lunedì 14 luglio 2008

Il servo

Vista l'insistenza di Adri, proviamo con questo:

Poco prima dell'alba, Grommah si svegliò come al solito e iniziò subito le abluzioni che gli rendevano la giornata più accettabile. La sua stanza era piccola e da una apertura in alto entrava il primo chiarore rosato che faceva prevedere un altro giorno di sole. Era piuttosto basso di statura e nonostante avesse ormai più di settanta anni non si era ingobbito né si vedevano i segni di una vita di lavoro e di fatica. Grommah era un servo, che anno dopo anno aveva disceso tutti gli scalini della servitù fino a toccare quasi il fondo. Oggi, nel Giorno della Servitù, forse avrebbe compiuto anche l'ultimo passo. Forse oggi sarebbe stato spinto al grado più basso. Non era preoccupato, non più di quanto lo fosse stato in passato quando ancora, in gioventù aveva fatto parte della schiera dei Padroni. La piccola porta sul fondo della camera si aprì e due servi superiori entrarono. Capì subito perchè erano venuti a prenderlo. Si cinse i fianchi di un corto dothi bianco, calzò dei sandali spessi che lo facevano apparire più alto di quanto fosse e si fece mettere le catene ai polsi senza opporre resistenza. Da fuori, dalla Grande Piazza cominciava a salire un brusio cupo, un rumore che andava via via aumentando. Percorsero il lungo corridoio che andava alla balconata in silenzio, poi, mentre arrivavano alla grande finestra, la porta si aprì e la luce di colpo entrò a ferirgli gli occhi e a fargli abbassare il viso. Uscirono fuori e l'urlo improvviso della folla gli strinse lo stomaco. La piazza era immensa, non se ne vedeva la fine. Qualche milione di persone ci si stipava vociando. Quello era il giorno della Servitù Assoluta. Quando lo videro, le grida presero un ritmo preciso fino ad unirsi come in un urlo che uscisse da un'unica bocca. "Grom-mah ser-vici. Grom-mah ser-vici" Come un mantra salvifico. I due Servitori gli presero le braccia e le alzarono mostrando alla folla le catene. Senza alzare lo sguardo, con voce bassa ma sicura, che i mille altoparlanti rendevano forte e chiara in tutta la piazza e certamente in tutto il mondo, Grommah parlò. "Sarò il vostro Schiavo. Lo Schiavo di Tutti. Per sempre." Quello era il Giorno della Schiavitù Assoluta. Lo riportarono nella sua camera e lo lasciarono solo. Solo allora sorrise e con calma si tolse dai polsi le catene di titanio intarsiate di oro e di pietre preziose. Si passò una mano sul capo per aggiustare i capelli neri appena trapiantati e si distese sul letto morbido a riposare prima di cominciare la giornata. Finalmente. Quello era il Giorno del Potere Assoluto.

7 commenti:

AdriRips aka Ginevra ha detto...

...scusa ma li tenevi nel cassetto o li stai producendo qua per qua?
comunque sia: grande!

diego ha detto...

il giorno del cavaliere...?

Laura ha detto...

molto carino... lo segnalerò ai figli. Potresti avere un futuro!

enrico ha detto...

Mi sembra che adesso stiate esagerando, comunque ora vado in ferie , ne parleremo a settembre. Ma vorrei aprire una discussione, se no il discorso si inaridisce. penserò a qualcos'altro

skakkina ha detto...

Davvero una bella scoperta, il vento dell'est. Hai stoffa per la satira, ragazzo mio! Sono ben felice di pagarti la pensione! ;)

ciokkoblokko ha detto...

Il racconto continua con il potere assoluto che Grommah crede di aver raggiunto, ma al suo fianco l'amante crede di essere lei a controllaro, ma l'indovina a cui l'amante spesso si rivolge ne ha condizionato le scelte, e il medico dell'indovina sa di essere lui la pedina indispensabile, e così in una catena di controllo totale che si chiude a cerchi quando l'ultimo personaggio si scopre far parte della folla e essere in sincera adorazione di Grommah. Qualcuno sa dirmi chi era l'autore del racconto originale? andrea.torelli@comune.mantova.it

enrico ha detto...

Bravissimo Andrea. Pensa che il racconto originale l'avevo visto oltre 40 anni fa su un Urania, di cui ero ghiotto, ma mi ricordavo solo il succo e non tutto il resto che tu hai segnalato. Anche il nome non doveva esser Grommah ma qualcosa di simile, non me lo ricordo bene. Chi era , Ballard? Mi piacerebbe ritrovarlo. Comunque hai avuto un bel fegato a risalire tutti i post fino al 2008. Grazie!

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