo punto per mantenere, guarda caso, coesione ed armonia nel popolo, anche se si ritiene più consigliabile il credo buddista, ritenuto più vicino a questo concetto di armonia globale, mentre, pare, sia controindicata nei periodi rivoluzionari, perché storna l'attenzione delle folle dalla meta finale da raggiungere. Naturalmente si parla sempre di religioni che siano ossequienti al governo e non abbiano tentazioni centrifughe, infatti l'atteggiamento verso l'Islam e le altre sette locali come il Falun gong, sembrano decisamente differenti. Per il resto le vie sono gremite di locali, alberghetti come il nostro, ristorantini, per la verità molto curati nell'aspetto estetico, finto antico o in stile moderno minimalista. In uno di questi con begli orci da vino di riso e grandi vasi di vetro con infusi di ogni colore, ci prendiamo due piatti di maiale mangiabilissimi, sarà che i morsi della fame si fanno più impellenti, a 52 ragionevoli Yuan, con il classico thé verde, sempre fornito di default a volontà in ogni locale, cercando di resistere alle ondate di sonnolenza che la notte saltata fanno arrivare a intervalli precisi come gli spasmi del parto. Bisogna resistere per prendere il giro e non essere completamente rimbambiti domattina. Comunque crolliamo di comune accordo nel letto non appena rientrati in camera per godere del sonno del giusto.

Al ristorante


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