mercoledì 4 dicembre 2019

Cina 10 - A casa

Non si vive di sola cultura


Alla stazione
Ed eccoci qua, tornati a casa stanchi come muli sulla Marmolada, assaliti dalle incombenze e dagli obblighi entro e non oltre, bollette, scadenze e va là che vai bene, invece di potersi mettere lì tranquilli a metabolizzare il vissuto di questo mese, ad analizzare l'esperienza o semplicemente riviverla nella tranquillità della tua casa per potertela godere meglio e trarne qualche considerazione, qualche pensiero utile a te stesso, magari da condividere e da confrontare con quelli che, bontà loro, ti seguono. La cosa che ormai hanno in comune queste mie ultime esperienze è sempre la stessa, le progetto in modo un troppo caricato, in considerazione al mio stato fisico e alla mia voglia di sbattermi in concreto, certo, perché nel progetto invece si butta sempre il cuore oltre l'ostacolo e sembra sempre poco, spinto anche da chi ti accompagna che invece va come un treno, mentre io poi, alla fine, devo valutare che sono soltanto più un treno merci pesantissimo che sbuffa anche per arrivare al suo definitivo binario morto e quindi, come si dice, me la appoggia. A questo si aggiunga che non mi ricordavo più come il ritornare al sistema di movimento zaino in spalla, in completa autonomia per più di metà del giro, sia impegnativo sia organizzativamente che fisicamente. Tutti bei ragionamenti, logici e inoppugnabili, che poi tuttavia si vanno a sbriciolare quando constati che l'attività parallela a questa meditazione post viaggio e che consiste nella progettazione del prossimo, ripercorre inevitabilmente la stessa falsariga che ora sto criticando. 

Per le vie del mondo
Insomma niente di nuovo sotto il sole. Il problema del mese di viaggio poi si ripropone ogni volta. E' tanto e diventa complice della faticosità finale intrinseca? Ma se poi facendo il bilancio finale sei costretto a constatare che mancava sempre la solita settimana per completare bene il programma iniziale della visita di luoghi in cui inevitabilmente è certo che non potrai mai più ritornare! La smania collezionistica di accumulare paesi (qui abbiamo aggiunto il 111°) non è degna di chi vorrebbe essere un passabile viaggiatore? Ed ecco che invece siamo già qui a progettare altri nomi vergini tra le mete papabili per il solo gusto di farlo. Insomma, diciamolo, l'uomo è una continua contraddizione. Intanto che questi drammi esistenziali, che prendono corpo ad ogni ritorno, piano piano svaniscono delle pieghe dell'anima, mettiamoci all'opera per analizzare concretamente questo viaggio nelle sue componenti, rispondenza alle aspettative, esame dell'esperienza, anche in vista di essere di aiuto a chi volesse percorrere a sua volta questi sentieri, cercando si non fare sconti sulle aspettative maturate nel progetto e a quanto ci si attendeva, magari suggerendo correzioni e aggiustamenti di rotta in base a quanto ho potuto toccare con mano. In soldoni è stato un viaggio di luci ed ombre, non aiutato dal clima, probabilmente novembre non è il mese giusto e se è considerata bassa stagione ci sarà pure un motivo, con qualche aspetto negativo che vi sottolineerò di volta in volta ed inevitabilmente tutti quelli positivi di cui parlerò ampiamente per un bel po', intrattenendovi su questo luogo virtuale, se avrete la pazienza di seguirmi. 

I tempi cambiano
Tanto per riassumere per chi non era al corrente, l'itinerario prevedeva un cammino lungo tre provincie della Cina meridionale, lo Yunnan, lo Hunan ed il Guangxi per cercare di verificare quanto rimanesse ancora di tradizione in queste zone fortemente popolate da molte delle 49 minoranze presenti nello sterminato territorio cinese ed una settimana finale dedicata all'isola di Taiwan, nell'intento di fare paragoni, se possibile, con l' "altra" Cina. Inoltre viaggiando in un paese in cui sono stato almeno una ventina di volte se non di più, per lavoro a partire dalla fine degli anni '90, ma da cui mancavo dal 2006, verificare cosa ci sia ancora di quella realtà, che pur sembrando essere recentissima, in realtà si presenta ormai come un vero e proprio trapassato remoto. Programma sicuramente ambizioso insomma che doveva poi assommare come giunta non secondaria la scoperta delle bellezze naturali che in questa regione, note e meno note, sono davvero moltissime. Quindi come vedete di carne al fuoco ce n'è fin troppa e cominceremo quindi da domani ad esaminarla nei dettagli senza troppa fretta, sicuramente mettendoci più tempo di quello necessario a percorrerla, magari segnalandovi anche i rimpianti per quello che sono stato obbligato, dai tempi del turista, a lasciare indietro (purtroppo per sempre) e per quello che il tempo ha ormai irrimediabilmente cancellato (anche questo purtroppo per sempre) e che ti fa ogni volta ragionare di come sarebbe stato straordinario fare questo viaggio dieci, venti o trenta anni fa. Ma coi se e coi ma non si fa la storia e la nostra invece comincia domani.

Luci ed ombre


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4 commenti:

Simona ha detto...

Sono davvero impaziente di leggere il tuo diario di viaggio, anche se messe giù così le premesse mi lasciano perplessa :) Il tempo è una variabile imprevedibile che condiziona pesantemente il viaggio (lo scorso anno a Taiwan, nonostante l'alta stagione, ho preso tanta di quell'acqua da dover modificare in corsa l'itinerario ben due volte) ma leggo una punta di delusione che spero verrà smentita nel corso del racconto.

Enrico Bo ha detto...

@Simo - Giustamente il tempo non si può incolpare di nulla. Tuttavia mi sento di sconsigliare novembre come mese per questa area. La punta di delusione che hai giustamente percepito deriva dal fatto che, nonostante avessi letto qual è la realtà di oggi dello Yunnan, mi ero fatto (sbagliando) un mio film di aspettative che non potevano essere poi realizzate, perché il mondo è cambiato e l'interesse etnografica che cercavo laggiù (e che avevo trovato ad esempio nel nord del Vietnam, nella Birmania,nel Laos e nell'India nordorientale), oggi non esiste più ed è inutile rimpiangerla perché questo è il destino inevitabile e forse anche giusto per tutte le minoranze etniche di tutto il mondo, che si globalizza per forza di cose.

perangelo ha detto...

Ti porgo un ben tornato a casa.

Enrico Bo ha detto...

Grazie carissimo

Where I've been - Ancora troppi spazi bianchi!!! Siamo a 111 (a seconda dei calcoli) su 250!